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9 novembre 2020 1 09 /11 /novembre /2020 14:59

L’attività dei rettili è legata alle temperature esterne, quindi alle nostre latitudini, quando il freddo arriva, questi animali si rifugiano in nascondigli al riparo del gelo.

In base agli umori del tempo (sia quello meteorologico che quello che ho a disposizione), solitamente attorno al 25 ottobre faccio le mie ultime osservazioni di serpenti.

Ogni anno qualche serpente lo trovo ancora in giro anche dopo la metà di novembre, pure in dicembre, ma restano casi e situazioni particolari. Vi sono già stati nel passato degli anni in cui l’inverno caldo ha permesso di osservare dei serpenti attivi a dicembre o gennaio, ma restano casi sporadici.

Quest’anno le osservazioni di serpenti dopo la metà di ottobre sono stati più numerosi del solito, complici le temperature clementi delle giornate soleggiate e delle notti relativamente calde.

Di primo getto questo potrebbe sembrare positivo per un appassionato di rettili…bestiole attive qualche settimana in più all’anno. Riflettendo a come funziona un rettile, che ha bisogno di regolare la sua temperatura corporea tramite fattori esterni (tipicamente il sole da noi), questo prolungamento di temperature miti potrebbe rivelarsi pericoloso. Il motivo è semplice: se durante la bella stagione i rettili riescono a mantenere una temperatura corporea idonea a poter svolgere attività e funzioni vitali, con temperature calde, ma non abbastanza, la cosa si complica. Se ad un serpente servirebbe avere una temperatura corporea di 29 gradi  per poter digerire le prede, se col clima novembrino non riesce a raggiungere tale temperatura abbastanza a lungo, avrà difficoltà a digerire, quindi eviterà di mangiare. La temperatura che abbiamo in queste settimane resta comunque elevata, quindi le funzioni vitali dei rettili sono in funzione e bruciano energie, che avrebbero bisogno di un pasto per essere sostenute.

Dal momento che la temperatura ambientale cala e il serpente raggiunge il posto dove ha scelto di passare l’inverno, dove la temperatura del suo corpo resterà stabile attorno ai 5°C, cesserà di bruciare energia. Contrariamente a mammiferi che dopo il letargo escono dimagriti, i serpenti in primavera peseranno pressoché il medesimo peso che avevano all’inizio dell’inverno.

Bello vedere i serpenti attivi ora, ma è meno bello pensare che questa attività potrebbe portare loro alla perdita di risorse fisiche ed energetiche di cui avranno un gran bisogno in primavera.

Altro lato preoccupante è un repentino arrivo di gelate, che potrebbe creare non pochi problemi agli animali che non hanno raggiunto nascondigli abbastanza isolati dal gelo.

Vedremo… la natura ha molte risorse, ogni tanto una scrollata per far cadere i vulnerabili ha come risultato il rinforzo di chi si adatta e sopravvive.

Caldo novembre...

Nelle giornate autunnali pure le rane (Rana temporaria) si scaldano al sole, chi in modo spavaldo e chi ben mimetizzato nelle foglie secche.

Caldo novembre...

 

 

Le mantidi religiose (Mantis religiosa) si godono le ultime settimane di vita, e tra un pasto e l’altro, le femmine depongono le uova avvolte in ooteche, che si schiuderanno in primavera.

Caldo novembre...
Caldo novembre...
Caldo novembre...

 

 

Nelle foto seguenti un bel maschio di Vipera aspis atra dalla livrea melanotica, con bei labiali arancioni:

Caldo novembre...
Caldo novembre...

 

 

Un colubro liscio (Coronella austriaca) digerisce una preda tra i sassi:

Caldo novembre...
Caldo novembre...

 

 

Nelle immagini seguenti diversi individui di Vipera aspis franciscredi mimetizzati mentre di godono il sole di fine ottobre:

Caldo novembre...
Caldo novembre...
Caldo novembre...
Caldo novembre...

 

 

 

Nelle due immagini seguenti si intravvedono dei biacchi (Hierophis viridiflavus), pure loro fermi a scaldarsi:

Caldo novembre...
Caldo novembre...

 

 

Poi arriva novembre… il nocciolo in fiore l’8 novembre ad una quota di 1000 metri…

Caldo novembre...

Nella foto sotto una natrice dal collare (Natrix helvetica), di cui si vede un pezzetto di corpo, ben mimetizzata nei rovi:

Caldo novembre...

Nelle tre foto sotto, Vipera aspis francisciredi, la prima rannicchiata tra i rami secchi mentre le ultime due immagini ritraggono una giovane femmina osservata poco lontano dal nocciolo in fiore, sfruttandone le foglie secche come cuscino su cui mimetizzarsi:

Caldo novembre...
Caldo novembre...
Caldo novembre...

 

 

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