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5 novembre 2009 4 05 /11 /novembre /2009 18:56

Prima di scrivere questo articolo ho riflettuto a lungo sul modo di impostarlo e se fosse proprio il caso di pubblicare alcune fotografie. Tengo solo a precisare che le immagini che seguiranno non vogliono essere esibizionistiche e non vogliono nemmeno dare un esempio da seguire, anzi!
Sono comunque pronto a ricevere le eventuali critiche che possono suscitare.




Avendo diversi contatti coi serpenti in natura e in cattività, spesso la gente mi chiede, incuriosita, se riesco ad instaurare un rapporto con questi rettili. La risposta che posso dare è sì. Immancabilmente si crea un contatto che sfocia in un rapporto di paura o di fiducia, non userei termini di simpatia e antipatia da parte dei serpenti, ma ogni tanto si percepisce una certa curiosità da parte loro, che li fa quasi vincere la loro indole schiva.
Molti animali nati in cattività, ad esempio, perdono il loro istinto pauroso e non si nascondono ogni qualvolta ci avviciniamo al terrario. Si sono semplicemente abituati a dei determinati muovimenti e presenze ed hanno capito che non rappresentiamo una minaccia per loro. Alcuni individui, quando ci avviciniamo al loro terrario, ci vengono in contro, quasi fossero felici di vederci… razionalmente parlando, il serpente spera che gli portiamo del cibo, sicuramente non si aspetta un abbraccio.

In natura si può osservare un comportamento simile nei serpenti che vivono in zone con una forte presenza umana. Ci sono dei sentieri, delle rive di lago e di fiume, delle strade sterrate molto frequentate da chi quotidianamente passeggia il cane, chi fa la sua corsetta giornaliera o chi fa due passi tranquillamente in famiglia, che sono pure molto frequentate dai serpenti. In questi luoghi non è raro poter osservare a pochi metri dal sentiero, nella vegetazione o tra i sassi, dei serpenti tranquillamente immobili a scaldarsi al sole, totalmente incuranti del movimento umano che hanno a pochi passi.


Ho fotografato questo biacco (Hierophis viridiflavus) lungo una passeggiata che costeggia il Lago di Lugano. A pochi metri da me dei signori chiacchieravano e probabilmente si chiedevano cosa stessi fotografando...

Anche in questo caso, i serpenti che vivono queste situazioni, si sono abituati alla presenza umana e non la percepiscono più come un pericolo. Oltre a dei comportamenti piuttosto specifici ad una determinata specie, possiamo notare, anche nei serpenti, delle differenze caratteriali individuali. Ad esempio se afferriamo un colubro verdegiallo (Hierophis viridiflavus), quasi certamente veniamo morsicati ripetutamente e tenacemente dal serpente che tenta di sfuggirci.


Tipico atteggiamento di un Colubro verdegiallo (Hierophis viridiflavus) che si difende morsicandomi la mano (protetta da un guanto).


A volte degli individui della medesima specie, invece, reagiscono in modo totalmente inaspettato, fingendo qualche attacco a vuoto e calmandosi rapidamente senza grandi segni di aggressività.


In questo caso il biacco ha un atteggiamento vigile ma non mordace come di consuetudine. (Foto di Melo Batti, come pure la mano che tiene il serpente)

Voglio aggiungere che oltre al carattere individuale del serpente, anche il suo stato di salute e soprattutto la sua temperatura corporea è determinante alla reazione che avrà. Individui osservati in un caldo pomeriggio d’estate, saranno più reattivi che non animali trovati in una fresca mattina di primavera.


Ho potuto fotografare questa giovane vipera (Vipera aspis atra), che si scaldava ai primi raggi di sole primaverili, indisturbato per più di 10 minuti. Volendo fare un ritratto in macro, ho distrattamente toccato con l'obbiettivo il serpentello, che si é dato alla fuga...

Come descritto negli articoli dedicati ad ogni singola specie, non sono per forza i serpenti velenosi ad essere i più mordaci ed aggressivi. Riassumendo, possiamo dire che i serpenti, istintivamente, evitano il nostro contatto, vedendoci come una minaccia. Se il serpente verrà calpestato o toccato, attuerà delle strategie difensive specifiche alla propria specie ed alla propria esperienza di vita. Ci sono individui abituati alla nostra presenza che si lasceranno avvicinare senza timore, e altri che si daranno alla fuga. Il fatto di voler toccare un serpente è sconsigliato, ma spesso chi li studia o li alleva deve per forza maneggiarli ed avere un contatto diretto con loro. Con parecchia esperienza si riesce a tenere saldamente un serpente in mano senza ferirlo, senza rompergli le costole e senza soffocarlo stringendogli il collo. A volte, conoscendo il carattere del serpente, si riesce a calmarlo e a dargli fiducia, e a poterlo maneggiare senza costrizione, cosa che stressa molto meno l’animale.


Neonato di Vipera orlovi. Questo serpentello non riusciva ad uscire dalla membrana che lo avvolgeva alla nascita, ho dovuto aiutarlo. Non ha mai mostrato segni di aggressività. 

Le seguenti foto, come detto inizialmente, non sono assolutamente da prendere come esempio e non vogliono per niente incoraggiare le persone a toccare i serpenti. Il serpente resta imperativamente un animale istintivo ed imprevedibile (forse noi non avvertiamo il pericolo che lui ha percepito), e la situazione può cambiare improvvisamente, in modo poco piacevole.



Saettone occhirossi, splendido serpente endemico del Sud Italia e della Sicilia fotografato da Melo Batti.



Vipera aspis atra, fotografata nella mia mano. (Foto di Yves Brunelli)


... (Foto di Yves Brunelli)


Da queste foto che sembrerebbero idilliache, passiamo a vederne altre, che mostrano un altro aspetto del toccare un serpente.


Biacco (Hierophis viridiflavus) che morsica e "mastica" la mano del mio amico Melo. (Foto di Melo Batti)



Gli effetti del morso di un biacco, più impressionanti che dolorosi. (Foto di Melo Batti)



Vipera aspis che si difende mordendo il mio guanto. Foto non molto scientifica ma interessante per il fatto di vedere il dente velenifero e qualche goccia di veleno.

Sul seguente link trovate una foto della mano del mio amico Yves un'ora dopo il morso di una vipera:link


Ringrazio l'amico del Vallese, Yves per avermi fotografato e l'amico della Sicilia, Melo per avermi permesso di pubblicare le sue fotografie.

 Copyright © Grégoire Meier 2009 . Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

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Published by Grégoire Meier
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commenti

Isacco 07/22/2015 14:50

Ciao Greg, ti seguo da anni ma non ho mai avuto il piacere di scriverti.
Da tempo sono affascinato dai serpenti ed ho anche detenuto alcune specie concesse in Italia.
Non ho ancora avuto la fortuna di osservare vipere nel loro ambiente (abito sul lago d'Iseo).
Apprezzo e leggo sempre con piacere gli articoli che scrivi ed ho trovato questo molto interessante.
Mi complimento per ciò che hai saputo esprimere senza scivolare nell'esibizionismo.
Pure io ho manipolato boa e pitoni, ho anche salvato un biacco dalle mani di un contadino ma mi chiedo come fai a maneggiare una vipera e fidarti?
Ancora complimenti e spero di poter osservare in natura questi splendidi ofidi che semplicemente adoro, in particolare le aspis francisciredi.
Ciao!

Grégoire Meier 07/22/2015 15:56

Ciao Isacco,
effettivamente hai ragione. I serpenti essendo piuttosto inespressivi, sono difficili da leggere, anche se alcuni loro atteggiamenti ti fanno capire in che stato d'animo si trovano. Foto di vipere manipolate senza protezioni, come in foto, sono piuttosto azzardati… meglio osservarli in tutta sicurezza senza conti fisici.
Come te adoro la francisciredi!
Ciao
Greg

yves brunelli 11/07/2009 09:56


Bravo très bonne article et un sujet pas souvent abordé

amitié

Yves b.


ale 11/06/2009 13:48


Ciao Greg.

Farei subito un distinguo fra manipolazione e manipolazione. A volte e in ogni caso seguendo il buon senso, una manipolazione può essere utile per trasmettere o acquisire conoscenza. Le
manipolazioni esibizionistiche mi danno fastidio (e ne ho scritto più volte in NM), ma non mi sembrano rientrare fra le tue casistiche .
L'articolo è come sempre interessante e l'introduzione mi sembra opportuna. Forse la evidenzierei un po'.
Per quanto riguarda gli effetti di un morso di vipera, mi viene in mente una lettura pre-adolescenziale: era il diario del grande Edmund Brehm che descriveva gli effetti non curati del morso di una
berus che lui stesso si era fatto fare.
Se ritrovo il libro (era di mia mamma) fotocopio le pagine e te le spedisco.

In ogni caso, bravo!




Grégoire Meier 11/06/2009 20:18


Ciao Ale,
sono contento che si riesca a capire il senso dell'articolo e delle immagini allegte. Chiaro, come avrai visto  su NM, ogni tanto c'è un batibecco su questo argomento, discussioni che trovo
comunque sempre costruttive anche se a volte si arriva all'esagerazione (qualche provocazione volontaria l'ho pure innescata io...). In ogni caso é un buon segno se la gente ci pensa, porta sempre
a dover riflettere su come ci comportiamo con gli animali che amiamo e ammiriamo.

Se ritrovi il diario di E. Brehm, più che volentieri accetto le fotocopie!! 

Ti ringrazio per la critica e seguo il tuo consilio evidenziando l'introduzione.
Ciao
Greg 


UpTheHill 11/06/2009 08:45


Ciao Grégoire,

grazie per questo bell'articolo, che potrebbe aiutare molte persone a "lasciarsi indietro" le paure ataviche che molti hanno per questo splendido rappresentante del regno animale. Ben scritto,
onesto ed equilibrato.

Spero tu abbia altri articoli di questo tipo che bollono in pentola...

UpTheHill
wwww.montagnaticino.com


Grégoire Meier 11/06/2009 20:09


Ciao Nino,
grazie a te per aver letto l'articolo.
Son contento che di essere riuscito a trasmettere un certo equilibrio ed una certa "neutralità" in questo articolo. Spero pure io che con queste foto, in cui si vedono dei colubri e una vipera
molto docili, possa passare un messaggio che stronchi le tradizionali dicerie.

Il mio cervello ribolle di idee... spero di trovare il tempo per "buttarle giù"...
Ciao
Greg 


Patrick Scimè 11/05/2009 21:43


Ho trovato questo articolo molto interessante!!!
Animali molto affascinanti le vipere, da sempre.. ogni volta che le vedo..rimango meravigliato della loro bellezza aggressiva! Stupende tra i serpenti!!!


Grégoire Meier 11/06/2009 17:14


Grazie Patrick!
Pure io resto sempre affascinato dalla bellezza, la delicatezza e la dolcezza mista a severità delle vipere. Ogni incontro mi da sempre molta emozione!
Ciao
Greg


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