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23 febbraio 2020 7 23 /02 /febbraio /2020 19:30

La stagione riparte.... o forse sarebbe meglio chiedersi se quest'anno si sia mai fermata!

Certo, vi sono state alcune settimane fresche, ma nelle medie basse quote le temperature sono scese raramente sotto lo zero e le precipitazioni sono state veramente poche, cosa piuttosto comune degli inverni ticinesi.

La natura ha comunque dei ritmi da seguire, dettati sì dalle temperature, ma pure dalla lunghezza delle giornate, da pressione atmosferica e altre cose che ci sfuggono!

I rettili, come molti altri animali, necessitano di un riposo invernale freddo. Questo permette loro di avere sbalzi ormonali necessari per poi potersi riprodurre, ma certo il tepore può portare alcuni individui a esporsi al sole anche nei mesi non usuali, come il colubro liscio (Coronella austriaca) che ho potuto osservare agli inizi di dicembre:

 

 

La stagione riparte!

La comune lucertola muraiola (Podarci muralis) é da sempre osservabile in qualsiasi mese purché vi siano due raggi di sole e una temperatura non troppo fredda, quindi nulla di sorprendente aver potuto osservare questi rettili in tutti i mesi invernali. Il vantaggio del fresco é che ci permette di avvicinarci abbastanza facilmente alle lucertole e poterne fare dei primo piano che ne esaltano la sfuggevole bellezza. Notate i puntini azzurri sui fianchi e la pancia arancione di alcuni degli individui qui sotto:

La stagione riparte!
La stagione riparte!
La stagione riparte!
La stagione riparte!
La stagione riparte!

 

Sollevando qualche corteccia morta si scopre il mondo vivo che pullula li sotto, ragni, coleotteri, ecc.

Coi primi mesi dell'anno molti insetti si riattivano anche tra l'erba e le foglie secche:

 

La stagione riparte!

Sopra Philodromus, ragno molto carino, sotto due coleotteri.

La stagione riparte!
La stagione riparte!

Halyzia sedicimguttata, coccinelle che si radunano per scaldarsi in una foglia.

La stagione riparte!
La stagione riparte!

Sopra una cavalletta (Aiolopus strepens ?) e sotto un grillo (Gryllus campestris).

La stagione riparte!
La stagione riparte!

Col freddo le chiocciole son sigillate nel loro guscio e i muschi vengono coperti da cristalli di ghiaccio.

La stagione riparte!
La stagione riparte!

Percorrendo gli habitat idonei ai serpenti anche nei mesi freddi permette di osservarne il passaggio o la presenza nei mesi più clementi, come lo dimostra ma muta di biacco nella foto sopra.

Altri incontri sono più vivaci, come quello avuto con lo scoiattolo (Sciurus vulgaris) qui sotto:

La stagione riparte!

Poi arriva la metà di febbraio, la flora inizia a colorare prati e boschi con timide gemme e pacati fiori, segno che qualcosa si muove!

La stagione riparte!
La stagione riparte!

Con questi segnali le antenne si rizzano, quando sono in giro negli habitat da serpenti, che ho percorso comunque per buona parte dell'inverno, aguzzo la vista, cerco si scorgere il dettaglio che tradisce la presenza di un rettile. Un fruscio sospetto, spesso fatto dalle lucertole che in questo periodo sono più lente, danno quel sussulto al cuore nella speranza di vedere la coda di un serpente filare, ma nulla. È metà febbraio, fa caldo, il suole é tiepido, tutto lascia pensare che qualche serpente sia esposto in mezzo alla vegetazione, ma non ne vedo.

Poi, come se tutto fosse programmato e fedele ad uno schema ben rodato da anni, dopo il 20 di febbraio la prima osservazione:

La stagione riparte!

La prima vipera dell'anno vale tutte le altre osservazioni che saranno forse fatte nel resto stagione. Nulla vale quell'istante in cui passi davanti al rovo dove sei già passato due giorni prima e percepisci che lei é lì. Forse mi sembrava di percepirlo già quei due giorni prima... la mente fa i suoi giochi... Poi setaccio con lo sguardo quell'accumulo di rami, foglie, spine... ed eccola che si materializza! La vipera è totalmente esposta al sole ma amalgamata a ciò che la circonda, fusa con l'ambiente, tanto da essere quasi invisibile!

È difficile spiegare cosa succede in quei momenti in cui siamo l'uno a pochi centimetri dall'altro... sembra comunione tra due esseri totalmente diversi, ma in realtà la cosa é più basilare... io cerco di non far muovimenti bruschi che la spaventerebbero, lei resta immobile con la speranza che così facendo io non mi accorga della sua presenza.

Dopo aver passato qualche minuto seduto accanto alla vipera e aver fatto un paio di foto mi allontano lentamente per far sì che lei possa continuare a scaldare in pace il suo corpo e riattivare il proprio metabolismo.

 

La stagione riparte!

Qualche centinaio di metri più in là, un'altro maschio di Vipera aspis francisciredi si crogiola al sole, protetto da folti rovi. Mi allontano a vedere altri due habitat potenziali, senza vederci nulla e torno sui miei passi una mezz'oretta dopo, vedendo di nuovo i due serpenti esattamente nella posizione in cui erano prima, segno che la mia discreta visita non ha generato stress.

Spero di rivederli quest'anno, magari osservarli mentre lottano per i favori di una femmina, magari mentre si accoppiano...o anche semplicemente sentirli strisciare tra i rovi e sapere che ci sono, visibili o invisibili, loro ci sono e devono esserci!

 

 

 

Copyright © Grégoire Meier 2020. Tutti i diritti sono riservati. È vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

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15 novembre 2019 5 15 /11 /novembre /2019 09:10

Con la fine di ottobre le osservazioni di rettili diventano sporadiche per diventare praticamente nulle in novembre. Chiaro, alcune giornate tiepide permettono ad alcuni rettili di girovagare, ma le giornate ormai sempre più corte, portano questi animali a rintanarsi e progressivamente raggiungere profondità o nascondigli dove il gelo dei prossimi mesi non li raggiungerà.

Le piogge autunnali permettono ad alcuni anfibi ad andare a caccia di qualche preda prima che la neve copra tutti gli habitat.

 

Vi lascio con alcuni incontri fatti tra ottobre e la metà di novembre:

 

 

Stagione 2019 ormai terminata!
Stagione 2019 ormai terminata!

Nelle due immagini sopra si possono osservare due Vipera aspis francisciredi  che si godono i tiepidi raggi di sole autunnali. Sono ferme e immobili, allo scoperto ma mimetizzate nei pressi del loro rifugio invernale.

 

 

Sotto uno splendido maschio dai colori potenti. Verosimilmente lui era alla ricerca di una femmina con cui accoppiarsi. Vipera aspis oltre ad accoppiarsi in primavera come tutti gli altri serpenti, si accoppia volentieri anche in autunno.

Stagione 2019 ormai terminata!

 

 

 

 

 

 

Dopo l’abbondanza di funghi dei mesi scorsi, qualche rimasuglio rimane.

Stagione 2019 ormai terminata!
Stagione 2019 ormai terminata!

 

 

 

 

Le lucertole muraiole (Podarcis muralis) si godono tutto il sole che possono. Sono tra i rettili ticinesi facili da osservare anche in pieno inverno, nelle giornate clementi:

Stagione 2019 ormai terminata!
Stagione 2019 ormai terminata!

 

 

 

 

 

 

Le mantidi religiose (Mantis religiosa), alcune delle quali un po’ vissute, si godono le ultime settimane di vita prima di essere uccise dal freddo, se sono state abbastanza fortunate da non essere state mangiate prima da qualche uccello o altro predatore:

Stagione 2019 ormai terminata!
Stagione 2019 ormai terminata!
Stagione 2019 ormai terminata!
Stagione 2019 ormai terminata!

 

 

 

Questo giovane orbettino (Anguis veronensis) era spaparanzato seguendo la sagoma di una roccia nel centro di un sentiero… immagino il possibile terrore che avrebbe scaturito in qualche escursionista che lo avrebbe confuso con una vipera… anche se più probabilmente sarebbe passato inosservato:

 

Stagione 2019 ormai terminata!
Stagione 2019 ormai terminata!

 

 

 

 

 

Il periodo di caccia appena concluso… alcune possibili prede dei cacciatori si rifanno meno timide:

Stagione 2019 ormai terminata!

Sopra due caprioli (Capreolus capreolus).

 

 

 

 

 

 

Stagione 2019 ormai terminata!

Sopra e sotto diversi cervi (Cervus elaphus).

Stagione 2019 ormai terminata!

 

 

 

 

 

Nei pressi di una cascina questo biacco (Hierophis viridiflavus) si scalda sulle pietre di un muretto, immagino che ha intenzione di passare l’inverno in qualche cunicolo presente nelle fondamenta della costruzione.

Stagione 2019 ormai terminata!
Stagione 2019 ormai terminata!

 

 

 

 

Anche piante, insetti e ragni si preparano all’inverno:

Stagione 2019 ormai terminata!
Stagione 2019 ormai terminata!

Lampyrus noctiluca

 

 

 

 

 

Stagione 2019 ormai terminata!

Gryllus campestris

 

 

 

 

 

Stagione 2019 ormai terminata!

Pisaura

 

 

 

Stagione 2019 ormai terminata!

In una cavità ho potuto osservare diversi opilioni, degli Ischyropsalis. Per intenderci in modo poco scientifico... gli opilioni sono quei ragni dalle lunghe zampe e dal corpo a pallina. Questi in foto hanno delle specie di chele con cui afferrano le prede.

Stagione 2019 ormai terminata!

Poco lontano dagli Ischyropsalis ho osservato questo strano fenomeno: un piccolo coleottero parassitato da un fungo. Avevo già visto delle fotografie di qualche insetto colpito da un fungo entomofago, ma non lo avevo ancora mai osservato di persona!

Stagione 2019 ormai terminata!

 

 

 

 

 

 

Se le piogge autunnali non sono troppo intense, è facile osservare alcuni anfibi nei boschi. Immagino che siano a caccia di lombrichi, limacce e altro che escono col medesimo tempo umido.

 

Stagione 2019 ormai terminata!

Sopra Salamandra salamandra mentre sotto Triturus carnifex

Stagione 2019 ormai terminata!

 

 

 

Sotto una copia di Vipera aspis atra osservate a pochi metri di distanza l'una dall'altra, la prima foto ritrae una giovane femmina, mentre nella seconda vi è un maschio:

 

Stagione 2019 ormai terminata!
Stagione 2019 ormai terminata!

 

 

 

 

Anche per i ramarri (Lacerta bilineata) la stagione sta per finire. Un neonato, fotografato vicino ad un accendino per mostrarne la stazza) dovrà affrontare il suo primo inverno, mentre il giovane maschio della foto dopo ci è già passato almeno un paio di volte:

 

Stagione 2019 ormai terminata!
Stagione 2019 ormai terminata!
Stagione 2019 ormai terminata!

Le zecche danno ancora il meglio di loro, come lo si può notare sul ramarro ma anche su di me!

Stagione 2019 ormai terminata!
Stagione 2019 ormai terminata!
Stagione 2019 ormai terminata!

Termino con l’osservazione di questi colubri lisci (Coronella austriaca), un giovane maschio sopra e un maschio adulto sotto che ho fotografato mentre si godeva il sole di fine ottobre!

Stagione 2019 ormai terminata!

 

 

Copyright © Grégoire Meier 2019. Tutti i diritti sono riservati. È vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

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29 settembre 2019 7 29 /09 /settembre /2019 08:44

L'estate lascia lentamente spazio all'autunno, le luci e i colori cambiano, animali e piante si preparano al riposo forzato che l'inverno impone, un riposo rigeneratore e necessario.

Il periodo é comunque buono per osservare i rettili, le temperatue meno massacranti e l'umidità sono uno stimolo per farli uscire allo scoperto e godersi gli ultimi periodi di attività.

 

 

 

Nelle seguenti immagini sono presenti varie femmine di Vipera aspis atra, tutte quante gestanti. La fine dell'estate corrispende anche al momento del parto dei piccoli, per cui é frequente osservare le madri ottimizzare ogni minimo periodo di caldo per portare a termine lo sviluppo dei piccoli che portano.

L'estate volge al termine.
L'estate volge al termine.

Sopra una vipera ben mimetizzata nell’erba malgrado la sua colorazione scura. Sotto un secondo individuo si scalda poco lontano dagli escrementi di un cervo ... il che mi fa tornare in mente un vecchio articolo scritto anni fa…

 

L'estate volge al termine.
L'estate volge al termine.

Fantastica questa!

L'estate volge al termine.

 

 

 

 

Gli appassionati fungiatt quest’anno sono stati viziati… pure io che non cerco funghi, ho faticato a non inciamparci…qui di seguito alcuni di quelli incontrati…ma non raccolti!

L'estate volge al termine.
L'estate volge al termine.
L'estate volge al termine.
L'estate volge al termine.
L'estate volge al termine.
L'estate volge al termine.
L'estate volge al termine.
L'estate volge al termine.
L'estate volge al termine.
L'estate volge al termine.

 

 

 

 

 

 

L’umido favorevole ai funghi è pure stato benefico alle limacce che hanno potuto teneramente accoppiarsi:

L'estate volge al termine.
L'estate volge al termine.

Cercando vipere lungo i vecchi muretti a secco di un alpeggio ho osservato questa femmina di natrice dal collare (Natrix helvetica). Sorprende spesso incontrare questo serpente lontano dall’acqua, ma un adulto riesce benissimo a trovare rane e altre prede anche nei pascoli o nelle pietraie. Probabilmente vipere lunghe oltre un metro che le gente dice di vedere in certe pietraie, son semplicemente natrici come questa.

L'estate volge al termine.

Poco lontano ho potuto in effetti osservare una vipera:

L'estate volge al termine.

 

 

 

 

 

I ramarri (Lacerta bilineata) sono meno sgargianti che non nel periodo primaverile, ma restano guardinghi e scappano appena hanno capito che il loro mimetismo non ha funzionato:

L'estate volge al termine.
L'estate volge al termine.

Un giro negli habitat della Vipera aspis francisciredi mi ha permesso di osservare alcune femmine, pure loro gestanti:

L'estate volge al termine.
L'estate volge al termine.
L'estate volge al termine.
L'estate volge al termine.

Sopra una nascosta tra i sassi mentre quella sotto é adagiata sui rovi secchi:

L'estate volge al termine.

 

 

 

Insetti e ragni si godono le ultime settimane di vita (o attività), visto che molti di loro concluderanno il loro ciclo vitale con l'arrivo del freddo (o di riposo per chi ripartirà in primavera).

L'estate volge al termine.

Polygonia c-album

 

 

 

 

 

L'estate volge al termine.

Mantis religiosa, immaturo. Ne riparlerò un po' sotto.

 

 

 

 

 

L'estate volge al termine.

Araneus

 

 

 

 

 

L'estate volge al termine.

Argiope bruennichi, femmina.

 

 

 

 

Qui di seguito alcuni esempi di vipere (Vipera aspis atra) mimetizzate nel loro ambiente:

L'estate volge al termine.
L'estate volge al termine.
L'estate volge al termine.
L'estate volge al termine.

 

 

 

 

 

Ritorno con le mantidi... fino all'anno scorso avevo sempre visto solo mantidi religiose (Mantis religiosa) verdi, poi un anno fa ne trovo una marroncina... curiosamente quest'anno ne ho osservate, lo stesso giorno, verdi e marroni nella medesima proporzione, sia maschi che femmine.

Malgrado il colore sia diverso, appartengono alla stessa specie, fenomeno piuttosto comune in molti animali...basti pensare a quanti colori di capelli si possono vedere nelle persone che fanno la fila davanti a noi alla cassa del supermercato...

L'estate volge al termine.
L'estate volge al termine.

Le due sopra sono femmine, mentre quello sotto, un po' magrolino, é un maschio.

L'estate volge al termine.

 

 

 

 

In una giornata fresca di settembre ho potuto osservare un bel maschio di Vipera aspis atra scaldarsi presso delle felci ormai ingiallite:

L'estate volge al termine.
L'estate volge al termine.

Poco lontano una femmina dai colori più delicati si gode il tepore trasmesso dalla pietra timidamente scaldata dal poco sole che filtra.

L'estate volge al termine.
L'estate volge al termine.

 

 

 

 

Una lucertola muraiola (Podarcis muralis) ha predato un bruco:

L'estate volge al termine.

Mentre questa sotto, nata da poche settimane, ha già schivato un predatore, abbandonando la coda (autotomia), che oltre ad averle salvato la vita, ricrescerà !

L'estate volge al termine.

 

 

Un’ultima scampagnata di settembre ha permesso di osservare la seguente bella femmina di Vipera aspis atra:

L'estate volge al termine.
L'estate volge al termine.

Nello stesso habitat vive questo magnifico maschio, quasi un po' lo stereotipo della controversa sottospecie atra:

L'estate volge al termine.
L'estate volge al termine.

Gironzolando in questi ambienti, fa sempre piacere incrociare la strada di un neonato, una piccola vipera che, con un po’ di fortuna, raggiungerà la maturità sessuale e potrà dar vita ad altre nuove generazioni di serpentelli!

L'estate volge al termine.

 

 

 

 

Copyright © Grégoire Meier 2019. Tutti i diritti sono riservati. È vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

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12 agosto 2019 1 12 /08 /agosto /2019 13:28

I mesi caldi rendono spesso l'osservazione di rettili un po' più ardua, un po' per "colpa" della vegetazione rigogliosa che permette a questi animali di nascondersi bene e un po' perché i rettili non hanno la necessità di esporsi troppo tempo al sole. Fortunatamente ai periodi di forte caldo si alternano giornate piovose, che oltre a dare un po' di solievo a noi e alla natura in generale, permette di vedere alcuni rettili un po' meglio esposti.

 

Alcune osservazioni di luglio e agosto.

Nell'immagine sopra una femmina di Vipera berus sta cercando una posizione dove termoregolarsi ai primi raggi di sole mattutini, mentre sotto, sempre una femmina di marasso é intenta a scaldarsi per potere digerire la preda che ha mangiato poco prima.

Alcune osservazioni di luglio e agosto.

 

 

Nelle giornate calde può capitare di osservare giovani natrici dal collare (Natrix helvetica) gironzolare presso stagnetti e pozze, ambienti dove trovano facilmente le prede di cui si nutrono volentieri: i girini. nelle seguenti foto diverse piccole natrici ritratte nel loro ambiente:

Alcune osservazioni di luglio e agosto.
Alcune osservazioni di luglio e agosto.
Alcune osservazioni di luglio e agosto.
Alcune osservazioni di luglio e agosto.

La natrice dal collare dell'immagine sopra é ritratta in un ambiente ricco di Drosera intermedia, una pianta carnivora che prospera in alcune torbiere, va notata anche la sanguisuga a qualche centimetro dalla testa del serpente.

 

 

In Ticino abbiamo altre piante carnivore, come la Drosera rutundifolia qui sotto...

Alcune osservazioni di luglio e agosto.

...e la Pinguicula qui di seguito:

Alcune osservazioni di luglio e agosto.
Alcune osservazioni di luglio e agosto.

Nelle giornate belle calde si possono scorgere i ramarri (Lacerta bilineata), ben più rapidi che non nel periodo primaverile, ma sempre curiosi e guardinghi.

Alcune osservazioni di luglio e agosto.

 

 

Nei periodi particolarmente afosi si passano giornate senza vedere serpenti,  a meno di avere fortuna oppure di capitare su qualche individuo che per necessità si espone al solo, spesso sfruttando le ore mattutine oppure le zone semicoperte, in cui il sole viene "filtrato" dalla vegetazione, come le due femmine di Vipera aspis atra nelle foto seguenti:

Alcune osservazioni di luglio e agosto.
Alcune osservazioni di luglio e agosto.

Altre volte se ne intuisce solo la presenza grazie alle mute lasciate pochi giorni prima, come nella foto sotto:

Alcune osservazioni di luglio e agosto.
Alcune osservazioni di luglio e agosto.

Nelle mattinate fresche ed umide si possono osservare orbettini (Anguis veronensis), foto sopra oppure  lucertole vivipare (Zootoca vivipara) nelle foto sotto:

Alcune osservazioni di luglio e agosto.

Una scappatella nelle zone piemontesi per osservare Vipera walser ha regalato osservazioni interessanti, tre femmine gravide:

 

Alcune osservazioni di luglio e agosto.
Alcune osservazioni di luglio e agosto.
Alcune osservazioni di luglio e agosto.
 
Quest'ultima foto evidenzia un comportamento interessante adottato da alcuni serpenti:
Una caratteristica delle vipere del "gruppo Pelias", cioè marassi e affini, è quella di, a volte, appiattire il proprio corpo mentre si termoregolano. Questo permette sicuramente al serpente di raggiungere la sua temperatura ideale in un tempo più rapido visto che aumenta la superficie esposta al sole e diminuisce lo spessore del corpo. Verosimilmente questa strategia si è evoluta principalmente in questo gruppo di serpenti che vivono in ambienti freschi, oppure con escursioni termiche notevoli, in cui si passa da temperature fredde a temperature elevate in poco tempo. Sicuramente al serpente conviene sfruttare il sole nei momenti freschi, appiattendo il corpo, per poi rintanarsi all’ombra quando le temperature diventano eccessivamente calde.
Questa strategia permette alla vipera anche di sfruttare e ottimizzare brevi e fievoli schiarite tra due acquazzoni, che caratterizzano gli habitat in cui vive.
 
 
 
Alcune osservazioni di luglio e agosto.

Poco lontano dalle vipere dei walser una natrice dal collare (Natrix helvetica) stava digerendo un lauto pasto.

 

 

 

 

 

Alcune osservazioni di luglio e agosto.

Tornando in Ticino, un paio di giri negli habitat di Vipera aspis francisciredi hanno dato delle osservazioni interessanti, come le femmine nella foto sopra e in quella sotto. Animali splendidi con delle colorazioni notevoli:

Alcune osservazioni di luglio e agosto.

Malgrado alcuni individui abbiano colori apparentemente sgargianti, sono ottimamante mimetizzati nell'ambiente in cui vivono e non é sempre semplice scorgerli se decidono di non essere visti:

Alcune osservazioni di luglio e agosto.

Nelle due foto seguenti due maschi, sempre di Vipera aspis francisciredi, il primo in muta, per cui con l'occhio opaco, mentre il secondo dai bei colori accesi e dal corpo possente:

Alcune osservazioni di luglio e agosto.
Alcune osservazioni di luglio e agosto.

 

 

 

In estate gli insetti e i ragni sono belli attivi, come lo si vede nelle seguenti foto, dove vita e morte si intrecciano, come da copione:

 

Alcune osservazioni di luglio e agosto.

Sopra una mosca predatrice (Asilidae) ha catturato una piccola falena, mentre la farfalla sotto si mimetizza con la roccia su cui é posata.

Alcune osservazioni di luglio e agosto.
Alcune osservazioni di luglio e agosto.

Il Parnassius qui sopra non é stato molto fortunato, una delle ali non si é aperta bene... mentre sotto vari stadi di bruchi della falena Hyles euphorbiae tritano euforbia come se non ci fosse un domani!

Alcune osservazioni di luglio e agosto.
Alcune osservazioni di luglio e agosto.

Sopra un ragno del genere Pirata pattina sull'acqua, magari per predare qualche insetto che si posa in superficie, mentre i ragni salticidi sotto, sono proprio saltati sui moscerini che ormai si stanno mangiando:

Alcune osservazioni di luglio e agosto.
Alcune osservazioni di luglio e agosto.
Alcune osservazioni di luglio e agosto.

Un biacco (Hierophis viridiflavus), di circa un anno presenta ancora la tipica colorazione giovanile:

Alcune osservazioni di luglio e agosto.

 

 

 

La seguente foto ritrae un bel maschio di marasso (Vipera berus), foto è forse scioccante per certi versi, ma sviluppo sotto la cosa:

Alcune osservazioni di luglio e agosto.

La natura insegna che nulla è tutto nero o tutto bianco…
Sorprende spesso vedere come sia rigogliosa e variegata la natura nelle piazze d’armi.
Questo può succedere grazie alle restrizioni di accesso e di sfruttamento di quei posti: molti giorni dell’anno inaccessibili a turisti, escursionisti, ecc. visto che ci si spara dentro!
Le zone di tiro sono poi tenute sotto controllo per evitare che il bosco invada gli spazi aperti (per ragioni di sicurezza), quindi date in gestione temporanea ad allevatori che ci fan pascolare il bestiame, oppure falciate regolarmente da chi si occupa di manutenzione.
L’impatto ambientale dei bombardamenti stessi e delle varie schegge ed emanazioni sarebbero sicuramente interessanti da studiare per capire se questa forma di inquinamento compromette certe specie e la loro sopravvivenza a lungo termine.
Sicuramente qualche animale verrà anche ucciso durante le esplosioni… anche se mi pare che oggi si eviti di far saltare ordigni in zone particolarmente pregiate e delicate (come ad esempio stagni, zone umide, ruscelli), ma certo una sassaia o un cespuglione possono apparire poco pregiati, anche se molto ricchi di vita!
Un buon gestore di piazza d’armi organizza regolarmente la pulizia delle zone di tiro, rimuovendo bossoli, resti di mine e simili ed eventuali porcherie quali lattine e cartacce lasciate dai militi (ma anche da altri). Spero anche che oggi la confederazione imponga una collaborazione tra esercito e enti di gestione ambientale.

In sintesi…alcuni habitat sono bombardati ma salvati dall’esercito.

 

 

 

 

 

 

Ignare di questi problemi e preoccupazioni, i tre colubri lisci (Coronella austriaca) delle immagini seguenti, sonnecchiano immobili, sicure che il loro mimetismo le protegga dagli occhi dei predatori:

Alcune osservazioni di luglio e agosto.
Alcune osservazioni di luglio e agosto.
Alcune osservazioni di luglio e agosto.

 

 

Un giro nel vicino canton Grigioni, in una zona dove ho osservato vipera comune e marasso nel medesimo habitat, in una giornata nebbiosa, in cui il cielo offriva pioggia alternata a qualche lieve schiarita, un paio di maschi di Vipera berus, opachi dalla prossimità della muta, si scaldavano nei momenti di tepore:

Alcune osservazioni di luglio e agosto.
Alcune osservazioni di luglio e agosto.

 

 

Poco distante da loro una scena interessante, la seguente:

Alcune osservazioni di luglio e agosto.

Osservare diversi serpenti assieme e molto vicino non è per nulla eccezionale, anzi, alcune specie come possono essere le natrici tassellate, regolarmente sono osservabili mentre diverse di loro si scaldano sulla riva di un lago l’una sull’altra. Alti casi sono durante i periodi degli amori, in cui chiaramente i serpenti si incontrano per accoppiarsi.

Nel periodo tardo estivo e autunnale può capitare di vedere diverse femmine di vipere gravide l’una accanto all’altra o aggrovigliate. Il periodo di gestazione delle vipere e altri rettili ovovivipari dovrebbe terminarsi tra la fine di agosto e la fine di settembre, per cui in questo momento dell’anno le future madri ottimizzano la termoregolazione per permettere agli embrioni di terminare lo sviluppo ed essere partoriti.

Verosimilmente in quel punto preciso dell’habitat in cui quegli individui vivono, presenta una microclima ottimale per le necessità fisiologiche degli animali, magari vari criteri sommati attirano diverse femmine gestanti in quel posto specifico.

Personalmente ho osservato questo comportamento in varie specie, principalmente però il gruppo é composto da animali della medesima specie, ma quelle che chiamo un po’ scherzosamente “nursery” possono essere anche composte da individui di specie diversa, come quella volta in cui ho osservato due Vipera berus accanto a due Coronella austriaca, tutti e 4 individui femmina in fine gestazione.

La foto seguente e quella sopra mostrano un altro raggruppamento interessante, due Vipera aspis atra e una Vipera berus, chiaramente 3 femmine gestanti.

Alcune osservazioni di luglio e agosto.

 

 

 

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16 luglio 2019 2 16 /07 /luglio /2019 08:46
Namibia

Quest’anno mi son lasciato tentare da un viaggio in Namibia.

La decina di giorni trascorsi in quei paesaggi spettacolari e molto variegati sono volati, complici le numerose osservazioni di animali, di piante, di ambienti e l’ottima compagnia, sia di chi ci ha guidato per farci scoprire una porzione di Namibia, sia degli altri compagni di viaggio!

Il clima piuttosto arido della Namibia, come detto, offre comunque una buona varietà di ambienti. Si passa dal l’Oceano Atlantico al deserto del Namib per arrivare agli altopiani che si possono innalzare oltre i 2000 metri. Questi diversi habitat ospitano animali e piante che hanno saputo adattarsi alle difficili condizioni ambientali di quei luoghi.

Messo da parte le specie che si sono specializzate nella vita deserticola, le altre, come ad esempio la grande fauna presente nell’Etosha, sono inesorabilmente legate alle pozze d’acqua presenti sul territorio. Presso questi abbeveratoi si alternano varie specie, per cui è interessantissimo soffermarsi per lungi periodi ad osservare le varie interazioni… chi lasci il posto a chi, chi molesta chi… cercare di capire il perché di un’espressione allertata dell’uno o dell’altro.

Namibia

L’Africa ha un gran fascino, oltre ai paesaggi diversi di quelli che abbiamo, la flora e la fauna danno uno slancio a questa attrazione. Chi è cresciuto guardando i documentari sugli animali avrà sempre avuto la voglia di immergersi in quel mondo, dove prede e predatori convivono, lottano per sopravvivere, dando vita alla dura realtà della natura, cruda, spietata, che non guarda in faccia a nessuno, ma si limita a mantenere gli equilibrii e a far sopravvivere il più forte, il più adattato a portare avanti la sua vittoria.

Guardando l’Africa, ma pure il resto del modo, ci si chiede cosa sarà di tutta questa natura, dagli spazi apparentemente sconfinati ma ben recintati per evitare contrasti tra l’uomo e la natura.

Oggi molti paesi africani possono contare sull’apporto finanziario generato dal turismo che si muove in massa per ammirare questi squarci di vita selvatica, tutelando ambienti delicati e specie sull’orlo dell’estinzione.

Un'equilibrio fragile, fragile come lo é l'equilibrio della natura.

Namibia

È dura scegliere alcune foto per condividere alcuni momenti… é anche vero che la foto non darà mai l’emozione dell’istante vissuto, quella di essere avvolti nella luce e l’atmosfera…

 

 

Alcune identificazioni di animali sono in corso per potergli mettere un nome corretto, se tra quelle che ho scritto trovate delle nomenclature errate, fatemelo sapere!

Namibia

Tra i vari animali visti, l'orice (Oryx gazella) é sicuramente uno dei piu emblematici della Namibia. Le immagini che metto qui sono suggestive anche grazie al paesaggio desertico.

Questa antilope di grossa taglia é ben presente anche in altri habitat.

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Uno dei paesaggi più famosi é sicuramente Dead Vlei e il resto del Namib Naukluft Park. In mezzo alle imponenti dune rossiccie c'è questa distesa di alberi morti. Diversi secoli fa in quella zona scorreva un fiume il cui corso venne deviato dal muovimento delle dune. Il clima arido fa si che i tronchi non si decompongano, lasciando in piedi questo bosco spettrale ravvivato dai toni caldi e intensi della sabbia circostante.

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Il deserto del Namib, considerato il più antico del mondo, visto che è sottoposto a condizioni di aridità da diverse decine di  milioni di anni, costeggia il mare. In questo periodo autunnale si percepiva bene il contrasto tra l’arido della giornata del deserto e l’umido mattutino  portato dal mare. Il contrasto tra i due elementi, i due ambienti che si costeggiano, é spettacolare.

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Una visita alla riserva di Cape Cross che ospita una numerosa colonia di otarie (Arctocephalus pusillus pusillus) ci ha permesso di osservare questi animali da vicino, mentre le madri allattano i piccoli, mentre litigano tra di loro, mentre tornano o si buttano in mare. La colonia in questo periodo era composta unicamente da femmine, alcune accompagnate dal loro cucciolo.

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Sopra, uno sciacallo dalla gualdrappa (Canis mesomelas) si ciba della carcassa di un'otaria.

 

 

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Tra le antilopi che si sono adattate bene alla vita montana c’è il saltarupi (Oreotragus oreotragus), anche conosciuto col nome più facile da ricordare di oreotrago (è stata una delle tante risate fatte)! La sua piccola mole e il suo manto color roccia lo rendono difficile da vedere.

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Un facocero (Phacochoerus africanus) …poi ognuno ci metta l’accento dove vuole… imparentato ai maiali e cinghiali bazzica in mezzo alle faraone (Numida meleagris).

 

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Gli gnu (Connochaetes taurinus) sono una figura immancabile in molti paesaggi africani....

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… come lo sono le zebre (Equus quagga burchellii), eleganti per portamento e manto.

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Sopra una femmina gravida si riposa... segno che lo stallone sotto, qualche mese fa, non si é limitato a far penzolare la sua virilità!

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La zebra qui sotto ha deciso di bere in una postura poco comoda… e lo springbok (Antidorcas marsupialis) sembra osservare la cosa un po’ perplesso.

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La cosa affascinante di questi parchi africani, in cui la caccia è abolita da anni e gli animali sono abituati alla presenza dei veicoli, è la non curanza che la fauna mostra nei nostri confronti. La vita continua indisturbata, forse anche per semplici motivi di esigenze vitali, in cui ogni lasciata è persa… ogni accoppiamento mancato non potrà essere compensato, ogni pasto saltato lascerà un vuoto nello stomaco.

 

Le tre foto seguenti mostrano tre momenti intimi, o sarebbe meglio dire di normale e quotidiana vita e morte:

 

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Sopra accoppiamento di springbok (Antidorcas marsupialis) mentre sotto quello dei leoni (Panthera leo).

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Nella foto seguente un leone é intento a mangiare uno springbok:

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Il mondo delle antilopi è vasto, esistono specie molto piccole, come ad esempio il Dik-dik (Madoqua kirkii damarensis) qui sopra, che pesa meno di 7 kg, e il poco più grande, meno di 20 kg, Duiker (Sylvicapra grimmia) qui sotto...

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...oppure molto grosse come possono essere i kudu (Tragelaphus strepsiceros), delle due foto seguenti,  coi loro 180 kg di peso

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o gli alcelafi (Alcelaphus buselaphus) poco più modesti , qui sotto:

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Al di fuori delle antilopi, la giraffa  (Giraffa giraffa angolensis) sicuramente si fa notare per la sua stranezza fisica, se é ben adattata a mangiare le foglie degli alberi, lo è forse un po’ meno per bere nelle pozze d’acqua.

 

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Gli uccelli osservati sono stati moltissimi, qui sotto alcuni di quelli che son riuscito a fotografare decentemente:

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Un tractrac chat (Emarginata tractrac).

 

 

 

 

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Storno splendente di Glossy (Lamprotornis nitens).

 

 

 

 

 

 

 

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Il drongo coda forcuta (Dicrurus adsimilis).

 

 

 

 

 

 

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Il turaco (Corythaixoides concolor).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Impressionante colonia di fenicotteri, la maggiore parte fenicotteri rosa (Phoenicopterus roseus) e alcuni  fenicotteri di Lesser (Phoeniconaias minor).

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Una squadriglia di pellicani bianchi (Pelecanus onocrotalus).

 

 

 

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Kori bustard (Ardeotis kori).

 

 

 

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Ghiandaia marina (Coracias caudatus), che non centra nulla con le ghiandaie e men che meno col mare...

 

 

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Molti rapaci, tra cui, sopra una tawny eagle (Aquila rapax), mentre nelle due foto sotto l’astore cantante pallido (Melierax canorus).

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L’astore della foto qui sopra  ci ha permesso di osservare un’ennesima interazione tra specie.  Gli astori erano in coppia e avevano appena predato un volatile che stavano spiumando e iniziando a mangiare, posati sui rami di un albero. Sotto di loro, una mangusta (Herpestes (Galerella) sanguineus), nella foto sotto,  gironzolava e seguiva i loro spostamenti, raccogliendo ciò che cadeva dal pasto dei rapaci.

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Restando in tema manguste, presso un lodge dove abbiamo dormito vi era una colonia di questi simpatici animali, abituati alla presenza dell’uomo.  Aldo ed io abbiamo sacrificato parte della colazione condividendola con le manguste... che ci hanno assalito. Una volta finite le scorte di cibo, gli animaletti son tornati alle loro faccende quotidiane senza curarsi troppo di noi.

In questo caso le manguste striate (Mungos mungos) sono di una specie diversa di quella osservato con gli astori.

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L'adesivo sopra ricorda schezosamente che l'Africa può essere rude....

 

 

Se molti sono affascinati da leoni e altri grossi predatori, spesso gli stessi sono intimoriti da altri animali meno grandi e diversamente inquietanti, come ragni e scorpioni.

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Sopra e sotto Parabuthus, probabilmente Parabuthus kraepelini.

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Sopra uno scorpione che ha appena fatto la muta.

 

 

 

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Sicarius hahni

 

 

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Selenopidae.

 

 

 

 

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Una mantide religiosa (Ligariella sp.) dalle sembianze di un sasso.

 

 

 

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Le termiti (Macrotermes michaelseni) piccoli insetti, vedi foto sopra di un soldato, sono in grado di costruire dei termitai enormi come lo si può vedere sotto:

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Tra i vari insetti osservati vi è questa cimice (Odontopus sexpunctatus oppure Probergrothius angolensis), nella foto sopra, strettamente legata alla Welwitschia mirabilis (foto sotto), una straordinaria pianta che vive in ambienti desertici della Namibia e dell’Angola.  Oltre ed essere una pianta primitiva, considerata un fossile vivente, la sua longevità è notevole, alcune analisi effettuate su una di esse ha mostrato che la sua età è prossima ai 2000 anni. Pianta molto particolare, per certi versi sembra più morta che viva, probabilmente assorbe l’acqua dall’umidità che si crea con l’escursione termica tra giorno e notte. Verosimilmente la simbiosi tra questa pianta e la cimice fa sì che entrambe possano sfruttare l’altro…la cimice succhiando la linfa e la pianta essendo impollinata dalla cimice che si sposta dall’una all’altra.

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Welwitschia mirabilis

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Dopo questa parentesi di piccola fauna, torniamo a bestiole più grandi. Tra gli uccelli sicuramente lo struzzo (Struthio camelus) è un buon esempio. Qui sotto due maschi un po’ litigiosi:

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Sempre tra i giganti non può mancare l’elefante (Loxodonta africana). Il rispetto (o timore) che gli altri animali mostrano nei confronti degli elefanti fa riflettere. Osservare questi colossi bere da soli non fa percepire la loro mole, mentre quando si osservano le famiglie che si riuniscono alle pozze e si vede come litigano e interagiscono tra di loro si capisce la potenza dell’animale.

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Se dovesse persistere un dubbio, quando si ha la possibilità di vedere un grosso maschio un po’ nervoso che carica il mezzo su cui si è seduti, ogni dubbio svanisce. Nella foto sopra si nota il suo nervosismo, le orecchie spalancate, la proboscide appoggiata sulla zanna, la postura protesa verso avanti sono mimiche eloquenti!

Sono grandi, potenti, testardi e molto convincenti!

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L’altro grosso animale è il rinoceronte, in Namibia vi sono le due specie africane, quello nero e quello bianco. Tra le distinzioni più facili per capire di quale si ha di fronte, basta osservare il labbro, quello del rinoceronte nero (Diceros bicornis) è a punta, adatto a strappare le foglie da alberi e arbusti, mentre il labbro del rinoceronte bianco (Ceratotherium simum) è piatto, come quello dei bovini, adatto quindi a brucare erba.

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Sopra rinoceronte bianco (Ceratotherium simum).

 

Sotto rinoceronte nero (Diceros bicornis).

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Alcuni incontri sono stati piuttosto inaspettati ma molto soddisfacenti e divertenti:

 

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Scoiattolo (Xerus inauris) ?.

 

 

 

 

 

 

 

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Il galagone (Galago moholi), primate primitivo e notturno, con capacità acrobatiche impressionanti!

 

 

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Un porcospino (Hystrix africaeaustralis).

 

 

 

 

 

 

 

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Una genetta (Genetta genetta felina oppure Genetta tigrina).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I paesaggi sono stati variegati, ogni ambiente ci ha offerto luci, forme, colori, odori e temperature diverse. Difficile dire quale posto sia stato più bello, ognuno ci ha regalato qualche cosa che l’altro non aveva…

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I predatori hanno il loro fascino, forse è per questo che metto le loro foto verso la fine, per "premiare" chi ha resistito fin qui…

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Uno sciacallo (Canis mesomelas mesomelas) si riposa riparato da un cespuglio.

 

 

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Un’inquietante iena (Crocuta crocuta) trotterella sul suo territorio.

 

 

 

 

 

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Poi gli immancabili, ma sempre affascinanti e maestosi leoni (Panthera leo). Sopra alcuni giovani che osservano distrattamente un paio di zebre. Sotto una femmina sembra fiutare l’aria cercando di capire chissà cosa…

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Sopra un maschio di leone,  lo stesso della foto dell’accoppiamento visto in precedenza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Qualche rettile non poteva mancare! Le dure condizioni ambientali non hanno bloccato lucertole e serpenti, che si sono adattati a meraviglia a certi habitat apparentemente inospitali.

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Nei cespugli disseminati tra la sabbia si può avere la fortuna di scorgere un camaleonte (Chamaeleo namaquensis)

 

 

 

 

 

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…oppure un’agama (Agama aculeata)?.

 

 

 

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Se si osserva bene la base di alcuni cespugli si avrà la sorpresa di ammirare una piccola vipera (Bitis caudalis), dalle splendide sopracciglia che formano dei cornini appuntiti.

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Geco (Pachydactylus).

 

 

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Perfettamente adattato alla vita nella sabbia è il Meroles anchietae, lucertola in grado di correre sulle dune e di tuffarcisi per nascondersi. Il suo muso a spatola lo aiuta a farsi strada nella sabbia.

 

 

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Altro abitante ottimamente adattato alla vita nella sabbia è la Bitis peringueyi, endemica del deserto della Namibia e dell’Angola. Per nascondersi si sotterra nella sabbia,  lasciando sporgere solo parte della testa e degli occhi, diventando invisibile. La coda nera, che contrasta col resto del corpo color sabbia viene forse usata dalla vipera per attirare le prede, muovendola come fosse un vermetto.

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Concludo con uno degli ultimi incontri fatti… i ghepardi (Acinonyx jubatus). Il primo incontro è stato fugace, presto la mattina. Il felino si spostava in lontananza illuminato dalle luci dell’alba.

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Alcuni giorni più tardi ci siamo recati a Naankuse, una riserva naturale che si occupa di fauna selvatica con vari progetti di tutela della natura e reintroduzione di animali feriti.

Se non sbaglio, anni fa tre cuccioli di ghepardo furono salvati dalle trappole tese da un contadino che le aveva piazzate per salvaguardare il suo bestiame. I tre ghepardi ora sono abituati all’uomo e la loro reintroduzione in natura sarebbe problematica, per cui vengono mantenuti in un grande recinto ed è possibile avvicinarsi a loro.

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Non vi è paragone con l’avvistamento fugace del ghepardo selvatico, ma poter camminare di fianco a uno di questi felini è qualche cosa di veramente particolare… si ha la possibilità di ammirarne il manto, la forma delle zampe, le proporzioni del corpo… sentirli fare le fusa!

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Concludo ringraziando chi è arrivato fino alla fine dell’articolo (malgrado le raccomandazioni  di Francesco, non ce l’ho fatta a mettere solo 30 foto) e soprattutto ringrazio tutti coloro con cui ho condiviso il viaggio, compagni fotografi, appassionati e gli organizzatori che oltre a creare armonia e buon umore ci hanno regalato una marea di nozioni e informazioni, trasmettendoci la loro passione per la natura, facendomi innamorare ancora un po’ di più dell’Africa.

 

Qui sotto la foto di gruppo:

Ken, Phillip, Francesco, Io, Francesco, Fortunata, Elena, Aldo, Giorgio, Elena, Emanuele.

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