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18 ottobre 2009 7 18 /10 /ottobre /2009 17:44




La testuggine palustre (Emys orbicularis), vive in diversi paesi d’Europa e nel Nord Africa.

La testuggine è legata a degli habitat acquatici quali stagni, laghi e nelle ampie foci dei fiumi, in ogni caso specchi d’acqua tranquilli le cui rive presentano un’abbondante vegetazione.


Questa era rannicchiata nel suo guscio e quando mi sono seduto dietro di lei, presa dalla cusiosità, ha allungato il collo per osservarmi. 
 

Il suo carapace misura dai 13 cm fino ai 30 cm, a dipendenza dell’area di provenienza dell’individuo, e presenta una colorazione marrone, marrone-verdasta con delle striature e delle punteggiature giallognole. La testa e le zampe palmate della testuggine presentano praticamente la medesima colorazione del guscio oppure possono essere nere, ma quasi sempre ornate di giallo.


 

Oltre a vedere questo rettile in acqua, lo possiamo spesso osservare mentre si termoregola su tronchi galleggianti o a riva, spesso accompagnato da altri suoi simili. Appena ce ne avviciniamo troppo, si lascia scivolare in acqua per scomparire ai nostri sguardi.


Postura difensiva. 
 

La testuggine d’acqua si ciba di molluschi, crostacei, invertebrati, anfibi e le loro larve, pesci, carogne e qualche pianta acquatica, comunque sempre alimenti che trova in acqua.

La femmina depone fino ad una quindicina di uova in una buca cha ha scavato, relativamente lontano dall’acqua, in una zona propizia allo sviluppo degli embrioni. Verso settembre le uova si schiudono dando alla luce delle testuggini grandi 2 o 3 cm, che potranno vivere oltre 30 anni.


 

In Ticino la testuggine d’acqua vien segnalata sporadicamente, si teme che in realtà sia estinta dal nostro cantone e che gli individui avvistati siano frutto di rilasci da parte di appassionati.

La confusione è pure possibile con le numerose testuggini americane (Trachemys scripta), quelle con le guance rosse,  spesso acquistate per i bambini quando sono grandi pochi centimetri ma che raggiungono velocemente  una stazza maggiore ed ingombrante e che vengono buttate nei nostri laghi da chi se ne vuole sbarazzare…


 

Purtroppo la distruzione degli habitat e la trasformazione degli argini dei laghi impedisce a questo piccolo rettile di raggiungere delle zone dove deporre le uova, per cui anche gli individui presenti sono condannati a non poter avere discendenza. Oltre a questo problema ambientale, la testuggine è stata a lungo cacciata e mangiata: la chiesa permetteva di mangiare la carne di testuggine anche nei periodi di Pasqua e di astinenza….


 

Gli individui fotografati provengono dai miei terrari, malgrado ciò, mantengono un carattere schivo e riservato (c’è da dire che non cerco di interagire troppo con loro)… Per riuscire a far le foto con la testuggine che cammina ho impiegato parecchio tempo… tempo necessario alle nuvole per oscurare il sole e darmi delle foto troppo scure…

 

 

 

 

Copyright © Grégoire Meier 2009 . Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

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11 ottobre 2009 7 11 /10 /ottobre /2009 10:32

Come avevo accennato nell’articolo precedente, l’osservazione dei rettili nel loro ambiente volge al termine, per quest’anno.

Qui di seguito metterò alcune foto che hanno segnato il mio anno di osservazioni, soddisfazioni e sorprese herpetologiche.

Non tutte le foto sono delle migliori, ma le trovo significative e spero riescano a suscitare emozioni pure a voi, facendovi ancora ammirare questi animali, spesso visti solo in modo fugace.

Purtroppo il mio poco tempo a disposizione, il mio disordine nella classificazione delle foto e i tempi lunghi per caricarle nel blog non mi permettono di mettere tutte le immagine che vorrei, ma credo che alla fine  risulteranno a sufficienza.


Questo é stato il primo serpente che ho osservato, il 12 marzo, una grossa Natrix natrix.





Giovane Vipera aspis atra che si scalda hai primi raggi di sole primaverili.



Ritratto di un Hierophis viridiflavus.



Splendida femmina di Vipera aspis francisciredi dalla livrea arancione.




L'ibrido tra Vipera aspis atra e Vipera ammodytes, che per ora rimane l'unica prova documentata della presenza di individui di Vipera ammodytes rilasciati 30 anni fa sul territorio Ticinese.
Eccezionale ritrovamento: ibrido Vipera aspis/ammodytes



Salamandra atra.




Ritratto di una giovane femmina di Vipera berus.







L'osservazione di una popolazione di vipera concolor, con individui totalmente privi di motivi dorsali e altri con lievi "decorazioni".
Una rarità: Vipera aspis atra concolor





Le mie prime osservazioni di una popolazione di Vipera aspis aspis.




Ritratto di una Coronella austriaca.



Faccio una piccola parentesi da allevatore di serpenti... quest'anno ho avuto la riproduzione di Vipera (Montivipera) wagneri, una vipera endemica di una limitata zona della Turchia. Le due femmine che allevo da diversi anni, aiutate dal maschio, mi hanno dato alla luce 18 viperotti!

Una delle femmine.


Il maschio.



Questi sono alcuni dei piccolini.








Rana temporaria.




Splendida femmina di Vipera aspis atra, dai motivi dorsali grandi.




Vipera aspis atra, malanica con riflessi blu.




Natrix natrix melanica dai riflessi blu, pure lei.




Vipera aspis francisciredi.




Vipera aspis atra.




Vipera aspis atra.




Vipera aspis atra, melanica.




Vipera aspis francisciredi, femmina.




Ritratto di Vipera aspis atra melanotico.




Ritratto di Vipera aspis francisciredi.




L'unica Vipera berus ticinese osservata quest'anno.




Vipera aspis atra dai motivi spettacolari.




Vipera aspis atra, maschio.


E per finire... l'ultimo serpente che ho osservato il 24 di settembre, una Vipera aspis francisciredi.

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19 settembre 2009 6 19 /09 /settembre /2009 16:06

Anche quest’anno l’autunno arriva, le foglie ingialliscono, le castagne cadono, le temperature calano e le giornate si accorciano…

Questi ultimi due fattori portano molti animali a doversi preparare per l’inverno. I serpenti, ma anche gli altri rettili, iniziano ad esporsi sempre meno ai pochi raggi di sole che ci sono. Spesso gli animali che si osservano ancora sono individui in digestione, femmine in fine gravidanza o esemplari in muta (magari c’è anche qualche serpente che non vuol darsi ragione e spera che l’estate sia eterno…).

Per finire bene la mia stagione erpetologica, oltre a qualche giro in Ticino, sono andato a trovare il mio amico Yves nel suo Vallese, dove non abbiamo solo osservato serpenti ma abbiamo pure ammirato dei paesaggi notevoli.

 

Ecco un riassunto fotografico dei miei giretti autunnali.


Splendido maschio di Vipera aspis atra con un motivo dorsale particolarmente largo e marcato.




Lugano, i Denti della Vecchia ecc. visti dalla vetta del Camoghé (una sudata domenicale in famiglia!).



Un simpatico ragnetto (Araneus, credo).




Ritratto di Vipera aspis atra, maschio.




Ritratto di Vipera aspis francisciredi, femmina.




Il Vallese!



Coppietta di Oedipoda, queste cavallette depongono le uova in autunno, la schiusa avviene in primavera.




Vipera aspis francisciredi



È veramente difficile fotografare le libellule in volo... almeno ci ho provato...




Sempre il Vallese.




Giovane maschio di Vipera aspis atra.



Rana temporaria, bella paffuta, pronta per l'inverno.




Dopo ore di attesa ... ho fotografato queste due lepri (Lepus).




Una mantide religiosa (Mantis religiosa) immatura, deve ancora effettuare una muta per arrivare allo stato adulto.




Coronella austriaca.



Cavalletta, trovo carino il mimetismo...



Un' altro squarcio vallesano.



Vipera aspis atra.



Vipera aspis aspis, abbiamo ritrovato questo maschio, già osservato all'inizio dell'estate.



Bel maschio di Vipera aspis atra.



Mantide religiosa (Mantis religiosa), femmina adulta (anche un po' vanitosa visto che si metteva in buone pose) pronta a deporre le uova.


Se avete resistito fin qui, vi meritate di poter ammirare questa splendida vipera, una delle più belle che io abbia visto.


Vipera aspis atra, maschio.

 

 

 

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24 agosto 2009 1 24 /08 /agosto /2009 09:01



In questo caldo mese di agosto ho avuto, purtroppo, poche occasioni di andare ad osservare i serpenti nel loro habitat.

In quei pochi giorni che ho potuto dedicare alle mie ricerche ho comunque avuto degli incontri piacevoli, e non solo con i serpenti, ma pure con degli altri abitanti della nostra ricca natura.

Ho avuto modo di fare delle prove con l’obbiettivo macro, fotografando insetti, ottenendo dei risultati che giudicherei sufficienti, ma spero di aver modo per migliorarmi…

Ho dedicato diversi giorni alla ricerca della Vipera berus, che come detto nell’articolo che gli ho dedicato, vive in una zona abbastanza ristretta del Ticino con una popolazione piuttosto ridotta.

Dopo varie uscite, in cui le condizioni del tempo non erano ottimali alla sua osservazione, un po’ di sfortuna e parecchia demoralizzazione, finalmente ieri ne ho potuta osservare una.

Una magnifica femmina gravida dai motivi dorsali inconsuetamente molto marcati.

 

Ora lascio spazio alle foto di alcuni degli incontri che ho avuto.


Una serie di cavallette






Una splendida Coronella austriaca


Qualche Vipera aspis francisciredi intenta a scaldarsi hai primi raggi di sole della giornata






Un bruco di sfinge dell'euforbia (Hyles euphorbiae)

Un coleottero dalle lunghe antenne (Monochamus sartor)

Un simpatico ragnetto (Philaeus chrysops). Solo il maschio ha questa livrea sgargiante, la femmina è tutta grigia.


Una Drosera rotundifolia, piccola ma affascinante pianta carnivora

Vari nidi di vespe Poliste

Una mazza di tamburo (Macrolepiota)

E finalmente una Vipera berus!!!




 

 

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27 luglio 2009 1 27 /07 /luglio /2009 08:47


Ancora oggi c’è chi crede che i serpenti pungano con la lingua. Sicuramente quest’idea è dovuta al fatto che i serpenti estroflettono spesso quel loro organo dalla bocca e la sua apparenza biforcuta, appuntita e veloce può sembrare minacciosa.

In realtà la lingua dei serpenti è un organo di senso essenziale per questi rettili che, in alcuni casi, hanno una vista poco sviluppata.


Vipera orlovi femmina, originaria dal Caucaso, fotografata nei miei terrari.


La lingua serve al serpente per raccogliere delle molecole olfattive presenti nell’aria o sugli oggetti per poterle analizzare. Il fatto che la lingua sia biforcuta ne amplia il raggio d’azione e la precisione.


Vipera aspis atra. In questa foto si vede bene una delle due biforcazioni della lingua che sfiora la foglia. (Notate pure il bruco in basso a sinistra, che ho visto solo riguardando le foto a casa)

 

Sul palato del serpente sono presenti due specie di sacche, l’organo di Jacobson, dove viene infilata la lingua una volta rientrata in bocca. L’organo di Jacobson, collegato e combinato con le narici e tutto il sistema olfattivo, analizza le particelle raccolte dalla lingua dando al serpente una percezione degli odori molto precisa e fine.


Vipera orlovi, maschio fotografato nei miei terrari


A certi potrà sembrare una cosa eccezionale (in parte lo è sicuramente), ma tutti i  vertebrati, incluso l’uomo, possiedono un sistema vomeronasale più o meno sviluppato (a dipendenza della specie) , collegato con la parte terminale (sul palato) del setto nasale.  Basta pensare a quegli alimenti che, una volta in bocca, sprigionano un aroma che si espande al naso, oppure alle degustazioni di vino, ecc.


Vipera orlovi. Qui la lingua è in totale esplorazione.

 

Torniamo ai serpenti… La sensibilità della loro lingua gli permette di sentire degli odori a noi impercettibili, come ad esempio la scia lasciata del passaggio, qualche ora prima, di una preda, oppure, per i serpenti velenosi, di poter rintracciare la preda che hanno morso e che è scappata a rifugiarsi per poi morire. In quest’ultimo caso, il serpente segue l’odore lasciato dalla sua preda, ma pure l’odore del proprio veleno (che modifica l’odore della preda stessa). Questo sistema evita al serpente di seguire la scia lasciata da un’altra possibile preda e quindi di concentrare le ricerche su quella morsicata.


Vipera ammodytes fotografata nei miei terrari.

 

Quando i serpenti sono a caccia oppure vengono disturbati e si sentono minacciati, aumentano le perlustrazioni effettuate con la loro lingua, per essere sempre aggiornati su ciò che gli succede attorno.


Vipera aspis francisciredi. Mentre fotografavo questa vipera una cavalletta si è posata davanti a lei. Subito il serpente ha estroflesso la lingua per capire se l'insetto fosse una minaccia.


Per poter permettere alla lingua di uscire ed entrare rapidamente e discretamente dalla bocca, il serpente ha un piccolo orifizio, frontale, tra le labbra.


Vipera renardi  fotografata nei miei terrari. Qui si nota bene l'orifizio da dove esce la lingua senza che il serpente debba aprire la bocca.

 

Contrariamente alla nostra, la lingua del serpente, non è d’aiuto nella deglutizione, ma si è sviluppata in uno straordinario organo di senso.

Vipera aspis atra che "frusta" l'aria con la lingua per raccogliere informazioni.



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