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12 settembre 2011 1 12 /09 /settembre /2011 15:15

 

La fine dell’estate é il momento in cui i serpenti vengono al mondo. Alcuni escono dall’uovo che è stato deposto alcuni mesi prima, mentre altri vengono messi alla luce dalla madre che li ha custoditi in lei.

 

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Femmina di Orthriophis taeniurus frisei che depone le uova. Foto presa nei miei terrari a inizio estate.

 


I Biacchi, le Natrix e i Colubri di Esculapio depongono le uova in mucchi di foglie marcescenti, in letamai, e in altri posti idonei all’incubazione delle uova, mentre le vipere e la Coronella austriaca adottano l’ovoviviparità, cioè incubano le uova (ridotte a sottili membrane) nel loro corpo.

 

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Montivipera xanthina, appena espulsi dal ventre della madre. Da notare che sono ancora avvolti dalla sottile membrana trasparente.

 

Quest’anno nel mio allevamento è nato un serpente un po’ particolare. La mia giovane femmina di Montivipera xanthina ha messo al mondo vari piccoli belli sani e uno che presenta due teste, parzialmente fuse tra di loro. In pratica questo serpentello è il risultato della fusione di due embrioni, li possiamo considerare dei gemelli siamesi. I serpenti bicefali sono rari ma non infrequenti, alcuni di loro vivono da parecchi anni in terrario senza alcuna grossa difficoltà, tranne che per il momento dell’alimentazione in cui bisogna tenere a bada le due teste per evitare che si morsichino tra di loro, in quanto questi serpenti hanno in comune quasi tutti gli organi, ma non il cervello, per cui ogni testa pensa per lei!

In natura non ho idea di che percentuale di sopravvivenza abbiano questi serpenti bicefali, ma in cattività solo un quarto di loro sopravvive ai primi giorni di vita. Il serpentello nato da me è morto poco dopo essere nato.


Le seguenti immagini possono essere un po' impressionanti, ma le trovo comunque interessanti.

 

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Da notare il vitello (credo si chiami in questo modo il tuorlo) ancora molto evidente.

 

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Gli emipeni estroflessi e probabilmente non del tutto sviluppati.

 


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In questa foto si possono notare gli occhi, molto vicini, nella zona dove le due teste si congiungono.

 

 

 

Dopo le immagini di questo sfortunato serpete, lascio spazio a qualche foto scattata ad alcuni animali nati quest'anno nel mio allevamento.

 

 

Montivipera xanthina, originarie dalla Turchia.

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Sulle seguenti foto alcuni Colubri di Esculapio che si affacciano, timorosi, al mondo.

 

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Montivipera raddei, originarie dalle zone della Turchia a confine con l'Armenia.

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Concludo con la foto di questo Morelia spilota variegata, pitone australiano, che racchiude, nel suo vispo sguardo, un non so che di atavico!

 

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Copyright © Grégoire Meier 2011 . Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

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4 agosto 2011 4 04 /08 /agosto /2011 08:12

Durante le ultime due settimane di luglio ho avuto tempo da dedicare all’osservazione dei serpenti nel loro habitat.

Per l’occasione mi sono trovato con diversi amici, che ringrazio per i bei momenti passati assieme e le numerose osservazioni. Ve li presento rapidamente:

 

melo

Melo Batti (Sicilia), appassionatissimo di biacchi.



 

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Antonino Marcianò (Calabria) conoscitore della Vipera aspis hugyi.


 

pat

Patrick Scimè (Ticino), il nostro esperto di anfibi.


 

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Matteo Di Nicola & Asava Castronuovo (Milano), fotografi.

 

 

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Non ho più bisogno di presentarlo... Yves Brunelli.


 

Ora possiamo passare all'altra fauna... un po' più fotogenica e interessante!

 


La prima giornata l'abbiamo dedicata ad una zona ticinese dove vive la Vipera aspis francisciredi.

 

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Grossa femmina.

 

 

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Maschio, opaco a causa della muta prossima.


 

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Due, o forse tre vipere mimetizzate.


 

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Questa femmina la conosco da qualche anno. La prima volta che l'ho vista era bella sana, la seconda presentava evidenti segni di bastonate e temevo che non passasse l'inverno. Con mia gioia ho potuto vedere che oggi le sue ferite si sono rimarginate e che a fine estate metterà alla luce dei viperotti!!

 


 

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Ritratto di un'altra femmina.

 

 

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Non lontano dalle vipere si possono ammirare delle orchidee.


 

 

 

Il giorno successivo andiamo nel Sopra Ceneri a scovare qualche Vipera aspis atra. Il grande caldo o chissà quale altro fattore ce ne fanno osservare solo due.

 

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Femmina gravida.

 

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Maschio.

 

 

Melo si é un po' annoiato delle vipere, per cui decidiamo di cercare qualche colubro.

 

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Hierophis viridiflavus.

 

 

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Natrix tessellata, prossima alla muta.

 

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Iphiclides podalirius.


 

Il giorno dopo varchiamo le Alpi per fare qualche ricerca in una valle dell'Oberland Bernese, dove a poche centinaia di metri di distanza si possono trovare la Vipera aspis e la Vipera berus.

 

 

ghia

 

 

 

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Vipera berus maschio.


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Osservandolo attentamente Nino ci fa notare che questo individuo ha gli occhi di un colore diverso.


 

Poi troviamo alcune femmine:

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Salamandra atra, nata da poco.


 

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Zootoca vivipara


 

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Maschio melanico di Vipera aspis atra.

 

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Questi serpenti dalla livrea nera sono talmente affascinanti che non ci si stanca mai di fotografarli.


 

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Nella medesima popolazione della vipera precedente vi sono anche individui dalla livrea più comune.


 

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Altro grosso maschio di Vipera aspis atra, prossimo alla muta.


 

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Coronella austriaca.


 

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Anguis fragilis, l'orbettino.


 

 

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Salamandra atra, infastidita dalla nostra presenza, secerne una sostanza irritante da apposite ghiandole.


 

Un paio d'ore prima che Melo torni a casa decidiamo di dare un occhiata in riva al Lago di Lugano dove osserviamo diverse Natrix tessellata.


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Con grande entusiasmo Melo riesce a trovare una Natrix tessellata melanotica. Questa livrea, secondo molti testi, in Ticino é presente quasi esclusivamente sulle rive del Ceresio. Una vera bellezza!


 

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Dettaglio della gola che presenta delle macchiette gialle e panna, un contrasto notevole col resto della livrea nera.


 

 

Per concludere le osservazioni di luglio ecco alcuni scatti di Vipera aspis atra della Leventina.

 

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Femmina.

 

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Splendido maschio.

 

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Buon mimetismo.

 

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Bella femmina dai disegni ben marcati.


 

 

 

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4 luglio 2011 1 04 /07 /luglio /2011 12:32

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Recentemente, osservando vipere nel loro habitat, ho potuto assistere alla muta di una vipera. Per condividere con voi alcune fotografie che ho scattato, rispolvero un articolo scritto alcuni mesi fa, condensandolo e lasciando spazio alla sequenza fotografica.

 


Diverse volte all’anno i serpenti “cambiano pelle”, questo fenomeno vien chiamato ecdisi o più comunemente muta.
Contrariamente ai mammiferi che si “desquamano” continuamente e in modo meno appariscente, i serpenti si sbarazzano delle cellule superficiali dell’epidermide in un colpo solo. 


Vipera aspis atra. Notate l'opacità della sua livrea, sintomo che é prossima a sbarazzarsi dell'esuvia.


La muta vien preceduta da un paio di settimane di “preparazione”, in cui lo strato di epidermide superficiale si separa da quella profonda. Per favorire questa separazione, tra i due strati di epidermide viene a crearsi un sottilissimo strato di liquido opaco, che possiamo facilmente notare nell’aspetto lattiginoso degli occhi e in una certa opacità generale del serpente. 
Dopo qualche giorno questo liquido viene riassorbito per lasciare spazio a dell’aria. 


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Coronella austriaca dallo "sguardo lattiginoso".




Vipera aspis atra con l'occhi opaco.

Una volta finito questo ciclo di rigenerazione cutanea, il serpente inizia a staccare l’esuvia (la vecchia pelle, per intenderci) a partire dalla bocca, strofinandosi a rami, pietre e altre superfici solide, finché ha liberato la testa, poi strisciando e con movimenti e pressioni del corpo, incaglia l’esuvia a oggetti circostanti per poi sfilarsi dal vecchio rivestimento corneo (un po’ come noi facciamo togliendoci le calze).
Alla fine dell’operazione troviamo da una parte un serpente bello, lucido e brillante, e dall’altra un calco vuoto su cui possiamo vedere tracce dell’ornamentazione del serpente e osservare l’impronta delle squame, incluse quelle che rivestono l’occhio.

Di seguito potrete vedere l'intero procedimento:

 

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La vipera stacca l'esuvia, strofinando il muso...

 

 

 

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... prima di trovare dei rami o delle superfici solide dove incagliare la "vecchia pelle"...

 

 

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... e sfilare dolcemente il suo corpo dal vecchio rivestimento.

 

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A operazione finita, si riposa e si lascia ammirare!

 

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5 giugno 2011 7 05 /06 /giugno /2011 09:43

Quest’anno con l’amico Johan abbiamo deciso di andare a vedere una delle popolazioni di Vipera aspis più ad Est del suo areale. Questa zona coincide con una delle ripartizioni più ad Ovest della Vipera ammodytes

In questi territori le due specie si possono osservare a poche centinaia di metri di distanza l’una dall’altra, e a volte nel medesimo habitat. Questa convivenza porta, a volte, all’ibridazione tra le due specie (discorso che mi interessa particolarmente).

Le zone che abbiamo esplorato sono situate in Italia, nella Provincia di Bolzano e in Friuli (per motivi di protezione non darò maggiori dettagli delle ubicazioni).

Vista la vastità degli habitat, il caldo e la vegetazione rigogliosa, abbiamo avuto solo un paio di incontri con le vipere, incontri molto soddisfacenti.

Nel Trentino avremmo potuto osservare la Vipera ammodytes ruffoi, sottospecie oggi non più riconosciuta dagli scienziati, ma che rimarrà comunque legata a queste vipere che vivono nella zona di Bolzano. Per osservare la vipera dal corno ci siamo spinti in Friuli, dove abbiamo trovato una giovane femmina di Vipera ammodytes ammodytes, dai colori particolarmente chiari, caratteristica riscontrabile anche nella ruffoi. Questo tipo di livrea è un adattamento al tipo di habitat, composto da pietre chiare ricoperte da muschi e licheni.

Prima di presentarvi un paio di foto degli incontri che abbiamo avuto, tengo a ringraziare Johan De Smedt, Claudio Bagnoli e la sua gentilissima moglie Ornella, Wolfgang DibiasiIvan Plasinger per le belle ore passate assieme.


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Tipico habitat della Vipera ammodytes in Trentino-Alto Adige.

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Una Natrice tasellata osservata presso un torrente.


 

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L'habitat in cui abbiamo osservato la Vipera aspis.


 

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Femmina gravida di Vipera aspis francisciredi.


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Pietraia molto vasta in cui vivono le ammodytes.


 

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Coronella austriaca, femmina.

 

 

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Colubro di Esculapio un po' irritato.

 

 

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Un ghiro, possibile preda del serpente precedente.

 

 

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Natrix natrix.

 

 

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Tipico ambiente in cui si possono osservare serpenti.

 

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Ragno che vive nel medesimo habitat di Vipera ammodytes, hanno una colorazione simile.


 

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Hierophis viridiflavus.

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Claudio Bagnoli (che studia la Vipera ammodytes in Friuli da oltre 25 anni), sua moglie Ornella (che ci ha preparato ottime cene), una loro amica e Johan De Smedt.

 

 

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Tipico habitat della vipera dal corno in Friuli.



Termino con qualche scatto della giovane femmina di Vipera ammodytes ammodytes che stava digerendo una preda.


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La colorazione chiara della Vipera ammodytes si amalgama al colore delle pietre tra cui vive.


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23 maggio 2011 1 23 /05 /maggio /2011 11:16

Come ormai da tradizione, ho passato tre giorni di osservazioni ticinesi con l’amico Yves.

Le nostre giornate ci hanno permesso di incontrare vari serpenti del nostro Cantone, che ora vi mostro in una serie di fotografie. Per dispetto ne metto anche un paio che ho scattato nelle escursioni precedenti.

 

La prima giornata l'abbiamo dedicata alla vipera di redi (Vipera aspis francisciredi), geograficamente presente nel SottoCeneri. Abbiamo trovato solamente delle femmine, quasi tutte gravide.

 

redi1

 

redi testa2

 

redi2

 

redii

 

redi ferita

Quest'ultima vipera presenta delle evidenti ferite cicatrizzate, mi ha fatto piacere osservarla anche quest'anno visto che l'avevo fotografata anche nel 2010.

 

 

Abbiamo pure incontrato una piccola Coronella austriaca, praticamente impossibile da fotografare tanto era vivace.


coronella

 

 

Sulla strada del rientro abbiamo avuto la sorpresa di incrociare due spledidi Zamenis longissimus.  Era da molto tempo che non osservavo un Colubro di Esculapio dalle dimensioni ragguardevoli come questi due maschi, che si avvicinavano e superavano i 150 centimetri di lunghezza.

escul 1

 

Esculapio

 

Brunelli

Yves Brunelli con uno di questi grossi colubri.

 

Esculapio int

 

Esculap

 

Esculapio testa

 

 

insetto

Buprestis, piccolo coleottero che spicca il volo.

 

 

Il giorno seguente siamo andati ad osservare la Vipera delle Alpi (Vipera aspis atra).

 

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Femmina prossima alla muta.

 

 

atra mel

Maschio melanotico.

 

atra bella testa

Splendida femmina dal colore quasi indefinibile.

 

11


 

 

pisaura

Pisaura mirabilis.

 

 

 

Sulla strada del ritorno ci siamo fermati lungo il fiume per scovare qualche Natrix tessellata.

 

tass 2

 

tassel acqua

 

tassel

 

 

L'ultimo giorno, forse a causa del forte caldo, abbiamo fatto pochi incontri. L'unico é stato con un paio di Natrix natrix giovani.

 

nat

 

carniv

Son sempre felice di poter scovare qualche pianta carnivora come questa Pinguicola


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Splendidi cavalli!


 

E pensare che nella zona che abbiamo perlustrato non sono rari gli incontri coi biacchi, i saettoni e le vipere... sarà per la prossima volta!

 

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Giovane Hierophis viridiflavus.

 

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Colubro di Esculapio in esplorazione lungo un muro a secco.

 

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Vipera aspis francisciredi.

 

 


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