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23 maggio 2011 1 23 /05 /maggio /2011 11:16

Come ormai da tradizione, ho passato tre giorni di osservazioni ticinesi con l’amico Yves.

Le nostre giornate ci hanno permesso di incontrare vari serpenti del nostro Cantone, che ora vi mostro in una serie di fotografie. Per dispetto ne metto anche un paio che ho scattato nelle escursioni precedenti.

 

La prima giornata l'abbiamo dedicata alla vipera di redi (Vipera aspis francisciredi), geograficamente presente nel SottoCeneri. Abbiamo trovato solamente delle femmine, quasi tutte gravide.

 

redi1

 

redi testa2

 

redi2

 

redii

 

redi ferita

Quest'ultima vipera presenta delle evidenti ferite cicatrizzate, mi ha fatto piacere osservarla anche quest'anno visto che l'avevo fotografata anche nel 2010.

 

 

Abbiamo pure incontrato una piccola Coronella austriaca, praticamente impossibile da fotografare tanto era vivace.


coronella

 

 

Sulla strada del rientro abbiamo avuto la sorpresa di incrociare due spledidi Zamenis longissimus.  Era da molto tempo che non osservavo un Colubro di Esculapio dalle dimensioni ragguardevoli come questi due maschi, che si avvicinavano e superavano i 150 centimetri di lunghezza.

escul 1

 

Esculapio

 

Brunelli

Yves Brunelli con uno di questi grossi colubri.

 

Esculapio int

 

Esculap

 

Esculapio testa

 

 

insetto

Buprestis, piccolo coleottero che spicca il volo.

 

 

Il giorno seguente siamo andati ad osservare la Vipera delle Alpi (Vipera aspis atra).

 

atra muta

Femmina prossima alla muta.

 

 

atra mel

Maschio melanotico.

 

atra bella testa

Splendida femmina dal colore quasi indefinibile.

 

11


 

 

pisaura

Pisaura mirabilis.

 

 

 

Sulla strada del ritorno ci siamo fermati lungo il fiume per scovare qualche Natrix tessellata.

 

tass 2

 

tassel acqua

 

tassel

 

 

L'ultimo giorno, forse a causa del forte caldo, abbiamo fatto pochi incontri. L'unico é stato con un paio di Natrix natrix giovani.

 

nat

 

carniv

Son sempre felice di poter scovare qualche pianta carnivora come questa Pinguicola


Maggio-2011 0049 copia 

Splendidi cavalli!


 

E pensare che nella zona che abbiamo perlustrato non sono rari gli incontri coi biacchi, i saettoni e le vipere... sarà per la prossima volta!

 

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Giovane Hierophis viridiflavus.

 

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Colubro di Esculapio in esplorazione lungo un muro a secco.

 

rediiii

Vipera aspis francisciredi.

 

 


Copyright © Grégoire Meier 2011 . Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

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26 aprile 2011 2 26 /04 /aprile /2011 13:39

 

 

Scrivo questo articolo per consigliare l’uso dell’Ecosave in caso di morso da vipera.

L’Ecosave è uno stimolatore elettrico in grado di emettere scariche ad alto voltaggio e a basso amperaggio.

 

Ecosave light

Foto per gentile concessione di Tecnimed srl


I morsi delle vipere generalmente lasciano, sulla parte colpita, due ferite a forellino simmetriche, provocate dai denti veleniferi. Su queste vanno appoggiati gli elettrodi dell'apparecchio, procedendo con una prima scarica. Facendo poi perno su un elettrodo posto su una delle due ferite, si applicano in senso circolare da 3 a 7 scariche. Nella stessa maniera si ripete l'operazione sulla seconda ferita, in modo da trattare interamente tutta l’area interessata.

Ecosave è utile contro i morsi di vipera, il cui veleno agisce localmente come agente emocitotossico. L'azione di Ecosave non è efficace contro il veleno neurotossico che viene trasmesso attraverso le fibre nervose, come quello del cobra e di altri animali.

Altre particolarità, controindicazioni e modi di uso li trovate sul sito http://www.tecnimed.it/ecosave.html da dove ho già preso le indicazioni precedenti.

 

In pratica gli stimoli elettrici prodotti dall’Ecosave neutralizzano o modificano alcune componenti del veleno di vipera, riducendone gli effetti sul nostro organismo.

 

Nel settembre dello scorso anno, mentre svolgevo delle operazioni di pulizia nei miei terrari, una Vipera ammodytes di piccole dimensioni mi ha morso la mano.  Non è stato un morso difensivo, ma probabilmente la vipera ha scambiato la mia mano per una preda.

 

am3

Vipera ammodytes


Subito dopo il morso ho rimesso la vipera nel terrario e ho dato alcune scosse, nella zona del morso, con l’Ecosave. Tengo a precisare che mi sono limitato a dare una decina di impulsi. Se avessi dato ulteriori impulsi (come consigliato dal produttore), sicuramente avrei avuto sintomi più leggeri. Ho aspettato alcuni minuti per vedere se avevo dei sintomi di avvelenamento, che si sono manifestati dopo una decina di minuti, con un gonfiore alla mano che lentamente si estendeva all’avambraccio. Mi sono recato all’ospedale dove sono stato monitorato per alcune ore, monitoraggio e analisi che hanno  dimostrato che presentavo unicamente degli effetti locali.

In pratica ho avuto unicamente l’avambraccio gonfio per una decina di giorni, dolori che si estendevano dalla mano fino al gomito (dolore che ricordava una martellata) e un ecchimosi alla mano. Ho seguito per qualche giorno una cura di antiallergici per scongiurare altre reazioni.

 

1

Questo é il gonfiore una ventina di minuti dopo il morso.


Grazie all’utilizzo dell’Ecosave gli enzimi  presenti nel veleno di Vipera ammodytes, che solitamente provocano necrosi e sintomi più generalizzati (nausea, vomito diarrea, ecc.) sono stati neutralizzati.

Ho potuto constatare che ciò che avevo osservato col mio caso di morso di vipera trattato con l’Ecosave era già stato osservato  e documentato in un articolo del 2008 di Claudio Bagnoli e Augusto Cattaneo, "Note sulla biologia di Vipera ammodytes in alcune località del Friuli".

 

Con questo articolo mi permetto di consigliare a tutti coloro che regolarmente sono a contatto con vipere, escursionisti, cacciatori, ecc. di procurarsi questo piccolo apparecchio. Il suo uso non è per niente invasivo, e può permettere a chi, malauguratamente, viene morso da una vipera, anche in montagna, di recarsi all’ospedale sulle proprie gambe.

 

Tengo a ringraziare Claudio Bagnoli per il prezioso aiuto, la ricca documentazione, le numerose informazioni e la gentilissima disponibilità.

 

Un grazie anche alla ditta TECNIMED srl per la disponibilità e la documentazione. Potete acquistare l’Ecosave direttamente da loro:  http://www.tecnimed.it

 

Se siete interessati potete richiedermi alcuni documenti che trattano l’argomento in modo più approfondito.

 

 

 

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15 aprile 2011 5 15 /04 /aprile /2011 08:46

Solitamente preferisco non mettere collegamenti esterni, per evitare gelosie o essere legato a qualcuno, ma in questo caso, visto lo scopo didattico e di sensibilizzazione, propongo l'ottimo film documentario realizzato dall'amico Patrick Wermelinger.

 

 

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12 aprile 2011 2 12 /04 /aprile /2011 10:47

Il tiepido sole scalda la terra e molti animali tornano in attività.

I rettili sfruttano ogni piccolo microclima per portare il loro corpo ad una temperatura adeguata, una temperatura che permette loro di spostarsi e digerire le prede.

In giornate non troppo calde i serpenti sono abili nel trovare delle postazioni strategiche, in cui il tasso di umidità è leggermente maggiore che nel resto dell’habitat e la temperatura nettamente superiore che poco distante da lì.

In questo periodo, anche grazie alla vegetazione non troppo rigogliosa, ci è facile scorgere dei serpenti ben esposti, o degli individui che si spostano da una zona all’altra. Questi spostamenti possono essere dati dalla necessità di trovare un posto dove esporsi al sole, oppure sono il frutto dell’ossessiva necessità di trovare un partner con cui accoppiarsi.

 

Vi propongo alcune foto degli incontri primaverili che ho avuto la fortuna di fare.

 

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Vipera aspis francisciredi maschio in esplorazione.

 

 

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Le cavallette animano i prati ancora secchi.

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La prima farfalla che ho fotografato più o meno decentemente, Polygona c.album, la mia preferita!

 

 

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Un bel maschio di Vipera aspis francisciredi.

 

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Questa é una bella femmina rossiccia.

 

 

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Lucertola muraiola.


 

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Vipera ben nascosta ai piedi di un muretto a secco...

 

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...visto che credeva nel suo mimetismo ho potuto avvicinarmene parecchio.


 

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Coronella austriaca trai i sasssi di un muro.


 

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Maschio di Vipera aspis atra.

 

 

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Un ramarro si scalda osservando il suo territorio.

 

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Le prime farfalline (Lycaena phlaeas) si danno alle pazze gioie...

 

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... mentre le api lavorano!

 

 

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Ritratto di vipera.


 

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Giovane Natrix natrix che tasta l'aria alla ricerca di prede...

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... in questo caso composte da larve di salamandra.

 

 

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Non é sempre facile vedere le vipere...qui un maschio in esplorazione.

 

 

 

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Timida lucertola.

 

 

 

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Vipera piuttosto irascibile.


 

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Nymphalis antiopa che succhia linfa...

 

 

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... e mi regala un attimo del suo splendore.

 

 

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Bel e giovane maschio di Vipera aspis atra.

 

 

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In uno stagno un Dytiscus marginalis si ciba di uova di rana.

 

 

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Tritone alpestre.

 

 

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Vipera femmina.

 

 

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Sirfide, mosca "travestita da vespa".


 

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Questo maschio di vipera non si curava affatto della mia presenza...

 

 

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... mentre questa femmina sembra tenermi d'occhio per il resto della stagione!

 


 


 

 

 

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13 marzo 2011 7 13 /03 /marzo /2011 10:25

In questo periodo dell’anno possiamo assistere alla migrazione di diversi anfibi, che raggiungono i loro habitat di riproduzione (stagni, corsi d’acqua, laghi e laghetti). Purtroppo diversi di questi luoghi di riproduzione sono separati dagli ambienti invernali da strade, che si trasformano in veri e propri mattatoi di anfibi.


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Il KARCH, con l’aiuto di volontari, si occupa di transennare i  passaggi più sensibili e di creare dei sottopassaggi dove è possibile farlo.

Ieri sera con Patrick Scimè, Patrick Wermelinger e sua mamma e Tiziano Maddalena abbiamo aiutato diversi tritoni crestati ad attraversare una piccola strada poco trafficata (per fortuna) ma comunque micidiale per alcuni esemplari di anfibi.

Solitamente si è abituati ad osservare i tritoni in pozze d’acqua, ma grazie alle osservazioni dei Patrick, ho potuto anche vederli nella fase terrestre, uscire dai loro nascondigli per dirigersi verso le pozze d’acqua dove si accoppieranno nelle prossime settimane.


 

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Tra i sassi di un muro a secco i tritoni si preparano ad avventurarsi sulla strada.


 

 

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Due esemplari di Triturus carnifex.


 

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Il muro a secco offre rifugio a parecchi animaletti...


 

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Abbiamo osservato diversi individui di rana agile (Rana dalmatina).


 

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Una femmina di Mesotriton alpestris ci osservava dal suo nascondiglio...


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...come pure questa salamandra pezzata (Salamandra salamandra).


 

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Altro tritone crestato.


 

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Tipico comportamento difensivo (chiamato UnkenReflex) del tritone crestato: mostra le parti ventrali colorate che avvertono l'eventuale predatore che ha a che fare con un animale velenoso (sostanza che secerne da apposite ghiandole cutanee).

 

 

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Foto della "scena del crimine" transennato, e parte del gruppetto che si è dato da fare questa notte... invece che andare a divertirsi a carnevale ha preferito inzupparsi fino all'osso per salvare numerosi anfibi.


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Un paio di chili di rospi pronti ad essere rilasciati presso il laghetto che cercavano di raggiungere.

 

 

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Concludo con questo scatto...un orgoglioso rospo (Bufo bufo) maschio.

 


 

Se siete interessati a passare una serata ad aiutare qualche anfibio a superare alcuni punti critici vi potete rivolgere al KARCH o potete contattarmi, sarò lieto di comunicarvi con chi mettervi in contatto.

 



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