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6 marzo 2011 7 06 /03 /marzo /2011 16:24

Dopo una stagione di freddo in cui i serpenti sono rimasti tranquillamente nei loro rifugi invernali, e io sono stato un po' latitante dal blog, finalmente una domenica di sole ha riscaldato le nostre ossa.

Oggi ho potuto osservare le mie prime quattro vipere (Vipera aspis francisciredi) della stagione. Ho fotografato questi animali nel loro habitat senza disturbarle, per cui gli scatti che vi propongo sono dei documenti colti sul momento in modo del tutto spartano e improvvisato.

 

1

Questo maschio si godeva i caldi raggi del sole in modo tanto spensierato da permettermi di avvicinarmi molto a lui.

 

2

 

4

Mentre facevo un primo piano col macro al maschietto... per poco non calpesto le due vipere seguenti...

 

cop

Forse un maschio che provava a sedurre una femmina...ma ho un dubbio!

 

cop2

 

cop3

 

Poco distante una femmina arrotolata ai piedi di un muretto non ha apprezzato che mi avvicinassi troppo, gonfiandosi minacciosamente prima di fuggire.

 

fem

 

Infine sono tornato ad osservare il maschio "spensierato", che si era limitato a cambiare posizione, lasciandosi fotografare di nuovo.

 

ult

 

 

Copyright © Grégoire Meier 2011. Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.



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6 gennaio 2011 4 06 /01 /gennaio /2011 15:41

coppia

 

Il serpente, come ho già fatto notare altre volte, non ha mai lasciato indifferente nessuno, psicanalisti inclusi. Sigmund Freud associa, nei suoi studi sull’interpretazione dei sogni, il serpente al fallo, e lo considera l’espressione della forza sessuale e creatrice di mascolinità. Ai tempi sarà sembrata una teoria rivoluzionaria, ma come abbiamo visto in altri capitoli, quest’associazione è già presente in vari miti preistorici in cui il serpente feconda la Dea Madre.

unione copia

Rappresentazione della Dea Madre che viene fecondata dal serpente, Mongolia, cultura Hongshan.   


Chiaramente la forma allungata, penetrante e a volte che si erge come un cobra lascerebbe poco spazio ad altre interpretazioni simboliche, ma sarebbe fermarsi all’evidenza, e con i serpenti e la simbologia niente è evidente.

cobra

Uno dei miei Phyton regius che "gioca al cobra".

 


La tradizione tantrica induista va oltre, associa il serpente al potere energico maschile unito a quello femminile. Queste due energie opposte (visti come due serpenti) si concentrano e si uniscono alla base della colonna vertebrale, più precisamente nel punto situato tra l’ano e i genitali. In quel punto dimora la Kundalini, rappresentata con un serpente arrotolato e dormiente, dormiente come lo è la nostra coscienza. In questo caso il serpente è visto come figura fallica ma pure uterina, e viene legato al potere generativo, alla fertilità, all’erotismo trascendente, alla sessualità e all’unione degli opposti.

fallino

Piccolo "talismano" orientale su cui si nota un serpente attorcigliato ad un pene.

 

 


Torniamo a Freud, al fallo, e mettiamoci un po’ di religione vicina a noi. Adamo, Eva, l’albero e il serpente. Evidentemente l’albero che si erge dal suolo è un simbolo fallico, ma perché metterci un secondo fallo? Coloro che hanno illustrato e narrato questi racconti erano ottimi manipolatori e acuti nell’usare la simbologia in modo chiaro ma celato, sempre comunque in maniera equilibrata.

In questo caso il serpente non ha la rigidità fallica dell’albero, anzi, è flaccido. Da qui altri psicanalisti e studiosi sono d’accordo di considerare il serpente come simbolo fallico, ma non legato all’uomo e al suo pene, ma bensì alla donna e alla sua clitoride.

sc00091cf7.jpg

Adamo, Eva, l'albero e il serpente. Albert Dürer.

 


Ora la lettura è semplice: la donna (il serpente) si avvinghia all’uomo (l’albero), tentandolo carnalmente, vivendo la sessualità in modo libero e piacevole. Le nuove religioni monoteiste hanno sempre condannato l’atto sessuale che non fosse finalizzato alla procreazione, per cui questa unione puramente piacevole e fisica andava demonizzata, come sono state demonizzate tutte le altre attività sessuali considerate devianti e perverse.

In pratica le nuove religioni hanno usato e distorto antiche rappresentazioni di serpenti intrecciati ad alberi o bastoni (=maschile e femminile che si uniscono), che simboleggiavano l’amore, l’eros e la vita. L’esempio più lampante è il simbolo che rappresenta ancora oggi la medicina (una verga con un serpente attorcigliato), che si è stato tramutato da simbolo di salvezza e continuità in un simbolo di decadenza umana (l’albero della conoscenza e il serpente tentatore) punita da Dio.

farm

Insegna di farmacia.

 


A questo punto ci siamo persi un po’ nella simbologia antica, ma torniamo al serpente vero e proprio. Questo animale è proprio ambiguo. Da una parte, come già detto, il suo corpo lungo, slanciato e virile ci riporta ad una forma evidentemente fallica, ma da un’altra parte ci riconduce ad una figura legata alla vulva. 

 Il serpente ingoia le proprie prede intere, e simbolicamente in questo caso il serpente viene penetrato, mutando la sua figura fallica in una figura vaginale.

mangia

Vipera che ingoia un topo.

 

L’unica certezza è che il serpente è, simbolicamente parlando, inesorabilmente legato all’erotismo e alla sfera sessuale umana. 

 Vi illustro un paio esempi che ho sotto mano, opposti per cultura, tradizione e scopo:


-L’oggetto qui di seguito proviene dalla Thailandia, ha una forma ben esplicita e, secondo chi me lo ha ceduto, veniva creato da dei monaci per guarire chi veniva morso da un serpente. La persona morsicata meditava, toccava e scuoteva questa scultura, al cui interno si trova un campanello, per combattere l’effetto del veleno. Perché aver rappresentato “un’entità” protettiva con questa forma?

thai

 



-Questa rappresentazione moderna racchiude un concetto ancora più complesso:

Il sesso legato alla morte, l’erotismo alle paure. La forza di questa figura secondo me è data dal dubbio su chi sia la morte o la rinascita dell’altro.

quadro1

 

 


-Nella foto qui di seguito è lampante la carica erotica.

quadro


Ci sarebbe molto da dire ancora, e le opinioni sono totalmente soggettive, ma negare la simbologia fallica (maschile) al serpente non sarebbe giusto, come non sarebbe corretto negargli quella legata alla vulva (femminile).

 Termino con questo particolare oggetto di cui non conosco la provenienza, ma che racchiude la totalità della simbologia legata al serpente. La forma intera è fallica, ma racchiude nel suo centro una figura evidentemente legata alla vagina, creata dal serpente. Quelle che possiamo interpretare come uova vorrebbero forse simboleggiare la vita generata dalla completezza del serpente, che racchiude in lui le due entità sessuali.

 

finale

 

 

Copyright © Grégoire Meier 2010 . Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

 

 


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7 dicembre 2010 2 07 /12 /dicembre /2010 10:09

Dopo un periodo di ibernazione, finalmente riesco ad aggiornare il

blog con un articolo invernale!

 

sss-tappeti 0427 copia

 

Questa volta voglio farvi conoscere come viene rappresentato il

serpente in alcuni tappeti.

Di seguito parlerò di tappeti tribali, decorati principalmente con dei

disegni geometrici, in cui l’artigiano ha potuto esprimere, per motivi

culturali o estetici una sapiente arte nascosta nel profondo del suo

essere.


borchialou copia

Tappeto Kazak Borchialou, Caucaso, XIX° secolo.


 

 

 

Se un occhio attento e curioso scruta un tappeto tribale ha

indubbiamente visto che oltre a dei medaglioni e a delle figure ampie,

questi manufatti sono cosparsi da innumerevoli piccoli simboli.

 

kuba copia

Tappeto Kuba, Azerbaijan, inizio del XX° secolo.


 

 

Tutti gli elementi decorativi dei tappeti tribali hanno delle origini

antichissime, addirittura risalenti alla preistoria. Molte etnie che

conducono una vita prettamente legata ed influenzata dagli

avvenimenti climatici e dalle insidie quotidiane che una vita rurale

porta, hanno sviluppato delle credenze di stampo sciamanico.


sss-tappeti 0431

Sumak Shahsavan, Caucaso, inizio del XX° secolo.

 

 

Per le popolazioni nomadi e rurali dove è diffusa l’usanza di annodare

tappeti, questi ultimi erano degli ottimi messaggeri che fungevano da

ponte tra gli uomini e le divinità, per cui molte decorazioni che

riscontriamo su questi manufatti, e che a noi hanno un valore

unicamente decorativo, avevano in realtà una capacità protettiva

o propiziatoria. Tutti questi simboli, col passare degli anni, delle

conquiste, della sedentarizzazione e della conversione ad altre

religioni, sono stati usati per perpetrare in modo celato un culto

ormai proibito, e nei giorni nostri per puro estetismo ormai

privo di significato.


 

sss-tappeti 0436

Beloutch, Iran, XIX° secolo.

 

Tra tutti i simbolini annodati ne spicca uno presente in molte culture:

la “S”.

Ritroviamo questa esse sul campo, sola o accompagnata; la vediamo

mentre si concatena con altre esse nelle bordure minori; la

riconosciamo per la sua semplicità o la indoviniamo mentre è

leggermente elaborata ma mantiene comunque una forma serpentina.

Questa “S”  è l’estrema stilizzazione del serpente.


s copia

 

Presso molte popolazioni primitive il serpente, strettamente

imparentato col drago, ha un valore simbolico legato all’acqua,

quindi alle nuvole, alle piogge, ai fiumi (serpeggianti),…. L’acqua è

fondamentale per la vita di tutti, ed è quindi logico che popolazioni

strettamente legate e dipendenti dai fenomeni meteorologici (siccità,

alluvioni, ecc.) cercassero di avere i “favori” della divinità responsabile

dell’acqua rappresentandola nel loro strumento espressivo più caro

e prezioso.

 

bordo kazak copia

Bordura a "S" in  un tappeto Kazak, Caucaso, inizio del XX° secolo.


 

gaziantep copia

Tappeto Gaziantep, Kurd, Turchia, XIX° secolo.


 

mahal copia

Bordura a "S" in un Mahal, Iran, XIX° secolo.


 

yomud

Yomud, Turkmen, inizio del XX° secolo.


 

zakatal copia

Tappeto Zakatal, Azerbaijan, XIX° secolo.

 


sss-tappeti 0434

Turkmen, tecnica kilim.


 

ss copia

Tappeto Lenkoran, Caucaso, XIX° secolo.


 


Vale sicuramente la pena dare un’occhiata a questo mio articolo

precedente in cui parlavo di antichi culti legati al serpente: qui.


 

qasq copia

Tappeto Qas'Qai, Iran, XIX° secolo.


 

Dare una lettura certa a questi simboli tribali presenti nei tappeti turchi, persiani, kurdi ecc. è praticamente impossibile a causa della tradizione tramandata oralmente da generazione a generazione; dall’oppressione subita da questi popoli che ha portato al loro annientamento fisico, mentale, culturale e religioso; all’origine remota, forse risalente al neolitico, delle loro conoscenze e tradizioni.


beshir copia

Tappeto Ersari Beshir, Turkmen, XIX° secolo.


 

 

E’ comunque bello poter interpretare questi simboli e dare un libero sfogo

alla propria mente cercando di carpire un senso, un significato ormai

perso per sempre nella notte dei tempi.

 

sss-tappeti 0438

 

Ringrazio il negozio STORICA di Lugano per avermi messo a disposizione e permesso di fotografare parte della sua collezione.

 

konang copia


Copyright © Grégoire Meier 2010 . Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

 

 

 

 


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11 ottobre 2010 1 11 /10 /ottobre /2010 19:10

Anche quest’anno il freddo sta arrivando e i rettili si preparano al lungo inverno di inattività.

Prima di dedicarmi a qualche articolo « invernale » , vi propongo alcune osservazioni e immagini scattate nelle ultime settimane d’estate e nelle prime d’autunno.

 

ramarro

Ramarro (Lacerta bilineata) che si scalda in una torbiera.


 

 

carabus

Un Carabidae...


 

atra f2

Femmina di Vipera aspis atra, presentava varie ferite rimarginate, forse bastonate...


 

farf

Arginnis sp.


 

cav verdina

Cavalletta verde, come per la farfalla, non mi esprimo sull'identificazione...


 

cav verde

L'unica cosa che so di questa é che si tratta di una femmina...



 

atra f

Questa grossa femmina di vipera si godeva i primi raggio di sole della giornata, nei pressi di vecchie lamiere arrugginite...

 


 

atra mim

...mentre poco lontano un maschio preferiva esporsi meno.


 

pod2

Due giovani Podarcis muralis.


 

pod3

Altre lucertole.

 


 

salt 1

Un simpatico ragnetto "salterino".

 


 

redi 2 fem

Due femmine di Vipera aspis francisciredi gravide che si termoregolano assieme.


 

 

Araneus diadematus

Araneus diadematus.

 

areneus

 

 

 

insettino

Insettino.



 

atra m

Vipera aspis atra, giovane maschio.


 

 

argiope bruennichi f

Argiope bruennichi, femmina.



 

argiope

Argiope bruennichi, maschio (a sinistra) che avvicina la femmina, sperando di accoppiarsi.


 

 

ber fem test

Ritratto di Vipera berus, femmina innervosita.

 

berus fem

La medesima femmina di marasso del ritratto precedente.


 

 

 

cav guard

C'è chi si accoppia e chi guarda...

 

accopp a 3

... e vi son pure delle ammucchiate!


 

 

pod m

Maschio di Podarcis muralis.


 

pod f

Femmina di Podarcis muralis.


 

 

ins vesp

Coleottero "travestito" da vespa.

 


 

scorpion piccoli

Euscorpius italicus, femmina con la prole in spalla.

 

euscorp

Altro scorpione femmina.

 

 

 

berus m

Vipera berus, maschio.

 

berus m test

Ritratto dello splendido individuo precedente.


 

 

Vanessa (Pyrameis) atalanta

Vanessa (Pyrameis) atalanta.

 

 

 

marmotte

Due giovani marmotte (Marmota marmota) che giocano.

 


 

vir morto

Giovane biacco, vittima della strada.

 


 

cav

Cavalletta.

 


 

biacchino

Neonato di Hierophis viridiflavus.

 


 

salt 2

Ragnetto salterino con preda... ci sono stato ore per cercare di fotografare un suo agguato... senza successo.


 

 

more

Bacche di stagione.


 

farf2

Arginnis paphia, maschio.

 

 

 

rana

Questa rana si godeva i tiepidi raggi di sole autunnali.


 

 

Xylocopa violacea

Xylocopa violacea.


 

 

E infine gli ultimi serpenti che ho osservato il 7 di ottobre:

 

redi f

Vipera aspis francisciredi, femmina.

 

redi hab

 

redi m

Vipera aspis francisciredi, maschio.

 

 

 


paesag

 

 

 

 

Ringrazio Alessandro Margnetti per l'identificazione delle farfalle.

 


 

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13 settembre 2010 1 13 /09 /settembre /2010 13:20

Internet permette uno scambio di informazioni eccezionale, e da la possibilità, come nel mio caso, anche a persone ordinarie di poter condividere passioni e conoscenze in modo libero e autonomo, il tutto senza grossi investimenti di soldi.

 

Il rovescio della medaglia? Gli approfittatori,ladri e maleducati.

 

Mi dispiace uscire dai soliti argomenti che tratto per “perdermi” in sterili polemiche, ma uno sfogo a volte ci sta pure bene. È il vantaggio appunto di internet e di un blog come il mio, lo gestisco io e posso esprimere ciò che voglio.

 

Per questioni di convinzione personale ho sempre pubblicato le mie foto senza sfregiarle con scritte, firme e altri marchi (rare eccezioni sono state fatte in individui particolarmente rari di vipere). Il motivo è semplice, non campo (purtroppo) con la mia passione dei serpenti e della loro fotografia, e la mia ingenuità mi ha sempre fatto credere che se uno volesse usare o pubblicare una mia foto sarebbe stato abbastanza educato a chiedermi il permesso.

Non ho mai rifiutato l’uso delle mie fotografie ha chi me lo ha chiesto, a patto che venissero usate a scopo divulgativo e in linea con il mio pensiero di sensibilizzazione al “problema serpenti” . Non ho mai chiesto nemmeno un centesimo a chi usa o ha usato mie foto, unico vincolo é quello di citare il fotografo e la fonte, e, in caso di pubblicazioni cartacee, averne una copia.

Girovagando in rete, mi capita di incappare in mie foto “rubate”, e solitamente, dopo aver contattato chi le pubblica senza avermelo chiesto, la cosa si risolve educatamente e bonariamente con l’aggiunta del mio nome sotto la fotografia.

Recentemente mi sono imbattuto in un filmato di una nota emittente televisiva…e cosa vedo in uno schermo di sottofondo? Delle immagini di vipere che scorrono, tra cui un paio scattate da ma.

Dopo aver mandato un paio di e-mail all’emittente… aspetto ancora una risposta malgrado siano passati un paio di mesi.

 

Da una parte, il fatto che vengano usate mie foto da un noto canale TV, può essere lusinghiero, ma la loro maleducazione non lo è affatto. Che un amatore si serva “abusivamente” di foto pescate qua e là in rete passa ancora, ma imprese con benefici milionari…. che vergogna!!!

 

Qui sotto trovate il link di una trasmissione televisiva interessante… oltre ad un contenuto relativamente semplice e concreto, vanno ammirate le foto che scorrono in sottofondo!!

 

 

 

 

link

 

oppure questo

 

link

 

 

 

 

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