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31 agosto 2010 2 31 /08 /agosto /2010 11:13

Il 70% dei serpenti sono ovipari, cioè depongono delle uova, spesso sotto a del materiale vegetale in decomposizione o comunque in posti con delle precise caratteristiche che mantengono un’umidità elevata e un certo calore, necessari all’incubazione delle uova. La maggior parte dei serpenti ovipari non si occupa delle proprie uova, abbandonandole al loro destino.

 

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Schiusa delle uova di Orthriophis taeniurus frisei, colubro asiatico.

 

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Se osservate bene, in cima al musetto del serpente potete notare il dente dell'uovo, che permette al serpentello di incidere il guscio dell'uovo. Questo dentino cade poche ore dopo la schiusa o dopo la prima muta.

 

 

 

 

Le vipere, e altri serpenti, sono invece ovovivipari, cioè le femmine mantengono le uova nel loro corpo, dove è garantita una giusta umidità e una temperatura appropriata e costantemente aggiustata dalla femmina, mediante i suoi spostamenti per termoregolarsi.

 

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Questa femmina di Vipera ammodytes porta in lei 14 viperotti, e la sua pelle é tesissima.

 

 

Il vantaggio di questo sistema è che le uova sono meno esposte ai predatori, ma fondamentalmente  porta pregiudizio alla madre, che si ritrova più vulnerabile e meno agile per via della massa che porta in lei. Quando gli embrioni raggiungono una certa stazza, la femmina non si nutre più, per motivi puramente pratici, non avendo più spazio per ingerire delle prede, e questo può portare ad un calo di energie e scompensi minerali.

Quando i serpentelli sono sviluppati e pronti a nascere, la madre li espelle dal proprio corpo, ancora avvolti da una sottile membrana trasparente, che loro bucheranno velocemente per poter respirare e trovare un nascondiglio dove rifugiarsi.

 

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Viperetta ancora avvolta nella membrana.

 

 

Riuscire a fotografare la nascita di piccole vipere in natura è piuttosto difficile, in quanto bisogna avere la gran fortuna di passare nel posto giusto al momento giusto.

Negli ultimi giorni nei miei terrari  sono nati vari serpenti, tra cui alcuni cuccioli di Vipera ammodytes, che ho avuto la fortuna di poter immortalare nei loro “primi passi”.

 

 

Ecco come nasce una vipera:

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La foto seguente mostra l'espulsione di un piccolo morto, operazione assai più laboriosa che non l'espulsione dei giovani vivi.

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Questa é parte della "cucciolata".

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Per chi volesse approfondire l'argomento, consiglio la lettura del libro "Vipere italiane" dove viene spiegata bene la cosa:

 Il libro si può reperire facilmente in libreria oppure lo si può ordinare su vari siti, come ad esempio questo:

http://www.amazon.it/Italiane-sistematica-lecologia-naturale-illustrata/dp/8899341435

 

Copyright © Grégoire Meier 2010 . Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

 

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10 agosto 2010 2 10 /08 /agosto /2010 12:08

Nei primi giorni di agosto ho avuto la visita di un caro amico, Melo, che era interessato ad osservare alcuni serpenti, rettili e anfibi che non ha la possibilità di vedere in Sicilia.

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Melo con una Zootoca vivipara


Per l’occasione abbiamo “organizzato una vera e propria squadra” di ricercatori appassionati, composta da Patrick il “salamandraio”, Yves che non ha più bisogno di presentazioni e la mamma di Melo, Francesca, che si è goduta i paesaggi e le passeggiate sul lungolago (alla ricerca delle tassellate…).

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Patrick, Melo e Francesca


L’arrivo di Melo mi ha permesso di finalmente incontrare Ale, un mio assiduo lettore, specialista di Lepidotteri, che ringrazio per averci portato in una valle dove abbiamo avuto un incontro interessante con uno dei nostri serpenti poco comuni.

 

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Yves, Melo e Patrick intenti a fotografare una vipera.


Ora lascio spazio alle foto di alcune osservazioni che abbiamo fatto.

 

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Il primo serpente incontrato é stato questo colubro verdegiallo (Hierophis viridiflavus).


 

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Seguito da questa Vipera aspis francisciredi.


 

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Poi ci siamo trasferiti in una zona di Vipera aspis atra, dove ne abbiamo osservate diverse.

 

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Abbimo pure trovato il cadavere di questa magnifica femmina gravida, uccisa da un ignorante e buttata con orgoglio in mezzo al sentiero.

 

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Coronella austriaca, maschio.

 

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Splendida Vipera aspis atra, maschio.

 

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Ritratto della vipera precedente.

 

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Un ramarro (Lacerta bilineata).

 

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Vipera aspis atra, femmina dalla colorazione particolare.

 

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Splendido maschio, della medesima popolazione della vipera precedente e di quella successiva.

 

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Coronella austriaca.

 

 

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Giovane Vipera aspis atra con una moneta per evidenziarne la piccola dimensione.

 


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Vipera aspis atra, femmina.

 

 

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In riva al Ceresio abbiamo osservato Natrix tessellata.


 

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Vipera aspis francisciredi.

 

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Patrick é riuscito a scovare qualche Salamandra atra, appena fuori Canton Ticino.


 

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Dove abbiamo osservato anche la lucertola vivipara (Zootoca vivipara).


 

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Rana temporaria.


 

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Zootoca vivipara, in una valle che ci ha mostrato Ale, probabilmente la popolazione ticinese più a Sud.


 

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Cibo per serpenti...

 

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Bella Lycaena (se ci ho azzeccato, non mi sbilancio oltre...)


 

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Poi Melo ha scovato uno splendido maschio di Vipera berus.

 

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Colgo qui l’occasione per ringraziarvi tutti per la vostra gentilezza, pazienza, disponibilità, competenza, allegria e l'entusiasmo che hanno reso questi giorni veramente memorabili, dove abbiamo condiviso emozioni e meraviglia di chi fa quello che ama, e lo fa con passione.

 

Per vedere altre foto di questa settimana potete andare negli album qui sulla destra, dove ne trovate uno intitolato come questo articolo.

 

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13 luglio 2010 2 13 /07 /luglio /2010 09:23

Quest’anno, come spesso accade, siamo passati dal fresco di fine inverno al caldo torrido dell’estate.

I serpenti sono animali ectotermi, cioè con una temperatura corporea influenzata da fattori esterni. Per poter svolgere le loro attività fisiologiche (riproduzione, digestione,…) i rettili hanno bisogno di una temperatura corporea minima, ma non sopportano comunque temperature troppo elevate. In periodi di forte caldo, come abbiamo nelle ultime settimane, i serpenti non si espongono molto al sole, proprio per evitare un fatale surriscaldamento.

Probabilmente alcuni serpenti non escono nemmeno dai loro rifugi, limitandosi a spostarsi all’interno di essi, variando la profondità (e quindi la temperatura) in cui stare.

Altri serpenti, spesso esemplari in muta, in digestione, o femmine gravide si esporranno solo qualche minuto al sole, tanto per aumentare di qualche grado la loro temperatura, prima di tornare nei loro rifugi.

La fitta vegetazione crea anche degli ambienti ideali, di sole e ombra, che i serpenti prediligono per esporsi parzialmente al sole. Questi giochi d’ombra sono pure degli ottimi aiuti al mimetismo.

Questa stagione ci offre meno possibilità di osservare serpenti, cosa che ci permette di soffermarci su altre piccole meraviglie cha popolano le nostre valli.

 

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Bella Vanessa (Aglais uricae), ne avevo viste in primavera e continuano ad accompagnarci in estate.


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Maschio di Vipera aspis atra, prossimo alla muta.


 

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Femmina della medesima popolazione del maschio precedente.

 

 

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Una romantica coppietta (Pyrrhosoma nymphula)...


 

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Questa coppietta sembrerà a molti un po' meno romantica...


 

 

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Giovane Natrix natrix che cacciava dei girini in una piccola pozza.


 

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Ragnetto su piante acquatiche.


 

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Grossa femmina di Vipera aspis atra in esplorazione su di un vecchio tronco.


 

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Interessante ragno Atypus dalla vita sotterranea.


 

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Grosso maschio di Coronella austriaca, prossimo alla muta.


 

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Un giglio.


 

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Femmina di Vipera aspis atra.


 

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Aporia crataegi


 

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Mimetismo della Coronella austriaca.


 

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Coronella austriaca.


 

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Dettaglio della testa di una coronella.


 

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Philaeus chrysops, maschio.


 

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Altra Coronella austriaca.


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Maschio di Vipera aspis francisciredi, prossimo alla muta e con una fastidiosa formica.


 

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Bruco di... Lasiocampa (Pachygastria) trifolii


 

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Ragnettino salterino.


 

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Idaea flaveolaria


 

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Magnifica femmina di Vipera aspis atra.


 

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Pisaura


 

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Vipera aspis atra, maschio.


 

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Altro maschio trovato non lontano dal precedente.


 

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Piccole "tragedie" della natura.


 

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Misumena vatia, in attesa della preda.


 

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Coronella che "assaggia" l'aria.


 

Ora metto alcuni scatti vari con altre prospettive e alcuni atteggiamenti interessanti.

 

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Un grazie agli amici di NaturaMediterraneo per le identificazioni di insetti e ragni, e a Claudio Labriola per le identificazioni che mancavano!


Copyright © Grégoire Meier 2010 . Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

 

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21 giugno 2010 1 21 /06 /giugno /2010 12:32

 

La raganella è la rana più piccola presente in Ticino, raggiungendo una lunghezza di soli 3-6 cm.

 

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Fino al 1995 era considerata Hyla arborea (presente, in Svizzera, oltre Gottardo), ma degli studi hanno messo in evidenza alcune piccole differenze tra le due popolazioni, e oggi si parla di Hyla intermedia per la specie presente nel nostro cantone.

  

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La si riconosce facilmente dalla sua colorazione dorsale verde, separata da una striscia marrone-nero dalla pancia biancastra.

Le dita della raganella terminano con una specie di disco che gli permette di avere una presa salda anche su superfici lisce e verticali.

 

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Non a caso questo anfibio è facilmente osservabile su cespugli e arbusti, dove gode di un mimetismo eccezionale. Di giorno gli adulti riposano su rami e foglie, a volte anche in pieno sole, protetti da una particolare secrezione cutanea che ne impedisce la disidratazione.

 

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A partire dal mese di maggio i maschi si radunano presso stagni e pozze d’acqua ed iniziano a richiamare le femmine con un caratteristico e potente richiamo creato con il sacco vocale che possiedono sotto la gola.

 

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La deposizione delle uova avviene generalmente in piccole pozze d’acqua, anche pozze temporanee e prati allagati, ben soleggiati e relativamente caldi, il che facilita lo sviluppo rapido delle uova e dei girini. Questi tipi di habitat hanno pure il vantaggio di contenere pochi predatori, quali pesci e insetti acquatici, invece presenti in grossi stagni e ruscelli calmi. I girini della raganella sono facilmente riconoscibili da quelli di altre rane per via dei loro occhi sporgenti e da dei caratteristici riflessi metallici.

 

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Una volta compiuta la metamorfosi (da girino a raganella) la piccola raganella, grande uno o due centimetri, abbandona l’acqua dove vi farà ritorno una volta sessualmente matura per potersi accoppiare.

La raganella si nutre di insetti, ragni e altri piccoli invertebrati, che va cacciando prevalentemente di notte.

 

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L’habitat della raganella é composto da zone soleggiate con piante ad alto fusto e ricco di vegetazione cespugliosa, con nelle vicinanze degli stagni o comunque delle zone che gli permettono la deposizione delle uova.

 

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In Ticino, la raganella, vive prevalentemente nei fondovalle e i suoi habitat soffrono parecchio a causa della pressione umana che distrugge gli ambienti a lei favorevoli, come ad esempio, arginando i fiumi e non permettendo più l’allagamento dei terreni a lato delle sponde.

 

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Tengo a ringraziare l’amico Patrick Scimè che mi ha permesso di osservare la raganella e altri anfibi di casa nostra, portandomi negli habitat, aiutandomi a cercarli e per le sue preziose informazioni.

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Potete vedere qualche foto in più nell'album che trovate sulla destra.

 

 

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1 giugno 2010 2 01 /06 /giugno /2010 14:45

atra n11

 

Col tempo, chi segue il mio blog, si sarà abituato alle mie piccole provocazioni e ai miei ragionamenti non sempre molto scientifici ma piuttosto basati su osservazioni e avvenimenti pratici, e una certa introspezione… Qui spingerò la cosa un po’ oltre, ma in modo comunque ragionato, e spero che i “grandi esperti”, prima di gettare la pietra riflettano su quanto segue e ne prendano spunto per sviluppare il discorso in direzione parallela, non sovrapposta…questa è provocatoria/giocosa!

 

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In una mia recente gita alla ricerca di vipere mi sono accorto che sobbalzavo ad ogni mucchietto di escrementi di cervi e altri selvatici che intravedevo nell’erba, scambiandoli per una vipera melanica ben arrotolata e mimetizzata nella vegetazione.

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Generalmente viene detto che l’unico vantaggio scientificamente provato che ha un serpente nero è quello di scaldarsi più velocemente di uno dalla livrea “normale”, per cui abbrevia i suoi tempi di esposizione allo scoperto e alla vista dei predatori. Altre ipotesi parlano di un effetto “psicologico” che un essere lungo e nero ha su dei predatori, vedendo il vantaggio cromatico come una livrea spaventosa.

 

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Potrebbe invece essere un mimetismo criptico in cui un animale prende le sembianze di ciò che non è?

 

Chiaro se una vipera nera si scaldasse bellamente su di una pietra di granito, anche dall’alto si noterebbe molto, ma se lo stesso serpente si “ammucchia” nell’erba potrebbe, alla vista di un predatore alato o frettoloso, assomigliare ad un ennesimo escremento di cervo che riempie i prati in primavera?

 

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Sempre parlando di mimetismo vincente, recentemente, con Yves abbiamo potuto appurare che in varie popolazioni di vipere che non comunicano tra di loro si trovano sempre più spesso degli esemplari concolor. Inizialmente credevamo di avere a che fare con un fenomeno limitato a diverse piccole popolazioni, ma avendo trovato vari individui e ricevuto varie segnalazioni potrei quasi pensare che questa livrea, considerata rarissima ancora alcuni anni fa, stia prendendo sempre più piede.

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Maschio concolor con una preda nello stomaco. Si può osservare il colore scuro della pelle che si trova sotto le squame. 

 

Girovagando per internet e su libri ho potuto vedere vipere concolor appartenenti anche ad altre specie (Vipera berus, Vipera ursinii), oltre che a varie sottospecie di Vipera aspis.

 

Per far si che una livrea diventi “vincente”, è necessario che il serpente possa diventare adulto e riprodursi, ancora meglio se si accoppia con un altro individuo del sesso opposto che porta la sua stessa livrea, quindi lo stesso bagaglio genetico.

 

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Grossa femmina concolor. 

 

 

Se la livrea concolor cancella il mito del disegno a “barrette” delle vipere, trovo che si avvicini enormemente al melanismo, ma nel senso totalmente opposto. Il serpente nero diventa una macchia di penombra, mentre il concolor prende il colore dell’erba secca. Vi assicuro che esemplari concolor  insinuati ai piedi di una pietraia tra le erbe secche risultano praticamente invisibili.

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Non che voglia continuare il discorso … escrementi di prima, ma il colore di quello secco delle mucche ha un non che di... 

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Stiamo forse assistendo ad un adattamento delle vipere?

 

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Maschio melanotico (livrea già ben impiantata in varie popolazioni) e femmina concolor (livrea che si stà espandendo?).

 

Tra qualche migliaio di anni le vipere dai classici e magnifici motivi dorsali saranno le eccezioni?

 

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