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6 novembre 2018 2 06 /11 /novembre /2018 14:38
Amici insoliti!

Recentemente chiudendo le persiane di casa, che tengo aperte tutto l’anno sapendo che sono il rifugio di pipistrelli, ho potuto osservare un’amicizia insolita. Nell’angolino in alto a sinistra un pipistrello dorme vicino ad una lucertola! Forse l’amicizia tra il rettile e il piccolo mammifero volante dura già dall’estate, dove appunto osservo vari pipistrelli e diverse lucertole spostarsi da dietro una persiana all’altra… forse son diventati amici solo in queste prime giornate piovose di novembre, riuniti li dietro per non essere spazzati dal vento violento e  dagli acquazzoni.

Che belle queste amicizie tra esseri tanto diversi, primitivi e ripugnanti per molte persone!

Scusate questa introduzione…ma ormai è di moda umanizzare gli animali e i loro comportamenti!

 

Tornando coi piedi per terra e non volendo, appunto, antropomorfizzare gli animali, la realtà è un po’ diversa.

Le calde giornate che hanno preceduto le forti e burrascose piogge di inizio novembre hanno probabilmente scombussolato alcuni animali che, invece di aver già raggiunto gli habitat dove trascorrere l'inverno, son rimasti a zonzo.

Le persiane poste su di un muro esposto a sud offrono un ottimo luogo dove nascondersi al caldo, da qui il fatto di trovarci dietro un pipistrello ed una lucertola. Onestamente avevo già visto il pipistrello due giorni prima, e mentre controllavo se ci fosse ancora, ho notato che una lucertola aveva preso come dimora provvisoria il medesimo angolo di persiana. Si sa, le lucertole sfruttano ogni minimo momento di caldo per esporsi, come lo dimostrano le svariate osservazioni di questo rettile anche in gennaio. Obbiettivamente possiamo dire che i due animaletti hanno sfruttato provvisoriamente un microhabitat favorevole, ritrovandosi li vicino, ma la parte umanizzante dell’amicizia centra poco.

In natura è ben conosciuto il fenomeno in cui prede e predatori passano l’inverno nello stesso rifugio. Ad esempio, una natrice dal collare che ama cibarsi di anfibi, può passare l’inverno con un rana che le dorme tra le spire. Il serpente avrà il metabolismo rallentato, per cui non avrà fame. Pipistrello e lucertola non son preda e predatore, per cui l’esempio è un po’ diverso, ma restano entità ben distinte che hanno poco da spartire l’una con l’altra…a parte in situazioni particolari come questa!

 

Ho riaperto la persiana per lascir loro il rifugio.... vedremo se la convivenza andrà avanti per tutto l'inverno oppure se ognuno partirà per la propria strada.

 

 

 

I protagonisti delle foto (di qualità poco elevata) sono:

 

-il pipistrello, Hypsugo savii.

 

-la lucertola, maschio di Podarci muralis. Notate la coda leggermente biforcuta!

 

 

 

 

 

Amici insoliti!
Amici insoliti!
Amici insoliti!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Copyright © Grégoire Meier 2018. Tutti i diritti sono riservati. È vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

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16 ottobre 2018 2 16 /10 /ottobre /2018 12:51
Tanatosi, morte teatrale.

La tanatosi è adottata da diversi animali come strategia difensiva. Per spiegare in parole povere cosa sia la tanatosi, possiamo dire che quando un’animale è minacciato da un predatore, come ultima risorsa per sfuggirne, si finge morto.

Tra i serpenti ticinesi sono le due natrici (Natrix tessellata e Natrix helvetica) ad adottare frequentemente questa strategia. Questi colubri, se presi di mira da un predatore, inizialmente cercheranno di sfuggire, ma se messe alle strette simuleranno dei morsi difensivi colpendo il predatore con la testa, senza mordere, il tutto accompagnato da un soffio. Generalmente questa messa in scena è piuttosto convincente e intimidente, ma se il predatore non desiste, il serpente allora si fingerà morto.

La mimica di questa morte apparente è piuttosto convincente, la natrice esporrà il ventre verso l’alto contorcendosi e aprirà la bocca, distorcendola e lasciando penzolare la lingua. Le Natrix più “teatrali” riescono anche a rompere alcuni capillari della mucosa orale con un conseguente sanguinamento. La tanatosi è solitamente accompagnata da secrezioni cloacali dal forte odore e dal rilascio di escrementi. Il predatore si ritrova dunque davanti ad un serpente morto che puzza di cadavere o comunque dall’odore poco appetibile.

Questa strategia di difesa è sicuramente valida per contrastare gli attacchi da parte di predatori che non si nutrono di cadaveri, la cui ingestione potrebbe causare intossicazioni.

Una volta che il predatore si è allontanato dal “serpente morto”, quest’ultimo si rimette sulla pancia e striscia per nascondersi e mettersi al sicuro.

 

Nelle varie osservazioni di serpenti predati da gatti e malmenati da persone ho potuto osservare anche dei biacchi (Hierophis viridiflavus) “lasciarsi andare” quasi come morti o privi di sensi. In alcuni casi la cosa era forse causata da colpi, ma in altri casi potrebbe essere stata una reazione al forte stress, paragonabile ad una perdita dei sensi.

Nel caso della tanatosi delle natrici la cosa è talmente teatralizzata che sembrerebbe studiata e pensata… decisa e messa in atto volontariamente quando il serpente non vede altre vie di scampo. Difficile sapere cosa succede nella testa di un serpente che si finge morto, ma sarebbe interessante capire se in quegli istanti l’animale resta vigile e cosciente oppure se il suo spirito di conservazione lo “annebbia” mettendolo in uno stato mentale vicino a quello che esprime fisicamente.

 

 

Le due fotografie di questo articolo mostrano la tanatosi attuata dalla natrice dal collare (Natrix helvetica).

Tanatosi, morte teatrale.

 

 

 

 

 

 

Copyright © Grégoire Meier 2018. Tutti i diritti sono riservati. È vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

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2 ottobre 2018 2 02 /10 /ottobre /2018 07:42

La primavera sembrava appena arrivata ed eccoci già in autunno... mille giri pensati...10 fatti come ogni anno...ma per lo meno ci son numerose altre mete per la stagione prossima!

 

I primi segnali dell'autunno si fanno sentire in vari modi, dalla vegetazione che cambia colore ai fiori estivi che lasciano il posto a quelli autunnali, come i Colchivum autumnale delle seguenti foto:

Stagione 2018 agli sgoccioli.
Stagione 2018 agli sgoccioli.

 

 

I nidi delle vespe Polistes sono grandi, carichi e pieni di operaie indaffarate:

Stagione 2018 agli sgoccioli.
Stagione 2018 agli sgoccioli.

 

 

 

I rettili sono ancora attivi, si godono le ultime settimane di tepore, chi a caccia di un'ultimo boccone, chi alla ricerca di un posto dove passare l'inverno.

 

Nelle due immagini seguenti una giovane natrice dal collare (Natrix helvetica):

 

Stagione 2018 agli sgoccioli.
Stagione 2018 agli sgoccioli.

 

 

Alcune Rana temporaria si possono osservare nelle fresche mattinate umide mentre si spostano nell'erba o nuotano in piccoli torrenti alpini:

Stagione 2018 agli sgoccioli.
Stagione 2018 agli sgoccioli.
Stagione 2018 agli sgoccioli.

 

 

 

Nelle immagini seguenti un maschio di colubro liscio (Coronella austriaca) si lascia fotografare ai primi raggi di una fresca mattina di settembre:

Stagione 2018 agli sgoccioli.
Stagione 2018 agli sgoccioli.

 

 

 

I funghi abbondano tutto l'anno, ma nel periodo autunnale spiccano i ricercati "commestibili" e i loro "antagonisti", sempre belli da vedere, hanno un'estetica particolare... e chiaramente alcuni sono buoni da mangiare.

Stagione 2018 agli sgoccioli.
Stagione 2018 agli sgoccioli.
Stagione 2018 agli sgoccioli.
Stagione 2018 agli sgoccioli.
Stagione 2018 agli sgoccioli.
Stagione 2018 agli sgoccioli.
Stagione 2018 agli sgoccioli.

 

 

 

Nella foto seguente un neonato di ramarro (Lacerta bilineata) si nasconde in una ginestra...

Stagione 2018 agli sgoccioli.

 

 

 

...mentre poco lontano una femmina gestante di Vipera aspis francisciredi sfrutta ogni minimo raggio di sole per poter terminare lo sviluppo degli embrioni che porta ancora in lei e finalmente partorirli:

Stagione 2018 agli sgoccioli.
Stagione 2018 agli sgoccioli.

 

 

 

Un giro in una valle del canton Grigioni mi permette di osservare una salamandra nera (Salamandra atra):

Stagione 2018 agli sgoccioli.
Stagione 2018 agli sgoccioli.

 

 

 

Nella foto seguente possiamo intuire una femmina di Vipera berus mentre si sposta ai piedi di un rododendro:

Stagione 2018 agli sgoccioli.

 

 

Un po' meno sperduto del marasso precedente, nella foto seguente un piccolo di colubro di Esculapio (Zamenis longissimus) frequenta le zone verdi nelle vicinanze di un paesino:

Stagione 2018 agli sgoccioli.

 

 

 

In autunno bruchi e farfalle finiscono un ciclo oppure finiscono del tutto i cicli della vita:

Stagione 2018 agli sgoccioli.
Stagione 2018 agli sgoccioli.

Sopra, bruco della sfinge dell'euforbia (Hyles euphorbiae).

Stagione 2018 agli sgoccioli.
Stagione 2018 agli sgoccioli.
Stagione 2018 agli sgoccioli.

Sopra farfalle "vissute"...sotto farfalla vissuta e ragno che se la mangia:

Stagione 2018 agli sgoccioli.

 

 

Nella foto seguente possiamo vedere una bella femmina di colubro liscio (Coronella austriaca) mentre si scalda ai piedi di un mirtillo dai classici colori di fine stagione.

Stagione 2018 agli sgoccioli.

 

 

 

Qui in basso una giovane femmina di Vipera aspis francisciredi si gode gli ultimi raggi di sole della giornata, temporeggia a rintanarsi, probabilmente intenta ad assorbire il calore ancora presente sui rami di rovo secco.

Stagione 2018 agli sgoccioli.

 

 

Se prestate attenzione, nella parte centrale a destra della seguente foto, potrete scorgere un paio di spire di una vipera. Si tratta di una femmina che ha messo al mondo i piccoli pochi giorni prima, da qui il suo aspetto un po' dimagrito:

Stagione 2018 agli sgoccioli.

 

 

 

La fine dell'estate offre anche la possibilità di imbattersi nelle mantidi religiose (Mantis religiosa). Sono insetti interessanti, grandi predatori e relativamente intelligenti. Spesso dopo una loro prima fuga disordinata, si fermano ed osservano il potenziale predatore.

Stagione 2018 agli sgoccioli.
Stagione 2018 agli sgoccioli.

Questa sopra stava tendendo un aguato ad una cavalletta.

Stagione 2018 agli sgoccioli.
Stagione 2018 agli sgoccioli.

Fino ad ora avevo sempre visto mantidi verdi. Sapevo che se ne possono osservare anche di marroni e alcune persino quasi nere, ma non ne avevo mai viste, questa sopra é la prima mantide marrone che vedo!

 

 

Tutte le mantidi sopra sono femmine, mentre questo sotto é un maschio, riconoscibile per il fisico più esile:

Stagione 2018 agli sgoccioli.

 

 

Se non si vedono serpenti, se ne indovina la presenza, come con questa muta di biacco (Hierophis viridiflavus):

Stagione 2018 agli sgoccioli.
Stagione 2018 agli sgoccioli.

L'ultimo giorno di settembre mi ha permesso di osservare, a pochi centimetri di distanza l'uno dall'altro, due serpenti neonati.

Il primo, nella foto sopra, é un colubro liscio (Coronella austriaca), mentre il secondo nella foto in basso é una Vipera aspis atra:

Stagione 2018 agli sgoccioli.

Se sopra si fa fatica a capire la stazza della piccola vipera, nella foto qui sotto, messa vicino ad un'accendino di 6 cm, la cosa risulta più chiara:

Stagione 2018 agli sgoccioli.
Stagione 2018 agli sgoccioli.

I caldi colori d'autunno contrastano con le temperature di certe notti, con l'immobilità, il ghiaccio e la morte apparente che preannunciano. Il ciclo continua, le stagioni corrono...

 

I piccoli serpenti appena nati avranno la vita dura, alcuni di loro verranno mangiati da predatori, altri si perderanno in ambienti ostili e moriranno, alcuni non si sveglieranno in primavera oppure resteranno intrappolati da nascondigli scelti male ... son tragedie che hanno il merito di rinforzare la specie, vivranno i più forti, i più furbi, i più fortunati!

 

 

Termino con la foto dei due cucciolotti trovati vicini, due specie diverse, simili per molti aspetti e tanto diversi tra di loro. La coronella da adulta potrebbe predare le giovani vipere...poi chi lo sa...la dura legge della natura potrebbe portare la vipera a mangiarsi una coronella in barba alle "leggi della scienza". Magari queste due, se sopravvivono all'inverno, coabiteranno vicine senza darsi fastidio per vari anni...

Ad ogni modo é sempre piacevole, ogni autunno, vedere in questi animaletti, la continuità della vita.

Stagione 2018 agli sgoccioli.

 

 

 

 

 

Copyright © Grégoire Meier 2018. Tutti i diritti sono riservati. È vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

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22 agosto 2018 3 22 /08 /agosto /2018 05:11

Agosto col suo inizio caldo e la sua seconda metà temporalesca segna l'inizio dell'avvicinarsi all'autunno, per lo meno per vari aspetti naturalistici. Molti animali devono completare il loro ciclo vitale o riproduttivo, molte piante pure.

Alcuni ragni sono un lampante esempio, sono all'apice dello sviluppo, belli massicci e grassi grazie all'abbondante cibo che si son mangiati nella bella stagione:

 

 

 

Agosto, pieno regime prima della discesa verso l'autunno!
Agosto, pieno regime prima della discesa verso l'autunno!
Agosto, pieno regime prima della discesa verso l'autunno!
Agosto, pieno regime prima della discesa verso l'autunno!
Agosto, pieno regime prima della discesa verso l'autunno!
Agosto, pieno regime prima della discesa verso l'autunno!
Agosto, pieno regime prima della discesa verso l'autunno!

 

 

 

 

Qui sotto un ragnetto ne mangia uno più grande, caduto nella sua tela...ogni fonte di cibo é da prendere!

Agosto, pieno regime prima della discesa verso l'autunno!

 

 

L'Argiope bruennichi, chiamato volgarmente ragno vespa é sempre bello da vedere, sia per la sua tigratura che per la tela col caratteristico zig-zag centrale.

Sono piuttosto soddisfatto delle due foto seguenti, in cui nella prima ho messo a fuoco la femmina, mentre nella seconda il maschio, che sta nella sua tela costruita dietro a quella della femmina. Va notato il notevole dimorfismo sessuale:

Agosto, pieno regime prima della discesa verso l'autunno!
Agosto, pieno regime prima della discesa verso l'autunno!

 

 

La vegetazione tocca il suo apice, cosa che permette ai serpenti di nascondersi bene. 

Quando il caldo é eccessivo, i serpenti si rifugiano nei loro nascondigli oppure espongono solo una minima parte del loro corpo. Altre volte sfruttano il calore che si crea sotto l'erba, restando in semiombra.

Nelle tre foto seguenti si può ben vedere quanto sia difficile individuare il serpente o la parte che ha esposto.

Agosto, pieno regime prima della discesa verso l'autunno!
Agosto, pieno regime prima della discesa verso l'autunno!
Agosto, pieno regime prima della discesa verso l'autunno!

 

Nelle fresche mattine dopo i temporali notturni, é più facile vedere i serpenti allo scoperto mentre transitano da un microhabitat all'altro.

Qui di seguito quattro femmine gestanti di Vipera aspis francisciredi:

 

Agosto, pieno regime prima della discesa verso l'autunno!
Agosto, pieno regime prima della discesa verso l'autunno!
Agosto, pieno regime prima della discesa verso l'autunno!
Agosto, pieno regime prima della discesa verso l'autunno!

 

 

Gli insetti, sono pure abbastanza frenetici:

Agosto, pieno regime prima della discesa verso l'autunno!

Sopra e sotto Psophus stridulus.

Agosto, pieno regime prima della discesa verso l'autunno!
Agosto, pieno regime prima della discesa verso l'autunno!
Agosto, pieno regime prima della discesa verso l'autunno!

Sopra e sotto Miramella alpina in accoppiamento.

Agosto, pieno regime prima della discesa verso l'autunno!

 

 

 

Tra gli incontri sempre gradevoli, c'è quello con gli orbettini (Anguis veronensis), lucertole sfuggevoli che possiamo incontrare sia in pianura, alleati nei nostri orti visto che si cibano di lumache, che a quote più elevate.

Nelle foto seguenti, prima una femmina adulta, dopo un giovane individuo:

Agosto, pieno regime prima della discesa verso l'autunno!
Agosto, pieno regime prima della discesa verso l'autunno!

 

 

 

 

Una volpe mi osserva da lontano...

Agosto, pieno regime prima della discesa verso l'autunno!

 

 

... una giovane poiana mi osserva dall'alto...

Agosto, pieno regime prima della discesa verso l'autunno!

 

 

...questa invece non si é resa conto che mi avvicinavo:

Agosto, pieno regime prima della discesa verso l'autunno!

 

 

 

 

Una scappatina nei Grigioni mi ha permesso di osservare un maschio di Vipera aspis atra, un po' magro e con alcune ciccatrici, ma comunque vigile e sano:

Agosto, pieno regime prima della discesa verso l'autunno!

 

 

Questo é stato un "anno da mirtilli", ne ho mangiati parecchi e ne ho trovati tanti belli e grandi a tutte le quote:

Agosto, pieno regime prima della discesa verso l'autunno!

 

Resta comunque importante, quando si raccolgono mirtilli o ci si reca nella natura, osservare bene dove si mettono le mani.

Nella foto seguente un maschio di marasso (Vipera berus) che si scalda tra i mirtilli:

Agosto, pieno regime prima della discesa verso l'autunno!

 

Qui sotto un primo piano del medesimo individuo dell'immagine sopra:

Agosto, pieno regime prima della discesa verso l'autunno!

 

 

I massi cuppellari sono una testimonianze interessante del nostro passato. Si suppone che queste incisioni siano state fatte nella preistoria. Tutto l'arco alpino (ma bene o male in tutto il mondo) ne conserva tracce più o meno ben conservate anche se non vi é una chiave di lettura molto chiara sul loro significato.

Agosto, pieno regime prima della discesa verso l'autunno!
Agosto, pieno regime prima della discesa verso l'autunno!

 

 

In una giornata di temporali ho potuto osservare questo maschio di Vipera aspis atra scaldarsi ai deboli raggi di sole che separavano un'acquazzone dall'altro.

Agosto, pieno regime prima della discesa verso l'autunno!

Osservandolo da vicino ho notato che era in muta, cosa molto evidente guardando l'opacità del suo occhio, per cui ho capito la sua necessità ad aumentare la propria temperatura corporea per accelerare il processo di muta.

Agosto, pieno regime prima della discesa verso l'autunno!

 

 

 

Agosto rima anche con i primi rettili che nascono, chi partorito dalla madre e chi uscendo dall'uovo deposto uno o due mesi prima.

Qui di seguito un neonato di lucertola muraiola (Podarcis muralis):

Agosto, pieno regime prima della discesa verso l'autunno!

 

 

Di seguito un neonato di ramarro (Lacerta bilineata):

 

Agosto, pieno regime prima della discesa verso l'autunno!

 

 

 

Concludo con questa foto abbastanza evocativa del periodo. Una femmina gravida di Vipera aspis francisciredi si termoregola in una zona ombrosa tra pietraia e bosco. Assorbe il calore trasmesso dalle pietre e dai pochi raggi che filtrano dagli alberi, senza restare in pieno sole.

 

Agosto, pieno regime prima della discesa verso l'autunno!

 

 

 

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30 luglio 2018 1 30 /07 /luglio /2018 10:57

I serpenti perdono i denti, ma ricrescono!

Introduco questo breve articolo con l'immagine seguente, in cui si vede una vipera mentre morsica. Dopo la descrizione riproporrò la medesima foto con un paio di indicazioni per renderla più chiara.

Le vipere perdono i denti!

L’apparato velenifero delle vipere sfocia nella parte visibile composta dalle zanne velenifere, due denti posti anteriormente sul palato del serpente. Questi denti canalicolati sono paragonabili all’ago di una siringa, e quando vengono conficcati nella preda, permettono l’iniezione del veleno nel corpo di quest’ultima.

La lunghezza dei denti dei viperidi è relativamente grande, per cui quando non vengono utilizzati restano in posizione di riposo, ripiegati contro il palato e protetti da una guaina,  vengono eretti solo quando il serpente decide di morsicare. I serpenti con questo apparato velenifero vengono definiti solenoglifi.

La lunghezza e la struttura del dente lo rendono relativamente fragile, per cui è soggetto a rotture, se per esempio la vipera colpisce un oggetto invece della preda; il dente si consuma, per cui penetra meno bene nella preda; il dente si stacca restando conficcato nella preda che magari ha tentato di scappare, facendo trazione sul dente del serpente.

Per il serpente è importante avere sempre le zanne che gli permettono di dare un morso efficace. Un periodo prolungato senza poter morsicare e neutralizzare le prede, porterebbe l’animale a patire la fame. La natura ha quindi pensato bene di permettere alle vipere di avere alcuni “denti di riserva” che sono tenuti a riposo contro il palato mentre il dente impiegato viene utilizzato per  morsicare le prede. Man mano i denti vengono sostituiti, altri denti crescono; la cosa è ben visibile negli scheletri di serpenti (in questo articolo ne potete vedere alcune immagini: scheletro) oppure in radiografie dove si distinguono 3-4 zanne velenifere per parte, di grandezza diversa in base alla loro crescita.

A volte, quando un dente sta per essere messo “fuori uso”, subentra già il dente sostitutivo, il che fa sembrare che la vipera abbia due zanne velenifere per parte.

 

 

Sotto ripropongo l'immagine di partenza. Nella foto si vede la parte laterale della testa di una vipera mentre morsica, per cui si vede solamente la sezione sinistra della testa. Va notatao, come ho evidenziato, il dente velenifero in uso e un secondo dente ripiegato che sostituirà l'altro.

 

Le vipere perdono i denti!

 

 

 

 

 

 

 

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