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23 dicembre 2013 1 23 /12 /dicembre /2013 16:24

Spero che i frequentatori del mio blog abbiano sempre percepito che i protagonisti di questo sito sono i serpenti (in primo luogo) e la natura in generale. Chiaro, queste righe non si materializzano spontaneamente dal nulla, è anche vero che in qualche articolo sono apparsi amici e conoscenti, e pure il sottoscritto, ma il vero protagonista e l’unico motore di questo blog è il serpente.

Dopo queste belle premesse devo ammettere che quest’anno è stato un anno piuttosto "mediatico". Malgrado la mia indole piuttosto riservata e schiva ho contribuito ad alcuni articoli di giornale e trasmissioni radiofoniche. Logicamente questi interventi, non puramente scientifici ma diretti al grande pubblico, danno un certo risalto alla persona. Mi sono prestato volentieri a questi interventi poiché lo scopo primario è di divulgazione e sensibilizzazione, per cui ben venga che sia messa in gioco la figura di una persona per affrontare e parlare della “questione serpente”.

Ringrazio ancora qui i giornalisti che hanno scrupolosamente operato in questo senso.

 

Un'altra parte di cui sono piuttosto orgoglioso sono i due documenti scientifici a cui ho potuto collaborare, il primo che riguarda la segnalazione di Dolichopoda geniculata in Svizzera, il secondo in cui si documenta l’osservazione di un esemplare di Vipera aspis hugyi melanotico.

 

Questo anno mediatico ha rinforzato la mia opinione sul fatto che poco importa se hai una formazione scientifica, se sei un appassionato, se sei un terrariofilo, se sei un ricercatore e via dicendo. Credo che tutti coloro che “gravitano” attorno al “mondo dei serpenti” in fondo contribuiscano alla loro conoscenza e quindi al loro rispetto. Trovo patetico, spregevole e veramente peccato che nelle varie “piccole comunità virtuali”, tra appassionati ci sia competizione e un conseguente disprezzo per i punti di vista altrui. Disprezzo che sfocia spesso in conflitti, in denigrazione e in cattiveria. Se lo scienziato collaborasse con l’allevatore e con il semplice appassionato che osserva animali in natura si raccoglierebbero più risultati che non se ognuno di queste frange combatte le altre. Un allevatore può anche essere un ottimo osservatore rispettoso…uno non impedisce l’altro.

La fotografia digitale e i vari forum (ormai decimati dalle comunità dei socialnetwork) hanno poi incrementato il numero di nuovi appassionati, che stufi (o semplicemente per aumentare stupidamente la propria autostima) di fotografare soggetti più "banali", si avvicinano alla fotografia dei rettili. Ben vengano, anche loro contribuiscono alla divulgazione! Francamente non trovo nulla di più valorizzante nel fotografare un serpente piuttosto che un fiore. Ognuno dovrebbe seguire la propria passione. Ho visto foto di zecche immortalate di chi è appassionato di questi animali. Queste foto, fatte col cuore, mi hanno fatto amare e ammirare la zecca (per poco tempo e solo in foto!!!).

 

Chi oggi condanna i serpari degli anni ‘60 che guadagnavano da vivere tagliando teste di vipere, spara anche su chi 15 anni fa agiva in un determinato modo, spara su chi “mette in posa” un serpente per fotografarne i dettagli, seguendo la nuova tendenza della foto “in situ”, cioè la foto del serpente immortalato nel suo ambiente senza essere messo in posa. Foto molto interessanti, foto di osservazione che mi diletto pure io a scattare, ma che difficilmente valorizzano il serpente in tutto il suo splendore. Anche qui sono due approcci diversi e sono due approcci compatibili e non antagonisti.

Mi sto già disperdendo… in pratica non dimentichiamoci che ancora agli inizi del XX° secolo si portavano a casa dei trofei “guadagnati” a fucilate, mentre oggi la gente porta a casa trofei fotografici. Per fortuna i tempi sono cambiati, ma purtroppo non le mentalità. Il fotografo-trofeista vuole portare a casa la foto della Natrix più grande, l'immagine del maggior numero di specie, e questo a discapito della vera passione.

 

Le mie foto, i serpenti che allevo, le mie osservazioni non sono trofei, sono il frutto si una passione irrefrenabile e di alcune ore di evasione mentale che amo condividere, con la speranza che la condivisione porti al rispetto del serpente e della natura.

Tutto il resto…è fluido cloacale materializzato da cervelli atrofizzati e avidi di accrescere il proprio ego.

 

Auguro a tutti un felice nuovo anno e vi lascio, per chi ne è interessato, le immagini dei due documenti a cui ho contribuito.

(Vedo che on-line non sono leggibili, a chi lo volesse, posso mandare un PDF.)



      La nota apparsa su: Herpetological Review 44(4), 2013

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Qui di seguito il documento apparso su: Bollettino della Società ticinese di scienze naturali-101, 2013    

 

 

Dolichopoda 1:4 1

 

Dolichopoda 2:4

 

Dolichopoda 3:4

 

Dolichopoda 4:4

 

 

Copyright © Grégoire Meier 2013 . Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto. 

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2 dicembre 2013 1 02 /12 /dicembre /2013 09:55

Decisamente…l’inverno è arrivato!

 

Malgrado le temperature decisamente fredde, i serpenti ci riservano sorprese. Il 27 novembre, nel pomeriggio, ho fatto due passi in un habitat in cui ho potuto osservar che diversi serpenti si spostano in una precisa zona, per passare l’inverno. Probabilmente quel punto offre i necessari rifugi e delle temperature ideali per sopravvivere all’inverno. C’è anche da dire che tale zona, in primavera, viene toccata dal sole per molto più tempo che non il resto dell’habitat.

Ma torniamo alla fine di novembre… le temperature notturne sono vicine allo 0°C, di giorno, malgrado il sole, l’aria è fredda, ma passando la mano nell’erba o sulle pietre esposte al sole noto che il substrato è tiepido.

Il mio intento era di osservare qualche Podarcis muralis. Queste lucertole sanno approfittare di ogni minimo istante di tepore, e difatti non è raro scorgerle anche in pieno inverno nelle giornate tiepide.

Con mio stupore ho invece osservato un piccolo di Biacco (Hierophis viridiflavus) placato sulla pietra di un vecchio muretto a secco!

Il piccolo serpente, nato probabilmente in settembre di quest’anno, mi ha permesso di fare un paio di foto col telefono (non ero attrezzato) prima di rifugiarsi tra i sassi.

 

2

 

 

 

Con questo post vi presento pure alcune foto d’archivio che ho ideato per mostrare quanto a volte gli animali possano sfuggire ad uno sguardo veloce.

Come avrete notato sono piuttosto negato nel lavoro di post-produzione delle foto, ma spero che apprezzerete quest’idea.

 

15.3.12

Vipera aspis francisciredi

 

 

2 09 10

Femmine di Vipera aspis francisciredi.

 

21 03 2013

Vipera aspis francisciredi.

 

 

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Vipera aspis francisciredi.

 

 

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Vipera aspis francisciredi.

 

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Salamandra salamandra.

 

 


 

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29 ottobre 2013 2 29 /10 /ottobre /2013 10:08

Ci risiamo! Le giornate si accorciano, il sole intiepidisce, piove, le foglie ingiallisco e cadono. L’autunno lascerà presto posto all’inverno e la natura lo sa, si prepara a questa morte temporanea ed apparente. Alcuni insetti, arrivati a maturità sessuale, si affrettano ad accoppiarsi e deporre le uova, prima di terminare la loro esistenza nello stomaco di un predatore o di finire ad arricchire l’humus; alcuni miceli spargono le loro spore esibendo il loro apparato riproduttore, che noi chiamiamo fungo (non saprei come chiamare altrimenti il “frutto” di ciò che non è considerato ne pianta e nemmeno animale).

Frutti maturi, ultimi fiori, ultime fotosintesi per molti vegetali che verranno presto ricoperti dalla neve o congelati dal freddo.

Le piccole lucertole, nate poche settimane prima e sfuggite ai predatori, carpiscono gli ultimi caldi prima di rintanarsi e sperare di superare il primo duro inverno.

Lo stesso percorso di vita è imposto ai cuccioli di serpenti, che hanno avuto poche occasioni di alimentarsi tra il breve periodo che separa la nascita al periodo di riposo invernale.

 

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Questo maschio di vipera era probabilmente in cerca di una femmina. Le vipere hanno due periodi di accoppiamento, il primo in primavera e il secondo a fine estate/inizio autunno.

 

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Lathyrus    


 

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La muta di un colubro sventola su di un muretto a secco.


 

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Araneus


 

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In una giornata fresca ho potuto avvicinare vari ramarri (Lacerta bilineata) intorpiditi dalla bassa temperatura.

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Questa giovane Vipera aspis atra si godeva i rari raggi solari di una breve schiarita in una giornata piovosa. Furbamente si era posta su di un pezzo di legno scuro.


 

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Mentre cercavo dei serpenti su di un pendio arido mi sono imbattuto nell'assenzio (Artemisia absinthium), discreta pianta che ha dato conforto a molte menti tutt'altro che discrete.

 


 

Il sottobosco é ricco di funghi in ogni stagione, ma con l'autunno uno ne presta maggiore attnzione. Eccovi alcuni di quelli che ho provato a fotografare lasciandogli l'atmosfera in cui li ho visti.

 

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Tra un fungo e l'altro sto attento a non schiacciare distrattamente qualche salamandra!


 

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Un esperimento fotografico...

 

 

 


Di seguito alcune cavallette in parata nuziale o in accoppiamento.

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Coronella austriaca nata da pochi giorni.



 

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Argiope bruennichi

 


 

 

Tra un giro e l'altro mi son soffermato su alcuni insetti...

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tra di loro questa vespa...spesso fastidiosa ma ogni tanto buona alleata!

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Un'altra esuvia di colubro.

 



 

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Vipera aspis francisciredi, subadulto, osservata ad inizio ottobre.

Nella foto che segue ripresa da più lntano...

 

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Poco lontano un secondo indivuduo.... e un terzo.

 

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Le lucertole (Podarcis muralis) sanno veramente aprofittare di ogni minimo raggio di sole... a parte il mese veramente freddo che colpisce la nostra regione, appena c'è una giornata clemente si rianimano.

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Quest'ultima lucertola é il piccolo di ramarro (Lacerta bilineata).

 

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Tra i molti incontri fatti, uno che non lascia mai indifferente é quello con la mantide religiosa (Mantis religiosa). Sarà il suo aspetto quasi extraterrestre o la particolare confidenza che ha nei nostri confronti o magri il suo sguardo intelligente...

 

1

 

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Nelle tre immagini precedenti troviamo delle femmine adulte, pentre l'esemplare delle due prossime foto é un esemplare che non ha ancora raggiunto la maturità, lo si capisce dall'assenza delle ali.

 

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L'individuo delle due foto che seguono é invece un maschio adulto, più esile delle femmine. L'ho voluto fotografare un po' diversamente da come vengono spesso fotografati questi insetti, cioè l'ho immortalato tra le erbe, mimetizzato, discreto, quasi invisibile.

Ai miei occhi, la vera e pura espressione di questo temibile predatore.                     

 

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Infine un'altra grossa e spavalda femmina.

 

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Un paio di Colubro di Esculapio (Zamenis longissimus), nati da pochi giorni.


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Il 17 di ottobre ho avuto ancora modo di fare un giro e vedere un paio di vipere, la prima mentre strisciava tra i sassi di un vecchio muro, e la seconda, una femmina, pacificamente posata tra i rovi e alcune pietre.

 

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Mi sono avvicinato lentamente e mi son goduto la confidenza che il serpente mi ha dato, rubandogli due scatti ravvicinati.

 

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La stazza e il colore di questo Araneus non ci lascia nessuna speranza... l'estate è passata, le notti diventano fresche, l'inverno é alle porte.

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Termino questo viaggio virtuale con la foto di una vipera... sembra quasi affacciata alla finestra di casa, incredula del fatto che debba rintanarsi per qualche mese.


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19 agosto 2013 1 19 /08 /agosto /2013 13:57

 

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Tra le varie vipere nostrane mi é difficile dare una preferenza… la Vipera berus é bella, affascinante, interessante per il modo di vita schivo, sfuggevole e per il carattere un po’ nervoso. La Vipera aspis atra ha una variabilità talmente vasta che uno non si stanca mai di vederne e ad ogni incontro, si é di fronte ad un animale dalle colorazioni e dai disegni mai visti prima.

Il mio cuore batte comunque per la Vipera aspis francisciredi… sarà che vivo in « terra francisciredi », sarà che da bambino fui morso da una di queste vipere, che per « gentilezza » mi inflisse un morso a secco (per cui senza avvelenamento) facendomi capire quanto fosse ignorante e meschina la gente, visto che a scuola mi si diede del « racconta balle » in quanto nelle nostre valli ben si sa, che se una vipera morsica, uno finisce un paio di metri sotto terra. (Rassicuro tutti... e cosiglio di leggere:  Comportamento in caso di morso di serpente).

Sarà anche il ricordo, dei primi anni in cui cercavo di fotografare serpenti, delle ore passate nascosto dietro ad un cespuglio aspetando che una francisciredi uscisse dal nascondiglio in cui l’avevo vista scappare poco prima…immancabilmente poi la vipera usciva in un punto a me nascosto, o si metteva in una posizione in cui la fotografia immortalava un grumoletto deforme e quasi indecifrabile... quante pellicole sviluppate su carta, inutilmente!

 

Scansiona

Scansione di una di queste foto "d'epoca".


La bellezza della Vipera aspis francisciredi é comunque idegnabile. Non ha la variabilità netta e spavalda della « cugina del sopraceneri », ma anzi trovo la sua variabilità di livrea talmente delicata che ha un fascino ancora maggiore. Bisogna vederne diverse per riuscire a coglierne i dettagli, la personalità individuale, non dettata solo dal carattere ma anche dal fisico, dalla corporatura, dal colore, dalle sfumature, dal « decoro dorsale ».


Malgrado questo elogio...trovo che le vipere son tutte belle, ogni singolo individuo di qualsiasi specie é splendido nella sua singolarità, e non mi stancherò probabilmente mai di osservarne e cercare di capirle sempre di più.

 

Vi presento un po' di foto di questa splendida vipera... alcune foto sono puramente documentative e di qualità discutibile (su alcune ci metterò la data della foto).

 

2006

Maschio, 2006

 

 

2008

Femmina, 2008

 

2008 2

2008


 

2010

Maschio, 2010

 

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Femmina

 

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Maschio


 

2012

Maschio

 

2011

 

2007 1

Maschio

 


 

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luglio 2011

 

estate-2013 0381

 


 

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2007

 

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Femmina

 

2008 3

Femmina, 2008

 

 

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Femmina


 

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estate-2013 0666

 

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Maschio


 

2012 1

Femmina


 

estate-2013 1069

Maschio, 2013

 

estate-2013 0291

2013, femmina con coda tagliata.

 

estate-2013 0794

Femmina, 2013

 

estate-2013 0567

Femmina, 2013

 

 

estate-2013 0976

Femmina, 2013

 

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Femmina, 2013

 

estate-2013 2308

Femmina, 2013

 

 

L'ultima (e un paio di altri esemplari in altre foto) rientra nella colorazione con cui in altri tempi venivano suddivise le vipere, cioè Vipera aspis var. Isabellina (De Betta, 1857). Se non sbaglio, ancora citato nel libro pubblicato dai ticinesi Gandolla e Muggiasca (libro che purtroppo manca alla mia collezione di pubblicazioni).

Il nomignolo Isabellina prende origine dalla colorazione della vipera, che tende al tono isabella, un colore giallo-marrone-crema, molto usato per definire il manto dei cavalli.

 

Spero che abbiate gradito questo assaggio della delicata bellezza di questo serpente.

 

 

 

 

 

 

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16 agosto 2013 5 16 /08 /agosto /2013 15:20

Rieccomi…ci ho messo un po’ a smistare varie foto che ho avuto l’occasione di scattare.

 

iit


Nei vari mesi scorsi ho fatto alcuni giri in Svizzera e nella vicina Italia, sempre per osservare serpenti, vipere e tutto ciò che c’è in giro nella natura.

È sempre impressionante vedere la notevole variabilità di colore e motivi dorsali presenti nella vipera che vive nelle nostre Alpi, eccone alcune.

 

Le seguenti vipere sono tutte Vipera aspis atra fotografate in territorio Svizzero (Vallese e Ticino)

 

Yves-johan-2013 5353

 

 

Yves-johan-2013 0064

 

 

 

Yves-johan-2013 4102

 

Yves-johan-2013 4115 01

 

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Yves-johan-2013 4336

 

Yves-johan-2013 4627

 

Yves-johan-2013 4771


 

Yves-johan-2013 1452

 

Yves-johan-2013 4185 01

Quest'ultima é una "vecchia conoscenza" che ho già presentato in altre due occasioni, osservata sempre nel medesimo habitat.

 

 

Nei primi giri mi sono imbattuto in alcuni fiori tipici della bella stagione.

 

Yves-johan-2013 0269

 

Yves-johan-2013 0261

 

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La variabilità della livrea dei serpenti é osservabile anche in altre specie, come ad esempio nella Natrix natrix:

 

Yves-johan-2013 5087


 

Yves-johan-2013 0123

 

Yves-johan-2013 0121

 

Yves-johan-2013 5175

 

Yves-johan-2013 5066


 

In alcune occasioni ho avuto gli amici Yves Brunelli e Johan De Smedt come compagni di ricerca, eccoli all'opera:

 

Yves-johan-2013 0044

 

 

 

Sempre per parlare di variabilità...ecco alcune Rana temporaria, non una uguale all'altra:

 

Yves-johan-2013 5449

 

Yves-johan-2013 5469

 

 

Yves-johan-2013 5475

 

 

 

Le seguenti Vipera aspis atra le ho fotografate in territorio Italiano:

 

iit11


 

iit5

 

 

iit2


 

iit 10

 

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it2

 

iit3


 

Nella foto seguente possiamo osservare delle ovature di Rana temporaria assieme a quelle di rospo (Bufo bufo).

A sinistra, la massa é l'ovatura della rana mentre le ovature allungate sono di rospo.

 

Yves-johan-2013 0139

 

 

 

Rospo femmina con un rospetto.

 

Yves-johan-2013 5546



 

Yves-johan-2013 5220

Accoppiamento di Liparus.

 

 

 

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Splendida Coronella austriaca.

 


 

In agosto le vespe Polistes hanno i nidi belli carichi e in piena attività. L'ambiente pietroso in cui osservo le vipere é anche abbondante di questi insetti, che malgrado la brutta reputazione, sono docili e per nulla aggressivi.

Yves-johan-2013 1708 copia

 

 

Yves-johan-2013 1644

Rhynocoris iracundus, predatore che ha probabilmente mangiato le larve di vespa.

 

 

Yves-johan-2013 1743


 

Ecco una foto che mi piace particolarmente, e che sono stato felice di immortalare:

Yves-johan-2013 1751


 

 

Ora mi abbandono ad un caos di foto, tra cui alcune un po' sperimentali, non dei capolavori, ma come sempre uno sguardo ammirativo e un tentativo di valorizzare i serpenti a modo mio. 

 

iit13

 

 

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Yves-johan-2013 0087

 

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Yves-johan-2013 4285

 

Yves-johan-2013 5119

 

 

Yves-johan-2013 4480

 

Yves-johan-2013 4999

 

it6

 

Yves-johan-2013 4955

 

Yves-johan-2013 5183

 

Yves-johan-2013 5248

 


 

 

Infine, questo fiore ci ricorda che le stagioni passano...

Yves-johan-2013 1411

 

...e che quando ci si immerge in natura é sempre bene guardare dove si mettono le mani e dove ci si siede per fotografare la delicatezza di un fiore!

 

 

Yves-johan-2013 0048

 


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