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10 maggio 2013 5 10 /05 /maggio /2013 09:02

 

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Finalmente la primavera é arrivata! Giornate calde si sono alternate con giorni piovosi e freschi...il tipico clima ticinese caraterizzato da inverni relativamente asciutti seguito dalla primavera "monsonica".

Ad ogni modo questo clima favorisce le osservazioni di rettili e altri animali, che come noi si godono i momenti di bel tempo, non per svago, ma per poter compiere le loro attività vitali, come accoppiarsi, cibarsi, termoregolarsi.


Qui di seguito condivido alcune osservazioni che ho potuto fare nei pochi giorni di bel tempo che sono coincisi col mio tempo libero!

 

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Un Colubro verde e giallo (Hierophis viridiflavus) in una tipica foto primaverile.


 

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Un paio di lucertoline mi curano, non sicuri delle mie intenzioni!

 


 

Sotto un maschio di Vipera aspis atra, che si è prestato a qualche foto.

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Crocus con concime...

 

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...qui senza.

 


 

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Maschio di Hierophis viridiflavus, "tranquillo" perché osservato ai primi raggi mattutini!

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Ovature di rana.

 

 

 

Alcuni fiorellini...evito di dare dei nomi ...ma son carini!

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Maschio di Coronella austriaca.

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Le coronelle hanno sempre un musetto simpatico!



 

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Volpe...meno furba di me...visto che fa i suoi bisognini senza sapere che la guardavo!

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Seguono alcune immagini di ramarri, (Lacerta bilineata), sorpresi nel loro habitat.

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Il ramarro che segue, strafottente, probabilmente non si é reso conto che l'erba non é ancora verde!!

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L'unica nota dolente di questi giretti, sono l'abbondanza di zecche...qui un maschietto che sembra particolarmente attaccato a me.

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Lascio a voi la fantasia di immaginare quale sia il premio che riceve chi vince la lotta tra questi due stercorari!

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Podarcis muralis che sembra già piena di uova.

 

 

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Ho pure incrociato una salamandra che si sfilava dalla sua vecchia pelle!



 

Seguono alcune immagini di un bel maschio di Vipera aspis francisciredi.

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Attorno ad una pozza ho osservato dei Gerris, insetti che "patinano sull'acqua", e mi ha incuriosito osservare come si accoppiano e come chi non vuole accoppiarsi si libera del pretendente capovolgendosi. Interessante pure notare che chi si faceva "assalire" aveva con se una preda, in questo caso una mosca.

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Termino questo giro con le immagini di due Vipera berus osservate un paio di settimane fa.

 


Questa é una femmina che sembra in ovulazione.

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Mentre il marasso che segue é un maschio che ha fatto la prima muta primaverile, quella che precede gli accoppiamenti. Questa muta gli dona una livrea particolarmente sgargiante e contrastata. Il cattivo tempo mi ha permesso di fare delle foto che purtroppo non ne esaltano la bellezza reale, ma resta comunque una delle Vipera berus più bella che io abbia visto!

 

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15 aprile 2013 1 15 /04 /aprile /2013 11:47

Il Vivarium di Losanna è una struttura che esiste dagli anni ’70. Nei suoi locali si possono osservare oltre 200 animali, principalmente rettili (credo abbia la “collezione” di serpenti velenosi più grande d’Europa). Negli ultimi anni, grazie all’impegno del nuovo direttore e di tutto il suo staff, il vivarium ha avuto un’evoluzione che lo porta progressivamente ai livelli dei più avanzati parchi zoologici.

 

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Dendroaspis polylepis



L’animale esposto non è più solo un “mostro spaventoso” da esibire (come avveniva negli zoo fino a qualche decennio fa), ma viene considerato come singolo individuo, per cui gli viene ricreato un habitat consono, che gli consente di poter vivere il meglio possibile malgrado la cattività.

 

 

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Crocodylus suchus


Tra le novità elaborate al Vivarium, vi è per esempio il fatto di nascondere delle prede ai rettili, per stimolarne il fisico e la mente, durante la caccia.

All’esterno del Vivarium sono state costruite delle strutture dove vengono mantenuti, 12 mesi all’anno, diversi rettili europei che nel loro areale convivono nello stesso habitat. Ad esempio una di queste grosse gabbie ospita tartarughe (Testudo hermanni), cervoni (Elaphe quatuorlineata), Pseudopus apodus (una specie di grosso orbettino) e Vipera ammodytes. Davanti a questa gabbia ci si crede veramente nei Balkani ed è interessante osservare il comportamento naturale di chi ci vive, stimolando il visitatore a scrutare i vari habitat ricreati e scoprire i vari animali.

 

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Colubro di Esculapio (in alto a sinistra) e Montivipera wagneri (in basso a destra).

 

Vivarium 0068

Testudo e Pseudopus

 

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Vipera ammodytes

 

 

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Testudo e Vipera ammodytes.

 

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Montivipera wagneri.

 

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Michel Ansermet, mentre dall'interno della gabbia, mostra e spiega ad alcuni visitatori, le caratteristiche di chi popola la struttura.

 


Coi coccodrilli, il direttore Michel Ansermet, ha iniziato un programma di “target training”, impressionante ma molto utile per potersene avvicinare, senza troppi rischi, per poterli curare in caso di necessità.

 

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Michel "prende contatto" con un esemplare di Crocodylus cataphractus.

 

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Qui mostra i risultati del "target training".


 

Tra le numerose attività del vivarium vi sono diversi lavori e progetti di salvaguardia delle specie. Purtroppo molti rettili, per svariati motivi spesso imposti dall’uomo (cattura, uccisioni, distruzioni dell’habitat), sono in via di estinzione. Strutture specializzate, come quella del vivarium, aiutano a riprodurre e reintrodurre in natura varie specie di animali altamente minacciati di estinzione. Tra i vari progetti di cui si occupa il Vivarium di Losanna cito soltanto quello del  Protobothrops mangshanensis, stupenda vipera scoperta soltanto del 1989 nelle montagne della Cina. Si stima che in natura vivano solamente tra i 300 e i 500 esemplari. Da qui l’importanza di preservare la specie, con un programma di riproduzione.

 

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Protobothrops mangshanensis

 

Per il futuro, vi è il progetto di creare una struttura ancora più moderna e all’avanguardia, un Vivarium in cui si possa lavorare alla salvaguardia dei rettili, in cui si possano studiare questi animali e i loro veleni (spesso molto utili in medicina), in cui si possa educare la popolazione anche al rispetto di rettili e anfibi di casa nostra.

 

Vivarium 0033

 

Purtroppo, malgrado i numerosi progetti, mirati all’educazione, alla sensibilizzazione, alla conoscenza e divulgazione dei rettili e alla loro protezione, il Vivarium di Losanna non riesce a fare fronte alle numerose spese che una tale struttura impone.

 

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Oxyuranus scutellatus (Taipan)

 

Io consiglio a tutti, anche ai non appassionati di rettili, di recarsi al Vivarium di Losanna. Sarete accolti da uno staff competente e appassionato, disponibilissimo a condividere le loro conoscenze e a far scoprire il meraviglioso mondo di questi animali.

 

Vivarium 0087

La golosità dell'iguana!

 


 

Mi auspico che politicamente e privatamente ci si renda conto dell’importanza di una tale struttura, e che il vivarium riesca a ricevere i finanziamenti necessari alla sua sopravvivenza (ancora meglio a poter realizzare il suo progetto avanguardistico).

 


 

Vi lascio il link al sito del Vivarium, in cui si trovano numerose informazioni utili e eventualmente le coordinate per poterli sostenere.

 

www.vivariumlausanne.ch

 

 

Vivarium 0079

Dendroaspis viridis

 

 

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28 marzo 2013 4 28 /03 /marzo /2013 19:08

Quest’anno la primavera é piuttosto fresaca e piovosa… forse é una primavera vera e non di quelle che abbiamo avuto negli ultimi anni… o forse sono solo i capricci della natura, mai regolare e sempre imprevvedibile…

 

Chiaramente per persone come me che hanno sonnecchiato tutto l’inverno aspettando di potersi rimettere in moto con i tiepidi raggi solari di marzo, direi che per ora ci va piuttosto maluccio, ma tra una nevicata e un’acquazzone freddo, anche qualche rettile ha mostrato il muso.

 

Nei miei allevamenti in locali privi di riscaldamento, le temperature miti tengono gli animali calmi, e ho potuto osservare che malgrado l’ambiente del terrario sia « sintetico », alcuni comportamenti restano immutati e totalmente naturali. Ad esempio ho potuto osservare che i maschi si sono immediatamente esposti sotto ai faretti riscaldanti appena li ho accesi, mentre le femmine si sono placate nell’angolo più fresco del terrario. Questo é un tipico comportamento naturale, in cui generalmente in primavera i maschi escono allo scoperto un paio di settimane prima delle femmine. Inutile dire cosa sveglia così rapidamente i maschi…. visto che l’uscita della latenza invernale coincide con il periodo degli accoppiamenti!

 

Vi lascio alcune immagini delle mie prime osservazioni in natura e altre scattate nei miei terrari.

 

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Ramarro (Lacerta bilineata) fotografato il 10 marzo metre sfruttava il miscroclima che si crea sotto i rovi secchi.

 

 

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Vipera aspis francisciredi, un maschio sulla sinistra e una femmina (?) alla destra del sasso centrale. Foto del 10 marzo.

 

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Qui si vede forse meglio.

 

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Altro ramarro.

 

 

 

 

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Coppia di Vipera aspis atra del mio allevamento.

 

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Maschio di Montivipera wagneri del mio allevamento.


 

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Femmine di Vipera ammodytes nei miei terrari.

 

 

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Due maschi di Montivipera xanthina del mio allevamento.

 

 

 

 

 

 

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Concludo con questi due scatti di un maschio di Vipera aspis francisciredi che in una giornata di vento freddo sfrutava il calore della pietra di un vecchio muro a secco. Foto del 21 marzo.

 

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2 febbraio 2013 6 02 /02 /febbraio /2013 13:33

 

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Gli ex voto sono delle dimostrazioni, degli oggetti dati in regalo a delle divinità o degli dei. Le origini di questo modi di rapportarsi agli dei ha radici antichissime e praticate in numerose religioni.

Si può dire che l’ex voto é un ringraziamento che il credente fa alla divinità che lo ha protetto. Il credente ringraza pubblicamente e materialmente per la grazia che ha ricevuto.

Come accennato, già in culti precristiani, era pratica corrente praticare delle offerte, espresse con cibo, statue essenze, ecc., alla divinità venerata, sicuramente un modo per « tenercela buona ».

L’espressione religiosa esternata (e qui il discorso si estende anche alle pratiche religiose in comune) ha pure un ruolo importante dal punto di vista sociale, unisce la comunità e auita ad identificare i non praticanti, cosa importante in epoche teocratiche, in cui il non seguace veniva/viene isolato, perseguitato o eliminato.

 

Nella cultura ticinese gli ex voto sono molto presenti, e la civiltà contadina, di cui siamo il frutto, ha dovuto da sempre combattere con le insidie del territorio e della natura, spesso ostile, per cui logicamente si é rivolta ai santi, alla Madonna e al buon Dio per essere protetto, o per lo meno aver l’idea di esserne protetto.

Ancora fino alla metà del ‘900, farsi morsicare da una vipera mentre si falciava il fieno in cima ad un pascolo era potenzialmente fatale. Oltre a praticare delle cure totalmente sbagliate, incideva anche il fatto di essere totalmente isolati e a diverse ore di cammino da un medico che avrebbe potuto dare le prime cure (ma probabilmente pure queste prime cure erano più dannose che non il morso della vipera).

 

Consiglio a tutti gli interessati di sfogliare il libro: I vecchi e la montagna di Franco Binda.

Ci si trova numerose le testimonianze della vita contadina del nostro cantone, con varie interviste a chi ha vissuto di prima persona i tempi duri delle nostre valli.

 

Ma perché parlare di ex voto e di civiltà contadina? Semplicemente perché recentemente ho arricchito la mia collezione di oggetti inerente al serpente con un ex voto proveniente dal Messico. Questo dipinto su lamiera, proveniente dall’altra parte del mondo mi ha riportato alla mente gli ex voto, per cui le insidie che erano pressenti pure da noi.

Probabilmente le mie analisi simbologiche che seguiranno vanno ben oltre alla reale volontà espressiva del credente che l’ha realizzato.

Oltre alla figura della Vergine di Guadalupe, la divinità ringraziata, troviamo due animali, un serpente dall’aspetto demoniaco, chiaramente l’essere temuto da cui bisognava proteggersi, e un cavallo, cavalcato da una ragazza dai vestiti candidi e puri.

 Cavallo e serpente… alcuni aspetti simbolici del serpente ve li ho illustrati in altri articoli, e la cosa interessante é che il cavallo ha una simbologia ambigua tanto quanto quella del serpente.

Pure il cavallo é ambivalente, viene visto come un essere nobile, intelligente e carico di sensualità (qui già per un certo puritanismo non va molto bene), ma pure come un entità istintuale, indomabile che incute angoscia, forse a causa della sua possenza. Va anche notato che secondo alcune tradizioni, il cavallo, ha la facoltà di prevvedere il futuro e di vedere ciò che l’uomo non vede.

Che dire della tradizione celtica che vede il cavallo-serpente sorgere dalle tenebre e terminare la sua corsa come cavallo alato ?

Sempre nella tradizione celtica, il cavallo incarna lo spirito del grano, la fecondità, legato all’immancabile Dea Madre di origine neolitica. La madre di tutti e di tutto, che vien fecondata dal serpente.

 

Nel nostro ex voto abbiamo quindi la temibile vipera cornuta (la morte) che ha spaventato il cavallo (colui che porta alla vita e alla morte) che scaraventa la ragazza al suolo. Grazie ad un miracolo prodigato della Vergine di Guadalupe, il serpente non morde la ragazza, lasciandola vivere.

Il padre ringrazia quindi la sua divinità protettrice con questa testimonianza per aver salvato la vita a sua figlia.

 

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6 gennaio 2013 7 06 /01 /gennaio /2013 17:05

 

 

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Le temperature insolitamente miti degli ultimi giorni ha messo in attività alcuni animali, tra cui dei rettili.

 

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Facendo due passi dietro casa ho potuto osservare un certo fermento in una scarpata di roccia, dove probabilmente le lucertole “del quartiere” passano i mesi invernali.

 

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Su pochi metri quadrati ho potuto contare una quindicina di questi piccoli sauri.

 

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Le lucertole (Podarcis muralis) erano tipicamente sporche di terra e polvere, che gli si attacca al corpo mentre sono rifugiate in qualche nascondiglio profondo tanto quanto basta a non essere raggiunte dal gelo.

 

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Tra le numerose lucertole osservate, ho potuto vederne una con due code.

 

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Questa foto l'ho scattata nel 2008...la lucertola é stata ben più rapida di me e mi ha lasciato immortalare solo questa coda biforcuta in muovimento!!

 



Questo fenomeno è abbastanza comune in questi animali, ed è semplicemente dovuta alla facoltà che hanno le lucertole di poter rigenerare la coda.

In pratica le lucertole hanno la possibilità di auto mutilarsi la coda per poter sfuggire ai predatori. Questo meccanismo viene chiamato autotomia. Il pezzo di coda che la lucertola ha staccato continua a muoversi, distraendo il predatore e permettendo alla preda di sfuggire.

La lucertola ha poi la capacità di rigenerare la sua coda, che avrà un aspetto leggermente diverso di quella “originale”.

A volte capita che la coda venga ferita o non si stacchi completamente, e curiosamente da quella ferita, cresce una seconda coda.

Come detto, non è un fenomeno estremamente raro, ma mi è capitato raramente di vedere un individuo di lucertola con queste caratteristiche, per cui condivido con voi questa foto purtroppo non ottima, in quanto la lucertola ha visto me ben prima che io vedessi lei!

 

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Ad ogni modo…beccare una lucertola con due code il 30 di dicembre…

 

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