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10 luglio 2013 3 10 /07 /luglio /2013 14:44

Dopo un primo incontro fugace con una Vipera ammodytes nel 2011 e un paio di ricerche andate a vuoto, nella Provincia di Bolzano, negli anni scorsi, finalmente nelle scorse settimane ho potuto osservare diverse di queste vipere dal corno nel loro habitat naturale.

La roccia calcarea della regione del Friuli ha probabilmente portato ad una selezione naturale che ha favorito la sopravvivenza degli esemplari che presentano una livrea dai toni chiari.

 

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In una regione del Friuli sono anche presenti, in una certa percentuale, esemplari dalla livrea rossicio-marrone, probabilmente una livrea « vincente » in individui che vivono tra le foglie secche, o che comunque vengono scambiate per foglie secche e rami in mezzo ai sassi chiari. Generalmente i maschi hanno un’ornamentazione scura che zigzaga lungo la schiena e che contrasta tantissimo col resto del corpo chiarissimo. Tanto assurdo può sembrare questo contrasto, tanto é efficace ! Il chiaro riprende la pietra e lo scuro le ombre presenti nelle sassaie.

 

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Esemplare marrone-rossiccio nascosto sotto ad un sasso.



In questo viaggio ho avuto modo di fotografare unicamente delle femmine, il che mi da lo stimolo di immaginare un prossimo viaggio per scovare qualche maschio!

In Friuli é presente la sottospecie nominale, Vipera ammodytes ammodytes. Nella zona di Bolzano é presente una sottospecie, oggi non più ritenuta valida in seguito alle analisi genetiche, che fino a poco fa era chiamata Vipera ammodytes ruffoi. Probabilmente la genetica in questo caso non mente, l’isolamento geografico non ha dato nascita ad una sottospecie, e la livrea é una semplice specializzazione (o selezione), simile a quella riscontrata in Friuli. Resta comunque, tra i veri appassionati di vipere che non siano troppo chiusi nella limitata porzione di genetica capita fino ad oggi, una cosa carina e usuale continuare a chiamare ruffoi le ammodytes di Bolzano. Un po’ di sentimentalismo e affetto in questo mondo che é diventato molto « mitocondrializzato», a mio avviso non guasta. Alla fin fine, la classificazione delle specie é un concetto speculativo umano e non una certezza naturale.

 

Scusate la parentesi, e torniamo alle nostre cornute del Friuli.

Alcune zona dove vivono le Vipera ammodytes sono comunicanti con gli habitat della Vipera aspis, per cui fenomeni di ibridazione tra le due specie sono possibili, come lo sono stati osservati anche in altre zone in cui le due vipere vivono fianco a fianco.

Chiaramente questo fenomeno di ibridazione naturale mi interessa molto in quanto lo ricollego al ritrovamento che faci alcuni anni or sono. Eccezionale ritrovamento: ibrido Vipera aspis/ammodytes

Certo che l’ibridazione tra le specie porta sempre a relativizzare le certezze che si hanno solitamente con la genetica, che afferma che spesso l’ibrido interspecifico é sterile, mentre sono stati osservati degli ibridi ammodytes X aspis gestanti, la cui prole ha generato discendenza.

Chiaro, il rettile é anche piuttosto primitivo e la natura ci ha sempre mostrato mille eccezioni e strategie per sormontare, o meglio spostare, le barriere considerate irremovibili.

 

Mi scuso per le divagazioni…due nello stesso articoletto… e lascio spazio alle immagini di queste splendide Vipera ammodytes e altri incontri avuti nei loro habitat.

 

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Femmina in muta.

 

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Dettaglio dell'occhio "lattiginoso" tipico degli individui in muta.


 

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Poco distante un'individuo si stava sfilando dalla vecchia pelle.


 

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Un maschio di Orbettino trovato nel medesimo habitat delle vipere.



 

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Altra femmina di Vipera ammodytes ammodytes in muta.

 

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La foto non rende, ma in una zona del Friuli é stato reintrodotto con successo il Grifone (Gyps fulvus), per cui abbiamo fatto una scappata in quella zona per vederlo. Come detto, la foto non rende l'idea di avere sopra la testa questi grossi rapaci.


 

 

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Coronella austriaca.

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Anche in questo caso l'esemplare osservato é nel periodo di muta.


 

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Vipera ammodytes, lunga meno di 20 cm, probabilmente nata nell'autunno del 2012.

 

 

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Dettaglio del "corno" che da il nome popolare alla specie.

 

 

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Splendida femmina. Va notata la coda che presenta la tipica colorazione arancione. Si pensa che possa essere usata come "esca", muovendola per attirare la preda. Comportamento che ho potuto osservare rare volte in esemplari in terrario.


 

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Natrix natrix natrix, melanotica. L'esemplare é stato osservato nel mezzo di una pietraia ad una certa distanza dall'acqua, cosa che non é comunque sorprendente per la specie.

 

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Vipera ammodytes con la colorazione marrone-rossiccia, malgrado il contrasto coi motivi dorsali, si tratta di un femmina sub-adulta.



 

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Maschio di Zamenis longissimus, il Colubro di Esculapio. Questo esemplare ha una lungezza di circa 170 cm.

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Foto per mostrare la stazza del serpente, che ha una lunghezza praticamente pari alla mia altezza.

 

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Ritratto di questo "gigante".


 

 


 

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Ritratto di una vipera dal corno.

 

 

Le due foto seguenti ritraggono il medesimo esemplare femmina di Vipera ammodytes ammodytes, fotografato a pochi minuti di intervallo. In base all'intensità del sole e dall'angolo in cui il serpente viene visto la sua colorazione da un effetto diverso

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Tra tutte le foto che ho scattato, una delle mie preferite é la seguente. Ritrea una femmina di Vipera ammodytes ammodytes nel suo habitat.

 

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Metto alcuni scatti alla rinfusa per il puro piacere di vedere e ammirare questo magnifico animale.

 

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Copyright © Grégoire Meier 2013 . Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

 


 


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9 luglio 2013 2 09 /07 /luglio /2013 07:45

Recentemente ho avuto il privilegio di poter far visita ad una limitata popolazione di Vipera aspis aspis in Germania, l’unica popolazione di questa vipera presente in quella nazione. Ai margini della Foresta Nera, nella parte meridionale, si trova una valle relativamente piccola, una specie di isolotto, dove si stima vivano ancora all’incirca 200 esemplari di vipera.

Da una parte la foresta e dall’altra l’urbanizzazione e l’agricoltura impediscono alla vipera di estendere il loro territorio, territorio che una volta comunicava con il resto delle popolazioni circostanti.

Il medesimo problema di isolamento colpisce anche le popolazioni svizzere di Vipera aspis aspis, che sono fortunatamente tutelate  evitando la distruzione del poco habitat a loro ancora idoneo. Chiaramente questi isolamenti, alla lunga potrebbero portare alla perdita di queste popolazioni relittuarie. Speriamo che gli studiosi e i vari enti protezionistici riflettano a progetti duraturi e mirati ad un futuro non troppo prossimo, ma ad un futuro lontano. Sarebbe un grande peccato e una grande perdita avere degli «habitat-isola» privi di vipere.

 

In un giorno e mezzo di ricerche abbiamo potuto osservare 4 esemplari di vipera, un maschio che non siamo riusciti a fotografare (per cui sarà interessante tornare a fotografarne almeno uno), una femmina in muta, per cui non fotografata e lasciata in pace. Le altre due aspis sono state fotografate rapidamente, quindi la qualità delle foto non é delle migliori, ma si limitano a dei documenti fotografici.

 

 

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Habitat tipico della Vipera aspis aspis, sassaie e molta vegetazione.


 

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Un orbettino si scalda ai primi raggi della giornata.

 

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La vegetazione é piena di zecche


 

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La vipera condivide il proprio habitat con la Coronella austriaca, in questa caso una femmina gravida.

 

 

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Alcuni insetti si danno alle pazze gioie

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Questa é stata la prima Vipera aspis aspis germanica che ho avuto la fortuna di trovare, una femmina.

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Mi diverto a provare a congelare l'immagine di un Macroglossum stellatarum (?), falena colibrì che vola freneticamente da un fiore all'altro.


 

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Osserviamo diverse Natrix natrix.

 

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La natura é veramente affascinante, questo piccolo ragno (Leptorchestes mutilloides) non ha solo l'apparenza di una formica, ma pure le movenze. Grande esempio di mimetismo quasi assurdo.

 

 

Nelle immagini seguenti, la seconda femmina di Vipera aspis aspis che abbiamo fotografato.

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8 luglio 2013 1 08 /07 /luglio /2013 12:46

Sono stato un po’ latitante nelle ultime settimane, e finalmente riesco a scrivere due righe e condividere alcune osservazioni e foto. Ho ancora parecchi scatti da ordinare e smistare, che presto vi presenterò, spero!

 

Il fresco e piovoso tempo primaverile ha permesso comunque alcune osservazioni, tra cui alcuni biacchi (Hierophis viridiflavus) relativamente tranquilli e collaborativi nelle foto.


 

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Sopra, esemplare in muta, lo si capisce dagli occhi lattiginosi.

 

 

 

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Salamandra che apprezza l'umido e il fresco, tanto per consolarci nel non trovare rettili...


 

 

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Pisaura maschio che mangia una preda...per cui la mosca é tranquilla!


 

 

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Piccola Vipera aspis francisciredi in termoregolazione tra i sassi.

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La foto inganna sicuramente, era poco più lunga di 15 cm.


 

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Lacerta bilineata, sempre belli da vedere...


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...ma se molestati si difendono bene!

 

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Per restare nel verde...un paio di raganelle (Hyla intermedia)

 

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Esemplari maschi.

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Tra gli incontri particolari e interessanti, mi ha colpito l'osservazione di questo ragno, un Dolomedes fimbriatus, un ragno pescatore, in grado di predare girini e piccoli pesci.

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Sempre in zona umida, un "campo" di piente carnivore, Pinguicula.

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Nella foto sopra due piante carnivore, Pinguicula e Drosera.

 

 

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Philaeus chrysops, maschio.

 

 

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Un giorno ero una specie di attrazione per ungulati...seduto in un prato ho avuto la visita, nel giro di pochi minuti di un capriolo e un cervo.

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Apoira crataegi, mi pare due maschi che cercano i favori di una femmina...

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...forse ispirati dai due coleotteri verdi che si danno già da fare!


 

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Un ragno nascosto...

 

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...un ragno esposto.

 

 

 

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Rose selvatiche, antenate genuine di quelle da giardino.

 

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Femmina di Vipera aspis francisciredi, in muta, quindi opaca e non splendida come lo sarebbe stato se avesse già cambiato pelle.

 

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Splendido maschio di Colubro di Esculapio (Zamenis longissimus).

 

 

Termino questa passeggiata con quello che può essere definito un colpo da maestro per non andare in termini volgari... una comunissima lucertola (Podarcis muralis) con una coda a tre estremità. A volte capita che la lucertola, programmata per poter perdere la coda (autotomia) e rigenerarla, in seguito ad una ferita a questa estremità, generi una seconda coda che cresce dalla parte lesa. Lucertole a due code sono rare ma se ne vedono, a tre code direi che usciamo dalle norme!

 

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10 maggio 2013 5 10 /05 /maggio /2013 09:02

 

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Finalmente la primavera é arrivata! Giornate calde si sono alternate con giorni piovosi e freschi...il tipico clima ticinese caraterizzato da inverni relativamente asciutti seguito dalla primavera "monsonica".

Ad ogni modo questo clima favorisce le osservazioni di rettili e altri animali, che come noi si godono i momenti di bel tempo, non per svago, ma per poter compiere le loro attività vitali, come accoppiarsi, cibarsi, termoregolarsi.


Qui di seguito condivido alcune osservazioni che ho potuto fare nei pochi giorni di bel tempo che sono coincisi col mio tempo libero!

 

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Un Colubro verde e giallo (Hierophis viridiflavus) in una tipica foto primaverile.


 

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Un paio di lucertoline mi curano, non sicuri delle mie intenzioni!

 


 

Sotto un maschio di Vipera aspis atra, che si è prestato a qualche foto.

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Crocus con concime...

 

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...qui senza.

 


 

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Maschio di Hierophis viridiflavus, "tranquillo" perché osservato ai primi raggi mattutini!

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Ovature di rana.

 

 

 

Alcuni fiorellini...evito di dare dei nomi ...ma son carini!

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Maschio di Coronella austriaca.

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Le coronelle hanno sempre un musetto simpatico!



 

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Volpe...meno furba di me...visto che fa i suoi bisognini senza sapere che la guardavo!

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Seguono alcune immagini di ramarri, (Lacerta bilineata), sorpresi nel loro habitat.

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Il ramarro che segue, strafottente, probabilmente non si é reso conto che l'erba non é ancora verde!!

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L'unica nota dolente di questi giretti, sono l'abbondanza di zecche...qui un maschietto che sembra particolarmente attaccato a me.

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Lascio a voi la fantasia di immaginare quale sia il premio che riceve chi vince la lotta tra questi due stercorari!

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Podarcis muralis che sembra già piena di uova.

 

 

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Ho pure incrociato una salamandra che si sfilava dalla sua vecchia pelle!



 

Seguono alcune immagini di un bel maschio di Vipera aspis francisciredi.

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Attorno ad una pozza ho osservato dei Gerris, insetti che "patinano sull'acqua", e mi ha incuriosito osservare come si accoppiano e come chi non vuole accoppiarsi si libera del pretendente capovolgendosi. Interessante pure notare che chi si faceva "assalire" aveva con se una preda, in questo caso una mosca.

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Termino questo giro con le immagini di due Vipera berus osservate un paio di settimane fa.

 


Questa é una femmina che sembra in ovulazione.

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Mentre il marasso che segue é un maschio che ha fatto la prima muta primaverile, quella che precede gli accoppiamenti. Questa muta gli dona una livrea particolarmente sgargiante e contrastata. Il cattivo tempo mi ha permesso di fare delle foto che purtroppo non ne esaltano la bellezza reale, ma resta comunque una delle Vipera berus più bella che io abbia visto!

 

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15 aprile 2013 1 15 /04 /aprile /2013 11:47

Il Vivarium di Losanna è una struttura che esiste dagli anni ’70. Nei suoi locali si possono osservare oltre 200 animali, principalmente rettili (credo abbia la “collezione” di serpenti velenosi più grande d’Europa). Negli ultimi anni, grazie all’impegno del nuovo direttore e di tutto il suo staff, il vivarium ha avuto un’evoluzione che lo porta progressivamente ai livelli dei più avanzati parchi zoologici.

 

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Dendroaspis polylepis



L’animale esposto non è più solo un “mostro spaventoso” da esibire (come avveniva negli zoo fino a qualche decennio fa), ma viene considerato come singolo individuo, per cui gli viene ricreato un habitat consono, che gli consente di poter vivere il meglio possibile malgrado la cattività.

 

 

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Crocodylus suchus


Tra le novità elaborate al Vivarium, vi è per esempio il fatto di nascondere delle prede ai rettili, per stimolarne il fisico e la mente, durante la caccia.

All’esterno del Vivarium sono state costruite delle strutture dove vengono mantenuti, 12 mesi all’anno, diversi rettili europei che nel loro areale convivono nello stesso habitat. Ad esempio una di queste grosse gabbie ospita tartarughe (Testudo hermanni), cervoni (Elaphe quatuorlineata), Pseudopus apodus (una specie di grosso orbettino) e Vipera ammodytes. Davanti a questa gabbia ci si crede veramente nei Balkani ed è interessante osservare il comportamento naturale di chi ci vive, stimolando il visitatore a scrutare i vari habitat ricreati e scoprire i vari animali.

 

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Colubro di Esculapio (in alto a sinistra) e Montivipera wagneri (in basso a destra).

 

Vivarium 0068

Testudo e Pseudopus

 

Vivarium 0077

Vipera ammodytes

 

 

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Testudo e Vipera ammodytes.

 

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Montivipera wagneri.

 

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Michel Ansermet, mentre dall'interno della gabbia, mostra e spiega ad alcuni visitatori, le caratteristiche di chi popola la struttura.

 


Coi coccodrilli, il direttore Michel Ansermet, ha iniziato un programma di “target training”, impressionante ma molto utile per potersene avvicinare, senza troppi rischi, per poterli curare in caso di necessità.

 

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Michel "prende contatto" con un esemplare di Crocodylus cataphractus.

 

Vivarium 0098

Qui mostra i risultati del "target training".


 

Tra le numerose attività del vivarium vi sono diversi lavori e progetti di salvaguardia delle specie. Purtroppo molti rettili, per svariati motivi spesso imposti dall’uomo (cattura, uccisioni, distruzioni dell’habitat), sono in via di estinzione. Strutture specializzate, come quella del vivarium, aiutano a riprodurre e reintrodurre in natura varie specie di animali altamente minacciati di estinzione. Tra i vari progetti di cui si occupa il Vivarium di Losanna cito soltanto quello del  Protobothrops mangshanensis, stupenda vipera scoperta soltanto del 1989 nelle montagne della Cina. Si stima che in natura vivano solamente tra i 300 e i 500 esemplari. Da qui l’importanza di preservare la specie, con un programma di riproduzione.

 

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Protobothrops mangshanensis

 

Per il futuro, vi è il progetto di creare una struttura ancora più moderna e all’avanguardia, un Vivarium in cui si possa lavorare alla salvaguardia dei rettili, in cui si possano studiare questi animali e i loro veleni (spesso molto utili in medicina), in cui si possa educare la popolazione anche al rispetto di rettili e anfibi di casa nostra.

 

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Purtroppo, malgrado i numerosi progetti, mirati all’educazione, alla sensibilizzazione, alla conoscenza e divulgazione dei rettili e alla loro protezione, il Vivarium di Losanna non riesce a fare fronte alle numerose spese che una tale struttura impone.

 

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Oxyuranus scutellatus (Taipan)

 

Io consiglio a tutti, anche ai non appassionati di rettili, di recarsi al Vivarium di Losanna. Sarete accolti da uno staff competente e appassionato, disponibilissimo a condividere le loro conoscenze e a far scoprire il meraviglioso mondo di questi animali.

 

Vivarium 0087

La golosità dell'iguana!

 


 

Mi auspico che politicamente e privatamente ci si renda conto dell’importanza di una tale struttura, e che il vivarium riesca a ricevere i finanziamenti necessari alla sua sopravvivenza (ancora meglio a poter realizzare il suo progetto avanguardistico).

 


 

Vi lascio il link al sito del Vivarium, in cui si trovano numerose informazioni utili e eventualmente le coordinate per poterli sostenere.

 

www.vivariumlausanne.ch

 

 

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Dendroaspis viridis

 

 

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