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8 gennaio 2018 1 08 /01 /gennaio /2018 08:09

I serpenti sono animali esteticamente belli!

La perfezione dell’incastro delle squame che riveste la loro pelle, i colori e la forma del corpo sono un’armonia unica.

Se poi ne osserviamo lo scheletro non possiamo che ammirarne l’eleganza:

Lo scheletro del serpente.

Contrariamente a ciò che ancora molti credono, i serpente non sono invertebrati, anzi, hanno un apparato scheletrico ben presente. A dipendenza della specie possono avere dalle 100 alle 500 vertebre a cui sono attaccate il relativo paio di costole (tranne che per le vertebre a cui è attaccato il cranio).

Il numero elevato di vertebre permette al serpente di avere una grande mobilità e l’assenza dello sterno, che unisce le costole ventralmente in altri animali, permette una certa elasticità nei muovimenti e “nell’espansione del corpo”, utile, ad esempio, per inghiottire prede più larghe del corpo del serpente.

Lo scheletro del serpente.

Il cranio presenta pure lui diverse ossa (una ventina) che compongono la scatola cranica e le mandibole. La struttura  delle mandibole è tale che il serpente può inghiottire delle prede voluminose. Ad esempio la mandibola inferiore non è saldata anteriormente, ma unicamente unita con un legamento, il che permette alla mandibola destra di allontanarsi da quella sinistra aumentando l’ampiezza dell’apertura della bocca. In parole povere, il mento del serpente non è unito, ma si può allargare. Le due mandibole inferiori si possono pure muovere, in avanti e in dietro, indipendentemente l’una dall’altra, il che aiuta durante l’ingestione della preda.

Lo scheletro del serpente.

Sul palato della bocca del serpente vi sono pure due ossa, su cui sono fissati numerosi denti, che hanno una certa mobilità, con cui la preda viene “ancorata e spinta indietro”.

Nei serpenti velenosi, nella parte anteriore della mandibola superiore (in alcune specie sono invece in posizione posteriore), possiamo osservare i denti veleniferi.

Lo scheletro preso in esame è di una vipera, per cui questi denti sono relativamente grandi, questi serpenti rientrano nel gruppo dei solenoglifi. Quando il serpente chiude la bocca, il dente è ripiegato contro il palato, ma viene eretto durante il morso. Questo dente presenta un canalino dove scorre il veleno per essere iniettato nella preda. Si puo’ paragonare, in modo molto semplificato, questo dente all’ago di una siringa.

L’elaborata mobilità dell’apparato scheletrico delle vipere, permette al serpente di poter erigere un solo dente, oppure tutti e due, ma anche di aprire la bocca senza avere i denti in posizione di morso. Questa cosa la si può ben osservare mentre una vipera sbadiglia e generalmente “stiracchia” le zanne muovendole in modo alternato.

 

Lo scheletro del serpente.

Nella foto sopra possiamo vedere le zanne velenifere ripiegate contro il palato e ben rivestite dalla guaina protettiva, mentre nella foto sotto si nota bene la zanna destra conficcata nel cuoio mentre quella di sinistra e ripiegata in posizione di riposo.

Lo scheletro del serpente.

 

 

 

I denti veleniferi sono relativamente fragili, o comunque si consumano con l’uso, per cui il serpente è provvisto di altri denti pronti a sostituire quello che si rompe o che rimane conficcato nella preda.

Nelle foto dei teschi si possono vedere diversi di questi denti veleniferi uno dietro all’altro. Quando il serpente è in vita, vengono utilizzati solo un paio (a volte due, probabilmente quando è il momento che il dente vecchio cada) mentre gli altri di riserva sono ripiegati contro il palato, quindi aprendo la bocca al serpente non si avrà l’impressione di una bocca piena di denti come nelle foto degli scheletri.

Lo scheletro del serpente.

Nella foto sopra ho indicato i denti veleniferi in uso e quelli di riserva, come pure la mandibola inferiore, solo su di una parte del cranio per evitare troppe linee caotiche.

Lo scheletro del serpente.

Sopra altro dettaglio di un cranio, mentre sotto uno scheletro completo, entrambe di Vipera aspis francisciredi.

Lo scheletro del serpente.

 

 

 

Tengo a precisare che nessun serpente é stato soppresso per averne le ossa, ma gli scheletri sono stati ricavati da vipere nate e morte nel mio allevamento. Gli scheletri sono stati puliti e riassemblati da Galileo Ramos (galileoramos.com) specializzato nel recupero e ricostruzione degli scheletri di rettili e altri animali.

Malgrado il fascino e l'eleganza dello scheletro, nulla batte la bellezza dell'animale nel suo insieme e bello vivo, ecco perché termino l'articolo con la foto di una splendida Vipera aspis francisciredi:

 

Lo scheletro del serpente.

 

 

 

Copyright © Grégoire Meier 2018. Tutti i diritti sono riservati. È vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

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commenti

Andrea 01/19/2018 11:40

Ciao Greg, un articolo davvero molto interessante, grazie!

Grégoire Meier 01/19/2018 12:04

Ciao Andrea!
Grazie, mi fa piacere che apprezzi!

Alessandro Margnetti 01/08/2018 17:55

Bell'articolo. Bello anche il sito di Galileo Ramos.

Grégoire Meier 01/09/2018 10:55

Grazie Ale!
Sì, Galileo é veramente bravo!