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1 giugno 2010 2 01 /06 /giugno /2010 14:45

atra n11

 

Col tempo, chi segue il mio blog, si sarà abituato alle mie piccole provocazioni e ai miei ragionamenti non sempre molto scientifici ma piuttosto basati su osservazioni e avvenimenti pratici, e una certa introspezione… Qui spingerò la cosa un po’ oltre, ma in modo comunque ragionato, e spero che i “grandi esperti”, prima di gettare la pietra riflettano su quanto segue e ne prendano spunto per sviluppare il discorso in direzione parallela, non sovrapposta…questa è provocatoria/giocosa!

 

atra n10

 

 

In una mia recente gita alla ricerca di vipere mi sono accorto che sobbalzavo ad ogni mucchietto di escrementi di cervi e altri selvatici che intravedevo nell’erba, scambiandoli per una vipera melanica ben arrotolata e mimetizzata nella vegetazione.

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Generalmente viene detto che l’unico vantaggio scientificamente provato che ha un serpente nero è quello di scaldarsi più velocemente di uno dalla livrea “normale”, per cui abbrevia i suoi tempi di esposizione allo scoperto e alla vista dei predatori. Altre ipotesi parlano di un effetto “psicologico” che un essere lungo e nero ha su dei predatori, vedendo il vantaggio cromatico come una livrea spaventosa.

 

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Potrebbe invece essere un mimetismo criptico in cui un animale prende le sembianze di ciò che non è?

 

Chiaro se una vipera nera si scaldasse bellamente su di una pietra di granito, anche dall’alto si noterebbe molto, ma se lo stesso serpente si “ammucchia” nell’erba potrebbe, alla vista di un predatore alato o frettoloso, assomigliare ad un ennesimo escremento di cervo che riempie i prati in primavera?

 

atra 10

 

Sempre parlando di mimetismo vincente, recentemente, con Yves abbiamo potuto appurare che in varie popolazioni di vipere che non comunicano tra di loro si trovano sempre più spesso degli esemplari concolor. Inizialmente credevamo di avere a che fare con un fenomeno limitato a diverse piccole popolazioni, ma avendo trovato vari individui e ricevuto varie segnalazioni potrei quasi pensare che questa livrea, considerata rarissima ancora alcuni anni fa, stia prendendo sempre più piede.

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Maschio concolor con una preda nello stomaco. Si può osservare il colore scuro della pelle che si trova sotto le squame. 

 

Girovagando per internet e su libri ho potuto vedere vipere concolor appartenenti anche ad altre specie (Vipera berus, Vipera ursinii), oltre che a varie sottospecie di Vipera aspis.

 

Per far si che una livrea diventi “vincente”, è necessario che il serpente possa diventare adulto e riprodursi, ancora meglio se si accoppia con un altro individuo del sesso opposto che porta la sua stessa livrea, quindi lo stesso bagaglio genetico.

 

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Grossa femmina concolor. 

 

 

Se la livrea concolor cancella il mito del disegno a “barrette” delle vipere, trovo che si avvicini enormemente al melanismo, ma nel senso totalmente opposto. Il serpente nero diventa una macchia di penombra, mentre il concolor prende il colore dell’erba secca. Vi assicuro che esemplari concolor  insinuati ai piedi di una pietraia tra le erbe secche risultano praticamente invisibili.

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Non che voglia continuare il discorso … escrementi di prima, ma il colore di quello secco delle mucche ha un non che di... 

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Stiamo forse assistendo ad un adattamento delle vipere?

 

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Maschio melanotico (livrea già ben impiantata in varie popolazioni) e femmina concolor (livrea che si stà espandendo?).

 

Tra qualche migliaio di anni le vipere dai classici e magnifici motivi dorsali saranno le eccezioni?

 

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Copyright © Grégoire Meier 2010 . Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

 

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Published by Grégoire Meier
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commenti

Michel Ansermet 06/03/2010 09:33



Bella tesa Greg! Certi pensieri vale davero la pena di seguirli! Molto volentieri un giorno organizzo un incontro herpetologico e mi piacerebbe che presenti queste tese!
Michel



Grégoire Meier 06/04/2010 08:33



Ciao Michel,


ti ringrazio e son felice che ne vedi dei contenuti interessanti e da approfondire.


Ci sentiamo presto!


Greg


 



alessandro 06/02/2010 18:32



UpTheHill,


la farfalla a cui ti riferisci è la Biston betularia. Un fenomeno analogo è avvenuto con dei granchi, credo giapponesi. Si presentavano in due forme: una con il guscio liscio e l'altra
con un guscio rugoso che assomigliava vagamente a un ritratto del Budda. Per soggezione, i pescatori catturavano solo quelli lisci e se en cibavano; gl altri li ributtavano in mare. In pochi anni
il gambero - Budda è diventato la varietà dominante.



Grégoire Meier 06/04/2010 08:31



Ciao Nino!


ora me lo hai fatto tornare in mente, ricordo che da bambino avevo un libro che parlava proprio di questa farfallina delle betulle! Era ben spiegato con disegni di fabbriche che annerivano con il
loro fumo le betulle, e si mostravano bene le difficoltà di mimetismo delle farfalline bianche screziate su di un tronco nero! È stato un sistema semplice, e voloce negli anni, per spiegare le
più lunghe, sottili e complesse osservazioni di Darwin alle Galapagos.


La storia del gambero ci fa capire ancora quanto l'uomo possa influire sulla selezione naturale.


Ora sta a capire per le vipere cosa influisce recentemente questo mutamento... forse solo una casualità o un lentissimo processo evolutivo.


Greg



UpTheHill 06/02/2010 18:26



Ciao Grégoire,


ragionamenti interessanti, e sostanziati... Negli anni '60 in Inghilterra c'era una farfalla (non chiedermi la specie) bianca, con rari individui neri. Si posava prevalentemente sulle betulle.
Poi, con l'arrivo dello smog, e l'inscurimento dei tronchi, le rare nere hanno avuto un vantaggio mimetico maggiore, e adesso la popolazione di queste farfalle è composto prevalentemente da
individui neri, e rari casi bianchi... Il tutto è successo nel giro di 20-25 anni.


Non si può escludere in fenomento analago: sarebbe interessante studiare quali sono i fattori di sopravvivenza che avantaggiano un individui concolor... Attendo i prossimi 30 anni per avere la
risposta :-)


UpTheHill, www.montagnaticino.com



alessandro 06/02/2010 13:18



Interessante e... già sentito :-D


Anni fa, passeggiavo con mia moglie dalle parti dell'Alpe Gesero, quando mia moglie esclama: "Ma guarda che schifo! Uno sr...zo in mezzo al sentiero!".


Poi l'escremento si muove e se ne va. Era, credo di ricordare, una Natrix tessellata.


È vero che noi esseri umani abbiamo perso l'occhio del predatore e tendiamo a confondere una foglia con un fungo, è anche vero che sono inespertissimo in campo erpetologico, ma la provocazione
giocosa ci sta tutta. ,-)


Ciao!


 


ale



Grégoire Meier 06/04/2010 08:26



Ciao Ale!


io purtroppo invece generalmente confondo funghi con foglie...


Io che speravo di aver lanciato una novità... tua moglie mi ha preceduto alla grande!!!


Grazie per questa tua testimonianza che rinforza le mie osservazioni!


Greg


 



yves brunelli 06/02/2010 11:27



Que dire de plus tu es Le KING ....   



Grégoire Meier 06/04/2010 08:23







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