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25 giugno 2022 6 25 /06 /giugno /2022 13:27
Le Montivipera della Turchia.

La posizione geografica della Turchia rende i suoi territori interessanti da un punto di vista naturalistico. Le varie influenze climatiche e geografiche, tra cui quella europea, quella mediterranea e quella caucasica, sommate alla variegata altitudine e i diversi tipi di ambienti, hanno portato varie specie di serpenti presenti in altri territori a poter colonizzare alcuni habitat turchi, ma anche a specie endemiche di potersi evolvere in limitate aree della Turchia.

Tra le vipere che mi hanno da sempre affascinato vi sono le Montivipera, oggi conosciute in meno di 10 specie (la validità di alcune è sempre rimessa in discussione da vari studi), di cui 5 sono presenti in Turchia.

Per certi versi potrebbe sembrare sorprendente che così tante specie si siano installate in un unico territorio, ma se uno osserva la cartina della Turchia, si rende bene conto che la superficie è enorme, costellata da fiumi e montagne che creano (spesso) separazioni tra le varie specie.

In questo mese di giugno sono partito con un amico, Robin (potete ammirare le numerose foto erpetologiche che fa in giro per il mondo sul suo Instagram), con l’intento di osservare le 5 Montivipera turche e una piccola vipera endemica di Turchia, Vipera anatolica. Le difficoltà maggiori per la riuscita di questo giro erano diverse, la questione meteo…se troppo caldo e secco oppure se unicamente piovoso avremmo trovato poco-nulla; le distanze per raggiungere i vari habitat (in 2 settimane abbiamo percorso 6000 km in auto); i pecorai e agricoltori (chi va a cercare serpenti in Turchia sa di cosa parlo).

La nostra perseveranza, la lettura di documentazione specifica sugli animali che volevamo vedere e la fortuna ci hanno premiato.

La Turchia, come molti altri paesi, é piena di contrasti. Si passa dalle turistiche e occidentalizzate mete e coste alla genuinità dell'entroterra. Sicuramente il contadino a dorso d'asino che fa una videochiamata é emblematico dei nostri tempi.

 

Le Montivipera della Turchia.

Di seguito vi lascio alcune immagini delle osservazioni che abbiamo avuto la fortuna di fare, dove oltre alle vipere tanto cercate potrete vedere squarci di natura, incontri con altri animali, anfibi, lucertole e altri serpenti. Completerò le varie identificazioni col tempo e eventuali correzioni sono benvenute.

Ci siamo recati poco lontano da Antalya dove abbiamo raggiunto l’habitat di Vipera anatolica, questa piccola vipera misura meno di 40 cm, vive in zone montagnose e si ciba principalmente di invertebrati. Abbiamo visitato l’habitat della sottospecie Vipera anatolica senliki, credo sia una popolazione e sottospecie descritta solo nel 2017. Se per certi versi può ricordare Vipera ursinii, osservando bene la sua testa si percepisce che è ben diversa. La sua zona di distribuzione attualmente conosciuta è piuttosto limitata e alcuni degli habitat sono sfruttati per estrarre marmo, il che rende questo serpente tra le vipere più minacciate al mondo.

Le Montivipera della Turchia.

Sopra un maschio in cerca di femmine, mentre sotto una femmina:

Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.

Sopra e sotto, uno splendidi maschi di Vipera anatolica senliki:

Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.

Un po’ di piccola fauna che ho incrociato:

Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.

Gryllotalpa.

Le Montivipera della Turchia.

Sopra e sotto immagino siano Saga pedo.

Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.

Sopra preparazione della pallina di.... e sotto foto dinamica di come farla ruotare!

Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.

Credo che il ragno sopra sia un maschio di Eresus, mentre quello sotto sia la femmina:

Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.

Sopra e sotto scorpioni che cercherò di identificare:

Le Montivipera della Turchia.

Monivipera xanthina è sicuramente la più facilmente osservabile visto l’esteso areale in cui è presente. L’avevamo tenuta come specie di riserva se ci restava tempo… ma inaspettatamente, mentre cercavamo ancora la Vipera anatolica, ci siamo imbattuti in questa vipera ottomana, ad una quota di 1900 metri. Questo serpente è veramente adattabile visto che lo si può osservare in riva al mare, sulle coste turche e sulle isole greche, ma anche sopra i 2500 metri di quota!

La sottospecie è Montivipera xanthina varoli, sottospecie non ritenuta valida da tutti.

Le Montivipera della Turchia.

Montivipera xanthina.

Le Montivipera della Turchia.

Malgrado una livrea marcata, l'ho identificata come femmina, ma tengo una riserva:

Le Montivipera della Turchia.

 

 

La Turchia é ricca di storia, insediamenti preistorici e resti di antiche civiltà ne costellano il territorio. In un caldo pomeriggio, momento poco propizio per osservare rettili, ci siamo concessi un giro a Nemrut Dagi. Questo sito archeologico culmina a 2200 metri di quota dominando la valle dell'Eufrate. Un enorme tumulo, alto 50 metri ne inalza la sommità, anche da vari chilometri di distanza se ne vede la sommità.

La leggenda vuole che sia il sepolcro del re Nemrod, discendente di Noè e primo sovrano dopo il diluvio universale. In realtà il tumulo dovrebbe proteggere le spoglie del re Antioco 1° di Commagene, presunto discendente di Alessandro Magno che col suo regno instaurò una teocrazia che unisce zoroastrismo ellenismo e altri culti.

È sorprendente e spettacolare vedere l'enorme tumulo e le gigantesche statue, ormai distrutte da terremoti, fulmini, romani, cristiani e musulmani, collocate in un posto così spettacolare!

Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.

 

 

Le tartarughe terrestri (Testudo graeca) in alcune zone sono abbondanti, col forte caldo si interrano per poi riemergere in fine giornata per brucare.

Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.

In alcune pozze d'acqua abbiamo osservato delle tartarughe d'acqua:

Le Montivipera della Turchia.

Sopra Mauremys caspica e sotto Mauremys rivulata.

Le Montivipera della Turchia.

Alcuni anfibi:

Le Montivipera della Turchia.

Sopra e sotto Pelophylax bedriagea.

Le Montivipera della Turchia.

Sotto Rana macrocnemis.

Le Montivipera della Turchia.

Varie raganelle (Hyla savignyi) sonnecchiano al sole nascoste tra i rami:

Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.

Seguono un po' di paesaggi alla rinfusa...

Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.

L’anno scorso avevo già fatto un viaggio alla ricerca di Montivipera bulgardaghica, anche quest’anno ho avuto la fortuna di incontrarne un paio, sempre animali magnifici:

 

Le Montivipera della Turchia.

Sopra una femmina di Montivipera bulgardaghica e sotto uno splendido maschio:

Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.

 

 

Un po' di flora...

Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.

Le lucertole sono abbondanti in Turchia, abbondanti in numero di specie ma meno abbondanti come avvistamenti…diciamo che non sono ovunque come le nostre lucertole muraiole. Qui sotto vi lascio alcune foto di quel che abbiamo osservato:

 

Le Montivipera della Turchia.

Sopra e sotto Laudakia stellio daani.

Le Montivipera della Turchia.

 

 

Trapelus ruderatus

Le Montivipera della Turchia.

 

Lacerta media

Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.

 

 

Sopra e sotto Ophisops elegans centralanatolinae

Le Montivipera della Turchia.

 

 

Apathya cappadocia

Le Montivipera della Turchia.

 

Anatolacerta finikensis

Le Montivipera della Turchia.

 

Phoenicolacerta laevis

Le Montivipera della Turchia.

 

 

Ablepharus anatolicus

Le Montivipera della Turchia.

 

 

Chalcides occellatus.

Le Montivipera della Turchia.

 

Tra le lucertole più particolari vi é la seguente, senza zampe, senza occhi e fossorio, il Blanus stauchi:

Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.

Da molti considerata una sottospecie di Montivipera bulgardaghica, la Montivipera albizona appare piuttosto singolare con questi motivi dorsali marroni bordati di nero. Il tempo asciutto ci ha fatto faticare diversi giorni prima di riuscire ad osservare la femmina delle seguenti foto:

 

Le Montivipera della Turchia.

Montivipera albizona, una splendida femmina!

Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.

Oltre ad osservare le vipere, il nostro sguardo ha incrociato quello di altri serpenti che vi propongo qui sotto:

 

 

Eirenis modestus.

Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.

 

 

Coronella austriaca.

Le Montivipera della Turchia.

 

Hemorrhois ravergieri.

Giovane individuo, la sua apparenza, i motivi dorsali e il suo comportamento ricordano molto una Montivipera.

Le Montivipera della Turchia.

 

 

Hemorrois ravergieri, adulto.

Le Montivipera della Turchia.

 

 

Dolichophis jugularis.

Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.

Se il serpente sopra é stato il più grande visto, almeno 180 cm, quello sotto, Xerotyphlops vermicularis, é stato il più piccolo. Di apparenza e stazza come un lombrico, vive sotto le pietre dove caccia invertebrati.

Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.

 

Zamenis hohenackeri.

La loro testa  mostra bene la loro parentela col colubro di Esculapio.

Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.

Eirenis collaris (oppure Eirenis eiselti).

Le Montivipera della Turchia.

Natrix tessellata, femmina.

Le Montivipera della Turchia.

 

 

Purtroppo non avevo l'obbiettivo adatto per fotografare il rapace in volo, sembrerebbe che abbia un serpente nel becco... forse un biancone (Circaetus gallicus).

Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.

Montivipera raddei si distingue dalle altre anche per la sua squama supraocculare un po’ sporgente, che le dona uno sguardo a volte severo, a volte un po’ goffo. Conosciuta come vipera armena, ci siamo recati poco lontani dall’Armenia per avere la fortuna di osservarla. Trovo che fisicamente sia la Montivipera più slanciata e “colubrina”.

Le Montivipera della Turchia.

Montivipera raddei, giovane maschio.

Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.

Sicuramente l’animale più inaspettato che abbiamo incontrato è l’orso bruno siriano (Ursus arctos syriacus). Mentre perlustravamo un fianco di montagna abbiamo sentito un grugnito e visto un animale scappare ad una cinquantina di metri da noi. Un po’ sbalorditi, sicuramente tanto quanto l’orso, ci abbiamo messo un po’ a capire la situazione. Immagino che questi animali (ormai ridotti a circa 3000 capi) abbiano la vita dura a causa dei conflitti con allevatori e apicoltori. Un incontro inaspettato e molto emozionante!

Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.
Le Montivipera della Turchia.

Il sogno che avevo da numerosi anni era comunque poter osservare Montivipera wagneri, specie ritenuta a rischio di estinzione a causa del limitatissimo territorio che occupa, a causa di costruzioni di dighe e a causa del bracconaggio, oggi varie ricerche hanno mostrato che il suo areale è ben più esteso di quel che si credeva, quindi va tutelata, protetta ma con meno stress di quel che si credeva.

Le varie situazioni non ci hanno permesso di cercare a lungo questa vipera (ma nemmeno M. raddei), per cui per queste due specie ci siamo accontentati di vedere un solo individuo, un momento di grande magia!

È un privilegio aver potuto visitare l'habitat e aver incrociato la Montivipera wagneri, la più bella di tutte!

 

 

Le Montivipera della Turchia.

Montivipera wagneri, femmina.

Le Montivipera della Turchia.

 

 

 

Copyright © Grégoire Meier 2022 . Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

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26 marzo 2022 6 26 /03 /marzo /2022 19:13
La stagione riparte...  con un groviglio di vipere.

Malgrado l’inverno mite che abbiamo passato, i rettili hanno seguito il loro ritmo. A parte le solite lucertole muraiole (Podarcis muralis) che possiamo osservare in ogni mese dell’anno, il resto dei rettili ha atteso la seconda metà di febbraio per riemergere dal letargo e attivarsi. Sicuramente la siccità ha causato, e causerà, qualche problema ad alcuni individui.

Qui di seguito vi mostro alcuni primi incontri fatti a fine inverno e inizio primavera.

I primi maschi di ramarro (Lacerta bilineata) si scaldano timidamente al sole e presentano ancora dei colori tenui, che diventeranno sempre più accesi man mano la loro temperatura aumenterà a pari passo dei loro ormoni:

La stagione riparte...  con un groviglio di vipere.

I primi maschi di Vipera aspis francisciredi si espongono al sole, chi in modo più discreto, chi più spavaldo:

La stagione riparte...  con un groviglio di vipere.
La stagione riparte...  con un groviglio di vipere.
La stagione riparte...  con un groviglio di vipere.
La stagione riparte...  con un groviglio di vipere.

Questa sotto é una giovane femmina, sempre di Vipere aspis francisciredi, sembra un po' disidratata:

 

La stagione riparte...  con un groviglio di vipere.

Mentre la prossima é una femmina di Vipera aspis atra ancora sporca di terra, tipico degli individui appena riemersi dal loro rifugio invernale:

La stagione riparte...  con un groviglio di vipere.

Nella prossima immagine sempre una femmina di Vipera aspis atra che si scalda tra le pietre tiepide:

 

La stagione riparte...  con un groviglio di vipere.

Spingendomi in quota ho osservato questo maschio di lucertola vivipara (Zootoca vivipara) che si spostava nell'erba tra le masse nevose rimaste:

 

La stagione riparte...  con un groviglio di vipere.

Ho avuto anche la fortuna di osservare un “groviglio di vipere”. Questi raduni avvengono soprattutto in primavera e sono caratterizzati da diversi maschi attirati dai ferormoni di una femmina disposta ad accoppiarsi. Se a volte i maschi si confrontano in combattimenti, altre volte corteggiano tutti assieme la femmina, sperando di essere il prescelto. La femmina sceglierà con chi accoppiarsi e spesso si accoppierà con maschi diversi nei giorni a seguire. Questa strategia riproduttiva permette alla femmina di fecondare i propri ovuli con spermatozoi di maschi diversi, il che darà una “cucciolata” composta da fratellastri, quindi una certa varietà genetica.

Vi lascio alcune immagini di questa osservazione di Vipera aspis atra che si danno alle pazze gioie, mi pare che siano 6 o 7 maschi e una femmina:

 

La stagione riparte...  con un groviglio di vipere.
La stagione riparte...  con un groviglio di vipere.

Nelle foto sopra si distingue bene la femmina che presenta una colorazione sul marrone.

La stagione riparte...  con un groviglio di vipere.
La stagione riparte...  con un groviglio di vipere.

Nel breve estratto del video seguente potete vedere questo groviglio e osservare anche l’arrivo di un nuovo pretendente, seguito da sussulti e incremento di agitazione:

 

 

 

Copyright © Grégoire Meier 2022. Tutti i diritti sono riservati. È vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

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25 novembre 2021 4 25 /11 /novembre /2021 11:49

Se avete una decina di minuti potete guardarvi questo video che ho realizzato, molto amatoriale, ma mostra alcuni momenti di vita delle vipere:

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15 novembre 2021 1 15 /11 /novembre /2021 13:19

L'annata 2021 é stata caratterizzata da un'estate piuttosto fresca che ha portato molti serpenti ovovivipari a mettere al mondo i piccoli piuttosto tardi nella stagione. Come vedremo più tardi, in base all'esposizione dell'habitat in cui il serpente vive, ci possono essere differenze significative nella tempistica.

L’autunno, da parte sua, è stato piuttosto clemente e, come succede sempre più spesso, molti rettili possono restare attivi ancora a fine ottobre e anche oltre.

Anche la stagione 2021 termina lentamente.

Sopra un giovane colubro di Esculapio (Zamenis longissimus) e sotto un maschio adulto in muta, quindi dalla colorazione opaca.

Anche la stagione 2021 termina lentamente.
Anche la stagione 2021 termina lentamente.

Nell'immagine sopra un piccolo ramarro (Lacerta bilineata) nato da poche settimane. La colorazione dei giovani é molto diversa da quella degli adulti, come lo si vede nella foto sotto.

Anche la stagione 2021 termina lentamente.

 

Nulla di sorprendente poter osservare lucertole muraiole (Podarcis muralis) anche in fresche giornate soleggiate. Questi sauri sanno godersi ogni minimo raggio di sole anche in pieno inverno:

Anche la stagione 2021 termina lentamente.

 

Ho osservato questa femmina di marasso (Vipera berus) ancora gestante che si scaldava davanti al suo nascondiglio in una fresca giornata di fine settembre:

 

Anche la stagione 2021 termina lentamente.

 

 

Con l'umidità autunnale i funghi abbondano:

Anche la stagione 2021 termina lentamente.
Anche la stagione 2021 termina lentamente.
Anche la stagione 2021 termina lentamente.

 

 

Le prossime immagini ritraggono Vipera aspis francisciredi, alcuni individui ben visibili, altri piuttosto nascosti:

 

Anche la stagione 2021 termina lentamente.
Anche la stagione 2021 termina lentamente.
Anche la stagione 2021 termina lentamente.
Anche la stagione 2021 termina lentamente.
Anche la stagione 2021 termina lentamente.
Anche la stagione 2021 termina lentamente.
Anche la stagione 2021 termina lentamente.
Anche la stagione 2021 termina lentamente.
Anche la stagione 2021 termina lentamente.

 

 

Le mantidi religiose (Mantis religiosa) terminano il loro ciclo vitale, i maschi (prima foto) cercando di accoppiarsi e le femmine (le altre tre) trovando un posto dove deporre le uova:

Anche la stagione 2021 termina lentamente.
Anche la stagione 2021 termina lentamente.
Anche la stagione 2021 termina lentamente.
Anche la stagione 2021 termina lentamente.

 

 

Un giro in habitat da Vipera aspis atra mi ha fatto incontrare questi due maschi, uno dalla colorazione aranciole e l'altro più tenue:

Anche la stagione 2021 termina lentamente.
Anche la stagione 2021 termina lentamente.
Anche la stagione 2021 termina lentamente.

 

 

Nei giorni umidi le salamandre (Salamandra salamandra) si attivano:

Anche la stagione 2021 termina lentamente.
Anche la stagione 2021 termina lentamente.
Anche la stagione 2021 termina lentamente.

Il 9 settembre osservo ancora alcune Vipera aspis francisciredi gestanti (sopra) ma anche i primi nati. Un buon indizio é la presenza di diverse piccole esuvie, come nelle due prossime foto. Le piccole vipere cambiano pelle appena nascono:

Anche la stagione 2021 termina lentamente.
Anche la stagione 2021 termina lentamente.

Guardando attorno vedo anche una piccola vipera appena nata, ancora umida e intenta a svolgere la prima muta:

Anche la stagione 2021 termina lentamente.

 

 

Per non spaventare ed interferire con la madre che probabilmente é ancora nei paraggi per mettere al mondo altri piccoli, mi allontano e, strada facendo osservo altre vipere nate da poco, alcune ben nascoste, altre meno:

Anche la stagione 2021 termina lentamente.
Anche la stagione 2021 termina lentamente.

Nella foto sotto si capisce bene la grandezza della viperetta paragonandola con la foglia di betulla che ha accanto:

Anche la stagione 2021 termina lentamente.

 

 

Il 10 ottobre vado ad osservare una femmina gestante di Vipera aspis francisciredi che osservo dalla primavera. Vive in un habitat meno ben soleggiato di quelle che hanno partorito un mese prima. Quel giorno la trovo piuttosto frenetica, intenta a "seguire il sole" che tocca poche ore al giorno la zona. Spero di poterla osservare mentre mette al mondo i piccoli, ma dopo alcune ore la lascio in pace anche se sembra tollerare bene la mia presenza. Non vorrei stressarla.

Anche la stagione 2021 termina lentamente.

Qui sotto un breve filmato della vipera che si termoregolatrici a pochi metri da me:

 

7 giorni dopo torno sul posto. La femmina é introvabile, probabilmente ha cambiato microhabitat come spesso avviene con le vipere che terminano un ciclo biologico e che quindi hanno necessità ambientali diverse, ma ho la fortuna di osservare alcune piccole vipere nate da pochi giorni...chissà, magari partorite il giorno prima oppure nate da una settimana, 10 minuti dopo che ho girato i tacchi... Ad ogni modo é stato bello poter osservare, anche indirettamente, la comparsa di questa nuova generazione.

Qui sotto alcune immagini dei piccoli, anche qui alcuni ben nascosti, altri molto meno:

Anche la stagione 2021 termina lentamente.
Anche la stagione 2021 termina lentamente.
Anche la stagione 2021 termina lentamente.
Anche la stagione 2021 termina lentamente.
Anche la stagione 2021 termina lentamente.

Sotto un filmato delle piccole:

Anche la stagione 2021 termina lentamente.

Qualche zecca gira ancora malgrado l'arrivo delle prime gelate notturne. Questo freddo porta la maggior parte dei rettili a raggiungere il luogo dove passeranno tutta la stagione invernale. Alcuni di loro si esporranno ancora nelle calde giornate di novembre, ma la maggior parte non si farà più vedere fino alla primavera.

Anche la stagione 2021 termina lentamente.
Anche la stagione 2021 termina lentamente.

Qui sotto un maschio di Vipera aspis atra osservato il 28 ottobre a circa 1600 metri. Un'ora prima di vederlo la zona era bianca di brina:

Anche la stagione 2021 termina lentamente.

 

 

Termino la carrellata e la stagione con la foto di questo neonato di Vipera aspis francisciredi.

Mi considero un privilegiato per aver potuto condividere con loro una certa intimità, un'intimità relativa vista la loro natura schiva, ma ricca di segnali, osservazioni e comportamenti che mi stimolano ancora di più nel volerli capire e decifrare quella loro parte di vita che ancora ci sfugge totalmente.

Come ogni anno, l'augurio é quello che ci sia un maggior rispetto nei confronti di questi animali, che la gente impari a conoscerli e a vederli finalmente come altri animali: belli, misteriosi, importanti, fragili, necessari!

 

Come si può restare indifferente a tanta bellezza e fragilità espressa da un animaletto grande poco più di una nocciola?

 

 

Anche la stagione 2021 termina lentamente.

 

 

Copyright © Grégoire Meier 2021. Tutti i diritti sono riservati. È vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

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14 novembre 2021 7 14 /11 /novembre /2021 16:34
L'Esculapio bianco.

L’anno scorso una persona trova nella sua proprietà un serpente dalla colorazione particolare. Un po’ perplesso e non sapendo identificare l’animale con sicurezza interpella diverse persone per capire di cosa si tratta. La foto finisce anche sul gruppo facebook Identificazione rettili della Svizzera e viene anche mandata e me. Mi reco sul posto per vedere dal vivo di cosa si tratta, anche se è abbastanza chiaro che non siamo di fronte ad un animale esotico scappato da qualche terrario come inizialmente pensato.

Il serpente è un bel maschio di colubro di Esculapio dalla colorazione molto chiara, quasi un color panna.

I serpenti hanno colorazioni e motivi ornamentali destinati a fonderli nell’ambiente, a mimetizzarli e farli sfuggire all’occhio di prede e predatori. Colori atipici, specialmente molto chiari, come possono essere quelli che presentano individui albini o leucistici, sono sfavorevoli al mimetismo, e spesso portano l’animale a non sopravvivere a lungo essendo ben visibile dai predatori. Nel caso specifico l’Esculapio bianco è un maschio adulto lungo quasi 140 cm, il che fa riflettere.

Ho liberato il serpente in zona, ma distante dalle abitazioni, sperando che possa continuare la sua placida esistenza.

Questa osservazione mi porta ad un paio di riflessioni:

-la prima è quella che mi ero posto da molto tempo… se dovessi trovare un animale albino (o simile) cosa farei? Lo lascerei libero e tranquillo, oppure preso da uno senso di pseudo-pietà lo tratterei in terrario per dargli più possibilità di sopravvivere?

Nel caso specifico l’individuo è un adulto in piena salute, dimostrazione che se la può cava anche senza il nostro/mio aiuto!

Forse il mio sguardo sulla natura negli anni è cambiato e sono diventato consapevole che non si può salvare tutto e mi pongo il problema di quali siano le conseguenze di un salvataggio per l’individuo “salvato”. La natura spietata è comunque molto equilibrata e fa volentieri a meno della nostra pietà che cela spesso una forma di egoismo.

 

-la seconda è l’importanza di una rete di comunicazione, composta ad esempio dal mio sito e relative pagine Facebook e Instagram e dal gruppo Facebook Identificazione rettili della Svizzera che permette una veloce e rapida “consulenza” a chi si ritrova confrontato ad un serpente nei pressi oppure nella propria abitazione. Sono strumenti che tornano utili all’animale e alla persona, spesso entrambi in difficoltà ma che trovano un appiglio per risolvere il problema in modo sereno per tutti.

 

Per ulteriori dettagli, protagonisti e dinamiche su questa osservazione, potete scaricare la breve nota che abbiamo scritto io, Luca Cavigioli e Daniele Muri sul Bollettino della Società ticinese di scienze naturali:

 

http://www.researchgate.net/publication/356039395_Osservazione_di_un_colubro_di_Esculapio_Zamenis_longissimus_Laurenti_1768_adulto_leucistico_nel_Cantone_Ticino_Svizzera

 

L'Esculapio bianco.

 

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