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3 maggio 2018 4 03 /05 /maggio /2018 14:23
Natrix helvetica, la buona vecchia natrice dal collare!

Una recente ricerca scientifica ha messo in evidenza delle differenze genetiche all’interno delle popolazioni della natrice dal collare, chiamata anche biscia dal collare. Fino ad ora erano Natrix natrix, con varie sottospecie.

Ora, seguendo queste scoperte genetiche, la natrice dal collare è stata separata in Natrix natrix, (con le sottospecie N. n. natrix, N. n. cypriaca, N. n. fusca, N. n. gotlandica, N. n. persa, N. n. schweizeri, N. n. scutata e N. n. syriaca), Natrix helvetica (con le sottospecie N. h. helvetica, N. h. cetti, N. h. corsa, N. h. lanzai, N. h. sicula), Natrix astreptophora (quest’ultima già elevata a specie in una ricerca precedente).

In Ticino la natrice dal collare ora é Natrix helvetica helvetica.

Queste scoperte sono interessanti e mettono in evidenza come molte specie con ampia ripartizione possano avere oltre che a delle differenze genetiche e/o morfologiche che ne giustificano la suddivisione in sottospecie, una differenza tale da separarle in specie ben distinte.

Se penso a Vipera berus o Coronella austriaca, son curioso di vedere cosa futuri lavori permetteranno di mettere in evidenza.

 

Qualche cosa è stato fatto anche su altre specie di rettili, come ad esempio l’Orbettino (Anguis fragilis e Anguis veronensis per rimanere in quelli presenti in Svizzera, prima considerati unica specie ora separati, col A. veronensis presente in Ticino e A. fragilis nel resto della Svizzera). Qualcosa si è fatto anche col biacco, anche se la situazione ticinese non è ben chiara.

 

 

Natrix helvetica, la buona vecchia natrice dal collare!

Queste ricerche sono affascinanti e molto interessanti, ma creano un “problema” nella definizione popolare e nella didattica. In rete ho visto nominare natrice elvetica quella che fino a pochi mesi fa era una natrice dal collare. Anni passati ad “educare” per far capire che quella che era uccisa e considerata una enorme vipera, in realtà era una natrice dal collare.

Ora nello spirito di chi non segue il mondo dei serpenti ci troviamo di fronte anche alla biscia elvetica.

Una nuova specie?

Introdotta in italia?

Creata dagli svizzeri?

La natrice elvetica corsa…già i francesi non son ben visti…immaginiamoci dire che la natrice dal collare che vive in Corsica in realtà è … elvetica!

Ma nel mio stagno, a mangiare i girini ho la elvetica o quella dal collare?…oppure quella piccola che mangia i girini è quella dal collare mentre la elvetica, più grande e senza collarino giallo, è quella che si mangia le rane?

 

Tutti esempi un po’ esagerati, ma non così fuori di testa... ricordiamoci che parliamo di serpenti, animali che purtroppo incutono ancora un ingiusto timore. Il medesimo discorso col pettirosso passerebbe in modo più “indolore”… non ci sarebbe inquietudine nel chiedersi se nel giardino svolazza un pettirosso delle Alpi, o un pettirosso delle pianure. Scusate l’esempio assurdo!

 

La ricerca giustamente continua e di pari passo alle scoperte si cambieranno i nomi, le sottospecie, ecc. Tra specialisti, studiosi, scienziati, si userà il nome scientifico per capire di che entità si discute, mi pare chiaro, ma il nome comune dovrebbe essere lascito stare, semplicemente per evitare confusioni e facili allarmismi ogni qualvolta si parla di serpenti! In una discussione approfondita, si può sicuramente specificare che la natrice dal collare in questione é una natrice dal collare elvetica, ma per identificazioni o discussioni generali non ne vedo molto il senso.

 

Una natrice dal collare di ieri resta la natrice dal collare di oggi come sarà natrice dal collare anche domani!

Natrix helvetica, la buona vecchia natrice dal collare!

Su tutte le immagini di questo articolo troviamo immortalate delle Natrix helvetica helvetica, la natrice dal collare.

 

 

 

 

 

Copyright © Grégoire Meier 2018. Tutti i diritti sono riservati. È vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

 

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30 aprile 2018 1 30 /04 /aprile /2018 06:45

Le temperature miti delle scorse settimane ha fatto sciogliere gran parte della neve, i mirtilli sono in fiore, alcuni finghi crescono, gli insetti sono attivi e i rettili continuano a termoregolarsi e a cercare compagni con cui accoppiarsi.

Alcune immagini primaverili.
Alcune immagini primaverili.
Alcune immagini primaverili.
Alcune immagini primaverili.

 

 

Nella foto sotto due piante che mi affascinano: Pinguicula e Drosera, piante carnivore.

Alcune immagini primaverili.

 

 

La primavera é un periodo dove é facile scorgere il biacco (Hierophis viridiflavus) nascosto nella vegetazione. Le basse temperature e la poca copertura vegetale lo nascondono, ma un occhio attento lo può scorgere prima che scappi.

Di seguiro qualche immagine di questo serpente "prese sul vivo":

Alcune immagini primaverili.
Alcune immagini primaverili.
Alcune immagini primaverili.

Sopra é ben visibile, mentre sotto se ne vede solo la testa.

Alcune immagini primaverili.
Alcune immagini primaverili.

Il maschio di queste due immagini mi ha concesso qualche scatto ravvicinato.

Alcune immagini primaverili.

 

 

 

Se c'è una giornata di pioggia, resta facile incontrare qualche salamandra in attività:

 

Alcune immagini primaverili.

 

 

 

Osservare Vipera aspis francisciredi resta gradevole, i rovi sono ancora poco rigogliosi e le vipere intente a scaldarsi in posizioni più o meno scoperte.

Qui sotto alcune immagin di questo bel viperide:

Alcune immagini primaverili.
Alcune immagini primaverili.
Alcune immagini primaverili.
Alcune immagini primaverili.
Alcune immagini primaverili.
Alcune immagini primaverili.
Alcune immagini primaverili.
Alcune immagini primaverili.
Alcune immagini primaverili.
Alcune immagini primaverili.

 

 

Inoltrarsi nei rovi e altra vegetazione rima anche con incontri meno piacevoli... le zecche...

Alcune immagini primaverili.
Alcune immagini primaverili.

 

 

I ramarri (Lacerta bilineata) iniziano ad essere attivi a varie quote. Se osservati al matino, sono ancora freschi e poco reattivi, quindi temporeggiano nella fuga.

Alcune immagini primaverili.
Alcune immagini primaverili.
Alcune immagini primaverili.
Alcune immagini primaverili.

 

 

Qui sotto un bel colubro liscio (Coronella austriaca) fiducioso nel suo mimetismo, si é lasciato avvicinare e fotografare senza muoversi.

Alcune immagini primaverili.

 

 

Pure questa rana (Rana temporaria) era convinta che il suo mimetismo fosse ottimo per sfuggire a sguardi indiscreti.

Alcune immagini primaverili.

 

 

Poco lontano vi erano delle natrici dal collare (Natrix helvetica) intente a procacciarsi un pasto, composto proprio da rane.

La prima che vediamo in foto presenta delle tracce di sangue sulle labiali, proprio perché stava cercando di mangiare una grossa rana vicino ad un sentiero. Al mio avvicinare, mi sono accorto della loro presenza proprio perché la rana é riuscita a scappare, muovendo le foglie mi ha fatto notare la presenza della natrice. Il mio passaggio ha forse salvato una rana ma tolto un pasto ad una biscia...

Alcune immagini primaverili.
Alcune immagini primaverili.

 

 

 

I rialzi improvvisi di temperatura mi hanno spinto ad andare nelle valli in quota dove ho osservato alcune Vipera aspis atra, uscite da non molto dal riposo invernale.

 

Alcune immagini primaverili.

Sopra un maschio in esplorazione nella pietraia mentre sotto un altro maschio intento a scaldarsi ai primi raggi mattutini.

Alcune immagini primaverili.

 

 

Sotto una splendida femmina che mi ha concesso diversi scatti:

Alcune immagini primaverili.
Alcune immagini primaverili.
Alcune immagini primaverili.

 

 

 

 

 

Copyright © Grégoire Meier 2018. Tutti i diritti sono riservati. È vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

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30 marzo 2018 5 30 /03 /marzo /2018 05:32

La primavera, caratterizzata dal suo clima altalenante, offre la possibilità di osservare vari rettili e anfibi.

Se le tiepide giornate di sole sono favorevoli a lucertole e serpenti, quelle piovose sono ideali per gli anfibi, molti dei quali si dirigono nelle zone di riproduzione e deposizione.

Vi mostro alcuni dei primi timidi incontri fatti quest'anno.

 

Tipici incontri primaverili.
Tipici incontri primaverili.

Le lucertole (Podarcis muralis) si attivano più che mai, i maschi riconquistano i territori e le femmine si fanno corteggiare. Questo bel maschio un po' confidente mi ha permesso un paio di scatti ravvicinati.

Tipici incontri primaverili.
Tipici incontri primaverili.

Il ramarro (Lacerta bilineata), solitamente molto veloce e schivo, con la frescuria primaverile resta volentieri placato tra l'erba, forse dimenticandosi che l'erba non é ancora verde e che il suo mimetismo non é dei migliori.

Nelle foto sopra e sotto, due maschi.

Tipici incontri primaverili.

 

 

Poi arrivano un paio dei miei incontri preferiti, le vipere. I maschi solitamente sono i primi ad attivarsi, mentre le femmine escono qualche settimana dopo, quindi nulla di sorprendente ad aver visto  solo una femmina.

 

Tipici incontri primaverili.

Nella foto sopra un maschio di Vipera aspis francisciredi si gusta i raggi di sole che scaldano la zona che ha scelto, e questo malgrado quel giorno vi fosse un vento fresco. I serpenti sanno sfruttare i microclima che si creano in determinate zone.

 

 

 

 

Tipici incontri primaverili.

Sopra, maschio di Vipera aspis francisciredi.

 

 

 

 

 

 

 

Tipici incontri primaverili.

Sopra e sotto un'altro splendido maschio, sempre della medesima specie. L'immagine in primo piano ne mostra il carattere, sia dal punto di vista dei colori che quelli del comportamento.

Tipici incontri primaverili.

 

 

 

Nelle due immagini seguenti, la femmina di Vipera aspis francisciredi, prima nel suo habitat e poi con un primo piano, in cui si possono ammirare i delicati colori.

Tipici incontri primaverili.
Tipici incontri primaverili.

 

 

 

Poi, in una giornata di pioggia, arriva la "ballata delle salamandre". Conosco questo habitat da molto tempo e nelle giornate ideali si possono osservare numerosi individui di questo anfibio.

Le femmine si recano nel ruscello per partorire le larve, e quelche maschio spererà di potersi accoppiare. Vi lascio con diverse foto di Salamandra salamandra, tutte immagini scattate senza manipolare gli animali.

Tipici incontri primaverili.
Tipici incontri primaverili.
Tipici incontri primaverili.
Tipici incontri primaverili.
Tipici incontri primaverili.
Tipici incontri primaverili.
Tipici incontri primaverili.
Tipici incontri primaverili.
Tipici incontri primaverili.
Tipici incontri primaverili.
Tipici incontri primaverili.
Tipici incontri primaverili.
Tipici incontri primaverili.
Tipici incontri primaverili.
Tipici incontri primaverili.
Tipici incontri primaverili.

Come si vede dalle ultime due immagini, gli anfibi sono spesso confrontati con ambienti "urbani" e i pericoli che ne derivano. Famosi sono gli attraversamenti delle strade da parte di rane e rospi che devono per forza superare l'ostacolo asfaltato per raggiungere i luoghi di riproduzione, ormai tagliati dagli ambienti dove trascorrono il resto dell'anno. Le salamandre sono pure loro vittime della strada, anche se in modo meno eclatante.

Fortunatamente per le salamadre, i gatti sanno che i colori nero e giallo sono un avviso di pericolo, per cui il temibile predatore non le infastidisce. Preciso che la salamandra, se minacciata, può secernere un liquido irritante, ma non pericoloso per l'uomo.

 

 

 

Tipici incontri primaverili.

 

 

 

Copyright © Grégoire Meier 2018. Tutti i diritti sono riservati. È vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

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4 marzo 2018 7 04 /03 /marzo /2018 14:37

L'inverno piuttosto clemente, che mi ha permesso di avere la compagnia, nei pochi giri fatti,  delle zecche pure a dicembre e a gennaio,  ha avuto una ricaduta a fine febbraio, con temperature piuttosto basse, vicine allo zero anche di giorno.

La natura non si scoraggia e ha bisogno di ripartire, per cui appena il tempo migliora e il sole scalda il suolo e l'aria, la vita di rettili e invertebrati riprende vigore.

Lento inizio 2018

I mesi invernali mi hanno fatto fare alcuni incontri con cervi e caprioli. Le immagini sono quello che sono...colgono il fugace momento in cui due esseri incrociano lo sguardo. Nulla a che vedere con le foto di chi passa ore nascosto aspettando l'atteggiamento o la posa perfetta dell'animale.

Lento inizio 2018

Alcuni son meno fortunati di altri, ma la morte di un mammifero del genere ha fornito cibo a parecchi animali: corvi, rapaci e mammiferi carnivori o onnivori.

Lento inizio 2018

La stagione scorsa é stata caratterizzata dall'abbondante presenza di topi di varie specie...da serparo non so bene identificare le varie specie di micromammiferi...so solo che son del buon cibo per i serpenti...e questo, incontrato in un bosco, direi che in primavera non camperà a lungo vista la sua poca paura.

Lento inizio 2018

 

 

Sollevando qualche sasso, mi imbatto in un Ischyropsalis, un lontano parente dei ragni, un opilione:

 

Lento inizio 2018

Ma la primavera tarda...si vedono lucertole ogni tanto nelle giornate tiepide, ma manca qualche cosa per il grande risveglio, anche se le primule vorrebbero far credere il contrario.

 

Lento inizio 2018

 

 

Le coccinelle si danno alle pazze gioie:

Lento inizio 2018

 

 

Un paio di giorni prima della settimana di febbraio in cui ci sono stati gli abbassamenti di temperatura, incrocio la strada di un tasso...curiosamente vaga per il bosco in pieno giorno rovistando sotto le foglie e le pietre alla ricerca di cibo, forse in previsione di una settimana chiuso nella tana:

Lento inizio 2018

Piuttosto fiducioso, oppure distratto, si avvicina a pochi metri da me:

 

Lento inizio 2018

Poi passa il freddo, il 4 marzo il sole fa rapidamente sciogliere la neve dai pendii esposti a sud e la vita riprende, farfalle e altri insetti son sopravvissuti ai meno 5 e meno 10 gradi della settimana prima, rintanati chissà dove!

 

Lento inizio 2018
Lento inizio 2018

 

Le chiocciole preferiscono restare chiuse nel loro guscio, sigillato da un opercolo:

Lento inizio 2018

 

Le lucertole, che hanno comunque avuto altri periodi di attività nei mesi scorsi, sono più numerose:

Lento inizio 2018
Lento inizio 2018

 

 

Queste osservazioni, gli insetti, le lucertole, la neve che si scioglie, lasciano la speranza che pure i serpenti si riattivino, ma non si può mai scommettere.

Da curioso e un po' maniaco, forse per cercare di capire quella parte che mai capiremo totalmente sulle vipere, frequento i loro habitat anche in inverno. Mi piace girare nelle pietraie e nei rovi anche quando fa un freddo pazzesco. Ci vedo altre dinamiche, altri dettagli che probabilmente mi sfuggono quando sono focalizzato sul serpente. Forse giro negli habitat da vipera quando loro sono ben rintanate con la speranza di cogliere qualche informazione... o forse solo per malinconia.

Ad ogni modo oggi non o resistito. Ero partito con altre idee, del tipo rivedere il tasso, cercare palchi di cervi o caprioli, ma qualche cosa mi ha spinto a salire in cima a qualla pietraia situata a circa mille metri di quota, lì dove il groviglio di rovi scoraggia qualsiasi persona provvista di buon senso. Arrivato su mi fermo e mi dico che tre settimane fa il caldo buttava meglio... ma i miei occhi perlustrano comunque il caos che i rami del rovo crea...

Quasi invisibile, amalgamata al terreno, alle foglie secche, ai rami, alle spine del rovo, ecco che a qualche centimetro di distanza la vipera decide di mostrasi a me. Immobile, ma so che mi ha visto, si lascia scattare alcune foto. Io rispettosamente mi allontano di qualche metro e la lascio godersi la sua prima uscita della stagione.

 

Lento inizio 2018

Vipera aspis francisciredi, un maschio.

Lento inizio 2018

 

 

Copyright © Grégoire Meier 2018. Tutti i diritti sono riservati. È vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

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8 gennaio 2018 1 08 /01 /gennaio /2018 08:09

I serpenti sono animali esteticamente belli!

La perfezione dell’incastro delle squame che riveste la loro pelle, i colori e la forma del corpo sono un’armonia unica.

Se poi ne osserviamo lo scheletro non possiamo che ammirarne l’eleganza:

Lo scheletro del serpente.

Contrariamente a ciò che ancora molti credono, i serpente non sono invertebrati, anzi, hanno un apparato scheletrico ben presente. A dipendenza della specie possono avere dalle 100 alle 500 vertebre a cui sono attaccate il relativo paio di costole (tranne che per le vertebre a cui è attaccato il cranio).

Il numero elevato di vertebre permette al serpente di avere una grande mobilità e l’assenza dello sterno, che unisce le costole ventralmente in altri animali, permette una certa elasticità nei muovimenti e “nell’espansione del corpo”, utile, ad esempio, per inghiottire prede più larghe del corpo del serpente.

Lo scheletro del serpente.

Il cranio presenta pure lui diverse ossa (una ventina) che compongono la scatola cranica e le mandibole. La struttura  delle mandibole è tale che il serpente può inghiottire delle prede voluminose. Ad esempio la mandibola inferiore non è saldata anteriormente, ma unicamente unita con un legamento, il che permette alla mandibola destra di allontanarsi da quella sinistra aumentando l’ampiezza dell’apertura della bocca. In parole povere, il mento del serpente non è unito, ma si può allargare. Le due mandibole inferiori si possono pure muovere, in avanti e in dietro, indipendentemente l’una dall’altra, il che aiuta durante l’ingestione della preda.

Lo scheletro del serpente.

Sul palato della bocca del serpente vi sono pure due ossa, su cui sono fissati numerosi denti, che hanno una certa mobilità, con cui la preda viene “ancorata e spinta indietro”.

Nei serpenti velenosi, nella parte anteriore della mandibola superiore (in alcune specie sono invece in posizione posteriore), possiamo osservare i denti veleniferi.

Lo scheletro preso in esame è di una vipera, per cui questi denti sono relativamente grandi, questi serpenti rientrano nel gruppo dei solenoglifi. Quando il serpente chiude la bocca, il dente è ripiegato contro il palato, ma viene eretto durante il morso. Questo dente presenta un canalino dove scorre il veleno per essere iniettato nella preda. Si puo’ paragonare, in modo molto semplificato, questo dente all’ago di una siringa.

L’elaborata mobilità dell’apparato scheletrico delle vipere, permette al serpente di poter erigere un solo dente, oppure tutti e due, ma anche di aprire la bocca senza avere i denti in posizione di morso. Questa cosa la si può ben osservare mentre una vipera sbadiglia e generalmente “stiracchia” le zanne muovendole in modo alternato.

 

Lo scheletro del serpente.

Nella foto sopra possiamo vedere le zanne velenifere ripiegate contro il palato e ben rivestite dalla guaina protettiva, mentre nella foto sotto si nota bene la zanna destra conficcata nel cuoio mentre quella di sinistra e ripiegata in posizione di riposo.

Lo scheletro del serpente.

 

 

 

I denti veleniferi sono relativamente fragili, o comunque si consumano con l’uso, per cui il serpente è provvisto di altri denti pronti a sostituire quello che si rompe o che rimane conficcato nella preda.

Nelle foto dei teschi si possono vedere diversi di questi denti veleniferi uno dietro all’altro. Quando il serpente è in vita, vengono utilizzati solo un paio (a volte due, probabilmente quando è il momento che il dente vecchio cada) mentre gli altri di riserva sono ripiegati contro il palato, quindi aprendo la bocca al serpente non si avrà l’impressione di una bocca piena di denti come nelle foto degli scheletri.

Lo scheletro del serpente.

Nella foto sopra ho indicato i denti veleniferi in uso e quelli di riserva, come pure la mandibola inferiore, solo su di una parte del cranio per evitare troppe linee caotiche.

Lo scheletro del serpente.

Sopra altro dettaglio di un cranio, mentre sotto uno scheletro completo, entrambe di Vipera aspis francisciredi.

Lo scheletro del serpente.

 

 

 

Tengo a precisare che nessun serpente é stato soppresso per averne le ossa, ma gli scheletri sono stati ricavati da vipere nate e morte nel mio allevamento. Gli scheletri sono stati puliti e riassemblati da Galileo Ramos (galileoramos.com) specializzato nel recupero e ricostruzione degli scheletri di rettili e altri animali.

Malgrado il fascino e l'eleganza dello scheletro, nulla batte la bellezza dell'animale nel suo insieme e bello vivo, ecco perché termino l'articolo con la foto di una splendida Vipera aspis francisciredi:

 

Lo scheletro del serpente.

 

 

 

Copyright © Grégoire Meier 2018. Tutti i diritti sono riservati. È vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

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