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12 gennaio 2015 1 12 /01 /gennaio /2015 11:10
Natrix natrix. Animale dell'anno di Pro Natura.

Pro Natura si è sempre dimostrato coraggioso nelle sue scelte dell’ “Animale dell’anno”, avendo eletto, in passato, animali quali l’orso, il lombrico, l’orecchione e il rospo ostetrico, tutti animali che rientrano nelle categorie di quelli che, purtroppo, fanno schifo, fanno paura e sono poco amati da molta gente. Quest’anno la scelta cade di nuovo su di un animale poco amato e poco conosciuto, la Natrice dal collare (Natrix natrix).

 

Natrix natrix. Animale dell'anno di Pro Natura.

La scelta dell’animale dell’anno non é casuale, ma viene preferita «un’entità faro» di un ecosistema più vasto. Certo, come tutti i rettili, la Natrice dal collare deve essere tutelata, ma è importante tutelare tutto l’ambiente in cui vive. Siamo per fortuna lontani dal proteggere un’unica specie, dimenticandoci di proteggere l’habitat completo in cui vive… altrimenti sarebbe come voler salvare una farfalla buttando diserbante sulla pianta che nutre il suo bruco.

Natrix natrix. Animale dell'anno di Pro Natura.

La Natrice dal collare ha una vita legata agli ambienti acquatici, quali stagni e argini di fiumi e laghi dove trova la gran parte del suo cibo, composto da rane, rospi, tritoni e pesci. Obbiettivamente non è raro trovare questo colubro lontano da specchi d’acqua, specialmente gli adulti, che cibandosi di rospi, magari ne seguono le migrazioni stagionali.

 

Natrix natrix. Animale dell'anno di Pro Natura.

La livrea della natrice dal collare è solitamente grigia con barre trasversali nere (più o meno pronunciate) sui fianchi. Sulla nuca di questo serpente troviamo una banda bianco-giallastra contornata di nero che crea una specie di collare. Va precisato che non tutti gli esemplari ne sono provvisti, per cui si trovano numerosi animali (specialmente femmine adulte) senza questo caratteristico collare.

Natrix natrix. Animale dell'anno di Pro Natura.

Come per tutti i serpenti, anche per la natrice dal collare, la migliore difesa è quella di non essere visti. In caso di pericolo solitamente questa biscia, se può, si tuffa in acqua ed essendo una buona nuotatrice vi si immerge.

Se non ha la possibilità di sfuggire la natrice può adottare diversi sistemi di difesa, il primo è quello di spaventare l’aggressore appiattendo la testa, soffiando e fingendo di volerlo mordere con falsi attacchi. Se questo espediente non funziona adotterà un sistema curioso, cioè quello di fingersi morta, aprendo la bocca lasciando penzolare la lingua rivoltandosi sulla schiena.

Natrix natrix. Animale dell'anno di Pro Natura.

La frammentazione degli habitat idonei alla Natrice dal collare, che spesso dove spostarsi dalla zona di caccia a quella di deposizione delle uova (mucchi di letame, di fieno o trucioli di legno) crea non pochi problemi, specie se gli ostacoli sono strade oppure se il serpente viene a contatto con esseri umani ignoranti.

Natrix natrix. Animale dell'anno di Pro Natura.

Pro Natura, eleggendo questo serpente come animale dell’anno, evidenzia l’importanza di proteggere e tutelare gli ambienti umidi e promuove la creazione di stagni da parte di comuni e cantoni.

 

Natrix natrix. Animale dell'anno di Pro Natura.

Come precisazione personale aggiungo che creare nel proprio giardino uno stagnetto non vuol dire buttarci dentro tre pesci rossi o due tartarughe acquatiche del nord America aspettando di vedere sbocciare una ninfea su cui si poserà un’elegante libellula. La bellezza dello stagno risiede nel poter osservare la fauna e la flora autoctona, le rane che depongono le loro uova, la schiusa dei girini che verranno catturati e mangiati dal ditisco e dalle larve di libellula. Il riposo della Natrice dal collare che si scalda sulle rive dello specchio d’acqua prima di tuffarsi per predare un ranocchio. Questo potente e fragile equilibrio è il bello della natura, in cui tutto è bilanciato.

Natrix natrix. Animale dell'anno di Pro Natura.

Grazie anche a Pro Natura, spero che gli ambienti palustri, a torto considerati insalubri, vengano tutelati e valorizzati. Spero anche che avendo un serpente come ambasciatore, si possa migliorare l’immagine di questo gruppo di animali agli occhi della massa.

 

Questo é il link in cui trovate il comunicato stampa di Pro Natura: http://www.pronatura-ti.ch/specie/2015-natrice.pdf

Natrix natrix. Animale dell'anno di Pro Natura.

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30 dicembre 2014 2 30 /12 /dicembre /2014 11:04
UREO. IL SOLE, IL SERPENTE.

Io sono il serpente Sata dilaniato dagli anni.

 

Volevo fare un articoletto che parlasse dell’Ureo, e del serpente in generale, nella cultura dell’antico Egitto. Non mi aspettavo certamente di imbattermi in una complessità tale…

Come accade spesso con queste antiche religioni, il discorso è talmente complesso che ci vorrebbero libri interi e scegliere quale corrente seguire per dare una corretta (?) interpretazione. Prima di parlare più specificamente del serpente darò qualche libera interpretazione di quanto questo sorvolo della religione dell’Antico Egitto, mi ha permesso di intuire…ma resta una visione superficiale e volatile…

Ureo in maiolica.

Ureo in maiolica.

Che si voglia o no, la nostra educazione monoteista ci ha limitati nell’apertura mentale. Per noi vi sono l’inizio e la fine, il bene e il male, chi ha ragione e chi a torto.

Nell’antico Egitto le scienze, l’astrologia, la matematica, la fisica, la filosofia, ecc. erano messe alla portata di tutti tramite quello che noi ora chiamiamo la mitologia. Gli Dei Egizi, spesso rappresentati metà essere umano e metà animale, esprimevano un concetto logico, naturale, ma simbolico dell’agire di quel che il monoteista vede come azione dell’unico Dio riconosciuto. In pratica si evita di attribuire all’unico Dio la volontà di fare nascere, di far lavorare, di far soffrire, di far accoppiare, di far morire il singolo soggetto, ma ognuna di queste sue funzioni/volontà/capacità/azioni vengono espresse attraverso le varie rappresentazioni degli Dei, come se questi ultimi non fossero altro che il “braccio” dell’Onnipotente.

Per fare un esempio concreto, se da noi non è raro leggere sugli annunci funebri che Dio ha richiamato al suo fianco tal dei tali… presso gli Egizi c’era Anubis il protettore delle Necropoli e colui che assiste alle imbalsamazioni. Questo Dio, rappresentato con la testa di cane, tanto per intenderci, è la rappresentazione “concreta” della morte, del “Dio mi richiama al suo fianco”. Paradossalmente questo Dio dell’oltretomba è pure il Dio della fertilità. La dualità è chiaramente presente.

 

UREO. IL SOLE, IL SERPENTE.

Altro limite… sono i mutamenti ideologici, simbolici e religiosi avvenuti nei circa 3000 anni di storia di quel che noi intendiamo con Antico Egitto.

 

Sintetizzando estremamente la figura del serpente… da una parte abbiamo Apophis, il serpente primordiale, il caos, che quotidianamente cerca di sconfiggere il sole (Ra). Il rosso del tramonto e dell’alba non sono alto che il sangue di Apophis che fuoriesce dalle ferite inferte dal sole mentre si difende.

D’altro canto abbiamo l’Ureo, il cobra protettore, o meglio la femmina di cobra, incarnata nella figura della dea Uadjet, non che l’occhio di Ra.

Già mi ci sono perso… nomi, discendenze e trasfigurazioni confondono l’ordine , la logica semplicistica e lineare con cui sono educato a ragionare.

 

Se ho capito bene, in un modo o nell’altro la figura del serpente è collegata a Ra, il dio legato al Sole e espresso tramite il disco solare. Come accennato prima, abbiamo il serpente “negativo” che ostacola il percorso del sole, cercando di impedirne la rinascita, dall’altra l’Ureo, il cobra che troviamo spesso rappresentato “coronato” dal disco solare. L’Ureo viene rappresentato sulla testa di Ra, mentre ingloba e protegge il sole. Anche qui l’ambivalenza c’è: una volta il sole porta il cobra, e una volta il cobra porta il sole.

UREO. IL SOLE, IL SERPENTE.

Nell’Antico Egitto si aveva una certa conoscenza dei serpenti, testimoniata da alcuni papiri che trattano proprio di come curare il morso di questi animali. Chiaro, le cure erano quelle che ci si può aspettare da un popolo di qualche migliaia di anni fa, ma che fondamentalmente non sono molto meno evolute di quelle che venivano applicate da noi ancora meno di un secolo fa.

Stranamente nel più completo e studiato papiro che tratta di serpenti, si parla poco del cobra, cioè il serpente che incarna l’Ureo. Forse è semplicemente perché la scienza si scindeva dalla religione? Non credo, nelle varie descrizioni dei morsi, una parte viene imputata al divino. Forse è semplicemente perché, malgrado, il cobra sia l’Ureo, la sua figura divina non lo collega alla sua parte terrena. L’Ureo è un cobra, ma un cobra non è l’Ureo.

 

UREO. IL SOLE, IL SERPENTE.
UREO. IL SOLE, IL SERPENTE.

Comunque, coscienti della pericolosità del cobra, l’Antico Egitto lo ha elevato a divinità protettrice, posta sulla fronte dei Faraoni, l’Ureo protegge il sovrano e l’antico Egitto, l’animale temuto è trasfigurato in alleato.

L’Ureo posto sul sole mentre ingloba il sole, protegge l’umanità. L’Ureo coronato dal sole ne è il protettore e non il superiore. Diventa difficile capire chi abbia più potere, il Sole, il Cobra, il Faraone che non è altro che un Dio in terra ma servitore degli Dei e servitore del proprio popolo? Qui risiede la forza di questa cultura in cui tutti sono complementari agli altri. Il serpente nemico del sole (ai nostri occhi) è semplicemente complice dell’equilibrio cosmico. Se il serpente smettesse di ostacolare il percorso del sole cosa accadrebbe? Se l’Ureo non proteggesse più il Faraone, Ra e l’Egitto?

 

UREO. IL SOLE, IL SERPENTE.

La pericolosità di alcuni serpenti hanno portato a temerlo e rispettarlo. L’elegante, combattivo e fiero comportamento del cobra di fronte alla minaccia lo ha elevato a protettore. Il fatto che in base alle stagioni sia attivo o meno, che cambi pelle hanno eletto il serpente allo statuto di divinità potente e vitale per l’equilibrio cosmico.

Naja haje, merci Daniel pour la photo!

Naja haje, merci Daniel pour la photo!

Riprendo la frase iniziale dell’articolo tratta del Libro dei Morti, parla del serpente, ma se si legge tra le righe, non trovate che tutto questo riassuma il percorso del sole?

 

” Io sono il serpente Sata dilaniato dagli anni. Io muoio e rinasco ogni giorno. Io sono il serpente Sata che dimora nei più profondi recessi della terra. Io muoio e rinasco e rinnovo me stesso ringiovanendo quotidianamente. “

 

 

 

 

Vi lascio con le immagini di alcuni reperti archeologici in cui l'Ureo é rappresentato, fiero, dominante e rispettato.

 

 

UREO. IL SOLE, IL SERPENTE.

Frammento di corona Atef, probabilmente appartenente ad una rappresentazione di Osiris, Dio della morte, dell'oltretomba, degli inferi e Dio della fertilità.

Si indovinano il corno di montone, la piuma di struzzo e l'Ureo.

Bronzo, 1° millennio avanti Cristo.

 

 

 

 

UREO. IL SOLE, IL SERPENTE.

 

Bronzo, frammento di corona.

Si nota un Ureo frontale coronato dal disco solare accompagnato da 10 altri uraei che formano la perimetria della base della corona.

Primo millennio avanti Cristo.

 

 

 

 

 

 

 

 

UREO. IL SOLE, IL SERPENTE.

Ureo in legno. Probabilmente in origine era ricoperto da pigmenti.

1° millennio avanti Cristo

UREO. IL SOLE, IL SERPENTE.
UREO. IL SOLE, IL SERPENTE.

Ureo in maiolica. 713-332 anni avanti Cristo. Piccolo amuleto protettivo portato al collo dai vivi o posto tra le bende delle mummie.

UREO. IL SOLE, IL SERPENTE.
UREO. IL SOLE, IL SERPENTE.

 

Bronzo, frammento di pettorale.

Allineamento di otto Uraeus coronati dal disco solare.

Primo millennio avanti Cristo.

UREO. IL SOLE, IL SERPENTE.

Frammento di sarcofago in cartonnage, materiale composto da strati di lino e/o papiro ricoperti da intonaco poi dipinto.

Probabilmente questo frammento ricopriva i piedi della mummia. Oltre agli Uraeus allineati, si intravvedono, nella parte bassa, le orecchie di Anubis.

Primo millennio avanti Cristo.

UREO. IL SOLE, IL SERPENTE.
UREO. IL SOLE, IL SERPENTE.

Uraeus coronati dal disco solare.

Bronzo, frammento di corona.

Primo millennio avanti Cristo.

UREO. IL SOLE, IL SERPENTE.

Testa di Ureo “coronato” dal disco solare.
Frammento in legno con presenza di pigmenti in ocra.
Dinastia tolemaica (323-30 BC)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

UREO. IL SOLE, IL SERPENTE.

Frammento di corona Atef, probabilmente appartenente ad una rappresentazione di Osiris.

Si distinguono chiaramente i due Uraei sormontati dal corno di montone, dalla piuma di struzzo e sa un terzo Ureo.

Bronzo.

1° millennio avanti Cristo.

UREO. IL SOLE, IL SERPENTE.

Uraeus.

Bronzo, frammento di corona.

Primo millennio avanti Cristo.

UREO. IL SOLE, IL SERPENTE.

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23 ottobre 2014 4 23 /10 /ottobre /2014 15:12
Scusate per la strana impaginazione (che il gelo abbia già colpito?)... non so cosa sia successo...ma mi richiederebbe troppo tempo rifare tutto l'articoletto da capo!

Eccoci di nuovo alle porte dell'inverno!
Come sempre in questo periodo, la natura si prepara lentamente al riposo, alla morte apparente che l'inverno impone, per poi rinascere più forte in primavera.
Per quel che concerne i rettili, forse l'estate piovoso avrà compromesso la salute di certi individui deboli, che non avranno avuto l'opportunità di nutrirsi abbondantemente, e se ancora troppo deboli, non passeranno l'inverno indenni.
Nel globale ho potuto comunque vedere piccoli di lucertole, di serpenti e femmine di vipere che avevano portato lo sviluppo della prole più o meno nei soliti termini.
Come si sa… la natura non é regolata alla perfezione, e queste variazioni climatiche, spesso periodiche, portano comunque ad un rinforzo della specie, in cui i più deboli e i meno fortunati, non trasmettono il loro patrimonio genetico "perdente". 
Come ogni anno ho potuto fare alcune uscite anche nella seconda metà di ottobre per vedere gli ultimi rettili in attività, il che fa durare la "stagione morta" un po' meno a lungo! 
Qui di seguito condivido con voi le osservazioni degli ultimi mesi.
Tra gli ultimi giretti fatti, mi sono recato nella vicina Italia dove ho osservato i seguenti serpenti:

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Giovane femmina di Vipera berus.

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Vipera berus, femmina gravida.


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Vipera aspis atra, femmina.

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Vipera aspis atra, maschio.

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Femmina della medesima popolazione degli individui precedenti.

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Le ultime osservazioni che ho avuto la fortuna di fare in Ticino, le ho avute nelle zone della Vipera aspis francisciredi, con vari incontri piacevoli:

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Splendida femmina

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Giovane femmina gravida.


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Altra femmina gravida.

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Splendido maschio che mi ha concesso vari scatti.


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Nella maggior parte dei nostri rettili l'unico periodo degli accoppiamenti é in primavera, subito dopo il riposo invernale. Nella vipera aspis, alcuni individui rimettono la partita in autunno. Probabilmente le giornate che si fanno sempre più corte e le differenze di temperature tra giorno e notte danno una spinta ormonale a questi serpenti che tornano ad essere sessualmente ricettivi. 
Qualche settimana fa ho avuto la fortuna di osservare un mascho di Vipera aspis francisciredi corteggiare una femmina. La foto é quello che é, ma documenta l'evento:

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Questi sono gli ultimi incontri che ho potuto fare, attorno al 20 ottobre. 

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Vipera aspis francisciredi, giovane maschio.

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Vipera aspis francisciredi, femmina.

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Vipera aspis francisciredi, maschio.

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Concludo con l'autoscatto un po' pittoresco (grazie iPhone per esistere quando uno dimentica la Nikon a casa), foto che dimostra che se le vipere vengono avvicinate con calma, restano immobili, fiduciose nel loro mimetismo.


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1 settembre 2014 1 01 /09 /settembre /2014 10:45

Anche quest’anno l’estate sta finendo…. fosse mai cominciato!!

Quest’anno la stagione è stata piuttosto catastrofica dal punto di vista meteorologico, per cui le giornate che ho potuto dedicare all’osservazione di serpenti sono state relativamente poche.

Il vantaggio delle numerose giornate piovose è stato che nei pochi giorni assolati, o nelle poche ore di sole, tutti i rettili che avevano la necessità di scaldarsi, si mettevano allo scoperto.

Ora, se settembre e ottobre restano sereni e con temperature decenti, molti serpenti potranno mangiare le ultime prede della stagione, le femmine gravide potranno mettere al mondo i piccoli e dalle uova deposte usciranno serpentelli che avranno il tempo di trovare un posto ideale e riparato dal gelo per superare l’inverno.

Vi lascio con le osservazioni estive che ho fatto, sperando di potervi poi proporre un altro articolo con alcune osservazioni autunnali!


 

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Un bel ramarro (Lacerta bilineata).


 

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Vipera aspis atra, femmina. Nella foto sotto, medesimo esemplare nel suo ambiente.

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Esemplare maschio, osservato a pochi metri dalla femmina precedente. Nella foto sotto, pure lui fotografato nel suo habitat.

 

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Questi ambienti sassosi danno rifugio anche alle Poliste.


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Per una giornata mi sono spostato in Piemonte, dove ho avuto la fortuna di osservare diversi marassi (Vipera berus).

 

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Giovane femmina con preda nello stomaco.


 

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Altra femmina di Vipera berus.

 

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Qui un maschio in muta nascosto tra i mirtilli.

 

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Ritratto del Marasso precedente.

 

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Esemplare femmina.

 

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L'habitat piemontese della Vipera berus da rifugio pure a Euscorpius alpha...


 

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... e alla Coronella austriaca.

 

 

 

Tornando in Ticino...

 

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... Zamenis longissimus prosimo alla muta aprofitta di una schiarita per scaldarsi.

 

 

 

Pure numerosi insetti e ragni si godono le schiarite:

 

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Gli insetti, come i serpenti, sono soggetti al processo di muta... immagine poetica per l'uomo, che ne vede una forma di rinascita, come se si lasciasse alle spalle il passato... pura esigenza fisiologica di questi animali, costretti ad una stressante vulnerabilità durante queste fasi della loro vita.

 

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Ho dedicato un giorno di ricerche nel vicino Grigioni italiano:

 

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Lucertola vivipara (Zootoca vivipara), femmina gravida, nella foto seguente ripresa nel suo habitat alpino.

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Il medesimo ambiente é abitato dalla Vipera berus, vi propongo alcune immagini di una splendida femmina gravida che ho osservato:

 

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Ultima immagine... con insetto molesto!

 

 

 

Scendendo di quota in confronto a dove ho osservato il Marasso e la Lucertola vivipara mi sono imbattuto in un Biacco (Hierophis viridiflavus) che si scaldava su di una roccia tiepida malgrado piovviginasse un pochino. Anche in questo caso l'esemplare é prossimo a dover "cambiare pelle".

 

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Occhio opaco del Biacco prossimo alla muta.


 

 

 

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Poco distante ho potuto vedere questo bel maschio di Colubro di Esculapio (Zamenis longissimus). Oltre ad avere dimensioni ragguardevoli, prossime ai 160 centimetri, mi ha affascinato la sua livrea tendente al grigio con splendidi riflessi azzurri.

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Cicindela hybrida splendido coleottero predatore che contrasta notevolmente con...

 

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... questa inquietante larva di Reduvius personatus, altro predatore che allo stadio larvale ricopre il proprio corpo con polvere, sabbia o altro, per mimetizzarsi alla perfezione.


 

 

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Purtroppo mi sono imbattuto anche in vari serpenti schiacciati sulle strade. Non sempre é possibile vederli e/o evitarli, ma ho purtroppo potuto constatare che c'è chi devia la traettoria dell'auto o della moto per passarci sopra volontariamente...atto incivile e vigliacco, probabilmente perpetrato da chi (se le ha) ha delle gonadi atrofizzate. (Scusate, ma a volte é bene anche polemizzare un po').

Nella foto sopra si può ben capire l'impatto che può avere un tale gesto. La Natrix natrix morente era piena di uova (uno lo si vede alla destra dell'immagine), quindi con l'eliminazione di questo individuo abbiamo perso anche la sua progenitura. 

 

 

 

Come anticipato all'inizio, in queste settimane i serpenti ovovivipari metteranno al mondo i piccoli, e le uova deposte alcune settimane fa si schiuderanno. Nella seguente foto vi é un neonato di Vipera aspis francisciredi (femmina nata in cattività nel mio allevamento), da notare quanto sia piccola messa vicino ad un centesimo di Euro:

 

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Qui sotto possiamo invece assistere alla schiusa dell'uovo di un Colubro di Esculapio (Zamenis longissimus) sempre del mio allevamento:

 

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Vi lascio con le foto scattate durante il mio ultimo giretto fatto in agosto che mi ha permesso di scovare, tra una pioggerella e l'altra, tre maschi di Vipera aspis atra:

 

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23 giugno 2014 1 23 /06 /giugno /2014 11:08

Malgrado le scampagnate all’estero, ammetto che è sempre un grande piacere girovagare per le nostre valli! In Ticino abbiamo la fortuna di trovare molti ambienti relativamente intatti, anche se non totalmente incontaminati, vista la tangibile presenza umana. I rettili, ma molti altri animali riescono ad adattarsi relativamente bene agli ambienti trasformati e lavorati dall’uomo, a patto che vi sia comunque un equilibrio favorevole e propizio alla vita naturale.

Se pensiamo agli alpeggi montani, in cui l’uomo è costretto a seguire il ritmo delle stagioni oppure agli alpeggi non più in uso, ma diventati oasi di pace domenicale per una grigliata… sono paesaggi e ambienti che se trattati col dovuto rispetto naturalistico e rispetto nei confronti delle generazioni passate, che con sofferenza e fatica hanno modellato le montagne per renderle un filo meno ostili e meno dure… Per fortuna malgrado i probabili secolari tentativi, le vipere non sono scompare da questi posti!

 

Vi lascio con qualche scatto fatto con gli incontri che ho avuto la fortuna di fare in questo ultimo periodo primaverile.


 

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Vipera aspis atra, femmina. Questo, e altri individui vivono in un corridoio di valanga rinforzato dall'uomo per incanalarla.


 

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Giovane Vipera aspis atra, maschio.


 

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Natrix natrix. Esemplare melanico privo di disegni dorsali, con riflessi blu. Peccato che fosse in muta, per cui opaca...altrimenti avrebbe esibito una livrea da capogiro!

 

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Hierophis viridiflavus.

 

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Nido di vespe, quasi artistico.

 

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Splendido maschio di Vipera aspis atra.

 

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Vipera aspis atra, femmina.


 

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Splendido orbettino (Anguis), maschio.


 

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Lacerta bilineata.

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Esemplare giovane della medesima specie dei precedenti.


 

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Grande maschio di Coronella austriaca.

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Vipera aspis atra, femmina dal motivo dorsale "puntinato" e non tipico.

 

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Esemplare maschio della medesima popolazione della femmina precedente.


 

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Rhagium inquisitor inquisitor (Grazie Claudio!!)

 

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Rana temporaria e "suoi" girini.

 

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Vipera aspis francisciredi in alpeggio ormai diventato... casa di vacanza.

 

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Medesimo esmplare in cui si vede l'occhio opaco, segno che é in muta.

 

 

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Atypus, ragno dei nostri prati.


 

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Orbettino maschio...canton Grigioni.


 

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Hierophis viridiflavus.


 

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Coronella austriaca 

 

 

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Drosera rutundifolia...mi affascinano sempre queste piante...difficili da fotografare decentemente per me!

 

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Predatori passivi...

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...ma efficaci!


 

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Grosso Colubro di Esculapio (Zamenis longissimus), Canton Grigioni. Esemplare notevole che misura cm 180! Per gli scettici... anche se non nel mio stile metto la foto seguente... in cui mi si vede con lui, per avere un'idea del bestione.

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Aquilegia.


 

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Splendida femmina di Vipera aspis atra dalla livrea nera con labiali rossastre.

 

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Vipera aspis atra femmina dai motivi dorsali relativamente marcati e contrastati.


 

 

Termino con la foto di una splendida vipera che ho scovato in uno dei miei posti preferiti ad una quota di quasi 1900 metri.

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Sarà anche un po' di campanilismo da parte mia...ma le nostre vipere sono le più belle!!

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