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11 maggio 2016 3 11 /05 /maggio /2016 13:27

La natura non deve limitarsi a severi concetti biologici, ma deve lasciare, a volte, trasparire l’emozione.

Nelle seguenti righe non vi presento Vipera ammodytes, ma cercherò di esprimere l'emotività di questo incontro.

 

Vipera ammodytes ruffoi, sottospecie non più riconosciuta e assorbita dalla nominale, ma i nostalgici e i sentimentalisti, per designare le vipere dal corno della zona di Bolzano, usano ancora il termine di ruffoi, quindi non arrabbiatevi se spesso le nominerò amichevolmente col nomignolo di ruffoi.

Tali animali, fondamentalmente, si differenziano poco da quelli che si possono incontrare in Friuli. Un corpo dal colore grigio chiaro, a volte quasi bianco, percorso da un prepotente zigzag scuro che corre su tutta la lunghezza della schiena. Sulle femmine il motivo dorsale è un po’ più tenue.

Se nel Friuli gli habitat sono cosparsi da pietre calcaree bianche, che giustificano una colorazione del genere, nella zona di Bolzano ci si trova sul porfido, rosato-violaceo… Il ciottolato che calpestiamo in molte città, tanto per intenderci!

Nelle sassaie ai margini del bosco, dove la vipera vive, i licheni chiari coprono parte delle pietre, le foglie secche, sbiadite dalla pioggia e dal sole, si accumulano tra le rocce… da qui il mimetismo vincente della ruffoi.

Negli anni passati ero stato un paio di volte nella zona con la speranza di osservare questo elusivo serpente, senza successo. Si parla di una rarefazione della specie causata da terrariofili che negli anni 70-80-90 si recavano nei loro habitat per catturarle…forse una cattiva conoscenza delle abitudini di questo serpente sommati ad una conformazione poco gradevole da percorrere e difficile-pericolosa da visitare fanno si che non venga osservato con abbondante regolarità.

Questa primavera ci ho ritentato in compagnia di un amico, Luca Cavigioli. La ricerca è stata intensa, abbiamo percorso svariate centinaia di metri di pietraie, cercando di capire come “funzionano” questi animali, cercando il microhabitat che ci pareva più idoneo…ma come dicevamo tra di noi… ragioniamo come delle "aspis alpine"…e forse tali concetti non sono applicabili alle "ammodytes di Bolzano".

Poi ad un tratto, mentre eravamo stanchi per le lunghe camminate che ci portavano nelle pietraie potenzialmente favorevoli e affaticati dall’esplorazione di tali habitat, demoralizzati e ormai poco fiduciosi, Luca scorge un giovane maschio… l’impatto è notevole, un corpo bianco con motivo dorsale nero. Lo ammiriamo, contenti di avere avuto il privilegio di incontrare un animale così bello, elegante, elusivo e fiero. La soddisfazione è stata enorme ed eravamo pienamente appagati.

Questo primo incontro ci ha illuso, ci siamo detti che ora che avevamo avuto la fortuna di imprimere la bestiola nella nostra testa sarebbe stato più facile scorgerne altre…. Ma eravamo pure coscienti che il fatto di averne vista una era già molto…che il viaggio era stato coronato alla grande!

L’energia ci è quindi tornata e abbiamo percorso altre pietraie dove ad un certo punto un secondo maschio di Vipera ammodytes ci osserva. Due ruffoi nel giro di poche ore! Siamo entusiasti, osserviamo questo animale, ne ammiriamo le sfumature rosate dei fianchi, il colore dell’occhio che si sfuma, dettagli quasi impercettibili che possono essere colti solo una volta che si è superato l’impatto del disegno nero che spacca il candore del corpo. Mentre fotografiamo questa vipera, un bel maschio chiaro di ruffoi, probabilmente alla ricerca di una femmina, striscia a pochi metri da noi! Siamo increduli!

Il giorno dopo ripartiamo a percorrere le pietraie con l’idea di osservare altre vipere, magari una femmina, se c’è fermento tra i maschi, probabilmente le femmine sono poco lontane. Ore di pietraie infruttuose… quando ad un tratto ci si materializza una vipere davanti ai piedi. Malgrado la loro colorazione apparentemente spavalda, sono difficili da individuare nell’ambiente e si fanno vedere solo se si ha la fortuna di passare gli occhi su di loro.

Dopo alcuni scatti a questo quarto maschio di ruffoi, decidiamo di sostare un po’ nei pressi del luogo in cui abbiamo visto il giorno precedente il maschio che circolava sui sassi. La nostra speranza è di osservare un comportamento interessante, un incontro tra maschi, un accoppiamento, ma anche semplicemente un altro individuo. La quiete di queste pietraie isolate ci regala la visita di una martora…. Lei è arrivata a 5 metri da noi, ci ha guardato un po’ perplessa e sorpresa prima di sparire fulminea nella boscaglia… una incontro veramente particolare!

Dopo alcune ore il bel maschio ruffoi del giorno prima si rifà vedere poco lontano da dove lo avevamo incontrato in precedenza, lo ammiriamo di nuovo per qualche minuto prima di abbandonare le pietraie, colmi di emozione per avere avuto il privilegio di incontrare questo serpente quasi leggendario! Malgrado queste osservazioni, siamo coscienti di non aver capito a fondo queste vipere che saranno sempre accompagnate da un alone di mistero. Sono delle “semplici” Vipera ammodytes ammodytes…con una parte di mistero, che le rendono… ruffoi.

 

 

Vi lascio qualche fotorafia di questi splendidi animali:

Vipera ammodytes ruffoi
Vipera ammodytes ruffoi
Vipera ammodytes ruffoi
Vipera ammodytes ruffoi
Vipera ammodytes ruffoi
Vipera ammodytes ruffoi
Vipera ammodytes ruffoi
Vipera ammodytes ruffoi
Vipera ammodytes ruffoi
Vipera ammodytes ruffoi
Vipera ammodytes ruffoi

Copyright © Grégoire Meier 2016. Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

Published by Grégoire Meier
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9 maggio 2016 1 09 /05 /maggio /2016 12:39

La primavera é gradevole, c'è l'entusiasmo di rituffarsi nella natura, la vegetazione cambia il volto alle montagne, si inizia a sentire il tepore del sole che viene regolarmente raffreddato dalle piogge o improvvise nevicate.

È dura trovare le giornate ideali per concretizzare i progetti di "esplorazione" maturati nella stagione precedente ed elaborati in tutto il periodo di riposo invernale... ma ci si prova!

Nei primi giri alla ricerca di serpenti, spesso infruttuosi, ci si imbatte i vecchie tracce, segno del loro passaggio e della loro presenza.

Giretti primaverili

 

 

 

La primavera é pure il periodo in cui gli anfibi sono particolarmente attivi e facilmente osservabili, qui di seguito uova di Rana temporaria con un Gerride che pattina sull'acqua:

Giretti primaverili

 

 

 

Una Salamandra salamandra in un ruscello di montagna:

Giretti primaverili

 

 

 

Nella foto seguente Rana temporaria poco lontano da Salamandra salamandra:

Giretti primaverili

 

 

 

Il numero elevato di uova deposte dalle rane compensa il numero elevato di girini che vengono predati da innumerevoli animali affamati, in questo caso una larva di coleottero che preda un girino:

Giretti primaverili

 

 

 

La natura é spietata e per poter vivere, bisogna saper cogliere ogni opportunità, e nulla viene sprecato… in questo caso dei girini di Rana temporaria si cibano della carcassa di un esemplare adulto della medesima specie:

Giretti primaverili

 

 

 

 

 

Le lucertole (Podarcis muralis) si godono il caldo ed iniziano a corteggiarsi

Giretti primaverili
Giretti primaverili

 

 

 

Alcuni uccelli hanno già deposto le uova:

Giretti primaverili

 

 

 

Nelle zone alpine le vipere hanno concluso il periodo di riposo e si espongono al sole per scaldare il loro corpo e attivare il metabolismo, qui alcuni esemplari di Vipera aspis atra (il primo e l'ultimo sono maschi mentre le due centrali sono femmine):

 

 

Giretti primaverili
Giretti primaverili
Giretti primaverili
Giretti primaverili

 

 

 

 

La flora é in piena esplosione…chi fiorisce e chi rinasce, anche dalle ceneri:

Giretti primaverili
Giretti primaverili

 

 

 

 

Un bel biacco (Hierophis viridiflavus) maschio:

Giretti primaverili

 

 

 

 

Gli invertebrati sono anche loro in piena attività:

 

 

 

Larva femmina di lucciola:

Giretti primaverili

 

 

 

Glomeris…animale che ci riporta alla preistoria…un misto tra armadillo e millepiedi...

Giretti primaverili

 

 

 

Piccolo coleottero:

Giretti primaverili

 

 

 

Le zecche...

Giretti primaverili

 

 

 

 

Poi chiaramente i ragni…pure loro molto indaffarati

Giretti primaverili
Giretti primaverili
Giretti primaverili

 

 

 

Ho osservato un paio di ragni in posti inaspettati…segno di quanto siano adattabili intuendo dove le potenziali prede abbondano:

 

Giretti primaverili
Giretti primaverili

 

 

 

Concludo questa breve parentesi primaverile con questa bella femmina di Vipera aspis francisciredi:

Giretti primaverili

 

 

 

Copyright © Grégoire Meier 2016. Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

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19 marzo 2016 6 19 /03 /marzo /2016 16:39

L'inverno é stato mite, la fine della stagione bianca… si é finalmente tinta di bianco e questo era probabilmente percettibile dai serpenti, che hanno aspettato il cambiamento drastico, avvenuto solo nei giorni scorsi.

Conosco un ibernacolo, cioè una zona dove diversi serpenti di quella zona passano l'inverno, e ai primi caldi é semplice poterli osservare nelle vicinanze. Solitamente i primi serpenti visibili sono le vipere, seguiti da natrici dal collare e tutti gli altri.

Ho perlustrato la zona diverse volte nelle settimane passate, ma nulla, o per lo meno nei giorni e negli istanti in cui sono passato io, non vi erano serpenti visibili… poi, da un giorno all'altro "l'esplosione", come se avessero capito che quel "clic" stagionale era scattato.

Curiosamente ho visto sin dall'inizio maschi e femmine, mentre gli altri anni, generalmente, osservavo per alcuni giorni solamente maschi. Forse le temperature miti dell'inverno spingono le femmine ad attivarsi rapidamente per riattivare il metabolismo e rimettersi in sesto, dopo una latenza invernale forse non ottimale, in cui il metabolismo é stato un po' più sollecitato che di norma.

Misteri, misteri, come ogni anno, capisco che con questi animali, mille teorie e certezze non hanno valore… la natura é perfetta ed equilibrata con l'imperfezione che la anima… noi possiamo solo tentare di capirla, ma qualche cosa ci sfuggirà sempre!

 

Vi lascio con le immagini di alcuni incontri:

 

 

 

 

Gli svassi (Podiceps cristatus), come molti altri uccelli, si corteggiano...

Primavera 2016

 

 

 

 

 

… per la prima volta io vengo corteggiato dalle zecche già a febbraio…. solitamente attendono maggio… evidentemente l'assenza di lunghi periodi di gelo ha permesso a queste bestiacce di superare l'inverno!

Primavera 2016

 

 

 

Rimasugli di un estate passata...

Primavera 2016

 

 

 

 

Adulto di locusta (Anacridium aegyptium), pure questa cavalletta ormai si é insediata di pianta stabile in Ticino.

Primavera 2016

 

 

 

 

I ragnetti si attivano...

Primavera 2016
Primavera 2016

 

 

 

 

I fiori… fioriscono...

Primavera 2016

 

 

 

…. e le api sono all'opera!

Primavera 2016

 

 

 

Ricordo che da bambino consideravo questi insetti (Meloe proscarabaeus) come degli insetti-mucca… a vederlo brucare mi rendo conto che già da piccolo ero sveglio!

Primavera 2016

 

 

 

Le lucertole (Podarcis muralis) si scaldano al sole

Primavera 2016
Primavera 2016

 

 

 

 

Nei pressi di un pollaio incontro questo biacco (Hierophis viridiflavus), ridotto piuttosto male, pezzi di esuvia sul corpo, ferite cicatrizzate, corpo magro. Con un po' di fortuna riuscirà a rimettersi in sesto entro l'autunno prossimo.

Foto fatta col telefono...

Primavera 2016

 

 

 

 

Poi, finalmente, le prime vipere (Vipera aspis francisciredi)!

 

 

Chi più timida...

Primavera 2016

 

 

 

…chi già bello arzillo come questo maschio che corteggia una femmina:

Primavera 2016
Primavera 2016

 

 

 

Questa femmina era un po' indecisa sul dafarsi...

Primavera 2016

 

 

 

…mentre questo giovane esemplare cerca di immagazzinare tutto il calore che può!

Primavera 2016

 

 

 

Questa femmina é un po' perplessa dall'ombra che invade il suo angolino caldo fino a pochi minuti prima:

Primavera 2016

 

 

 

Il maschio, corteggiatore di prima, gironzola alla ricerca di altre partner...

Primavera 2016

 

 

 

… mentre la timida vipera si fa coraggio…o forse si mette in una posizione più propensa per sorvegliarmi:

Primavera 2016

 

 

 

Il giorno dopo torno a vedere cosa succede…. la coppietta del giorno prima sembra affiatata, una buona speranza per una futura generazione di viperette!

Primavera 2016

 

 

 

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18 marzo 2016 5 18 /03 /marzo /2016 16:10

La primavera è alle porte! I primi rettili torneranno attivi, anche se molte lucertole sono rimaste relativamente visibili tutto questo caldo inverno.

Passando le lunghe giornate invernali, ho spulciato, riordinato e riguardato il mio archivio fotografico e con una certa felicità ho constatato che una vipera osservata nel 2015 era una vecchia conoscenza!

L’estate scorsa l’ho fotografata mentre era prossima alla muta, quindi con colori opachi, che l’hanno resa quasi irriconoscibile, ma istintivamente mi ricordava qualcuno. Poi osservando le squame della testa mi sono reso conto che era una vipera già osservata nell’estate 2010.

La zona dell’osservazione era pressappoco la medesima, direi a 10 metri di distanza…e sapevo che era un individuo già fotografato in precedenza, per cui sono risalito alla prima volta che l’ho incontrata, cioè nel 2007.

Fa piacere vedere che se gli habitat sono favorevoli, le vipere riescono a sopravvivere relativamente a lungo, restando nel medesimo territorio o per lo meno frequentandolo regolarmente.

 

Eccovi quindi le foto di questa bella femmina di Vipera aspis atra, che spero di rivedere traqualche anno!

 

 

 

 

 

Le foto del 2007:

Vecchia conoscenza!
Vecchia conoscenza!

 

 

 

 

 

Qui l'incontro del 2010

Vecchia conoscenza!
Vecchia conoscenza!

 

 

 

Infine le foto del 2015

Vecchia conoscenza!
Vecchia conoscenza!
Vecchia conoscenza!

 

 

 

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21 dicembre 2015 1 21 /12 /dicembre /2015 14:29

Sette anni, mai credevo di tenere tanto a lungo… ma sono ancora qui.

Quest’anno, magari alcuni di voi lo hanno notato, ho cambiato il logo del sito, gentilmente creato da www.eyecreations.nl :

 

Già 7 anni!

Ammetto che più passa il tempo, più difficile diventa trovare argomenti nuovi da poter elaborare e proporre, per cui gli aggiornamenti si limitano a dei “rapporti” di osservazioni che faccio.

L’immediatezza dei socialnetwork rubano la piazza a blog, forum e siti ben strutturati. Oggi la foto, l’osservazione o la discussione viene lanciata, commentata e presto dimenticata e dispersa nel calderone delle migliaia di cose che vengono condivise. Pure io mi sono adattato… creando una pagina su Facebook.

Uno dei fattori che mi spinge a continuare a mantenere vivo questo sito è il buon numero di persone che prendono contatto con me. Quest’anno sono circa 200 le e-mail scambiate e diverse decine le telefonate ricevute per avere informazioni oppure per intervenire sul campo a risolvere una situazione in cui un serpente è coinvolto.

Molte richieste mi arrivano dal Ticino e dalle zone limitrofe, ma le domande d’aiuto mi giungono da tutt’Italia. Nei casi in cui mi si chiede di identificare un serpente tramite foto non vi sono problemi, mentre quando la situazione richiede l’intervento di qualcuno, fortunatamente posso indirizzare la persona da amici, contatti e conoscenze che si trovano nella regione di chi chiede aiuto.

I motivi sopraesposti sono quelli che mi appagano, ben più di un complimento, un “mi piace” su di una foto buttata in rete, con l’unico scopo di ricevere una gratificazione personale. Il dialogo con chi si trova in una situazione di disagio a causa di un animale, che non conosce e che lo spaventa, che gironzola in giardino e poter risolvere la situazione sono impegnativi ma soddisfacenti.

 

Chiaramente il mio interesse e amore nei confronti di questi animali mi portano sempre ad andare ad osservarli in natura, cercare di capirli, scoprire atteggiamenti, vederli vivere. Ogni anno, a fine stagione, mi rendo conto che malgrado in molti pensino di avere capito i serpenti, siamo ancora ben lontani dalla soluzione, e questo alone di mistero mi stimola sempre. Probabilmente essere cosciente di aver penetrato ben poco del loro mondo intimo, è la benzina che mi spinge a volerli capire un po’ di più.

 

La stagione di attività 2016 arriva lentamente, i progetti sono molti, il tempo per realizzarli troppo poco… ma si farà quel che si può.

 

La foto seguente è un po’ simbolica… alcuni già possono coglierne la sottigliezza… altri magari più in là… ma è l’augurio che molte vipere riescano a restare invisibili… invisibili ai nostri occhi ma ben presenti in natura.

Già 7 anni!

Auguro a tutti, coloro che mi seguono regolarmente e a quelli che capitano casualmente qui, un buon 2016.

Greg

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