Segui questo blog
Administration Create my blog
13 maggio 2015 3 13 /05 /maggio /2015 16:45

Qualche giorno fa una persona mi ha contattato per chiedermi di rimuovere una vipera che stazionava da qualche giorno sul fiore di una palma, nei pressi di una strada.

Giustamente, la persona che si è rivolta a me, temeva che qualche passante avrebbe eliminato malamente il serpente, per cui ha pensato bene di chiedermi di spostare l’animale, mettendolo in un posto sicuro e lontano dal passaggio di persone.

 

Chiaro, sono rimasto un po’ perplesso quando mi ha spiegato che la vipere era sul fiore di una palma… ma ho anche capito che la persona aveva una certa conoscenze dei serpenti, per cui non confondeva, per esempio, un Colubro di Esculapio con una vipera.

Perplessità anche sul fatto che la vipera soggiornava giorno e notte su quel fiore da diversi giorni.

 

Da appassionato di serpenti, resto difficilmente sorpreso da comportamenti “anomali” da parte di questi animali… quando pensi di aver capito qualche cosa, immancabilmente osservi un atteggiamento che rimette in discussione le certezze acquisite.

 

Arrivo sul posto e effettivamente una Vipera aspis sonnecchia sul fiore di una palma. Ok, l’albero è cresciuto nel dirupo che costeggia la strada, e il fiore si situa a circa un metro e mezzo dal livello della strada. In più probabilmente la vipera ha sfruttato le ringhiera, passando dalla strada alla pianta sfruttando la vegetazione che collega strada-corrimano-albero.

 

Per un po’ mi lascio meravigliare da questa cartolina che mi porta a tipiche osservazioni possibili ai tropici, dove vipere arboricole si mimetizzano negli alberi.

 

 

Il triste epilogo di questa storia… probabilmente la vipera è stata investita da un veicolo, che gli ha schiacciato la testa in modo rapido, per cui non l’ha spiaccicata. La testa del serpente si presenta gonfia con gli occhi pieni di sangue. Malgrado il suo stato, la vipere si presenta vivace e tonica, anche se si capisce che è accecata.

Difficile capire se le lesioni riportate alla testa hanno causato danni irreversibili, difficile capire se la vipera riuscirà a sopravvivere.

 

Ora il serpente è temporaneamente da me, al sicuro dai predatori (uomo incluso), sperando che riesca a riprendersi, anche se le speranze sono poche.

 

 

 

La strana storia della vipera sulla palma.
La strana storia della vipera sulla palma.

Il triste epilogo di questa storia…

Probabilmente la vipera è stata investita da un veicolo, che gli ha schiacciato la testa in modo rapido, per cui non l’ha spiaccicata. La testa del serpente si presenta gonfia con gli occhi pieni di sangue. Malgrado il suo stato, la vipere si presenta vivace e tonica, anche se si capisce che è accecata.

Difficile capire se le lesioni riportate alla testa hanno causato danni irreversibili, difficile capire se la vipera riuscirà a sopravvivere.

Ora il serpente è temporaneamente da me, al sicuro dai predatori (uomo incluso), sperando che riesca a riprendersi, anche se le speranze sono poche.

 

Ringrazio la persona che mi ha contattato, mostrando una grande sensibilità nei confronti di questi animali ancora troppo spesso eliminati senza ragione.

La strana storia della vipera sulla palma.
La strana storia della vipera sulla palma.

Copyright © Grégoire Meier 2015. Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

Condividi post

Published by Grégoire Meier
scrivi un commento
26 aprile 2015 7 26 /04 /aprile /2015 18:04

Basta poco alla natura! Qualche raggio di sole, qualche minuto di luce in più e molti animali che erano "scomparsi" per diversi mesi, riemergono e si rimettono in attività!

Anche la vegetazione rifiorisce e rimette colore alle nostre valli.

 

Qui di seguito condivido con voi alcune osservazioni che ho potuto fare nelle settimane scorse, iniziando la cosa con l'immagine di un ramarro (Lacerta bilineata), che si gode i tiepidi raggi di sole. Appena la vegetazione divenerà rigogliaosa sarà un po' più difficile individuare questi splendidi lucertoloni verdi.

La ripresa
La ripresa

Poco lontano dal ramarro anche le vipere si termoregolano.

La ripresa

Splendido maschio di Vipera aspis atra.

La ripresa

Una delle prime femmine di Vipera aspis atra osservata quest'anno. Solitamente, le femmine, restano nel rifugio invernale più a lungo dei maschi.

La ripresa
La ripresa

In una tipica giornata piovosa primaverile osservo una Salamandra salamandra che cerca una zona idonea dove mettere al mondo le sue larve.

Lucertola muraiola (Podarcis muralis)

Lucertola muraiola (Podarcis muralis)

Lucertola muraiola (Podarcis muralis) che si scalda in mezzo alle foglie.

La ripresa

Grosso maschio di biacco (Hierophis viridiflavus).

La ripresa

Una femmina di Philaeus chrysops, simpatico ragno salterino sembra voler condividere la sua preda con me.

 

La ripresa
La ripresa

I due maschi di ramarro (foto sopra e foto sotto) erano a pochi centimetri di distanza l'uno dall'altro…ma malgrado la loro livrea sgargiante, me ne sono accorto solo quando uno dei due é scappato, per cui non ho potuto fotografarli assieme.

La ripresa
La ripresa

Splendido Biacco (Hierophis viridiflavus). Da esemplari del genere si capisce il loro secondo nome comune, Colubro verde e giallo... se lo vedete strisciare via, capite il perché.

La ripresa

Esemplare giovane di Ramarro (Lacerta bilineata) che mi ha permesso di fargli un bel primo piano.

La ripresa
La ripresa

Vipera aspis atra

La ripresa
La ripresa

Malgrado la neve sia ancora visibile poco lontano, questo magnifico maschio di Vipera berus ha già fatto la prima muta dell'anno, quella che precede gli accoppiamenti.

La ripresa
La ripresa

È sempre affascinante perdersi nell'occhio del marasso.

La ripresa

L'accoppiamento delle lucertole può sembrare violento. I maschi afferrano le femmine con le mandibole per riuscire a far combaciare le cloache e accoppiarsi.

La ripresa

Subito dopo l'accoppiamento! Malgrado tutto, sembrerebbe il maschio (a destra) ad essere più provato che non la femmina.

Nella medesima pietraia in cui le lucertole se la spassano, osservo diversi esemplari di Vipera aspis atra.

La ripresa

Femmina.

La ripresa

Tipico maschio con motivo contrastante.

La ripresa

Magnifica femmina dal tono scuro, ma che se osservata da vicino, offre delle sfumature particolari, visibili ad esempio sulle labiali, nella foto sotto.

La ripresa
La ripresa

Un paio di immagini di vipere nel loro habitat.

La ripresa
La ripresa
La ripresa

Grosso esemplare di Hierophis viridiflavus.

 

 

 

 

 

La ripresa

Maschio di lucertola vivipara (Zootoca vivipara)

 

 

Concludo questo primo giretto primaverile con l'immagine di una femmina di Vipera aspis atra che esibisce una livrea dai toni pacati, perfettamente idonea per vivere in mezzo agli aghi di larice che tappezzano il suo habitat.

La ripresa

Copyright © Grégoire Meier 2015. Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

Condividi post

Published by Grégoire Meier
scrivi un commento
1 aprile 2015 3 01 /04 /aprile /2015 13:44
Risveglio 2015!

Come sempre, i primi caldi risvegliano la natura che si era assopita col freddo!

Malgrado qualche scampagnata a certe quote, i primissimi incontri coi rettili sono stati fatti in pianura.

Oltre a qualche lucertola, che non é raro incontrare anche in giornate invernali che presentano qualche raggio di sole, il primo rettile che ho potuto osservare é stato un Biacco (Hierophis viridiflavus), il 12 febbraio 2015.

Risveglio 2015!

Agli inizi di marzo, in una tiepidina giornata ho potuto incontrare la prima vipera della stagione. Un bel maschio di Vipera aspis francisciredi.

Risveglio 2015!

Sono seguiti alcune osservazioni di classiche lucertole muraiole (Podarcis muralis) e di qualche ramarro (Lacerta bilineata).

Risveglio 2015!
Risveglio 2015!
Risveglio 2015!
Risveglio 2015!

Di seguito un maschio Vipera aspis francisciredi che prendeva il suo primo bagno di sole in mezzo ad un mucchio di rami.

Risveglio 2015!

Insetti, tra cui questa splendida farfalla Vanessa (Inachis io), si rimettono all'opera

Risveglio 2015!

Le pioggerelle primaverili riattivano pure gli anfibi, qui di seguito una Salamandra pezzata:

Risveglio 2015!

Nelle ultime giornate ho poi potuto osservare diversi esemplari di Vipera aspis francisciredi, sia nelle zone di pianura che ad una quota di 1000 metri.

 

La maggior parte degli esemplari era di sesso maschile, i primi ad uscire dai rifugi invernali, e alcuni esemplari giovani, tra cui alcune possibili femmine.

Risveglio 2015!
Risveglio 2015!
Risveglio 2015!
Risveglio 2015!

Nella foto seguente si può osservare un maschio Vipera aspis francisciredi arrotolato sopra a una femmina:

Risveglio 2015!
Risveglio 2015!
Risveglio 2015!

Concludo questo primo rapido articoletto con una foto che mi piace parecchio, in quanto mostra il mimetismo criptico eccezionale della vipera:

Risveglio 2015!

Copyright © Grégoire Meier 2015. Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

Condividi post

Published by Grégoire Meier
scrivi un commento
12 gennaio 2015 1 12 /01 /gennaio /2015 11:10
Natrix natrix. Animale dell'anno di Pro Natura.

Pro Natura si è sempre dimostrato coraggioso nelle sue scelte dell’ “Animale dell’anno”, avendo eletto, in passato, animali quali l’orso, il lombrico, l’orecchione e il rospo ostetrico, tutti animali che rientrano nelle categorie di quelli che, purtroppo, fanno schifo, fanno paura e sono poco amati da molta gente. Quest’anno la scelta cade di nuovo su di un animale poco amato e poco conosciuto, la Natrice dal collare (Natrix natrix).

 

Natrix natrix. Animale dell'anno di Pro Natura.

La scelta dell’animale dell’anno non é casuale, ma viene preferita «un’entità faro» di un ecosistema più vasto. Certo, come tutti i rettili, la Natrice dal collare deve essere tutelata, ma è importante tutelare tutto l’ambiente in cui vive. Siamo per fortuna lontani dal proteggere un’unica specie, dimenticandoci di proteggere l’habitat completo in cui vive… altrimenti sarebbe come voler salvare una farfalla buttando diserbante sulla pianta che nutre il suo bruco.

Natrix natrix. Animale dell'anno di Pro Natura.

La Natrice dal collare ha una vita legata agli ambienti acquatici, quali stagni e argini di fiumi e laghi dove trova la gran parte del suo cibo, composto da rane, rospi, tritoni e pesci. Obbiettivamente non è raro trovare questo colubro lontano da specchi d’acqua, specialmente gli adulti, che cibandosi di rospi, magari ne seguono le migrazioni stagionali.

 

Natrix natrix. Animale dell'anno di Pro Natura.

La livrea della natrice dal collare è solitamente grigia con barre trasversali nere (più o meno pronunciate) sui fianchi. Sulla nuca di questo serpente troviamo una banda bianco-giallastra contornata di nero che crea una specie di collare. Va precisato che non tutti gli esemplari ne sono provvisti, per cui si trovano numerosi animali (specialmente femmine adulte) senza questo caratteristico collare.

Natrix natrix. Animale dell'anno di Pro Natura.

Come per tutti i serpenti, anche per la natrice dal collare, la migliore difesa è quella di non essere visti. In caso di pericolo solitamente questa biscia, se può, si tuffa in acqua ed essendo una buona nuotatrice vi si immerge.

Se non ha la possibilità di sfuggire la natrice può adottare diversi sistemi di difesa, il primo è quello di spaventare l’aggressore appiattendo la testa, soffiando e fingendo di volerlo mordere con falsi attacchi. Se questo espediente non funziona adotterà un sistema curioso, cioè quello di fingersi morta, aprendo la bocca lasciando penzolare la lingua rivoltandosi sulla schiena.

Natrix natrix. Animale dell'anno di Pro Natura.

La frammentazione degli habitat idonei alla Natrice dal collare, che spesso dove spostarsi dalla zona di caccia a quella di deposizione delle uova (mucchi di letame, di fieno o trucioli di legno) crea non pochi problemi, specie se gli ostacoli sono strade oppure se il serpente viene a contatto con esseri umani ignoranti.

Natrix natrix. Animale dell'anno di Pro Natura.

Pro Natura, eleggendo questo serpente come animale dell’anno, evidenzia l’importanza di proteggere e tutelare gli ambienti umidi e promuove la creazione di stagni da parte di comuni e cantoni.

 

Natrix natrix. Animale dell'anno di Pro Natura.

Come precisazione personale aggiungo che creare nel proprio giardino uno stagnetto non vuol dire buttarci dentro tre pesci rossi o due tartarughe acquatiche del nord America aspettando di vedere sbocciare una ninfea su cui si poserà un’elegante libellula. La bellezza dello stagno risiede nel poter osservare la fauna e la flora autoctona, le rane che depongono le loro uova, la schiusa dei girini che verranno catturati e mangiati dal ditisco e dalle larve di libellula. Il riposo della Natrice dal collare che si scalda sulle rive dello specchio d’acqua prima di tuffarsi per predare un ranocchio. Questo potente e fragile equilibrio è il bello della natura, in cui tutto è bilanciato.

Natrix natrix. Animale dell'anno di Pro Natura.

Grazie anche a Pro Natura, spero che gli ambienti palustri, a torto considerati insalubri, vengano tutelati e valorizzati. Spero anche che avendo un serpente come ambasciatore, si possa migliorare l’immagine di questo gruppo di animali agli occhi della massa.

 

Questo é il link in cui trovate il comunicato stampa di Pro Natura: http://www.pronatura-ti.ch/specie/2015-natrice.pdf

Natrix natrix. Animale dell'anno di Pro Natura.

Copyright © Grégoire Meier 2015. Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

Condividi post

Published by Grégoire Meier
scrivi un commento
30 dicembre 2014 2 30 /12 /dicembre /2014 11:04
UREO. IL SOLE, IL SERPENTE.

Io sono il serpente Sata dilaniato dagli anni.

 

Volevo fare un articoletto che parlasse dell’Ureo, e del serpente in generale, nella cultura dell’antico Egitto. Non mi aspettavo certamente di imbattermi in una complessità tale…

Come accade spesso con queste antiche religioni, il discorso è talmente complesso che ci vorrebbero libri interi e scegliere quale corrente seguire per dare una corretta (?) interpretazione. Prima di parlare più specificamente del serpente darò qualche libera interpretazione di quanto questo sorvolo della religione dell’Antico Egitto, mi ha permesso di intuire…ma resta una visione superficiale e volatile…

Ureo in maiolica.

Ureo in maiolica.

Che si voglia o no, la nostra educazione monoteista ci ha limitati nell’apertura mentale. Per noi vi sono l’inizio e la fine, il bene e il male, chi ha ragione e chi a torto.

Nell’antico Egitto le scienze, l’astrologia, la matematica, la fisica, la filosofia, ecc. erano messe alla portata di tutti tramite quello che noi ora chiamiamo la mitologia. Gli Dei Egizi, spesso rappresentati metà essere umano e metà animale, esprimevano un concetto logico, naturale, ma simbolico dell’agire di quel che il monoteista vede come azione dell’unico Dio riconosciuto. In pratica si evita di attribuire all’unico Dio la volontà di fare nascere, di far lavorare, di far soffrire, di far accoppiare, di far morire il singolo soggetto, ma ognuna di queste sue funzioni/volontà/capacità/azioni vengono espresse attraverso le varie rappresentazioni degli Dei, come se questi ultimi non fossero altro che il “braccio” dell’Onnipotente.

Per fare un esempio concreto, se da noi non è raro leggere sugli annunci funebri che Dio ha richiamato al suo fianco tal dei tali… presso gli Egizi c’era Anubis il protettore delle Necropoli e colui che assiste alle imbalsamazioni. Questo Dio, rappresentato con la testa di cane, tanto per intenderci, è la rappresentazione “concreta” della morte, del “Dio mi richiama al suo fianco”. Paradossalmente questo Dio dell’oltretomba è pure il Dio della fertilità. La dualità è chiaramente presente.

 

UREO. IL SOLE, IL SERPENTE.

Altro limite… sono i mutamenti ideologici, simbolici e religiosi avvenuti nei circa 3000 anni di storia di quel che noi intendiamo con Antico Egitto.

 

Sintetizzando estremamente la figura del serpente… da una parte abbiamo Apophis, il serpente primordiale, il caos, che quotidianamente cerca di sconfiggere il sole (Ra). Il rosso del tramonto e dell’alba non sono alto che il sangue di Apophis che fuoriesce dalle ferite inferte dal sole mentre si difende.

D’altro canto abbiamo l’Ureo, il cobra protettore, o meglio la femmina di cobra, incarnata nella figura della dea Uadjet, non che l’occhio di Ra.

Già mi ci sono perso… nomi, discendenze e trasfigurazioni confondono l’ordine , la logica semplicistica e lineare con cui sono educato a ragionare.

 

Se ho capito bene, in un modo o nell’altro la figura del serpente è collegata a Ra, il dio legato al Sole e espresso tramite il disco solare. Come accennato prima, abbiamo il serpente “negativo” che ostacola il percorso del sole, cercando di impedirne la rinascita, dall’altra l’Ureo, il cobra che troviamo spesso rappresentato “coronato” dal disco solare. L’Ureo viene rappresentato sulla testa di Ra, mentre ingloba e protegge il sole. Anche qui l’ambivalenza c’è: una volta il sole porta il cobra, e una volta il cobra porta il sole.

UREO. IL SOLE, IL SERPENTE.

Nell’Antico Egitto si aveva una certa conoscenza dei serpenti, testimoniata da alcuni papiri che trattano proprio di come curare il morso di questi animali. Chiaro, le cure erano quelle che ci si può aspettare da un popolo di qualche migliaia di anni fa, ma che fondamentalmente non sono molto meno evolute di quelle che venivano applicate da noi ancora meno di un secolo fa.

Stranamente nel più completo e studiato papiro che tratta di serpenti, si parla poco del cobra, cioè il serpente che incarna l’Ureo. Forse è semplicemente perché la scienza si scindeva dalla religione? Non credo, nelle varie descrizioni dei morsi, una parte viene imputata al divino. Forse è semplicemente perché, malgrado, il cobra sia l’Ureo, la sua figura divina non lo collega alla sua parte terrena. L’Ureo è un cobra, ma un cobra non è l’Ureo.

 

UREO. IL SOLE, IL SERPENTE.
UREO. IL SOLE, IL SERPENTE.

Comunque, coscienti della pericolosità del cobra, l’Antico Egitto lo ha elevato a divinità protettrice, posta sulla fronte dei Faraoni, l’Ureo protegge il sovrano e l’antico Egitto, l’animale temuto è trasfigurato in alleato.

L’Ureo posto sul sole mentre ingloba il sole, protegge l’umanità. L’Ureo coronato dal sole ne è il protettore e non il superiore. Diventa difficile capire chi abbia più potere, il Sole, il Cobra, il Faraone che non è altro che un Dio in terra ma servitore degli Dei e servitore del proprio popolo? Qui risiede la forza di questa cultura in cui tutti sono complementari agli altri. Il serpente nemico del sole (ai nostri occhi) è semplicemente complice dell’equilibrio cosmico. Se il serpente smettesse di ostacolare il percorso del sole cosa accadrebbe? Se l’Ureo non proteggesse più il Faraone, Ra e l’Egitto?

 

UREO. IL SOLE, IL SERPENTE.

La pericolosità di alcuni serpenti hanno portato a temerlo e rispettarlo. L’elegante, combattivo e fiero comportamento del cobra di fronte alla minaccia lo ha elevato a protettore. Il fatto che in base alle stagioni sia attivo o meno, che cambi pelle hanno eletto il serpente allo statuto di divinità potente e vitale per l’equilibrio cosmico.

Naja haje, merci Daniel pour la photo!

Naja haje, merci Daniel pour la photo!

Riprendo la frase iniziale dell’articolo tratta del Libro dei Morti, parla del serpente, ma se si legge tra le righe, non trovate che tutto questo riassuma il percorso del sole?

 

” Io sono il serpente Sata dilaniato dagli anni. Io muoio e rinasco ogni giorno. Io sono il serpente Sata che dimora nei più profondi recessi della terra. Io muoio e rinasco e rinnovo me stesso ringiovanendo quotidianamente. “

 

 

 

 

Vi lascio con le immagini di alcuni reperti archeologici in cui l'Ureo é rappresentato, fiero, dominante e rispettato.

 

 

UREO. IL SOLE, IL SERPENTE.

Frammento di corona Atef, probabilmente appartenente ad una rappresentazione di Osiris, Dio della morte, dell'oltretomba, degli inferi e Dio della fertilità.

Si indovinano il corno di montone, la piuma di struzzo e l'Ureo.

Bronzo, 1° millennio avanti Cristo.

 

 

 

 

UREO. IL SOLE, IL SERPENTE.

 

Bronzo, frammento di corona.

Si nota un Ureo frontale coronato dal disco solare accompagnato da 10 altri uraei che formano la perimetria della base della corona.

Primo millennio avanti Cristo.

 

 

 

 

 

 

 

 

UREO. IL SOLE, IL SERPENTE.

Ureo in legno. Probabilmente in origine era ricoperto da pigmenti.

1° millennio avanti Cristo

UREO. IL SOLE, IL SERPENTE.
UREO. IL SOLE, IL SERPENTE.

Ureo in maiolica. 713-332 anni avanti Cristo. Piccolo amuleto protettivo portato al collo dai vivi o posto tra le bende delle mummie.

UREO. IL SOLE, IL SERPENTE.
UREO. IL SOLE, IL SERPENTE.

 

Bronzo, frammento di pettorale.

Allineamento di otto Uraeus coronati dal disco solare.

Primo millennio avanti Cristo.

UREO. IL SOLE, IL SERPENTE.

Frammento di sarcofago in cartonnage, materiale composto da strati di lino e/o papiro ricoperti da intonaco poi dipinto.

Probabilmente questo frammento ricopriva i piedi della mummia. Oltre agli Uraeus allineati, si intravvedono, nella parte bassa, le orecchie di Anubis.

Primo millennio avanti Cristo.

UREO. IL SOLE, IL SERPENTE.
UREO. IL SOLE, IL SERPENTE.

Uraeus coronati dal disco solare.

Bronzo, frammento di corona.

Primo millennio avanti Cristo.

UREO. IL SOLE, IL SERPENTE.

Testa di Ureo “coronato” dal disco solare.
Frammento in legno con presenza di pigmenti in ocra.
Dinastia tolemaica (323-30 BC)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

UREO. IL SOLE, IL SERPENTE.

Frammento di corona Atef, probabilmente appartenente ad una rappresentazione di Osiris.

Si distinguono chiaramente i due Uraei sormontati dal corno di montone, dalla piuma di struzzo e sa un terzo Ureo.

Bronzo.

1° millennio avanti Cristo.

UREO. IL SOLE, IL SERPENTE.

Uraeus.

Bronzo, frammento di corona.

Primo millennio avanti Cristo.

UREO. IL SOLE, IL SERPENTE.

Copyright © Grégoire Meier 2014. Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

Condividi post

Published by Grégoire Meier
scrivi un commento

Presentazione

  • : Serpenti del Ticino
  • Serpenti del Ticino
  • : Punto di incontro per gli amanti dei serpenti o solo per chi è curioso di conoscerli.
  • Contatti

Contattarmi

Se volete contattarmi, per informazioni o per identificare un serpente che avete osservato, mandatemi pure una mail al seguente indirizzo: 

info@serpenti-del-ticino.com

oppure chiamate o mandate una foto al:

077 425 68 37

Cerca