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9 marzo 2017 4 09 /03 /marzo /2017 19:02

La fine dell'inverno coincide con il risveglio della natura. Piante e animali, restati latenti per alcuni mesi, si riattivano lentamente, seguendo i capricci della meteo che alterna giornate calde a giornate fredde, giornate coperte a giornate serene. 

I rettili, come molti altri animali e piante, sfruttano ogni minima occasione per scaldarsi e riattivarsi.

Le osservazioni di serpenti sono sporadiche, spesso frutto di numerose uscite andate a vuoto...

Risvegli

Per passare il tempo nelle giornate piovose si possono osservare i muri di casa scovando ragni, come Scytodes thoracica, piccolo e discreto.

 

 

 

 

 

 

 

Risvegli

Se si decide di fare comunque un giro sotto la pioggia, gli incontri coi primi anfibi sono gradevoli. Nella foto una salamandra mi osserva ben rintanata.

 

 

 

 

 

 

Risvegli

Il vantaggio di questo periodo é pure quello di osservare gli habitat usualmente utilizzati dai rettili ed osservarne le "tracce", che spesso la copertura vegetale estiva coprono, come ad esempio delle vecchie mute.

 

 

 

 

 

 

Risvegli

Le lucertole (Podarcis muralis) alle nostre latitudini sono visibili in qualsiasi mese, basta che ci sia un minimo di calore per stimolarle ad uscire timidamente.

Risvegli
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I gusti sono gusti.... questo Pyrrhocoris apterus sembra apprezzare un escremento di lucertola.

 

 

 

 

 

 

 

Risvegli

I primi ramarri (Lacerta bilineata) si tengono nascosti sotto l'erba, dove si crea un microclima caldo. Osservato a fine febbraio ad una quota di circa 1000 metri.

 

 

 

 

 

 

Risvegli

Poco lontano dal ramarro, un maschio di Vipera aspis francisciredi si scalda al tiepido sole invernale.

 

 

 

 

 

 

 

Risvegli
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I primi fiori, come l'Helleborus niger, tappezzano i boschi.

Risvegli
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Le lucertole (Podarcis muralis) si attivano sempre di più e la primavera coincide col loro periodo degli accoppiamenti. Nella foto in basso si può vedere che l'amore tra lucertole é piuttosto muovimentato, col maschio che afferra la femmina con la bocca per riuscire a congiungere le cloache ed accoppiarsi.

Risvegli
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Nel frattempo pure i Pyrrhocoris, ben rimpinzati dai gustosi banchetti fatti in precedenza, si danno da fare.

 

 

 

 

 

 

Risvegli

Un primo biacco (Hierophis viridiflavus), un maschio, si scalda per iniziare il suo periodo riproduttivo.

 

Risvegli
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Glomeris, animaletto che sembra uscito dalla preistoria.

 

 

 

 

 

 

 

Risvegli

Femmina di Vipera aspis francisciredi. Si vede che porta i segni di un parto autunnale, la parte posteriore del corpo é magra e la pelle fa delle pieghe. Assopita col corpo esposto al sole, tiene la testa nascosta sotto ai sassi.

 

 

 

 

 

 

Risvegli

Bebé di biacco (Hierophis viridiflavus) nato alla fine dell'estate 2017.

Risvegli
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E pensare che questo serpentello diventerà un tipico "scurson" dalle dimensioni e gli atteggiamenti piuttosto irruenti.

 

 

 

 

 

 

Risvegli

Alcuni giorni dopo aver avvistato la femmina di vipera, la osservo alcuni metri più in là... questa volta nelle foglie secche, ma sempre con la testa nascosta. Speriamo che i predatori siano distratti e che riesca a scaldare bene il proprio corpo, alimentarsi e riprendere massa corporea per sopravvivere e forse accoppiarsi nel 2018.

 

 

 

 

 

 

 

 

Copyright © Grégoire Meier 2017. Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

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31 gennaio 2017 2 31 /01 /gennaio /2017 16:36

 

VIPERE ITALIANE.

Gli ultimi studi sulla sistematica, l'ecologia e la storia naturale.

 

Questo sopra è il titolo del libro che ho il piacere di presentarvi.

Perché pubblicare un libro cartaceo nell’era del digitale? Perché scrivere un testo su questi animali?

Le ragioni sono diverse…malgrado la digitalizzazione dei testi e il fatto che il libro sia passato di moda, sono convinto che le pagine scritte hanno un impatto diverso, e questa cosa l’ho vissuta di prima persona sfogliando testi cartacei e testi digitali per raccogliere e o verificare le informazioni del libro che viene proposto. Un libro lo si legge, lo si sfoglia, lo si dimentica e lo si ritrova…

L’esigenza di scrivere un libro che parlasse delle vipere italiane è spinta da una voracità personale che negli ultimi anni si è scontrata con un’assenza di testi completi ed interessanti. L’ultimo libro in italiano che tratta l’argomento vipere in modo approfondito e non superficialmente, mischiato agli altri serpenti italiani o europei, risale a diversi decenni.

L’invito da parte di Mauro Grano di scrivere un testo con lui è stata la valvola che ha attivato il tutto. Il libro è anche un modo per valorizzare e dare un senso concreto alle ore passate nel terreno e alle migliaia di foto che “fanno polvere” in un hardisk.

Unendo le competenze di Cristina Cattaneo a quelle di Mauro e alle mie, abbiamo sfornato un libro che vuole essere alla portata di tutti, un libro che vuole interessare e avvicinare ai serpenti anche chi non li ama alla follia. Malgrado una chiave didattica, il libro vuole essere rigorosamente scientifico e ci siamo impegnati ad approfondire alcuni temi e alcuni aspetti legati alla vita di questi serpenti che non sono ancora mai stati esposti in un testo divulgativo. Riteniamo quindi che il libro possa interessare anche appassionati, conoscitori e specialisti di serpenti.

Oltre a curare i testi, ci siamo impegnati a cercare e scegliere un buon numero di fotografie che mostrino la vipera sotto molti aspetti.

Alcune scelte saranno criticabili (tra l’altro tutto è criticabile) ma spero che non ci si fermi alla critica pura e semplice, anzi, mi auguro che possano dare lo stimolo per approfondire e accrescere le conoscenze che tutti noi abbiamo sulle vipere.

Da appassionato, conoscitore e amante delle vipere, con anni di osservazioni in natura e in terrario, posso assicurare a tutti, che le nostre conoscenze su questi animali sono ancora vaghe e le cose da imparare e capire sono parecchie.

 

Riassumendo in poche parole… questo libro è un elogio alla bellezza delle vipere, un libro scientifico-divulgativo che parte dal cuore. Spero che chi acquista il testo, percepisca anche tutto l’amore che ho nei confronti delle vipere.

 

Qui di seguito trovate il link dove potere ordinare una copia:

https://www.amazon.it/Vipere-italiane-Cristina-Cattaneo/dp/8899341435

oppure :

https://www.ibs.it/vipere-italiane-ultimi-studi-sulla-libro-vari/e/9788899341435

 

e altri portali di vendita on -line.

 

 

 

 

Il libro: VIPERE ITALIANE.
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27 dicembre 2016 2 27 /12 /dicembre /2016 13:08

Anche il 2016 è volato… mille idee e desideri di escursioni… poche decine quelli realizzati, ma per lo meno ci sono mete e progetti accatastati per il 2017 e i prossimi decenni!

Andrò avanti a proporvi delle passeggiate virtuali, accompagnate da alcuni scatti “a passo d’uomo”, senza grande tecnica, ma dove chiunque si può rispecchiare… limitandomi ad aprire gli occhi e immortalare un attimo, un incontro.

Gli incontri… oltre che gli incontri naturalistici, una parte importante la riveste l’incontro con le persone. C’è chi si incrocia casualmente ma ci sono soprattutto gli amici con cui si decide di fare un giro. Le discussioni, gli scambi di idee, i disaccordi, i progetti, i desideri che ci uniscono sono sempre fonte di rimessa in discussione. Questo aiuta a crescere, maturare ed evolversi (nella direzione positiva spero).

Mi auguro che la mia pagina continui ad essere utile per dare informazioni sui serpenti delle nostre valli, che la gente continui a contattarmi per identificare un serpente incontrato in una passeggiata, una pelle trovata in giardino, una lucertola portata dal gatto, per capire cosa fare col serpente cascato nella piscina o che vive nel buco sotto le scale dell’orto.

Ogni persona che si china con curiosità sui serpenti, cercando di capirli, o per le meno di rispettarli, danno l’unico valore e l’unica bellezza a questa pagina.

 

Ringrazio tutti: gli affezionati che regolarmente sbirciano qui, i curiosi che ci capitano sporadicamente, chi ci finisce per sbaglio e chi ci arriva per necessità.

Grazie!

 

Auguro a tutti voi un buon 2017!

 

 

Di nuovo fine anno....

Episyrphus balteatus & Corylus avellana

Foto scattata ad una quota di 1000 metri il 25 dicembre 2016

 

 

 

 

 

Copyright © Grégoire Meier 2016. Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

 

 

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9 dicembre 2016 5 09 /12 /dicembre /2016 07:22

Era da un po’ che non avevo avuto l’occasione di osservare Vipera aspis aspis in natura, e quest’estate, con due amici, ho fatto una scappata nel Jura vodese dove vi è la possibilità di osservarla.

Malgrado una fitta vegetazione estiva e un certo caldo, devo dire che le osservazioni sono state soddisfacenti.

Come sempre, per chi è abituato a cercare vipere in montagna, volerle vedere in zone collinari e cespugliose, con poche strutture rocciose, sorprende sempre.

Una volta abituato l’occhio all’habitat e alla livrea della vipera, si inizia a vedere i primi esemplari immobili mentre si scaldano, oppure mentre strisciano nell’intricata vegetazione.

L’interesse di osservare ogni tanto la forma nominale dell’aspis è puramente personale, trovandola comunque molto diversa dalla Vipera aspis atra che possiamo osservare nelle nostre valli a Nord del Fiume Ticino. La morfologia e l’etologia delle due vipere differiscono malgrado vengano incluse sotto la medesima sottospecie da parte di molti.

 

 

 

 

Inizio con alcune foto che ritraggono femmine, dalla livrea piuttosto marrone, e un piccolo:

Una visita alle Vipera aspis aspis
Una visita alle Vipera aspis aspis
Una visita alle Vipera aspis aspis
Una visita alle Vipera aspis aspis
Una visita alle Vipera aspis aspis

 

 

Nelle prossime immagini, un grosso maschio con un disegno dorsale interessante:

Una visita alle Vipera aspis aspis
Una visita alle Vipera aspis aspis

 

 

Un'altra femmina:

Una visita alle Vipera aspis aspis

 

 

Un maschio dal colore rosso-arancione, un vero spettacolo:

Una visita alle Vipera aspis aspis
Una visita alle Vipera aspis aspis

 

Vista l'abbondanza di micromammiferi che abbiamo osservato, non é stato serprendente osservare alcuni animali in digestione, come il maschio seguente. Da notare il suo colore grigio, veramente diverso dal maschio precedente:

Una visita alle Vipera aspis aspis

 

 

Nella foto seguente, una grossa femmina, la foto non rende l'idea della stazza imponenete di questo serpente:

Una visita alle Vipera aspis aspis

 

 

Diversi Colubro di Esculapio (Zamenis longissimus) condividono l'habitat con le vipere, uno si é lasciato immortalare:

Una visita alle Vipera aspis aspis

Durante questa giornata abbiamo assistito ad una messa in scena piuttosto particolare. Ve la introduco, poi lascio spazio alle immagini:

La vipera, animale timido e schivo, preferisce fuggire piuttosto che morsicare.

Se messa alle strette la vipera solitamente si “raggomitola” e poi si difende con dei morsi, partendo comunque con la bocca chiusa.

Raramente la vipera assume un atteggiamento intimidatorio (?) come questo in foto, dove resta con la bocca semi aperta, le zanne in posizione di riposo, ma pronta ad assestare un morso difensivo a chi la minaccia.

Una visita alle Vipera aspis aspis
Una visita alle Vipera aspis aspis
Una visita alle Vipera aspis aspis

 

 

 

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31 ottobre 2016 1 31 /10 /ottobre /2016 09:52

L'autunno ha un gran fascino!

I colori cambiano e scaldano la natura, quasi fosse un ultimo colpo infuocato prima del grigio, del freddo, del bianco e dell'immobile invernale.

Molti animali concludono il ciclo vitale. Operosità frenetica ed estiva che porterà alla loro morte, ma non una morte vana, una morte che manderà avanti la loro specie… da qui una certa basilarità a noi ormai sfuggita di mano, in cui si vive e si muore per la riuscita della specie e non del singolo.

 

Le prime piogge hanno attivato le salamandre, hanno attivato il micelio…hanno attivato i primi torpori di certe specie...

Dalla metà di ottobre l'osservazione dei rettili (fatta eccezione per le lucertole muraiole, attive al minimo raggio di sole anche in gennaio) tiene molto alla fortuna, fortuna legata ai capricci del tempo.

Quest'anno le giornate di pioggia sono state poche e le temperature sono restate elevate anche negli ultimi giorni del mese, quindi le osservazioni di rettili, anche a quote piuttosto elevate, sono state possibili.

Di seguito condivido con voi alcuni di questi incontri autunnali:

 

 

 

 

 

 

Una Salamandra salamandra mentre si mangia un lombrico:

Autunno autunno...

 

 

 

Nel buoio di una piccola grotta un pipistrello ferro di cavallo (Rhinolophus ferrumequinum) sonnecchia:

Autunno autunno...

 

 

 

L'autunno é anche periodo di funghi... non ho un gran occhio per loro, ma a volte é impossibile non notare questi esseri...ne vegetali, ne animali...

Autunno autunno...
Autunno autunno...

...i funghi...

Autunno autunno...
Autunno autunno...

... i funghi...

Autunno autunno...
Autunno autunno...

... i funghi... solo funghi??

Autunno autunno...

 

 

 

Una femmina di Vipera aspis francisciredi digerisce uno degli ultimi pasti dell'anno:

Autunno autunno...

 

 

 

Un maschio di Coronella austriaca muta per l'ultima volta dell'anno:

Autunno autunno...

 

 

Un biacco (Hierophis viridiflavus) voleva probabilmente procacciarsi un'ultima preda dell'anno:

Autunno autunno...

 

 

 

Questo maschio di Vipera aspis atra era probabilmente intento a raggiungere il suo quartiere invernale...

Autunno autunno...

... che condividerà forse con questa femmina di Coronella austriaca, un po' dimagrita dalla gestazione portata avanti per tutto l'estate:

Autunno autunno...

 

 

 

I nidi delle vespe poliste sono belli grandi e ben protetti dalle operaie che da qui a poco moriranno. Le regine che sopravviveranno all'inverno creeranno le cologne del 2017:

Autunno autunno...

 

 

 

Un altro bel maschio di Vipera aspis atra:

Autunno autunno...

 

 

 

 

Maschio di Vipera aspis francisciredi, forse intento a cercare una femmina con cui accoppiarsi. Vipera aspis ha due periodi di accoppiamento, il primcipale in primavera e un secondo alla fine dell'estate:

Autunno autunno...

L'occhio destro di questa vipera presenta un'anomalia della pupilla, che resta più dilatata del normale, facendola apparire quasi tonda:

Autunno autunno...

 

 

 

Poco lontano dalla vipera precedente, quasta Coronella austriaca mi concede un paio di scatti:

Autunno autunno...
Autunno autunno...

 

 

 

In un tiepido pomeriggio di fine ottobre questo giovane indivuduo di Vipera aspis francisciredi si gode l'ultimo sole dell'anno, leggermente infastidito dalle foglie che gli cadono vicino:

Autunno autunno...

 

 

 

In un buon habitat a vipere osservo alcune giovani lucertole a cui manca la coda. Sono conosciuti casi in cui le vipere neonate, come primo pasto si "procurino" code di lucertola. La viperetta morsica questa estremità alla lucertola, quest'ultima la perde volontariamente (autotomia) per fuggire al predatore, lasciando un prezioso pasto al serpente:

Autunno autunno...

Poco distante, a conferma della mia ipotesi, ho la fortuna di osservare tre piccoli di Vipera aspis francisciredi, nati pochi giorni prima. Qui sotto l'unico che son riuscito a fotografare:

 

Autunno autunno...

 

 

Il freddo arriva, le giornate si accorciano, gli animali raggiungono i luoghi dove cercheranno di sopravvivere all'inverno, i più deboli son morti nel periodo si attività o moriranno in inverno. I più forti sopravviveranno, come spero sopravviveranno le piccole vipere che ho osservato, portando avanti la loro specie, specie sempre più minacciata in una natura maltrattata e sfruttata dell'arroganza umana.

 

Il ciclo si chiude... il ciclo si riaprirà!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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