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12 giugno 2017 1 12 /06 /giugno /2017 15:23

L’estate è arrivata, in modo piuttosto violento, con temperature elevate. Contrariamente a ciò che si pensa, i serpenti non amano le temperature eccessive. Coi gran caldi, sfruttano le ore mattutine per scaldarsi, poi si rifugiano al fresco, e in caso di bisogno, rimettendosi al caldo per pochi minuti prima di rimettersi al riparo.

Malgrado queste temperature, con un po’ di tenacia, qualche osservazione è possibile. Qui ve ne mostro alcune.

L'estate inizia quasi!

 

 

Nellle foto sopra e le tre seguenti, Vipera aspis francisciredi, femmine gestanti che si scaldano al margine di un bosco, sfruttando i primi raggi di sole mattutini.

L'estate inizia quasi!
L'estate inizia quasi!
L'estate inizia quasi!

 

 

 

Nei vari giri, capita di imabttersi in altri animali, ma spesso non facili da fotografre...ci vorrebbero degli appostamenti per farlo bene, cosa che proprio non fa per me.

L'estate inizia quasi!

Sopra una faina (Martes foina) osservata (o lei osservava me) di notte mentre sotto uno scoiattolo (Sciurus vulgaris) che si é rifugiato al volo in un albero.

L'estate inizia quasi!
L'estate inizia quasi!

Le marmotte (Marmota marmota) sono vigili e pronte a rintanarsi appena un pericolo si avvicina.

 

 

 

 

 

 

 

L'estate inizia quasi!

Questo periodo combacia con il parto dei cervi, caprioli, camosci. È importante sapere che se ci si imbatte in uno di questi cucioli, apparentemente abbandonato, non bisogna toccarlo, anzi, meglio allontanarsi rapidamente in modo che la madre possa tornare ad allattarlo. Se lo si tocca, la madre lo abbandonerà, non riconoscnedolo più a causa dell'odore umano che gli abbaimo lasciato addosso.

Nella foto sopra un cucciolo di capriolo (Capreolus capreolus).

 

 

 

 

L'estate inizia quasi!

Gli orbettini (Anguis veronensis) si riparano presso materiale accatastato vicino a stalle e giardini, ambienti ricchi di lumache e lombrichi di cui vanno ghiotti.

 

L'estate inizia quasi!
L'estate inizia quasi!
L'estate inizia quasi!

Sempre presso giardini, é possibile osservare i ramarri (Lacerta bilineata). Nella foto sopra una femmina si scalda aggrappata ad una ramina.

 

 

 

 

 

 

 

L'estate inizia quasi!

Sopra un maschio di ramarro, mentre sotto una femmina.

L'estate inizia quasi!

 

 

 

 

L'estate rima anche con l'attivita frenetica dei ragni, intenti a mangiare per crescere e riprodursi:

L'estate inizia quasi!
L'estate inizia quasi!
L'estate inizia quasi!
L'estate inizia quasi!
L'estate inizia quasi!

 

 

 

 

Tra i serpenti più discreti del Ticino, il colubro liscio (Coronella austriaca) la vince. Nelle foto seguenti degli individui maschio, il primo in muta, come ce lo suggerisce l'occhio opaco, tipico di questo momento, mentre l'altro con colori sgargianti:

L'estate inizia quasi!
L'estate inizia quasi!
L'estate inizia quasi!

 

 

 

 

Gironzolando nelle zone umide, oltre a qualche biscia dal collare che fugge rapidamente, si possono osservare anfibi, come la rana (Rana temporaria) seguente...

L'estate inizia quasi!
L'estate inizia quasi!

...e alcune affascinati piante carnivore. Sopra Drosera rotundifolia e sotto Pinguicula leptoceras.

L'estate inizia quasi!

 

 

 

Incontrare il Colubro di Esculapio (Zamenis longissimus) é sempre un gran piacere. Animale possente ma discreto, placido e calmo.

Nella prima delle due foto seguenti un maschio in posizione difensiva, mentre nella seconda il ritratto di una femmina.

L'estate inizia quasi!
L'estate inizia quasi!

 

 

 

 

 

Gli insetti sono indaffarati ad accoppiarsi e moltiplicarsi...

L'estate inizia quasi!

Sopra le vespe Polistes screscono lentamente mentre sotto, le api domestiche si spostano in banda...

L'estate inizia quasi!
L'estate inizia quasi!

Alcuni insetti fanno le ammucchiate, mentre altri sono più tradizionalisti.

L'estate inizia quasi!
L'estate inizia quasi!

La Polygonia c-album, nella foto sopra, é una delle mie farfalle preferite... forse per invidia, le due farfalle delle foto sotto hanno rovinato le ali per affascinarmi...

L'estate inizia quasi!
L'estate inizia quasi!
L'estate inizia quasi!

Sopra un bruco che si finge legnetto, mentre sotto, una foglia sembra particolarmente comoda visto la riunione di cavallette che ci staziona sopra.

L'estate inizia quasi!

Sotto una cavalletta che ha appena finito la muta.

L'estate inizia quasi!

 

 

 

 

Nei vari giri fatti, mi son recato in un habitat dove avevo già osservato Vipera berus. Con una certa sorpresa ho potuto osservare un maschio di Vipera aspis francisciredi proprio dove solitamente osservavo Vipera berus. Zone dove le due specie si incontrano sono conosciute in vari paesi come Francia, Italia, Slovenia e Svizzera, quindi nulla di eclatante. Nei medesimi paesi vi è pure stata osservata la simpatria tra altre specie di vipera.

Con ogni probabilità, il maschio di Vipera aspis é capitato nell'habitat della Vipera berus mentre era intento a cercare una femmina con cui accoppiarsi. Vedremo nei prossimi anni se la aspis si stabilizza in questi territori.

 

 

L'estate inizia quasi!
L'estate inizia quasi!
L'estate inizia quasi!

Nelle tre foto sopra Vipera aspis francisciredi, maschio.

 

 

Nelle tre foto sotto Vipera berus, femmina gravida in muta.

 

L'estate inizia quasi!
L'estate inizia quasi!
L'estate inizia quasi!

 

 

Concludo questo giro con la foto di una Vipera aspis francisciredi, una femmina gravida. Queste vipere, non sempre facili da osservare, riservano sempre sorprese. A volte per la delicatezza e discrezione dei loro colori e motivi dorsali, come lo si vede negli individui all'inizio di questo articolo, altre volte... guardatevi la foto sotto!

L'estate inizia quasi!

 

 

 

 

Copyright © Grégoire Meier 2017. Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

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27 maggio 2017 6 27 /05 /maggio /2017 16:03

Mi permetto di divagare un po’, uscire dal solito tema dedicato ai nostri serpenti.

Erano anni che sognavo di potermi recare in Africa per visitare i Gorilla di montagna (Gorilla beringei beringei). Il termine visitare è proprio idoneo, in quanto un incontro con questi nostri cugini va oltre alla semplice osservazione di un animale, il loro aspetto simile al nostro, la loro organizzazione sociale e il loro carisma personale sprigionano qualche cosa di particolare, di forte.

Chiaro, son forse anche sensazioni personali, coltivate in quasi trent’anni in cui ho letto i libri di George Schaller, Dian Fossey e altri studiosi di questi primati.

Il primo impatto con il Ruanda è sorprendente, Kigali, la capitale, è una città molto pulita, come lo è tutto il resto del paese. Le colline separano i vari quartieri della città alternando zone con costruzioni datate ad aree in qui la modernità è all’avanguardia.

Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!

Il secondo impatto, sempre sorprendente, è la visita al Genocide Memorial Centre di Kigali, dove vi sono sepolti i resti di 250 mila persone trucidate durante il genocidio del 1994 che provocò la morte di oltre un milione di Ruandesi nel giro di 100 giorni. Malgrado la mia reticenza a visitare un memorial, con museo annesso, devo ammettere che ne sono uscito sereno. Il popolo ruandese ha mostrato, e mostra tutt’ora, di poter superare delle atrocità organizzate dalle potenze occidentali e coloniali. Le divisioni etniche organizzate e inventate dai coloni negli anni ’50, per togliere potere e diritti a chi si opponeva, e il menefreghismo delle Nazioni Unite e di gran parte del mondo, durante i massacri del ’94, hanno forse rinforzato nei ruandesi la loro unità, facendoli superare l’odio personale generato dall’orrore. Invece che vendetta, si è optato per perdono e dimenticanza, questo per il bene della pace nel paese e della sua ricostruzione.

Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!

Dopo queste visite, che mi hanno permesso di capire meglio il contesto politico e umano del paese, son partito verso Ruhengeri, città poco lontano dalla catena vulcanica dei Monti Virunga.

L’impazienza è tanta, non vedo l’ora di inoltrarmi nel Parc national des Volcans, cosa che farò i giorni seguenti.

 

Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!

Monte Gahinga e Monte Muhabura.

 

 

 

 

 

 

 

 

Rwanda, un sogno realizzato!

Finalmente si parte all'incontro dei gorilla. Per raggiungere il parco nazionale bisogna serpeggiare tra centinaia di metri di terra coltivata con piretro, patate e altri ortaggi. Sopra un "accampamento" in cui il contadino passa la notte per sorvegliare i campi e spaventare i bufali che potrebbero devastare il raccolto, mentre sotto si vedono le tracce lasciate dai gorilla sui tronchi di eucalipto da dove hanno strappato la corteccia per cibarsene.

Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!

I confini del Parc national des Volcans é segnato da un muro in pietra vulcanica, muro che dovrebbe impedire ai bufali di uscirne. Una volta varcata questa barriera ci si inoltra in una fitta foresta di bambù.

Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!

Poco dopo aver traversato i bambù si scorgono i gorilla. La prima foto non é molto buona.... ma é stato il primo gorilla che ho visto. Malgrado il guardiaparco continuasse a farci segno di avanzare, tutti quenti ammiravamo questo scorcio di giungla in cui si intravvedevano questi due membri di una famiglia ben più numerosa.

Rwanda, un sogno realizzato!

I gruppi di gorilla sono generalmente composti da un capobranco, un maschio sessualmente maturo e dominante, chiamato silverback per via della sua schiena color grigio argento. Questo gorilla oltre che proteggere i componenti del gruppo ha anche il diritto di accoppiarsi con tutte le femmine che lo compongono. In alcuni gruppi i silverback sono più di uno, possiamo dire il dominante e i suoi aiutanti. In questi casi ufficialmente solo il dominante può accoppiarsi con le femmine, poi nel fitto della vegetazione probabilmente avvengono delle scappatelle tra gli altri silverback e alcune femmine.

Il maschio dominante oltre ad avere un fisico possente, deve avere un carisma che gli permette di mantenere la pace tra i vari membri del gruppo… placare le liti tra femmine, far calmare gli adolescenti turbolenti, scegliere il posto dove mangiare, dove dormire e numerose altre responsabilità.

 

Vi lascio qualche immagine del gruppo Hirwa, composto da 16 membri guidati dal silverback Munyinya.

 

Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!

I cuccioli sono curiosi e cercano di avvicinarsi a noi e toccarci. Giustamente i guardiaparco li respingono con vocalizazioni ben comprensibili.

Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!

Munyinya, il silverback, é decisamente stanco come lo si vede nella foto sopra. I guardiaparco ci dicono scherzosamente che la stanchezza é dovuta al "gran lavoro" che svolge con le femmine del branco... l'alto numero di cuccioli presenti nel gruppo sembrano confermare la cosa!

Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!

La foto sopra é per mostrare che noi visitatori veniamo tollerati molto bene e ci vien concesso di stare molto vicini al gruppo. I ranger ci danno comunque alcune regole comportamentali da seguire per non creare problemi.

Rwanda, un sogno realizzato!

Lasciamo tranquilli i Gorilla e ridiscendiamo nella foresta di bambù per abbandonare il parco nazionale.

Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!

Il pomeriggio é dedicato ad un po' di paesaggi, coi laghi Ruhondo e Burera dove osservo alcuni insetti e aracnidi.

Rwanda, un sogno realizzato!

Sopra una cetonia, mentre sotto vi sono delle larve di cicaline o simili.

Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!

Gli scinchi (Mabuya striata) si scaldano tra le pietre vulcaniche dei muretti a secco, proprio come lo fanno le nostre comuni lucertole.

 

 

 

 

 

 

 

Rwanda, un sogno realizzato!

Ora vi racconto un po’ come avvengono i preparativi per inoltrarsi nel parco nazionale dei vulcani.

Ogni mattina ci si ritrova al “campo base” dove vengono organizzate le varie visite ai gruppi di gorilla e gli altri itinerari all’interno del parco.

In questa ora si acquistano i permessi per accedere al parco, si sorseggia un caffè intrattenuti da un gruppo di danzatori.

L’accesso al parco nazionale non è libero ed è obbligatorio essere seguiti da un guardiaparco che conosce l’itinerario, i sentieri e saprà proteggerci da eventuali incontri coi bufali (forse l’unico pericolo presente assieme all’elefante).

I gruppi di scimmie che possono essere visitati dai turisti sono monitorati, per cui quotidianamente, prima dell’arrivo dei visitatori vi sono dei ranger che li hanno pistati, cosa relativamente semplice sapendo dove hanno passato la notte.

La visita al gruppo di gorilla o cercopiteco é limitato ad un'ora, per cui il disturbo quotidiano é limitato nel tempo e fatto solo a gruppi abituati alla presenza umana da molto tempo. Ho notato che c'è un certo disinteresse nei nostri confronti da parte delle scimmie. Veniamo quasi totalmente ignorati.

Ammetto che una tale organizzazione mi ha lasciato piuttosto sorpreso, come mi ha lasciato sorpreso il numero di visitatori che quotidianamente visitano il parco nei mesi di giugno, luglio ed agosto. Un centinaio di persone al giorno!

Questo gran numero di turisti genera delle entrate finanziarie notevoli, che sono visibili nelle infrastrutture (strade, marciapiedi, fontane, ecc.) presenti nelle città e campagne circostanti.

Nelle ore passate camminando nella foresta o la sera ammirando i vulcani, su cui è segnato il confine del parco in modo netto e incisivo, quasi in modo brutale, riflettevo sulla politica vincente di un tale compromesso.

Oggi il Ruanda ha eliminato (quasi totalmente) il bracconaggio dal parco facendo capire alla popolazione che il parco vale di più da integro, che il bufalo e il gorilla valgono di più da vivi e liberi che non come trofei da vendere ad un occidentale alla ricerca di esotico. Si guadagna di più tutelando la foresta, tutelando una famiglia di gorilla piuttosto che trucidarla per rapirne un cucciolo da vendere a trafficanti di animali.

Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!

Una nebbiosa mattina si parte per osservare il cercopiteco dorato (Cercopithecus kandti), piccola scimmia che vive solo nella foresta dei Virunga, per cui a rischio di estinzione per l’esiguità del suo territorio. Abbiamo la fortuna di visitare un gruppo che viene studiato dalla primatologa Susan Wiper che ci spiega alcuni comportamenti che abbiamo la fortuna di osservare, come accoppiamenti e ricerca di cibo. La nebbia rende questo incontro affascinate.

 

Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!

Personaggio per alcuni versi controverso, Dian Fossey è sicuramente la persona che bisogna ringraziare per aver fatto conoscere al mondo i Gorilla di montagna e la loro fragilità e soprattutto per averli salvati dall’estinzione. Iniziò a studiare i gorilla negli anni ’60, fondando il centro di ricerca Karisoke nel 1967, ad una quota di circa 3000 metri nel cuore del Parc des Volcans. Oltre ad aver vissuto a stretto contato coi Gorilla di montagna e quindi averne potuto osservare comportamenti, abitudini e organizzazione sociale, si è battuta contro il bracconaggio. Fu assassinata nel 1985 a Karisoke dove vi fu sepolta.

Avendo sempre ammirato il lavoro di Dian Fossey, ci tenevo a raggiungere Karisoke, respirare l’atmosfera di quel posto, rendermi conto della determinazione di quella donna che decise di creare il suo campo base in un posto isolato.

 

Karisoke è stato abbandonato vari anni fa e i ribelli del Congo (mi è stato detto) hanno saccheggiato il centro abbandonato asportando praticamente tutto il materiale utilizzabile. La natura, la foresta ha ripreso il sopravvento.

Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!

Il sentiero che ci conduce a Karisoke é a tratti ripido e, malgrado le scarse piogge dei giorni precedenti, piuttosto fangoso. Per questa gita oltre che dal guardiaparco, sono accompagnato da alcuni turisti di una certa età, per cui si procede in modo rilassato e si ha il tempo di ammirare paesaggi, vegetazione e avere la fortuna di scorgere un Gorilla di montagna in cima ad un albero come si intravvede nella foto sotto.

Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!

La vegetazione cambia man mano ci eleviamo di quota. A nostra sorpresa scorgiamo ancora un gorilla che ci osserva transitare sul sentiero.

Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!

La nebbia si dissipa per alcuni minuti lasciandoci ammirare il Monte Karisimbi (spero sia lui e non in Visoke che dovrebbe essere dalla parte opposta), segno che siamo molto vicini a centro di ricerca Karisoke, o meglio di quel che ne resta, come potete vedere nelle foto successive.

Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!

A Karisoke vi è il cimitero dei gorilla, spesso uccisi dai bracconieri, dove vi é sepolta, secondo le sue volontà, anche Dian Fossey.

Poco lontano si aggira furtivamente una femmina di gorilla col suo cucciolo, probabilmente il resto del gruppo é poco lontano. Nulla di eccezzionale, Karisoke é nato in mezzo alla foresta, foresta che ha inghiottito il centro ormai disabitato da anni, ma fa sorridere vedere un gorilla aggirarsi in mezzo a questi spazi. La vegetazione coi licheni, la nebbia, i gorilla, l'autosuggestione... l'atmosfera é particolare.

Rwanda, un sogno realizzato!

 

 

 

Karisoke oggi si trova nella città di Musanze (Ruhengeri) a diversi chilometri di distanza dal parco nazionale. Nel suo interno vi si trova diversa documentazione e alcuni oggetti salvati dal Karisoke originario.

The Dian Fossey Gorilla Fund (originariamente Digit Fund creato dalla Fossey) oggi opera sempre sul territorio con con studi e ricerche sui primati, progetti di aiuto sociale e altre attività che hanno come scopo la protezione dei gorilla di montagna.

Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!

 

 

 

Lo scopo del viaggio non é stata la ricerca di serpenti o rettili, ma come potevo non fermarmi ad ammirare alcuni camaleonti che ho incrociato e scoperto nella vegetazione?

Vi lascio con le immagini dei diversi camaleonti, identificati come Trioceros ellioti, che ho incontrato:

 

Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!

Sopra Monte Gahinga e Monte Muhabura, mentre sotto Monte Sabyinio. Non facile vederli qualsi liberi da nebbia in questo periodo che segna la fine della stagione delle piogge.

Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!

 

 

 

Seguono le immagini de un altro gruppo di Gorilla di montagna che ho avuto la fortuna di visitare, il gruppo Ntambara, composto da un silverback dominante, altri silverback, diverse femmine, alcuni cuccioli di cui uno con pochi mesi di vita. Pure questa volta la famiglia sembrava essere rilassata e indaffarata a spulciarsi a vicenda senza preoccuparsi della nostra presenza.

Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!
Rwanda, un sogno realizzato!

Spero che malgrado questo articolo sia fuori tema, non vi siate annoiati.

Io ho realizzato un sogno, un sogno che ha potuto essere realizzato grazie a persone e organizzazioni che si battono quotidianamente per la tutela dell'ambiente, la salvaguardia della natura e delle specie.

Nonostante io sia già dell'idea che per tutelare la natura non bisogna solo imporre limitazioni alla gente a cui non importa della natura come importa a me, quest'esperienza, il Ruanda mi hanno chiaramente mostrato che per tutelare un parco nazionale, e le specie in via di estinzione che vi ci vivono, é importante che chi vive tutt'attorno non senta solo l'oppressione del parco coi limiti che impone, ma trovi pure un beneficio.

Mi auguro che i Virunga restino intatti ancora a lungo, che i gorilla prosperino e che un domani io possa tornare a far visita a questi cugini e incrociare nuovamente il mio sguardo al loro.

 

Per aiutare i gorilla e alcuni progetti locali si può dare il proprio sostegno a The Dian Fossey Gorilla Fund

 

Rwanda, un sogno realizzato!

 

 

 

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7 maggio 2017 7 07 /05 /maggio /2017 15:19

La primavera iniziata calda, ha avuto gli attesi cali di temperature di cui ormai siamo abituati.

Dopo alcune settimane di tepore, la neve é caduta a basse quote a fine aprile, mettendo un po' di sconforto per chi sperava ad una stagione infinita di osservazioni di rettili.

Nulla di grave, per lo meno nulla di catastrofico, passati i periodi freschi, piante ed animali sanno arrangiarsi e sfruttare le giornate calde che lasceranno posto a notti fresche.

Basta guardare nei prati...gli insetti e altri animaletti sono in piena attività.

 

 

Di seguiro vi mostro le osservazioni che ho fatto assieme agli amici Johan e Yves, tra Vallese, Francia, Piemonte e qualche bella mangiata:

 

 

 

 

 

Primavera fresca.

 

 

 

Grilli, formiche, ragni e cavallette sono indaffarati, chi per accoppiarsi e moltiplicarsi, chi per crescere e riprodursi più tardi:

Primavera fresca.
Primavera fresca.
Primavera fresca.
Primavera fresca.
Primavera fresca.
Primavera fresca.
Primavera fresca.

 

 

 

Zecche....da alcuni anni sembrano essere aumentate, probabilmente gli inveni senza grandi gelate non "ripuliscono" bene i boschi da questi parassiti!

Primavera fresca.

 

 

Tra le giornate particolari, sicuramente merita la giornata di vento che ha seguito una notte gelida. I serpenti non amano il vento, probabilmente infastiditi dalle folate e forse per il calo di umdità che il vento genera, ma malgrado tutto in una zona sempre ventosa, alcune vipere erano esposte a scaldarsi.

Primavera fresca.

La femmina di Vipera aspis atra nella foto ha una livrea molto scura, che potremmo definire melanotica. La cosa particolare però é il fatto che a fine aprile sia piuttosto massiccia e corpulenta, il che fa presupporre che sia gestante. Vista la quota, circa 1900 metri, e il periodo piuttosto precoce, suppongo che questa femmina non sia riuscita a portare a termine lo sviluppo degli embrioni che porta prima della latenza invernale, per cui ha passato l'inverno coi piccoli in pancia. Il fenomeno é conosciuto, ma mal studiato. Generamente si diche che le probabilità di sopravvivenza della femmina sia bassa. Questa per ora ce l'ha fatta!

 

 

 

 

Primavera fresca.

 

 

Sopra, un bel maschio della medesima zona della femmina precedente e della femmina sucessiva.

 

 

 

 

Primavera fresca.
Primavera fresca.

 

 

Sopra altra femmina di Vipera aspis atra osservata poco lontano dalle precedenti e sotto una femmina a cui manca praticamente tutta la coda, forse al seguito di una predazione oppure di un tentativo umano di ucciderla.

 

 

 

Primavera fresca.

 

 

 

Un giro in Piemonte, per osservare Vipera walser ha portao i suoi frutti. Malgrado temperature notturne al di sotto dei zero gradi, abbiamo potuto osservare diversi maschi, freschi di muta, quindi pronti ad accoppiarsi oltre che ad esibire dei colori spettacolari:

Primavera fresca.
Primavera fresca.
Primavera fresca.
Primavera fresca.

 

 

 

 

Tra queste vipere dei Walser, pure una lucertola vivipera (Zootoca vivipara) cercava di scaldare il proprio corpo ai pochi raggi di sole che filtravano tra la nebbia:

 

Primavera fresca.

 

Lasciamo la Vipera walser e le sue pietraie con questo scatto che la rappresenta bene:

 

Primavera fresca.

 

 

 

Una scappatella in Vallese ci ha portato a varie osservazioni di Vipera aspis atra. Pure qui il freddo notturno non scoraggia i serpenti ad uscire appena ne hanno l'occasione:

Primavera fresca.

Sopra una bella femmina e sotto un maschio pure lui molto carino.

Primavera fresca.
Primavera fresca.

Le vipere sanno anche sfruttare il microclima che si crea sotto l'erba secca esposta al sole. Oltre ad offrire un ottima copertura e un buon mimetismo, permette al serpente di scaldarsi rapidamente.

Primavera fresca.
Primavera fresca.

Un bel maschio che mi permette un ritratto del suo muso

Primavera fresca.
Primavera fresca.

Sopra e sotto femmine della medesima popolazione delle precedenti...

Primavera fresca.
Primavera fresca.

... mentre questi due (sopra e sotto) sono dei maschi.

Primavera fresca.

 

 

 

Un giorno trascorso in Francia, ci riserva una sorpresa, temperatura alle 10 del mattino, in zona ombrosa, meno 4 gradi. Al sole ci saranno 2 gradi e un vento gelido batte il suolo... malgrado tutto, dietro ad una roccia osserviamo una femmina di Vipera aspis atra. Nel resto dell'habitat nulla da fare, non c'è anima via!

Primavera fresca.

 

 

 

A quote un po' più basse, nei pressi di una vecchia stalla in disuso osservaimo diversi orbettini (Anguis fragilis)...

 

Primavera fresca.

 

 

 

 

... e poco lontano anche una bella femmina di Colubro di Esculapio (Zamenis longissimus) che digerisce una preda:

Primavera fresca.

 

 

 

Torniamo in Vallese... visitiamo un habitat "famoso" per le belle vipere dai toni rossicci e dai motivi dorsali interessanti e a volte particolari. Vi faccio una carellata di scatti, tutte Vipera aspis atra:

 

Primavera fresca.
Primavera fresca.
Primavera fresca.
Primavera fresca.
Primavera fresca.
Primavera fresca.
Primavera fresca.
Primavera fresca.
Primavera fresca.

Sopra una Natrice dal Collare (Natrix natrix) forse in aguato di anfibi presso una fontana d'alpeggio.

Sotto un altro maschio della medesima specie osservato lungo un ruscello:

 

Primavera fresca.
Primavera fresca.

Tra le pietre calcaree si possono osservare discreti fossili e licheni spavaldi

Primavera fresca.

 

 

 

 

Torno con alcune belle vipere osservate in quella zona:

 

 

Primavera fresca.
Primavera fresca.
Primavera fresca.
Primavera fresca.
Primavera fresca.
Primavera fresca.

La vipera nell'immagine sopra sembra molto fiduciosa e si lascia fotografare senza muovere un ciglio, mentre quella nell'immagine sotto, sembra molto più guardinga.

Primavera fresca.

 

 

Dopo queste giornate fresche, che ci hanno riservato comunque parecche osservazioni, la meteo é peggiorata, nevicate hanno raggiunto le basse quote. Si spera in una giornata di sole subito dopo le nevicate per poter osservare Vipera walser. Malgrado le previsioni, il sole non arriva, cascano pure palline di neve (forse acqua ghiacciata, ma non fiocchi) dalle nuvole. Fa freddo, mentre con l'amico Luca Cavigioli percorriamo gli habitat delle vipere, ci scambiamo sguardi sconcertati. La prima falange delle dita punge dal freddo...ma malgrado questo... tra i rimasugli della neve caduta i giorni precedenti, incontriamo due femmine di Vipera dei Walser. Sono fredde e rallentate, ma totalmente esposte, forse per carpire quel lieve tiepido raggio di sole che traspira dalle nuvole e riftette sul nevischio che cade, forse a loro basta immagazzinare energia dai raggi UV... un mistero...l'unica certezza che ho, é che quel giorno, tra le pietraie piemontesi si aggiravano 4 pazzi, due umani che fotografavano serpi e due Vipera walser  !

Primavera fresca.

 

 

 

 

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9 marzo 2017 4 09 /03 /marzo /2017 19:02

La fine dell'inverno coincide con il risveglio della natura. Piante e animali, restati latenti per alcuni mesi, si riattivano lentamente, seguendo i capricci della meteo che alterna giornate calde a giornate fredde, giornate coperte a giornate serene. 

I rettili, come molti altri animali e piante, sfruttano ogni minima occasione per scaldarsi e riattivarsi.

Le osservazioni di serpenti sono sporadiche, spesso frutto di numerose uscite andate a vuoto...

Risvegli

Per passare il tempo nelle giornate piovose si possono osservare i muri di casa scovando ragni, come Scytodes thoracica, piccolo e discreto.

 

 

 

 

 

 

 

Risvegli

Se si decide di fare comunque un giro sotto la pioggia, gli incontri coi primi anfibi sono gradevoli. Nella foto una salamandra mi osserva ben rintanata.

 

 

 

 

 

 

Risvegli

Il vantaggio di questo periodo é pure quello di osservare gli habitat usualmente utilizzati dai rettili ed osservarne le "tracce", che spesso la copertura vegetale estiva coprono, come ad esempio delle vecchie mute.

 

 

 

 

 

 

Risvegli

Le lucertole (Podarcis muralis) alle nostre latitudini sono visibili in qualsiasi mese, basta che ci sia un minimo di calore per stimolarle ad uscire timidamente.

Risvegli
Risvegli

I gusti sono gusti.... questo Pyrrhocoris apterus sembra apprezzare un escremento di lucertola.

 

 

 

 

 

 

 

Risvegli

I primi ramarri (Lacerta bilineata) si tengono nascosti sotto l'erba, dove si crea un microclima caldo. Osservato a fine febbraio ad una quota di circa 1000 metri.

 

 

 

 

 

 

Risvegli

Poco lontano dal ramarro, un maschio di Vipera aspis francisciredi si scalda al tiepido sole invernale.

 

 

 

 

 

 

 

Risvegli
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I primi fiori, come l'Helleborus niger, tappezzano i boschi.

Risvegli
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Le lucertole (Podarcis muralis) si attivano sempre di più e la primavera coincide col loro periodo degli accoppiamenti. Nella foto in basso si può vedere che l'amore tra lucertole é piuttosto muovimentato, col maschio che afferra la femmina con la bocca per riuscire a congiungere le cloache ed accoppiarsi.

Risvegli
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Nel frattempo pure i Pyrrhocoris, ben rimpinzati dai gustosi banchetti fatti in precedenza, si danno da fare.

 

 

 

 

 

 

Risvegli

Un primo biacco (Hierophis viridiflavus), un maschio, si scalda per iniziare il suo periodo riproduttivo.

 

Risvegli
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Glomeris, animaletto che sembra uscito dalla preistoria.

 

 

 

 

 

 

 

Risvegli

Femmina di Vipera aspis francisciredi. Si vede che porta i segni di un parto autunnale, la parte posteriore del corpo é magra e la pelle fa delle pieghe. Assopita col corpo esposto al sole, tiene la testa nascosta sotto ai sassi.

 

 

 

 

 

 

Risvegli

Bebé di biacco (Hierophis viridiflavus) nato alla fine dell'estate 2017.

Risvegli
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E pensare che questo serpentello diventerà un tipico "scurson" dalle dimensioni e gli atteggiamenti piuttosto irruenti.

 

 

 

 

 

 

Risvegli

Alcuni giorni dopo aver avvistato la femmina di vipera, la osservo alcuni metri più in là... questa volta nelle foglie secche, ma sempre con la testa nascosta. Speriamo che i predatori siano distratti e che riesca a scaldare bene il proprio corpo, alimentarsi e riprendere massa corporea per sopravvivere e forse accoppiarsi nel 2018.

 

 

 

 

 

 

 

 

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31 gennaio 2017 2 31 /01 /gennaio /2017 16:36

 

VIPERE ITALIANE.

Gli ultimi studi sulla sistematica, l'ecologia e la storia naturale.

 

Questo sopra è il titolo del libro che ho il piacere di presentarvi.

Perché pubblicare un libro cartaceo nell’era del digitale? Perché scrivere un testo su questi animali?

Le ragioni sono diverse…malgrado la digitalizzazione dei testi e il fatto che il libro sia passato di moda, sono convinto che le pagine scritte hanno un impatto diverso, e questa cosa l’ho vissuta di prima persona sfogliando testi cartacei e testi digitali per raccogliere e o verificare le informazioni del libro che viene proposto. Un libro lo si legge, lo si sfoglia, lo si dimentica e lo si ritrova…

L’esigenza di scrivere un libro che parlasse delle vipere italiane è spinta da una voracità personale che negli ultimi anni si è scontrata con un’assenza di testi completi ed interessanti. L’ultimo libro in italiano che tratta l’argomento vipere in modo approfondito e non superficialmente, mischiato agli altri serpenti italiani o europei, risale a diversi decenni.

L’invito da parte di Mauro Grano di scrivere un testo con lui è stata la valvola che ha attivato il tutto. Il libro è anche un modo per valorizzare e dare un senso concreto alle ore passate nel terreno e alle migliaia di foto che “fanno polvere” in un hardisk.

Unendo le competenze di Cristina Cattaneo a quelle di Mauro e alle mie, abbiamo sfornato un libro che vuole essere alla portata di tutti, un libro che vuole interessare e avvicinare ai serpenti anche chi non li ama alla follia. Malgrado una chiave didattica, il libro vuole essere rigorosamente scientifico e ci siamo impegnati ad approfondire alcuni temi e alcuni aspetti legati alla vita di questi serpenti che non sono ancora mai stati esposti in un testo divulgativo. Riteniamo quindi che il libro possa interessare anche appassionati, conoscitori e specialisti di serpenti.

Oltre a curare i testi, ci siamo impegnati a cercare e scegliere un buon numero di fotografie che mostrino la vipera sotto molti aspetti.

Alcune scelte saranno criticabili (tra l’altro tutto è criticabile) ma spero che non ci si fermi alla critica pura e semplice, anzi, mi auguro che possano dare lo stimolo per approfondire e accrescere le conoscenze che tutti noi abbiamo sulle vipere.

Da appassionato, conoscitore e amante delle vipere, con anni di osservazioni in natura e in terrario, posso assicurare a tutti, che le nostre conoscenze su questi animali sono ancora vaghe e le cose da imparare e capire sono parecchie.

 

Riassumendo in poche parole… questo libro è un elogio alla bellezza delle vipere, un libro scientifico-divulgativo che parte dal cuore. Spero che chi acquista il testo, percepisca anche tutto l’amore che ho nei confronti delle vipere.

 

Qui di seguito trovate il link dove potere ordinare una copia:

https://www.amazon.it/Vipere-italiane-Cristina-Cattaneo/dp/8899341435

oppure :

https://www.ibs.it/vipere-italiane-ultimi-studi-sulla-libro-vari/e/9788899341435

 

e altri portali di vendita on -line.

 

 

 

 

Il libro: VIPERE ITALIANE.
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Published by Grégoire Meier
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