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19 marzo 2016 6 19 /03 /marzo /2016 16:39

L'inverno é stato mite, la fine della stagione bianca… si é finalmente tinta di bianco e questo era probabilmente percettibile dai serpenti, che hanno aspettato il cambiamento drastico, avvenuto solo nei giorni scorsi.

Conosco un ibernacolo, cioè una zona dove diversi serpenti di quella zona passano l'inverno, e ai primi caldi é semplice poterli osservare nelle vicinanze. Solitamente i primi serpenti visibili sono le vipere, seguiti da natrici dal collare e tutti gli altri.

Ho perlustrato la zona diverse volte nelle settimane passate, ma nulla, o per lo meno nei giorni e negli istanti in cui sono passato io, non vi erano serpenti visibili… poi, da un giorno all'altro "l'esplosione", come se avessero capito che quel "clic" stagionale era scattato.

Curiosamente ho visto sin dall'inizio maschi e femmine, mentre gli altri anni, generalmente, osservavo per alcuni giorni solamente maschi. Forse le temperature miti dell'inverno spingono le femmine ad attivarsi rapidamente per riattivare il metabolismo e rimettersi in sesto, dopo una latenza invernale forse non ottimale, in cui il metabolismo é stato un po' più sollecitato che di norma.

Misteri, misteri, come ogni anno, capisco che con questi animali, mille teorie e certezze non hanno valore… la natura é perfetta ed equilibrata con l'imperfezione che la anima… noi possiamo solo tentare di capirla, ma qualche cosa ci sfuggirà sempre!

 

Vi lascio con le immagini di alcuni incontri:

 

 

 

 

Gli svassi (Podiceps cristatus), come molti altri uccelli, si corteggiano...

Primavera 2016

 

 

 

 

 

… per la prima volta io vengo corteggiato dalle zecche già a febbraio…. solitamente attendono maggio… evidentemente l'assenza di lunghi periodi di gelo ha permesso a queste bestiacce di superare l'inverno!

Primavera 2016

 

 

 

Rimasugli di un estate passata...

Primavera 2016

 

 

 

 

Adulto di locusta (Anacridium aegyptium), pure questa cavalletta ormai si é insediata di pianta stabile in Ticino.

Primavera 2016

 

 

 

 

I ragnetti si attivano...

Primavera 2016
Primavera 2016

 

 

 

 

I fiori… fioriscono...

Primavera 2016

 

 

 

…. e le api sono all'opera!

Primavera 2016

 

 

 

Ricordo che da bambino consideravo questi insetti (Meloe proscarabaeus) come degli insetti-mucca… a vederlo brucare mi rendo conto che già da piccolo ero sveglio!

Primavera 2016

 

 

 

Le lucertole (Podarcis muralis) si scaldano al sole

Primavera 2016
Primavera 2016

 

 

 

 

Nei pressi di un pollaio incontro questo biacco (Hierophis viridiflavus), ridotto piuttosto male, pezzi di esuvia sul corpo, ferite cicatrizzate, corpo magro. Con un po' di fortuna riuscirà a rimettersi in sesto entro l'autunno prossimo.

Foto fatta col telefono...

Primavera 2016

 

 

 

 

Poi, finalmente, le prime vipere (Vipera aspis francisciredi)!

 

 

Chi più timida...

Primavera 2016

 

 

 

…chi già bello arzillo come questo maschio che corteggia una femmina:

Primavera 2016
Primavera 2016

 

 

 

Questa femmina era un po' indecisa sul dafarsi...

Primavera 2016

 

 

 

…mentre questo giovane esemplare cerca di immagazzinare tutto il calore che può!

Primavera 2016

 

 

 

Questa femmina é un po' perplessa dall'ombra che invade il suo angolino caldo fino a pochi minuti prima:

Primavera 2016

 

 

 

Il maschio, corteggiatore di prima, gironzola alla ricerca di altre partner...

Primavera 2016

 

 

 

… mentre la timida vipera si fa coraggio…o forse si mette in una posizione più propensa per sorvegliarmi:

Primavera 2016

 

 

 

Il giorno dopo torno a vedere cosa succede…. la coppietta del giorno prima sembra affiatata, una buona speranza per una futura generazione di viperette!

Primavera 2016

 

 

 

Copyright © Grégoire Meier 2016. Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

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18 marzo 2016 5 18 /03 /marzo /2016 16:10

La primavera è alle porte! I primi rettili torneranno attivi, anche se molte lucertole sono rimaste relativamente visibili tutto questo caldo inverno.

Passando le lunghe giornate invernali, ho spulciato, riordinato e riguardato il mio archivio fotografico e con una certa felicità ho constatato che una vipera osservata nel 2015 era una vecchia conoscenza!

L’estate scorsa l’ho fotografata mentre era prossima alla muta, quindi con colori opachi, che l’hanno resa quasi irriconoscibile, ma istintivamente mi ricordava qualcuno. Poi osservando le squame della testa mi sono reso conto che era una vipera già osservata nell’estate 2010.

La zona dell’osservazione era pressappoco la medesima, direi a 10 metri di distanza…e sapevo che era un individuo già fotografato in precedenza, per cui sono risalito alla prima volta che l’ho incontrata, cioè nel 2007.

Fa piacere vedere che se gli habitat sono favorevoli, le vipere riescono a sopravvivere relativamente a lungo, restando nel medesimo territorio o per lo meno frequentandolo regolarmente.

 

Eccovi quindi le foto di questa bella femmina di Vipera aspis atra, che spero di rivedere traqualche anno!

 

 

 

 

 

Le foto del 2007:

Vecchia conoscenza!
Vecchia conoscenza!

 

 

 

 

 

Qui l'incontro del 2010

Vecchia conoscenza!
Vecchia conoscenza!

 

 

 

Infine le foto del 2015

Vecchia conoscenza!
Vecchia conoscenza!
Vecchia conoscenza!

 

 

 

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21 dicembre 2015 1 21 /12 /dicembre /2015 14:29

Sette anni, mai credevo di tenere tanto a lungo… ma sono ancora qui.

Quest’anno, magari alcuni di voi lo hanno notato, ho cambiato il logo del sito, gentilmente creato da www.eyecreations.nl :

 

Già 7 anni!

Ammetto che più passa il tempo, più difficile diventa trovare argomenti nuovi da poter elaborare e proporre, per cui gli aggiornamenti si limitano a dei “rapporti” di osservazioni che faccio.

L’immediatezza dei socialnetwork rubano la piazza a blog, forum e siti ben strutturati. Oggi la foto, l’osservazione o la discussione viene lanciata, commentata e presto dimenticata e dispersa nel calderone delle migliaia di cose che vengono condivise. Pure io mi sono adattato… creando una pagina su Facebook.

Uno dei fattori che mi spinge a continuare a mantenere vivo questo sito è il buon numero di persone che prendono contatto con me. Quest’anno sono circa 200 le e-mail scambiate e diverse decine le telefonate ricevute per avere informazioni oppure per intervenire sul campo a risolvere una situazione in cui un serpente è coinvolto.

Molte richieste mi arrivano dal Ticino e dalle zone limitrofe, ma le domande d’aiuto mi giungono da tutt’Italia. Nei casi in cui mi si chiede di identificare un serpente tramite foto non vi sono problemi, mentre quando la situazione richiede l’intervento di qualcuno, fortunatamente posso indirizzare la persona da amici, contatti e conoscenze che si trovano nella regione di chi chiede aiuto.

I motivi sopraesposti sono quelli che mi appagano, ben più di un complimento, un “mi piace” su di una foto buttata in rete, con l’unico scopo di ricevere una gratificazione personale. Il dialogo con chi si trova in una situazione di disagio a causa di un animale, che non conosce e che lo spaventa, che gironzola in giardino e poter risolvere la situazione sono impegnativi ma soddisfacenti.

 

Chiaramente il mio interesse e amore nei confronti di questi animali mi portano sempre ad andare ad osservarli in natura, cercare di capirli, scoprire atteggiamenti, vederli vivere. Ogni anno, a fine stagione, mi rendo conto che malgrado in molti pensino di avere capito i serpenti, siamo ancora ben lontani dalla soluzione, e questo alone di mistero mi stimola sempre. Probabilmente essere cosciente di aver penetrato ben poco del loro mondo intimo, è la benzina che mi spinge a volerli capire un po’ di più.

 

La stagione di attività 2016 arriva lentamente, i progetti sono molti, il tempo per realizzarli troppo poco… ma si farà quel che si può.

 

La foto seguente è un po’ simbolica… alcuni già possono coglierne la sottigliezza… altri magari più in là… ma è l’augurio che molte vipere riescano a restare invisibili… invisibili ai nostri occhi ma ben presenti in natura.

Già 7 anni!

Auguro a tutti, coloro che mi seguono regolarmente e a quelli che capitano casualmente qui, un buon 2016.

Greg

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16 novembre 2015 1 16 /11 /novembre /2015 08:34
Autunno bello ma il sonno richiama!

Quest’anno abbiamo goduto di un autunno poco piovoso e relativamente mite.

La stagione estiva è stata  pure clemente, per cui questa continuità di bel tempo ha reso l’osservazione dei rettili meno facile che negli anni in cui le giornate favorevoli erano poche e sparpagliate.

Malgrado a metà novembre si goda ancora di giornate relativamente calde, la maggior parte dei serpenti hanno raggiunto i loro rifugi invernali. Hanno bisogno di abbassare il loro metabolismo e non possono permettersi di scaldare il corpo, con un conseguente dispendio energetico, per cui difficilmente si muovono dai luoghi che hanno scelto, luoghi che probabilmente hanno temperature costanti e basse.

Speriamo che l’inverno sia freddo, nevoso e normalmente umido, in modo che questi, e altri animali non muoiano congelati ma che possano riprendere la loro vita in primavera.

 

Qui di seguito vi mostro le ultime osservazioni fatte fino alla fine di ottobre.

Autunno bello ma il sonno richiama!

Nella foto sopra un ramarro (Lacerta bilineata) si gode i tiepidi raggi di sole autunnali.

Nelle foto seguenti alcuni individui di Vipera aspis atra trovati gli uni accanto agli altri, probabilmente "riuniti" nella zona favorevole per passare l'inverno.

Autunno bello ma il sonno richiama!
Autunno bello ma il sonno richiama!
Autunno bello ma il sonno richiama!
Autunno bello ma il sonno richiama!

Le pietraie sono l'habitat di numerosi animaletti, tra cui i salticidi, piccoli e simpatici ragni.

Autunno bello ma il sonno richiama!
Autunno bello ma il sonno richiama!

Una mattinata umida mi ha permesso di incontrare questa salamandra:

Autunno bello ma il sonno richiama!

La stagione autunnale rima pure con la schiusa delle uova di alcuni serpenti. Non sempre facile scorgere questi serpentelli, che cercano di passare inosservati, coscienti che il mondo é pieno di predatori. Nella seguente foto, un neonato di Colubro di Esculapio (Zamenis longissimus).

Autunno bello ma il sonno richiama!

Poco lontano dal giovane colubro, osservo una vipera rannicchiata contro un muro di pietra. Una lucertola poco distante frebbe immaginare ad un agguato, ma credo che i due rettili fossero vicini solamente per potersi scaldare sul breve tratto di muro toccato dal sole.

Autunno bello ma il sonno richiama!

Nella foto sotto si vede meglio la Vipera aspis francisciredi ai piedi del muro:

Autunno bello ma il sonno richiama!

Un maschio subadulto di ramarro (Lacerta bilineata).

Autunno bello ma il sonno richiama!

Nella foto seguente in cui si vedono le due linee chiare sulla schiena della lucertola, ci fanno intuire il come mai del suo nome scientifico.

Autunno bello ma il sonno richiama!
Autunno bello ma il sonno richiama!

Presto i colori spettacolari e caldi nell'autunno lasceranno spazio all'atmosfera invernale

Autunno bello ma il sonno richiama!
Autunno bello ma il sonno richiama!

Concludo, come quasi ogni stagione, con le immagini di un serpente neonato, in questo caso Vipera aspis atra, con l'augurio di rivederne l'anno prossimo, rivederne non solo per egoismo personale, ma per il semplice fatto che sono animali eccezzionali, che son tasselli importanti all'equilibrio della natura, ma ancor più semplicemente... perché esistono!

Autunno bello ma il sonno richiama!

Copyright © Grégoire Meier 2015. Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

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26 settembre 2015 6 26 /09 /settembre /2015 12:23
Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.

La Sicilia è un territorio interessante per osservare rettili, e non solo.

Nelle scorse settimane mi ci sono recato, assieme a Johan, con la speranza di riuscire ad osservare Vipera aspis hugyi, la sottospecie di vipera aspis tipica del Sud Italia. Gli ambienti vasti, la probabile densità minore delle popolazioni e, credo anche, una lacunosa conoscenza delle abitudini di questo serpente hanno reso le ricerche difficili. Il periodo scelto per questo viaggio non era dei migliori (la primavera permette sicuramente maggiori osservazioni), ma la speranza era di avere delle notti piovose e delle giornate dalla temperatura mite.

Qui di seguito vi mostrerò alcuni incontri che ho potuto fare nella zona del Monte Etna.

Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.

Nelle prime giornate abbiamo dedicato le ricerche nelle zone fluviali, dove gli anfibi non mancavano. Con le rane ho qualche problema di identificazione, alcune, come la raganella l'abbiamo solo potuta sentire ma non vedere.

Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.

Nella foto precedente e nella seguente, Bufotes siculus, il rospo smeraldino siciliano.

Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.

Seguono alcune rane, preferisco non azzardare con la loro identificazione:

Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.
Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.
Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.
Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.

La foto seguente ritrae una rana posata sul cadavere di un rospo, probabilmente un ottimo luogo per cacciare mosche:

Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.

Tra gli incontri piacevoli, c'è stato questo, col granchio di fiume (Potamon fluviatile). Non credevo di riuscire a vederne, invece ne ho potuti osservare due, degli esemplari giovani, che si differenziano dagli adulti, che loro, presentano una bella colorazione violacea invece che giallognola.

Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.
Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.
Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.
Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.

I primi serpenti che abbiamo potuto vedere sono stati quelli schiacciati dalle auto. Come in ogni paese, anche in Sicilia, le strade spesso tagliano gli habitat degli animali, rendendoli vulnerabili e vittime degli automezzi.

Nella prima foto un biacco (Hierophis viridiflavus), nella seconda un giovane Saettone occhirossi (Zamenis lineatus).

Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.
Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.

Le nostre ricerche ci hanno portato in ambienti splendidi, selvaggi, ma pure rurali, dove le testimonianze del lavoro dell'uomo sono presenti, in modo semplice ma incisivo.

Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.
Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.

Le lucertole sono sicuramente i rettili che ho potuto vedere in abbondanza, ma poche mi hanno permesso degli scatti decenti. Qui di seguito alcune lucertole campestri (Podarcis sicula).

Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.
Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.
Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.
Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.

Sorprendentemente ho potuto ammirare decine e decine di macaoni (Papilio machaon), di cui ho fotografato solo un bruco...

Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.

Nelle felci ai piedi dell'Etna, non credevo di imbattermi in un Polygonia c-album...

Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.

Come in molti altri mondi, anche qui gli insetti sono ovunque!

Un maschio di cavalletta tenta un approccio con una femmina...

Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.

... un colleottero sembra già più vicino alla meta...

Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.

... mentre queste due mantidi sono indaffarate:

Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.

Il ramarro (Lacerta bilineata) é ben presente i diversi habitat della Sicilia, chiaro che sorprende vedere questa macchia verde sbucare dalla lava scura:

Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.
Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.
Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.

Le nostre ricerche di vipere e serpenti ci portano in vari ambienti, da campi semi-aridi a colate di lava dai bordi rigogliosi...

Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.
Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.

La scolopendra cingulata non é per nulla rara, animale temuto per il suo morso, se non infastidito é pacifico.

Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.

Incontro interessante con un piccolo scorpione (Euscorpius sicanus): 

Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.
Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.

Tra i vari animaletti che mi ha fatto veramente piacere vedere c'é stato questa mantide dal mimetismo spettacolare. La immaginavo più grande... ho fatto fatica a realizzare che quel piccolo fuscello di erba secca che il vento faceva dondolare, in realtà fosse lei: Empusa pennata!

Purtroppo il vento non mi ha aiutato molto a realizzare delle belle foto di questo insetto, dalla testa dalla forma extraterrestre.

Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.

Con sorpresa siamo riusciti ad osservare un Gongilo (Chalcides ocellatus tiligugu), animale che pare lento, ma che sa come muoversi nel suo ambiente:

Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.
Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.

Vista l'abbondanza di insetti, immancabilmente i predatori erano presenti, qui uno splendido ragno, Argiope lobata:

Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.

Il ritorno nella civiltà fa credere di essere al sicuro dai vari "mostriciattoli" incontrati in natura...

Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.

... ma i ragni sembrano sapere che deve c'è l'uomo, c'é cibo...

Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.

... e le maledette zecche, cadute dai vestiti mentre ci si fa la doccia, si riappostano subito sul lavandino, pronte ad aggrapparsi al primo che passa:

Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.

Le scampagnate fatte con Johan ...

Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.

... ci hanno portato a reincontrare con piacere Melo, l'uomo dei Biacchi!

Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.

Gli ambienti mediterranei, caldi e secchi sono veramente favorevoli alle mantidi religiose di cui vi mostro alcune foto:

Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.
Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.
Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.

Alcune cose che si incontrano gironzolando:

Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.
Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.
Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.
Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.
Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.

Poi finalmente, anche grazie all'aiuto di Melo, riusciamo a vedere e fotografare un serpente. Si tratta del Saettone occhirossi (Zamenis lineatus), cugino stretto del nostro Colubro di Esculapio (Zamenis longissimus). Alcune  particolarità del Z. lineatus, sono l'occhio generalmente più rosso del nostro Saettone e la quasi costante presenza delle linee longitudinali sulla schiena:

Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.
Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.
Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.

In sei giorni abbiamo esplorato tutti gli ambienti possibili: boschi aperti, boschi più chiusi, colate di lava, roveti, campi di felci, diroccati, muri a secco... di mattina, di pomeriggio, di sera...ma di vipere nemmeno l'ombra!

 

Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.
Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.
Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.
Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.
Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.

L'ultima mattina, con Johan decidiamo di concederci ancora due o tre ore di ricerca, senza grandi speranze di riuscire a trovare quel che speravamo.... quando ad un tratto, finalmente riusciamo ad osservare una giovane femmina di vipera. 

La sua livrea é perfettamente in accordo con l'ambiente in cui vive, ha il colore della pietra vulcanica, dei muschi e dei licheni. Mimetismo indispensabile per sparire tra le rocce immerse nei rovi e nella vegetazione, ambienti spesso sorvolati da rapaci in cerca di prede.

Vi lascio con le foto di questo piccolo gioiello del Monte Etna: Vipera aspis hugyi.

Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.
Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.
Sicilia, alla ricerca delle vipere dell'Etna.

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