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7 maggio 2017 7 07 /05 /maggio /2017 15:19

La primavera iniziata calda, ha avuto gli attesi cali di temperature di cui ormai siamo abituati.

Dopo alcune settimane di tepore, la neve é caduta a basse quote a fine aprile, mettendo un po' di sconforto per chi sperava ad una stagione infinita di osservazioni di rettili.

Nulla di grave, per lo meno nulla di catastrofico, passati i periodi freschi, piante ed animali sanno arrangiarsi e sfruttare le giornate calde che lasceranno posto a notti fresche.

Basta guardare nei prati...gli insetti e altri animaletti sono in piena attività.

 

 

Di seguiro vi mostro le osservazioni che ho fatto assieme agli amici Johan e Yves, tra Vallese, Francia, Piemonte e qualche bella mangiata:

 

 

 

 

 

Primavera fresca.

 

 

 

Grilli, formiche, ragni e cavallette sono indaffarati, chi per accoppiarsi e moltiplicarsi, chi per crescere e riprodursi più tardi:

Primavera fresca.
Primavera fresca.
Primavera fresca.
Primavera fresca.
Primavera fresca.
Primavera fresca.
Primavera fresca.

 

 

 

Zecche....da alcuni anni sembrano essere aumentate, probabilmente gli inveni senza grandi gelate non "ripuliscono" bene i boschi da questi parassiti!

Primavera fresca.

 

 

Tra le giornate particolari, sicuramente merita la giornata di vento che ha seguito una notte gelida. I serpenti non amano il vento, probabilmente infastiditi dalle folate e forse per il calo di umdità che il vento genera, ma malgrado tutto in una zona sempre ventosa, alcune vipere erano esposte a scaldarsi.

Primavera fresca.

La femmina di Vipera aspis atra nella foto ha una livrea molto scura, che potremmo definire melanotica. La cosa particolare però é il fatto che a fine aprile sia piuttosto massiccia e corpulenta, il che fa presupporre che sia gestante. Vista la quota, circa 1900 metri, e il periodo piuttosto precoce, suppongo che questa femmina non sia riuscita a portare a termine lo sviluppo degli embrioni che porta prima della latenza invernale, per cui ha passato l'inverno coi piccoli in pancia. Il fenomeno é conosciuto, ma mal studiato. Generamente si diche che le probabilità di sopravvivenza della femmina sia bassa. Questa per ora ce l'ha fatta!

 

 

 

 

Primavera fresca.

 

 

Sopra, un bel maschio della medesima zona della femmina precedente e della femmina sucessiva.

 

 

 

 

Primavera fresca.
Primavera fresca.

 

 

Sopra altra femmina di Vipera aspis atra osservata poco lontano dalle precedenti e sotto una femmina a cui manca praticamente tutta la coda, forse al seguito di una predazione oppure di un tentativo umano di ucciderla.

 

 

 

Primavera fresca.

 

 

 

Un giro in Piemonte, per osservare Vipera walser ha portao i suoi frutti. Malgrado temperature notturne al di sotto dei zero gradi, abbiamo potuto osservare diversi maschi, freschi di muta, quindi pronti ad accoppiarsi oltre che ad esibire dei colori spettacolari:

Primavera fresca.
Primavera fresca.
Primavera fresca.
Primavera fresca.

 

 

 

 

Tra queste vipere dei Walser, pure una lucertola vivipera (Zootoca vivipara) cercava di scaldare il proprio corpo ai pochi raggi di sole che filtravano tra la nebbia:

 

Primavera fresca.

 

Lasciamo la Vipera walser e le sue pietraie con questo scatto che la rappresenta bene:

 

Primavera fresca.

 

 

 

Una scappatella in Vallese ci ha portato a varie osservazioni di Vipera aspis atra. Pure qui il freddo notturno non scoraggia i serpenti ad uscire appena ne hanno l'occasione:

Primavera fresca.

Sopra una bella femmina e sotto un maschio pure lui molto carino.

Primavera fresca.
Primavera fresca.

Le vipere sanno anche sfruttare il microclima che si crea sotto l'erba secca esposta al sole. Oltre ad offrire un ottima copertura e un buon mimetismo, permette al serpente di scaldarsi rapidamente.

Primavera fresca.
Primavera fresca.

Un bel maschio che mi permette un ritratto del suo muso

Primavera fresca.
Primavera fresca.

Sopra e sotto femmine della medesima popolazione delle precedenti...

Primavera fresca.
Primavera fresca.

... mentre questi due (sopra e sotto) sono dei maschi.

Primavera fresca.

 

 

 

Un giorno trascorso in Francia, ci riserva una sorpresa, temperatura alle 10 del mattino, in zona ombrosa, meno 4 gradi. Al sole ci saranno 2 gradi e un vento gelido batte il suolo... malgrado tutto, dietro ad una roccia osserviamo una femmina di Vipera aspis atra. Nel resto dell'habitat nulla da fare, non c'è anima via!

Primavera fresca.

 

 

 

A quote un po' più basse, nei pressi di una vecchia stalla in disuso osservaimo diversi orbettini (Anguis fragilis)...

 

Primavera fresca.

 

 

 

 

... e poco lontano anche una bella femmina di Colubro di Esculapio (Zamenis longissimus) che digerisce una preda:

Primavera fresca.

 

 

 

Torniamo in Vallese... visitiamo un habitat "famoso" per le belle vipere dai toni rossicci e dai motivi dorsali interessanti e a volte particolari. Vi faccio una carellata di scatti, tutte Vipera aspis atra:

 

Primavera fresca.
Primavera fresca.
Primavera fresca.
Primavera fresca.
Primavera fresca.
Primavera fresca.
Primavera fresca.
Primavera fresca.
Primavera fresca.

Sopra una Natrice dal Collare (Natrix natrix) forse in aguato di anfibi presso una fontana d'alpeggio.

Sotto un altro maschio della medesima specie osservato lungo un ruscello:

 

Primavera fresca.
Primavera fresca.

Tra le pietre calcaree si possono osservare discreti fossili e licheni spavaldi

Primavera fresca.

 

 

 

 

Torno con alcune belle vipere osservate in quella zona:

 

 

Primavera fresca.
Primavera fresca.
Primavera fresca.
Primavera fresca.
Primavera fresca.
Primavera fresca.

La vipera nell'immagine sopra sembra molto fiduciosa e si lascia fotografare senza muovere un ciglio, mentre quella nell'immagine sotto, sembra molto più guardinga.

Primavera fresca.

 

 

Dopo queste giornate fresche, che ci hanno riservato comunque parecche osservazioni, la meteo é peggiorata, nevicate hanno raggiunto le basse quote. Si spera in una giornata di sole subito dopo le nevicate per poter osservare Vipera walser. Malgrado le previsioni, il sole non arriva, cascano pure palline di neve (forse acqua ghiacciata, ma non fiocchi) dalle nuvole. Fa freddo, mentre con l'amico Luca Cavigioli percorriamo gli habitat delle vipere, ci scambiamo sguardi sconcertati. La prima falange delle dita punge dal freddo...ma malgrado questo... tra i rimasugli della neve caduta i giorni precedenti, incontriamo due femmine di Vipera dei Walser. Sono fredde e rallentate, ma totalmente esposte, forse per carpire quel lieve tiepido raggio di sole che traspira dalle nuvole e riftette sul nevischio che cade, forse a loro basta immagazzinare energia dai raggi UV... un mistero...l'unica certezza che ho, é che quel giorno, tra le pietraie piemontesi si aggiravano 4 pazzi, due umani che fotografavano serpi e due Vipera walser  !

Primavera fresca.

 

 

 

 

Copyright © Grégoire Meier 2017. Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

 

 

 

 

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9 marzo 2017 4 09 /03 /marzo /2017 19:02

La fine dell'inverno coincide con il risveglio della natura. Piante e animali, restati latenti per alcuni mesi, si riattivano lentamente, seguendo i capricci della meteo che alterna giornate calde a giornate fredde, giornate coperte a giornate serene. 

I rettili, come molti altri animali e piante, sfruttano ogni minima occasione per scaldarsi e riattivarsi.

Le osservazioni di serpenti sono sporadiche, spesso frutto di numerose uscite andate a vuoto...

Risvegli

Per passare il tempo nelle giornate piovose si possono osservare i muri di casa scovando ragni, come Scytodes thoracica, piccolo e discreto.

 

 

 

 

 

 

 

Risvegli

Se si decide di fare comunque un giro sotto la pioggia, gli incontri coi primi anfibi sono gradevoli. Nella foto una salamandra mi osserva ben rintanata.

 

 

 

 

 

 

Risvegli

Il vantaggio di questo periodo é pure quello di osservare gli habitat usualmente utilizzati dai rettili ed osservarne le "tracce", che spesso la copertura vegetale estiva coprono, come ad esempio delle vecchie mute.

 

 

 

 

 

 

Risvegli

Le lucertole (Podarcis muralis) alle nostre latitudini sono visibili in qualsiasi mese, basta che ci sia un minimo di calore per stimolarle ad uscire timidamente.

Risvegli
Risvegli

I gusti sono gusti.... questo Pyrrhocoris apterus sembra apprezzare un escremento di lucertola.

 

 

 

 

 

 

 

Risvegli

I primi ramarri (Lacerta bilineata) si tengono nascosti sotto l'erba, dove si crea un microclima caldo. Osservato a fine febbraio ad una quota di circa 1000 metri.

 

 

 

 

 

 

Risvegli

Poco lontano dal ramarro, un maschio di Vipera aspis francisciredi si scalda al tiepido sole invernale.

 

 

 

 

 

 

 

Risvegli
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I primi fiori, come l'Helleborus niger, tappezzano i boschi.

Risvegli
Risvegli

Le lucertole (Podarcis muralis) si attivano sempre di più e la primavera coincide col loro periodo degli accoppiamenti. Nella foto in basso si può vedere che l'amore tra lucertole é piuttosto muovimentato, col maschio che afferra la femmina con la bocca per riuscire a congiungere le cloache ed accoppiarsi.

Risvegli
Risvegli

Nel frattempo pure i Pyrrhocoris, ben rimpinzati dai gustosi banchetti fatti in precedenza, si danno da fare.

 

 

 

 

 

 

Risvegli

Un primo biacco (Hierophis viridiflavus), un maschio, si scalda per iniziare il suo periodo riproduttivo.

 

Risvegli
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Glomeris, animaletto che sembra uscito dalla preistoria.

 

 

 

 

 

 

 

Risvegli

Femmina di Vipera aspis francisciredi. Si vede che porta i segni di un parto autunnale, la parte posteriore del corpo é magra e la pelle fa delle pieghe. Assopita col corpo esposto al sole, tiene la testa nascosta sotto ai sassi.

 

 

 

 

 

 

Risvegli

Bebé di biacco (Hierophis viridiflavus) nato alla fine dell'estate 2017.

Risvegli
Risvegli

E pensare che questo serpentello diventerà un tipico "scurson" dalle dimensioni e gli atteggiamenti piuttosto irruenti.

 

 

 

 

 

 

Risvegli

Alcuni giorni dopo aver avvistato la femmina di vipera, la osservo alcuni metri più in là... questa volta nelle foglie secche, ma sempre con la testa nascosta. Speriamo che i predatori siano distratti e che riesca a scaldare bene il proprio corpo, alimentarsi e riprendere massa corporea per sopravvivere e forse accoppiarsi nel 2018.

 

 

 

 

 

 

 

 

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31 gennaio 2017 2 31 /01 /gennaio /2017 16:36

 

VIPERE ITALIANE.

Gli ultimi studi sulla sistematica, l'ecologia e la storia naturale.

 

Questo sopra è il titolo del libro che ho il piacere di presentarvi.

Perché pubblicare un libro cartaceo nell’era del digitale? Perché scrivere un testo su questi animali?

Le ragioni sono diverse…malgrado la digitalizzazione dei testi e il fatto che il libro sia passato di moda, sono convinto che le pagine scritte hanno un impatto diverso, e questa cosa l’ho vissuta di prima persona sfogliando testi cartacei e testi digitali per raccogliere e o verificare le informazioni del libro che viene proposto. Un libro lo si legge, lo si sfoglia, lo si dimentica e lo si ritrova…

L’esigenza di scrivere un libro che parlasse delle vipere italiane è spinta da una voracità personale che negli ultimi anni si è scontrata con un’assenza di testi completi ed interessanti. L’ultimo libro in italiano che tratta l’argomento vipere in modo approfondito e non superficialmente, mischiato agli altri serpenti italiani o europei, risale a diversi decenni.

L’invito da parte di Mauro Grano di scrivere un testo con lui è stata la valvola che ha attivato il tutto. Il libro è anche un modo per valorizzare e dare un senso concreto alle ore passate nel terreno e alle migliaia di foto che “fanno polvere” in un hardisk.

Unendo le competenze di Cristina Cattaneo a quelle di Mauro e alle mie, abbiamo sfornato un libro che vuole essere alla portata di tutti, un libro che vuole interessare e avvicinare ai serpenti anche chi non li ama alla follia. Malgrado una chiave didattica, il libro vuole essere rigorosamente scientifico e ci siamo impegnati ad approfondire alcuni temi e alcuni aspetti legati alla vita di questi serpenti che non sono ancora mai stati esposti in un testo divulgativo. Riteniamo quindi che il libro possa interessare anche appassionati, conoscitori e specialisti di serpenti.

Oltre a curare i testi, ci siamo impegnati a cercare e scegliere un buon numero di fotografie che mostrino la vipera sotto molti aspetti.

Alcune scelte saranno criticabili (tra l’altro tutto è criticabile) ma spero che non ci si fermi alla critica pura e semplice, anzi, mi auguro che possano dare lo stimolo per approfondire e accrescere le conoscenze che tutti noi abbiamo sulle vipere.

Da appassionato, conoscitore e amante delle vipere, con anni di osservazioni in natura e in terrario, posso assicurare a tutti, che le nostre conoscenze su questi animali sono ancora vaghe e le cose da imparare e capire sono parecchie.

 

Riassumendo in poche parole… questo libro è un elogio alla bellezza delle vipere, un libro scientifico-divulgativo che parte dal cuore. Spero che chi acquista il testo, percepisca anche tutto l’amore che ho nei confronti delle vipere.

 

Qui di seguito trovate il link dove potere ordinare una copia:

https://www.amazon.it/Vipere-italiane-Cristina-Cattaneo/dp/8899341435

oppure :

https://www.ibs.it/vipere-italiane-ultimi-studi-sulla-libro-vari/e/9788899341435

 

e altri portali di vendita on -line.

 

 

 

 

Il libro: VIPERE ITALIANE.
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27 dicembre 2016 2 27 /12 /dicembre /2016 13:08

Anche il 2016 è volato… mille idee e desideri di escursioni… poche decine quelli realizzati, ma per lo meno ci sono mete e progetti accatastati per il 2017 e i prossimi decenni!

Andrò avanti a proporvi delle passeggiate virtuali, accompagnate da alcuni scatti “a passo d’uomo”, senza grande tecnica, ma dove chiunque si può rispecchiare… limitandomi ad aprire gli occhi e immortalare un attimo, un incontro.

Gli incontri… oltre che gli incontri naturalistici, una parte importante la riveste l’incontro con le persone. C’è chi si incrocia casualmente ma ci sono soprattutto gli amici con cui si decide di fare un giro. Le discussioni, gli scambi di idee, i disaccordi, i progetti, i desideri che ci uniscono sono sempre fonte di rimessa in discussione. Questo aiuta a crescere, maturare ed evolversi (nella direzione positiva spero).

Mi auguro che la mia pagina continui ad essere utile per dare informazioni sui serpenti delle nostre valli, che la gente continui a contattarmi per identificare un serpente incontrato in una passeggiata, una pelle trovata in giardino, una lucertola portata dal gatto, per capire cosa fare col serpente cascato nella piscina o che vive nel buco sotto le scale dell’orto.

Ogni persona che si china con curiosità sui serpenti, cercando di capirli, o per le meno di rispettarli, danno l’unico valore e l’unica bellezza a questa pagina.

 

Ringrazio tutti: gli affezionati che regolarmente sbirciano qui, i curiosi che ci capitano sporadicamente, chi ci finisce per sbaglio e chi ci arriva per necessità.

Grazie!

 

Auguro a tutti voi un buon 2017!

 

 

Di nuovo fine anno....

Episyrphus balteatus & Corylus avellana

Foto scattata ad una quota di 1000 metri il 25 dicembre 2016

 

 

 

 

 

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9 dicembre 2016 5 09 /12 /dicembre /2016 07:22

Era da un po’ che non avevo avuto l’occasione di osservare Vipera aspis aspis in natura, e quest’estate, con due amici, ho fatto una scappata nel Jura vodese dove vi è la possibilità di osservarla.

Malgrado una fitta vegetazione estiva e un certo caldo, devo dire che le osservazioni sono state soddisfacenti.

Come sempre, per chi è abituato a cercare vipere in montagna, volerle vedere in zone collinari e cespugliose, con poche strutture rocciose, sorprende sempre.

Una volta abituato l’occhio all’habitat e alla livrea della vipera, si inizia a vedere i primi esemplari immobili mentre si scaldano, oppure mentre strisciano nell’intricata vegetazione.

L’interesse di osservare ogni tanto la forma nominale dell’aspis è puramente personale, trovandola comunque molto diversa dalla Vipera aspis atra che possiamo osservare nelle nostre valli a Nord del Fiume Ticino. La morfologia e l’etologia delle due vipere differiscono malgrado vengano incluse sotto la medesima sottospecie da parte di molti.

 

 

 

 

Inizio con alcune foto che ritraggono femmine, dalla livrea piuttosto marrone, e un piccolo:

Una visita alle Vipera aspis aspis
Una visita alle Vipera aspis aspis
Una visita alle Vipera aspis aspis
Una visita alle Vipera aspis aspis
Una visita alle Vipera aspis aspis

 

 

Nelle prossime immagini, un grosso maschio con un disegno dorsale interessante:

Una visita alle Vipera aspis aspis
Una visita alle Vipera aspis aspis

 

 

Un'altra femmina:

Una visita alle Vipera aspis aspis

 

 

Un maschio dal colore rosso-arancione, un vero spettacolo:

Una visita alle Vipera aspis aspis
Una visita alle Vipera aspis aspis

 

Vista l'abbondanza di micromammiferi che abbiamo osservato, non é stato serprendente osservare alcuni animali in digestione, come il maschio seguente. Da notare il suo colore grigio, veramente diverso dal maschio precedente:

Una visita alle Vipera aspis aspis

 

 

Nella foto seguente, una grossa femmina, la foto non rende l'idea della stazza imponenete di questo serpente:

Una visita alle Vipera aspis aspis

 

 

Diversi Colubro di Esculapio (Zamenis longissimus) condividono l'habitat con le vipere, uno si é lasciato immortalare:

Una visita alle Vipera aspis aspis

Durante questa giornata abbiamo assistito ad una messa in scena piuttosto particolare. Ve la introduco, poi lascio spazio alle immagini:

La vipera, animale timido e schivo, preferisce fuggire piuttosto che morsicare.

Se messa alle strette la vipera solitamente si “raggomitola” e poi si difende con dei morsi, partendo comunque con la bocca chiusa.

Raramente la vipera assume un atteggiamento intimidatorio (?) come questo in foto, dove resta con la bocca semi aperta, le zanne in posizione di riposo, ma pronta ad assestare un morso difensivo a chi la minaccia.

Una visita alle Vipera aspis aspis
Una visita alle Vipera aspis aspis
Una visita alle Vipera aspis aspis

 

 

 

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