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20 maggio 2010 4 20 /05 /maggio /2010 06:11

La scorsa settimana ho passato alcuni giorni nel Limousin, regione francese, con l’amico Johan.

L’interessante di questa zona é la possibilità di poter osservare la Vipera aspis aspis e la Vipera berus vivere a pochi metri di distanza l’una dall’altra. La regione offre anche un’abbondante presenza di altri rettili e di parecchi anfibi.

 

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Il Limousin è la regione francese meno abitata e con una popolazione dalle antiche origini. La zona offre parecchie testimonianze della presenza umana sin dalla preistoria, uno stimolo per doverci ritornare, e non solo alla ricerca di serpenti.

Purtroppo le abbondanti piogge non ci hanno regalato molti momenti di sole, per cui le osservazioni di serpenti sono state abbastanza brevi. Visto che lo scopo principale del nostro viaggio era quello di osservare le popolazioni di Vipera aspis, l’unico giorno di sole ci siamo messi alla ricerca di questo serpente, che presenta alcuni individui dalla magnifica livrea rossa.

 

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Per me è stata un’occasione per potermi fare un’idea su di una popolazione di Vipera aspis aspis non Svizzera. Di poter osservare gli individui, i loro habitat e la loro caratteristica fisica.

Queste osservazioni mi hanno convinto ulteriormente che (contrariamente a ciò che molti scienziati di oggi pretendono in base ad analisi genetiche)  c’è una certa differenza tra la Vipera aspis aspis e la Vipera aspis atra. Chiaramente mi piacerebbe osservare ulteriori altre popolazioni e sottospecie di Vipera aspis per poter avere altre impressioni.

L’umidità ci ha portato ad osservare anche parecchi anfibi, che in questo periodo dell’anno, periodo degli accoppiamenti, si concentrano in vari stagni e punti d’acqua scelti in base alle esigenze della loro prole.

 

Vi presento alcuni animali incontrati e alcune fotografie degli habitat esplorati.

 

 

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Bombina variegata, simpaticissimo rospetto dalla pupilla a forma di cuoricino.

 

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Altra Bombina in acqua.

 

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Questo piccolo stagno accoglie ben sette specie di anfibi... purtroppo ne ho visti solo alcuni.

 

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Rana esculenta

 

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Mesotriton alpestris, maschio

 

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Femmina di Dytiscus marginalis, straordinario insetto in grado di volare ma pure di immergersi in acqua, dove passa praticamente tutta la vita.

 

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Triturus helveticus, femmina.

 

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Triturus helveticus, maschio in livrea nuziale.

 

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Gerris, instancabile insettino che pattina sull'acqua.

 

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Avvistamento furtivo di un Triturus marmoratus.


 

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Habitat, composto da prati umidi, di Vipera berus.

 

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Cercando senza successo i Marassi, siamo capitati su questa splendida Natrix natrix.

 

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Orchis mascula (forse).


 

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Vipera aspis aspis, femmina.

 

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Un giovane esemplare.

 

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Esempio di habitat di Vipera aspis aspis.

 

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Carabus (Chrysocarabus) auronitens che si ciba di una lumachina (Capaea).

 

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 Femmina di Vipera aspis dalla livrea arancione.

 

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Ritratto dell'individuo precedente dove si nota une vecchia cicatrice sul muso.

 

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Podarcis muralis, che convivono in gran numero con le vipere.

 

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Giovane Vipera aspis aspis.

 

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Splendido maschio.

 

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Magnifica femminuccia.

 

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Un Menhir, traccia di una presenza umana già in tempi preistorici. Non mi sorprende il fatto di trovare tracce di culti preistorici e celtici in zone dove si osservano vipere. Mi piacerebbe approfondire e studiare il discorso… i Celti costruivano volontariamente i loro luoghi di culto dove vivevano le vipere? Le vipere sono arrivate in questi luoghi di culto grazie all’opera umana che ha tenuto bassa la vegetazione, costruito strutture in pietra e scelto posizioni ben soleggiate? Mi chiedo se si tratta di una convivenza casuale o voluta.


Copyright © Grégoire Meier 2010 . Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

 

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30 aprile 2010 5 30 /04 /aprile /2010 08:52

 

Dopo la latenza invernale i serpenti escono dai loro rifugi per esporsi ai primi tiepidi raggi di sole per termoregolarsi. I maschi sono i primi ad esporsi, generalmente seguiti, dopo qualche giorno, dalle femmine.

 

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Natrix in amore. 

 

I maschi sessualmente maturi, una volta raggiunta una temperatura corporea sufficientemente alta, si mettono freneticamente alla ricerca di una femmina con cui accoppiarsi.

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Accoppiamento di Python regius.

 

 

Le femmine feconde sprigionano un feromone, con cui comunicano il loro stato ricettivo, che attira spesso molti maschi nei loro paraggi.

 

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Una femmina di Natrix natrix alle prese con tre maschi

 

 

Non è raro osservare in prossimità di una femmina numerosi maschi, e non è nemmeno raro osservare una femmina alle prese con più pretendenti. Le Natrix, per fare un esempio, sono famose per “fare dei grovigli di serpenti”, in cui una o più femmine sono letteralmente contorniate da decine di maschi.

 

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 La medesima femmina di Natrix coi suoi tre pretendenti.

 

In alcune specie di serpenti, come ad esempio le vipere e i biacchi, può capitare che quando due maschi in calore si incontrano, ritualizzano un combattimento in cui ognuno cercano di placare il rivale al suolo, attorcigliandosi tra di loro e sollevando il capo. Questi combattimenti sono puramente dimostrativi e i serpenti non si morsicano tra di loro. Curiosamente il vincitore non guadagna un diritto indiscusso all’accoppiamento; é già stato osservato numerose volte che il perdente si accoppia prima del vincitore.

 

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 Cryptelytrops albolabris, il maschio corteggia la femmina.

  

Quando un maschio incontra una femmina la “corteggia” strisciando di fianco e su di lei, colpendola con dei piccoli colpi di testa e colpettini ripetuti di lingua. Mentre accarezza la femmina in quel modo, il maschio cerca di posizionare la sua cloaca in corrispondenza a quella della femmina per poterla penetrare.

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Il maschio di Cryptelytrops albolabris cerca di posizionare la sua cloaca in corrispondenza a quella della femmina.

 

I serpenti sono provvisti di due peni (o emipeni), che a riposo sono ben custoditi nella coda. Al momento dell’accoppiamento il maschio decide quale emipene usare, probabilmente questa decisione è influenzata da quale dei due membri è più vicino alla cloaca della femmina.

 

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Accoppiamento di Orthriophis taeniurus, si vede l'emipene gonfio nella cloaca della femmina.

 

L’emipene dei serpenti è provvisto di piccole “spine” che gli permettono di ancorarsi nella cloaca della femmina, e questo per far fronte all’assenza di arti con cui aggrapparsi alla compagna.

 

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Maschi di Natrix natrix che attorgihliano la loro coda a quella della femmina per mettere in contatto le cloache. 

 

 Può capitare che durante l’accoppiamento la femmina decide di spostarsi, e in quel caso si trascina il maschio, che è obbligato a procedere in retromarcia e di assecondare le manovre della femmina, per evitare di “sganciarsi” o subire dolorose lesioni.

 

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Accoppiamento di Morelia spilota variegata

 

In alcune specie, come ad esempio nella Coronella austriaca, il maschio si tiene alla femmina anche con la mandibola, morsicandole il collo, la testa o il fianco.

L’accoppiamento può durare anche diverse ore e a volte viene ripetuto nei giorni seguenti e con altri partner.

 

Finito il periodo degli amori, femmine e maschi raggiungono le loro zone estive dove si dedicheranno alla caccia, alla deposizione delle uova e allo sviluppo degli embrioni (per le specie ovovivipare).

 

L’osservazione in natura di serpenti che si accoppiano non è sempre molto facile in quanto questi animali sono coscienti della loro vulnerabilità in un momento particolarmente “distrattivo”, per cui spesso gli accoppiamenti si svolgono tra rami, rovi o sotto pietre. A volte, invece, presi dall’eccitazione i serpenti sembrano non curarsi della nostra presenza e circolano distrattamente a pochi metri da noi.

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Queste vipere erano a pochi metri da me, troppo occupate per vedermi 

 

 

Le foto degli accoppiamenti che ho potuto fare in natura non mostrano  molto bene l’avvenimento, per cui ho arricchito l’articolo con accoppiamenti avvenuti nei miei terrari. Anche in terrario comunque non sono riuscito ad ottenere le foto volute, forse a causa di scrupoli personali che mi hanno spinto a non volere disturbare troppo gli attori.

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Accoppiamento di vipera aspis fotografato in un cespuglio, si possono notare le code dei due partner, e si indovina che sono legati tra loro nella zona della cloaca attraverso l'emipene del maschio, che crea un rigonfiamento nella cloaca della femmina. 

 

 

 

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29 marzo 2010 1 29 /03 /marzo /2010 12:54

Anche quest’anno finalmente la primavera é arrivata.

La ricerca del “mio” primo serpente della stagione mi ha portato a fare diversi altri incontri veramente interessanti, alcuni dei quali vi illustro di seguito:

dsc 1110Genopteryx ramni, che si scalda al sole dopo un lungo inverno.


dsc 1410Quest coppia di coccinelle (Coccinella septempunctata) sentiva proprio aria primverile.

Primavera-20010 1627Helleborus viridis, pianta tossica del nostro sottobosco.

1449Un grillo (Gryllus campestris) intento a fare le pulizie di casa...

Primavera-20010 2557...mentre questo bruco preferisce portarsi la casa in spalla.

In una giornata di leggera pioggia ho avuto la fortuna di osservare diversi esemplari di Salamandra salamandra salamandra.

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Ho assistito anche ad un accoppiamento, o per lo meno ad un tentativo di accoppiamento di questi splendidi animali.

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Dopo questo abbraccio ognuno riprende la propria strada.
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Poco lontano delle femmine mettevano al mondo le loro larve.


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deponQueste sono delle larve di salamandra appena nate.


dsc 1310Splendida (Vanessa urticae o Aglais urticae) che si fa ammirare.

dsc 1511Piccoli aracnidi (Trombidium holosericeum) indaffarati.

fioUn delicato fiore primaverile.

dsc 1412Pyrrhocoris apterus... il maschio appare piuttosto esausto mentre la femmina sembra avere altre vedute.

dsc 1510Questo ragnetto sperava che non lo vedessi...

Primavera-20010 1744... mentre molti non vorrebbero più vedere il cormorano (Phalacrocorax carbo) nel nostro cantone!
 

Ed infine, dopo queste belle “avventure”, ho potuto osservare un maschio di Vipera aspis francisciredi.

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19 marzo 2010 5 19 /03 /marzo /2010 16:42

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La lucertola muraiola (Podarcis muralis) è sicuramente il rettile più comune e meno temuto della nostra regione, la sua curiosità ed il fatto che si abitua alla presenza umana ce la rende piuttosto familiare e simpatica. 
Questo sauro può raggiungere una lunghezza massima di 20 cm inclusa la lunga coda e si nutre essenzialmente di piccoli invertebrati (insetti, ragni e vermi) anche se non disdegna a volte delle bacche e dei piccoli frutti.

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La lucertola muraiola ha una livrea molto variabile: il dorso può essere grigio o bruno con eventualmente dei riflessi verdastri o bluastri. Le femmine e i giovani individui hanno spesso una linea scura sui fianchi e a volte una linea scura che corre lungo la schiena.
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Femmina di lucertola

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Giovane Podarcis.

I maschi hanno una livrea più difficile da descrivere in quanto possono presentare sul dorso una specie di motivo reticolato o come le femmine, una linea dorsale. La pancia può essere biancastra, rosa, rossa, gialla o arancione e alcuni maschi presentano pure delle macchie blu nei fianchi.
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Un maschio con macchie blu nei fianchi.
 

Secondo alcuni ricercatori in Ticino è presente la sottospecie Podarcis muralis maculiventris.

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Splendido maschio 

 

La lucertola è riuscita a colonizzare e ad adattarsi pure alle città, a condizione di poter usufruire di nascondigli quali crepe e fessure dove si può rifugiare in caso di pericolo. La sua struttura corporea agile, appiattita e provvista di zampe con forti artigli,  si è adattata ad un modo di vita “alla verticale”.
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I suoi habitat preferiti sono muri a secco, pareti rocciose, sassaie, bordi di ferrovia, ecc., comunque sempre ambienti ben soleggiati e ricchi di nascondigli. 

Come tutti i rettili del Ticino, anche la lucertola ha un periodo di latenza invernale che può durare diversi mesi, a dipendenza delle condizioni meteorologiche. Non è comunque raro osservare lucertole anche nelle giornate soleggiate d’inverno.
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Osservate come questo individuo ha appiattito il corpo per aumentare la superficie corporea esposta al sole.
 

In primavera, quando le temperature si rialzano, le lucertole passano lunghe ore a termoregolarsi al sole, rimanendo sempre vigili agli eventuali pericoli. Alcune settimane più tardi iniziano i periodi degli amori, in cui i maschi difendono assiduamente il proprio territorio dagli altri maschi, arrivando pure a delle vere e proprie lotte. Gli accoppiamenti possono sembrare poco teneri, in quanto il maschio afferra i fianchi della femmina con le mandibole per riuscire a mettere a contatto le cloache e poter copulare.
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Qui possiamo ben notare il maschio che afferra la sua compagna.

 

La femmina depone dalle 4 alle 10 uova in un buco che scava nel terreno o sotto ad una pietra, e la schiusa avverrà una decina di settimane più tardi.

La maturità sessuale della lucertola muraiola è di due anni, mentre la sua speranza di vita è di 5 o 6 anni.
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Bella femmina a cui sta ricrescendo la coda persa in precedenza.

Oltre alla fuga e al mimetismo, per eludere i nemici, la lucertola, è in grado di “perdere” la coda (autotomia), che ha la capacità di rigenerarsi e quindi ricrescere. La ricrescita avrà però una colorazione diversa di quella originale. Sono conosciuti alcuni casi in cui in seguito ad una lesione della ricrescita, quest’ultima si biforca.
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Son riuscito a fotografare solo la coda biforcuta...
 

Oltre a dover temere alcuni serpenti, vari uccelli e i gatti, la Podarcis muralis è minacciata dalla distruzione dei suoi habitat e dall’uso di pesticidi da parte dell’uomo.
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Potete vedere altre immagini di lucertole nell'album foto che trovate sulla destra.
 

 

 

 

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22 febbraio 2010 1 22 /02 /febbraio /2010 17:01

Vorrei parlare un po’ di un rapporto uomo-serpente che sta prendendo sempre più piede anche tra di noi, cioè la “terraristica” o “terrariofilia”.

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Il fatto di tenere in casa dei serpenti (ma pure altri rettili, anfibi, insetti, aracnidi,…) sorprende alcune persone, che si chiedono cosa un’animale del genere possa dare all’uomo, come se fosse obbligatorio che un rapporto uomo-animale dia sempre affetto, sottomissione, cibo, e via dicendo.

Se oggi l’acquario coi pesciolini è diventato normale, il terrario col serpente non è ancora ben visto anche se, secondo me, hanno una radice comune, cioè quella di ricreare, in piccola scala, un ambiente naturale dove farci vivere degli animali.

Oggi la tecnologia, l’esperienza dei precursori, i libri divulgativi e le numerose informazioni reperibili via internet, danno molte facilità nell’allevamento dei rettili. Ancora solo qualche decennio fa allevare un rettile era privilegio di zoo, rettilari  e qualche personaggio originale.

Dal punto di vista etico il problema si pone chiaramente: con quale diritto l’uomo si permette di rinchiudere in gabbia degli animali? Questo è un discorso lungo e credo senza una vera e propria risposta, come tutti i problemi etici che coinvolgono gli animali (animali da macello, caccia, pesca, cani, gatti, canarini, e via dicendo).
Col tempo si è riusciti a riprodurre in cattività innumerevoli specie di rettili, anfibi, invertebrati, ecc., quindi gran parte di quelli allevati nelle nostre case sono discendenti di animali nati in cattività, per cui non sono più animali strappati alla libertà  e alla natura. Poi anche qui, sta nell’etica di ognuno accertarsi che il proprio serpente provenga da allevamenti e non dalla natura.

Visto il crescente interesse verso questi nuovi animali da compagnia (come sono spesso definiti dai media), molti paesi elaborano leggi (non sempre molto intelligenti purtroppo) per regolamentare il fenomeno.

Se ora la terraristica è alla portata di molti, e viene esercitata per svago e passione, inizialmente è nata a scopi scientifici, permettendo agli studiosi di poter osservare alcuni comportamenti difficilmente osservabili in animali liberi in natura.

Oggi in mezzo ai numerosi allevatori di rettili troviamo tra i migliori esperti del settore, spesso specializzati in un determinato gruppo di animali (chi i gechi, chi i pitoni, chi i crotali, …), ed il tutto, spesso, imparato in modo autodidatta, guidati dalla passione e dall’amore per gli animali che allevano. 

A volte mi ritrovo davanti a persone che proprio non capiscono come uno possa allevare rettili, questo per vari motivi, tra cui quello scaturito da una certa paura (=ignoranza), altri per pseudo-motivi animalistici. Dalle varie discussioni emergono parecchi preconcetti nei confronti della terraristica.
Ecco alcuni esempi che mi sono venuti in mente di getto e che esporrò in chiave un po’ ironica: 

-spesso mi si chiede  di quanti serpenti è composta la mia collezione. Francamente colleziono un sacco di altre cose, ma non esseri viventi, chi si sognerebbe si chiedere al vicino di casa quanti gatti o canarini colleziona, o al contadino quante capre colleziona?

-il fatto che il serpente  si nutra di una preda riconoscibile urta la sensibilità di chi si mangia il filetto di puledro assieme a me, o che convive con cani e gatti che si cibano di crocchette alla carne.

-il signore che ha appena preso a bastonate l’orbettino nel suo prato e che si commisera sulla prigionia di una vipera.

 

Lo scopo di questo articoletto non è quello di fare propaganda per l’allevamento di rettili, per cui non mi dilungo oltre e concludo mettendo in evidenza alcuni pro e contro del fenomeno.

I contro sono sicuramente legati a fenomeni di moda, in cui alcune persone comprano, su un colpo di testa, un rettile da mettere a casa senza informarsi adeguatamente sulle sue esigenze, ed una volta confrontati a vari problemi se ne liberano. Un’altro punto negativo è sicuramente legato a personaggi poco scrupolosi che lucrano commerciando animali prelevati dalla natura.

I punti positivi sono da vedere in un lavoro educativo, in grande o piccola scala, poco importa, ma chi alleva "ad opera d’arte" e con passione un rettile, un anfibio, un ragno, uno scorpione, un insetto, o altro, immancabilmente comunicherà questo suo amore a chi lo circonda, generalmente ridimensionando i pregiudizi, le paure e la repulsione nei confronti di questi animali.

Diciamo che mi piace considerare i serpenti che allevo come gli ambasciatori dei loro fratelli liberi.

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