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4 luglio 2011 1 04 /07 /luglio /2011 12:32

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Recentemente, osservando vipere nel loro habitat, ho potuto assistere alla muta di una vipera. Per condividere con voi alcune fotografie che ho scattato, rispolvero un articolo scritto alcuni mesi fa, condensandolo e lasciando spazio alla sequenza fotografica.

 


Diverse volte all’anno i serpenti “cambiano pelle”, questo fenomeno vien chiamato ecdisi o più comunemente muta.
Contrariamente ai mammiferi che si “desquamano” continuamente e in modo meno appariscente, i serpenti si sbarazzano delle cellule superficiali dell’epidermide in un colpo solo. 


Vipera aspis atra. Notate l'opacità della sua livrea, sintomo che é prossima a sbarazzarsi dell'esuvia.


La muta vien preceduta da un paio di settimane di “preparazione”, in cui lo strato di epidermide superficiale si separa da quella profonda. Per favorire questa separazione, tra i due strati di epidermide viene a crearsi un sottilissimo strato di liquido opaco, che possiamo facilmente notare nell’aspetto lattiginoso degli occhi e in una certa opacità generale del serpente. 
Dopo qualche giorno questo liquido viene riassorbito per lasciare spazio a dell’aria. 


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Coronella austriaca dallo "sguardo lattiginoso".




Vipera aspis atra con l'occhi opaco.

Una volta finito questo ciclo di rigenerazione cutanea, il serpente inizia a staccare l’esuvia (la vecchia pelle, per intenderci) a partire dalla bocca, strofinandosi a rami, pietre e altre superfici solide, finché ha liberato la testa, poi strisciando e con movimenti e pressioni del corpo, incaglia l’esuvia a oggetti circostanti per poi sfilarsi dal vecchio rivestimento corneo (un po’ come noi facciamo togliendoci le calze).
Alla fine dell’operazione troviamo da una parte un serpente bello, lucido e brillante, e dall’altra un calco vuoto su cui possiamo vedere tracce dell’ornamentazione del serpente e osservare l’impronta delle squame, incluse quelle che rivestono l’occhio.

Di seguito potrete vedere l'intero procedimento:

 

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La vipera stacca l'esuvia, strofinando il muso...

 

 

 

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... prima di trovare dei rami o delle superfici solide dove incagliare la "vecchia pelle"...

 

 

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... e sfilare dolcemente il suo corpo dal vecchio rivestimento.

 

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A operazione finita, si riposa e si lascia ammirare!

 

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Copyright © Grégoire Meier 2011 . Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

 


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5 giugno 2011 7 05 /06 /giugno /2011 09:43

Quest’anno con l’amico Johan abbiamo deciso di andare a vedere una delle popolazioni di Vipera aspis più ad Est del suo areale. Questa zona coincide con una delle ripartizioni più ad Ovest della Vipera ammodytes

In questi territori le due specie si possono osservare a poche centinaia di metri di distanza l’una dall’altra, e a volte nel medesimo habitat. Questa convivenza porta, a volte, all’ibridazione tra le due specie (discorso che mi interessa particolarmente).

Le zone che abbiamo esplorato sono situate in Italia, nella Provincia di Bolzano e in Friuli (per motivi di protezione non darò maggiori dettagli delle ubicazioni).

Vista la vastità degli habitat, il caldo e la vegetazione rigogliosa, abbiamo avuto solo un paio di incontri con le vipere, incontri molto soddisfacenti.

Nel Trentino avremmo potuto osservare la Vipera ammodytes ruffoi, sottospecie oggi non più riconosciuta dagli scienziati, ma che rimarrà comunque legata a queste vipere che vivono nella zona di Bolzano. Per osservare la vipera dal corno ci siamo spinti in Friuli, dove abbiamo trovato una giovane femmina di Vipera ammodytes ammodytes, dai colori particolarmente chiari, caratteristica riscontrabile anche nella ruffoi. Questo tipo di livrea è un adattamento al tipo di habitat, composto da pietre chiare ricoperte da muschi e licheni.

Prima di presentarvi un paio di foto degli incontri che abbiamo avuto, tengo a ringraziare Johan De Smedt, Claudio Bagnoli e la sua gentilissima moglie Ornella, Wolfgang DibiasiIvan Plasinger per le belle ore passate assieme.


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Tipico habitat della Vipera ammodytes in Trentino-Alto Adige.

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Una Natrice tasellata osservata presso un torrente.


 

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L'habitat in cui abbiamo osservato la Vipera aspis.


 

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Femmina gravida di Vipera aspis francisciredi.


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Pietraia molto vasta in cui vivono le ammodytes.


 

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Coronella austriaca, femmina.

 

 

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Colubro di Esculapio un po' irritato.

 

 

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Un ghiro, possibile preda del serpente precedente.

 

 

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Natrix natrix.

 

 

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Tipico ambiente in cui si possono osservare serpenti.

 

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Ragno che vive nel medesimo habitat di Vipera ammodytes, hanno una colorazione simile.


 

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Hierophis viridiflavus.

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Claudio Bagnoli (che studia la Vipera ammodytes in Friuli da oltre 25 anni), sua moglie Ornella (che ci ha preparato ottime cene), una loro amica e Johan De Smedt.

 

 

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Tipico habitat della vipera dal corno in Friuli.



Termino con qualche scatto della giovane femmina di Vipera ammodytes ammodytes che stava digerendo una preda.


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La colorazione chiara della Vipera ammodytes si amalgama al colore delle pietre tra cui vive.


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Copyright © Grégoire Meier 2011 . Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.



 



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23 maggio 2011 1 23 /05 /maggio /2011 11:16

Come ormai da tradizione, ho passato tre giorni di osservazioni ticinesi con l’amico Yves.

Le nostre giornate ci hanno permesso di incontrare vari serpenti del nostro Cantone, che ora vi mostro in una serie di fotografie. Per dispetto ne metto anche un paio che ho scattato nelle escursioni precedenti.

 

La prima giornata l'abbiamo dedicata alla vipera di redi (Vipera aspis francisciredi), geograficamente presente nel SottoCeneri. Abbiamo trovato solamente delle femmine, quasi tutte gravide.

 

redi1

 

redi testa2

 

redi2

 

redii

 

redi ferita

Quest'ultima vipera presenta delle evidenti ferite cicatrizzate, mi ha fatto piacere osservarla anche quest'anno visto che l'avevo fotografata anche nel 2010.

 

 

Abbiamo pure incontrato una piccola Coronella austriaca, praticamente impossibile da fotografare tanto era vivace.


coronella

 

 

Sulla strada del rientro abbiamo avuto la sorpresa di incrociare due spledidi Zamenis longissimus.  Era da molto tempo che non osservavo un Colubro di Esculapio dalle dimensioni ragguardevoli come questi due maschi, che si avvicinavano e superavano i 150 centimetri di lunghezza.

escul 1

 

Esculapio

 

Brunelli

Yves Brunelli con uno di questi grossi colubri.

 

Esculapio int

 

Esculap

 

Esculapio testa

 

 

insetto

Buprestis, piccolo coleottero che spicca il volo.

 

 

Il giorno seguente siamo andati ad osservare la Vipera delle Alpi (Vipera aspis atra).

 

atra muta

Femmina prossima alla muta.

 

 

atra mel

Maschio melanotico.

 

atra bella testa

Splendida femmina dal colore quasi indefinibile.

 

11


 

 

pisaura

Pisaura mirabilis.

 

 

 

Sulla strada del ritorno ci siamo fermati lungo il fiume per scovare qualche Natrix tessellata.

 

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tassel acqua

 

tassel

 

 

L'ultimo giorno, forse a causa del forte caldo, abbiamo fatto pochi incontri. L'unico é stato con un paio di Natrix natrix giovani.

 

nat

 

carniv

Son sempre felice di poter scovare qualche pianta carnivora come questa Pinguicola


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Splendidi cavalli!


 

E pensare che nella zona che abbiamo perlustrato non sono rari gli incontri coi biacchi, i saettoni e le vipere... sarà per la prossima volta!

 

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Giovane Hierophis viridiflavus.

 

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Colubro di Esculapio in esplorazione lungo un muro a secco.

 

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Vipera aspis francisciredi.

 

 


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26 aprile 2011 2 26 /04 /aprile /2011 13:39

 

 

Scrivo questo articolo per consigliare l’uso dell’Ecosave in caso di morso da vipera.

L’Ecosave è uno stimolatore elettrico in grado di emettere scariche ad alto voltaggio e a basso amperaggio.

 

Ecosave light

Foto per gentile concessione di Tecnimed srl


I morsi delle vipere generalmente lasciano, sulla parte colpita, due ferite a forellino simmetriche, provocate dai denti veleniferi. Su queste vanno appoggiati gli elettrodi dell'apparecchio, procedendo con una prima scarica. Facendo poi perno su un elettrodo posto su una delle due ferite, si applicano in senso circolare da 3 a 7 scariche. Nella stessa maniera si ripete l'operazione sulla seconda ferita, in modo da trattare interamente tutta l’area interessata.

Ecosave è utile contro i morsi di vipera, il cui veleno agisce localmente come agente emocitotossico. L'azione di Ecosave non è efficace contro il veleno neurotossico che viene trasmesso attraverso le fibre nervose, come quello del cobra e di altri animali.

Altre particolarità, controindicazioni e modi di uso li trovate sul sito http://www.tecnimed.it/ecosave.html da dove ho già preso le indicazioni precedenti.

 

In pratica gli stimoli elettrici prodotti dall’Ecosave neutralizzano o modificano alcune componenti del veleno di vipera, riducendone gli effetti sul nostro organismo.

 

Nel settembre dello scorso anno, mentre svolgevo delle operazioni di pulizia nei miei terrari, una Vipera ammodytes di piccole dimensioni mi ha morso la mano.  Non è stato un morso difensivo, ma probabilmente la vipera ha scambiato la mia mano per una preda.

 

am3

Vipera ammodytes


Subito dopo il morso ho rimesso la vipera nel terrario e ho dato alcune scosse, nella zona del morso, con l’Ecosave. Tengo a precisare che mi sono limitato a dare una decina di impulsi. Se avessi dato ulteriori impulsi (come consigliato dal produttore), sicuramente avrei avuto sintomi più leggeri. Ho aspettato alcuni minuti per vedere se avevo dei sintomi di avvelenamento, che si sono manifestati dopo una decina di minuti, con un gonfiore alla mano che lentamente si estendeva all’avambraccio. Mi sono recato all’ospedale dove sono stato monitorato per alcune ore, monitoraggio e analisi che hanno  dimostrato che presentavo unicamente degli effetti locali.

In pratica ho avuto unicamente l’avambraccio gonfio per una decina di giorni, dolori che si estendevano dalla mano fino al gomito (dolore che ricordava una martellata) e un ecchimosi alla mano. Ho seguito per qualche giorno una cura di antiallergici per scongiurare altre reazioni.

 

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Questo é il gonfiore una ventina di minuti dopo il morso.


Grazie all’utilizzo dell’Ecosave gli enzimi  presenti nel veleno di Vipera ammodytes, che solitamente provocano necrosi e sintomi più generalizzati (nausea, vomito diarrea, ecc.) sono stati neutralizzati.

Ho potuto constatare che ciò che avevo osservato col mio caso di morso di vipera trattato con l’Ecosave era già stato osservato  e documentato in un articolo del 2008 di Claudio Bagnoli e Augusto Cattaneo, "Note sulla biologia di Vipera ammodytes in alcune località del Friuli".

 

Con questo articolo mi permetto di consigliare a tutti coloro che regolarmente sono a contatto con vipere, escursionisti, cacciatori, ecc. di procurarsi questo piccolo apparecchio. Il suo uso non è per niente invasivo, e può permettere a chi, malauguratamente, viene morso da una vipera, anche in montagna, di recarsi all’ospedale sulle proprie gambe.

 

Tengo a ringraziare Claudio Bagnoli per il prezioso aiuto, la ricca documentazione, le numerose informazioni e la gentilissima disponibilità.

 

Un grazie anche alla ditta TECNIMED srl per la disponibilità e la documentazione. Potete acquistare l’Ecosave direttamente da loro:  http://www.tecnimed.it

 

Se siete interessati potete richiedermi alcuni documenti che trattano l’argomento in modo più approfondito.

 

 

 

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15 aprile 2011 5 15 /04 /aprile /2011 08:46

Solitamente preferisco non mettere collegamenti esterni, per evitare gelosie o essere legato a qualcuno, ma in questo caso, visto lo scopo didattico e di sensibilizzazione, propongo l'ottimo film documentario realizzato dall'amico Patrick Wermelinger.

 

 

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