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13 settembre 2010 1 13 /09 /settembre /2010 13:20

Internet permette uno scambio di informazioni eccezionale, e da la possibilità, come nel mio caso, anche a persone ordinarie di poter condividere passioni e conoscenze in modo libero e autonomo, il tutto senza grossi investimenti di soldi.

 

Il rovescio della medaglia? Gli approfittatori,ladri e maleducati.

 

Mi dispiace uscire dai soliti argomenti che tratto per “perdermi” in sterili polemiche, ma uno sfogo a volte ci sta pure bene. È il vantaggio appunto di internet e di un blog come il mio, lo gestisco io e posso esprimere ciò che voglio.

 

Per questioni di convinzione personale ho sempre pubblicato le mie foto senza sfregiarle con scritte, firme e altri marchi (rare eccezioni sono state fatte in individui particolarmente rari di vipere). Il motivo è semplice, non campo (purtroppo) con la mia passione dei serpenti e della loro fotografia, e la mia ingenuità mi ha sempre fatto credere che se uno volesse usare o pubblicare una mia foto sarebbe stato abbastanza educato a chiedermi il permesso.

Non ho mai rifiutato l’uso delle mie fotografie ha chi me lo ha chiesto, a patto che venissero usate a scopo divulgativo e in linea con il mio pensiero di sensibilizzazione al “problema serpenti” . Non ho mai chiesto nemmeno un centesimo a chi usa o ha usato mie foto, unico vincolo é quello di citare il fotografo e la fonte, e, in caso di pubblicazioni cartacee, averne una copia.

Girovagando in rete, mi capita di incappare in mie foto “rubate”, e solitamente, dopo aver contattato chi le pubblica senza avermelo chiesto, la cosa si risolve educatamente e bonariamente con l’aggiunta del mio nome sotto la fotografia.

Recentemente mi sono imbattuto in un filmato di una nota emittente televisiva…e cosa vedo in uno schermo di sottofondo? Delle immagini di vipere che scorrono, tra cui un paio scattate da ma.

Dopo aver mandato un paio di e-mail all’emittente… aspetto ancora una risposta malgrado siano passati un paio di mesi.

 

Da una parte, il fatto che vengano usate mie foto da un noto canale TV, può essere lusinghiero, ma la loro maleducazione non lo è affatto. Che un amatore si serva “abusivamente” di foto pescate qua e là in rete passa ancora, ma imprese con benefici milionari…. che vergogna!!!

 

Qui sotto trovate il link di una trasmissione televisiva interessante… oltre ad un contenuto relativamente semplice e concreto, vanno ammirate le foto che scorrono in sottofondo!!

 

 

 

 

link

 

oppure questo

 

link

 

 

 

 

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31 agosto 2010 2 31 /08 /agosto /2010 11:13

Il 70% dei serpenti sono ovipari, cioè depongono delle uova, spesso sotto a del materiale vegetale in decomposizione o comunque in posti con delle precise caratteristiche che mantengono un’umidità elevata e un certo calore, necessari all’incubazione delle uova. La maggior parte dei serpenti ovipari non si occupa delle proprie uova, abbandonandole al loro destino.

 

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Schiusa delle uova di Orthriophis taeniurus frisei, colubro asiatico.

 

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Se osservate bene, in cima al musetto del serpente potete notare il dente dell'uovo, che permette al serpentello di incidere il guscio dell'uovo. Questo dentino cade poche ore dopo la schiusa o dopo la prima muta.

 

 

 

 

Le vipere, e altri serpenti, sono invece ovovivipari, cioè le femmine mantengono le uova nel loro corpo, dove è garantita una giusta umidità e una temperatura appropriata e costantemente aggiustata dalla femmina, mediante i suoi spostamenti per termoregolarsi.

 

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Questa femmina di Vipera ammodytes porta in lei 14 viperotti, e la sua pelle é tesissima.

 

 

Il vantaggio di questo sistema è che le uova sono meno esposte ai predatori, ma fondamentalmente  porta pregiudizio alla madre, che si ritrova più vulnerabile e meno agile per via della massa che porta in lei. Quando gli embrioni raggiungono una certa stazza, la femmina non si nutre più, per motivi puramente pratici, non avendo più spazio per ingerire delle prede, e questo può portare ad un calo di energie e scompensi minerali.

Quando i serpentelli sono sviluppati e pronti a nascere, la madre li espelle dal proprio corpo, ancora avvolti da una sottile membrana trasparente, che loro bucheranno velocemente per poter respirare e trovare un nascondiglio dove rifugiarsi.

 

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Viperetta ancora avvolta nella membrana.

 

 

Riuscire a fotografare la nascita di piccole vipere in natura è piuttosto difficile, in quanto bisogna avere la gran fortuna di passare nel posto giusto al momento giusto.

Negli ultimi giorni nei miei terrari  sono nati vari serpenti, tra cui alcuni cuccioli di Vipera ammodytes, che ho avuto la fortuna di poter immortalare nei loro “primi passi”.

 

 

Ecco come nasce una vipera:

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La foto seguente mostra l'espulsione di un piccolo morto, operazione assai più laboriosa che non l'espulsione dei giovani vivi.

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Questa é parte della "cucciolata".

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Per chi volesse approfondire l'argomento, consiglio la lettura del libro "Vipere italiane" dove viene spiegata bene la cosa:

 Il libro si può reperire facilmente in libreria oppure lo si può ordinare su vari siti, come ad esempio questo:

http://www.amazon.it/Italiane-sistematica-lecologia-naturale-illustrata/dp/8899341435

 

Copyright © Grégoire Meier 2010 . Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

 

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10 agosto 2010 2 10 /08 /agosto /2010 12:08

Nei primi giorni di agosto ho avuto la visita di un caro amico, Melo, che era interessato ad osservare alcuni serpenti, rettili e anfibi che non ha la possibilità di vedere in Sicilia.

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Melo con una Zootoca vivipara


Per l’occasione abbiamo “organizzato una vera e propria squadra” di ricercatori appassionati, composta da Patrick il “salamandraio”, Yves che non ha più bisogno di presentazioni e la mamma di Melo, Francesca, che si è goduta i paesaggi e le passeggiate sul lungolago (alla ricerca delle tassellate…).

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Patrick, Melo e Francesca


L’arrivo di Melo mi ha permesso di finalmente incontrare Ale, un mio assiduo lettore, specialista di Lepidotteri, che ringrazio per averci portato in una valle dove abbiamo avuto un incontro interessante con uno dei nostri serpenti poco comuni.

 

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Yves, Melo e Patrick intenti a fotografare una vipera.


Ora lascio spazio alle foto di alcune osservazioni che abbiamo fatto.

 

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Il primo serpente incontrato é stato questo colubro verdegiallo (Hierophis viridiflavus).


 

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Seguito da questa Vipera aspis francisciredi.


 

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Poi ci siamo trasferiti in una zona di Vipera aspis atra, dove ne abbiamo osservate diverse.

 

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Abbimo pure trovato il cadavere di questa magnifica femmina gravida, uccisa da un ignorante e buttata con orgoglio in mezzo al sentiero.

 

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Coronella austriaca, maschio.

 

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Splendida Vipera aspis atra, maschio.

 

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Ritratto della vipera precedente.

 

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Un ramarro (Lacerta bilineata).

 

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Vipera aspis atra, femmina dalla colorazione particolare.

 

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Splendido maschio, della medesima popolazione della vipera precedente e di quella successiva.

 

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Coronella austriaca.

 

 

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Giovane Vipera aspis atra con una moneta per evidenziarne la piccola dimensione.

 


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Vipera aspis atra, femmina.

 

 

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In riva al Ceresio abbiamo osservato Natrix tessellata.


 

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Vipera aspis francisciredi.

 

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Patrick é riuscito a scovare qualche Salamandra atra, appena fuori Canton Ticino.


 

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Dove abbiamo osservato anche la lucertola vivipara (Zootoca vivipara).


 

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Rana temporaria.


 

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Zootoca vivipara, in una valle che ci ha mostrato Ale, probabilmente la popolazione ticinese più a Sud.


 

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Cibo per serpenti...

 

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Bella Lycaena (se ci ho azzeccato, non mi sbilancio oltre...)


 

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Poi Melo ha scovato uno splendido maschio di Vipera berus.

 

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Colgo qui l’occasione per ringraziarvi tutti per la vostra gentilezza, pazienza, disponibilità, competenza, allegria e l'entusiasmo che hanno reso questi giorni veramente memorabili, dove abbiamo condiviso emozioni e meraviglia di chi fa quello che ama, e lo fa con passione.

 

Per vedere altre foto di questa settimana potete andare negli album qui sulla destra, dove ne trovate uno intitolato come questo articolo.

 

Copyright © Grégoire Meier 2010 . Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.


 

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13 luglio 2010 2 13 /07 /luglio /2010 09:23

Quest’anno, come spesso accade, siamo passati dal fresco di fine inverno al caldo torrido dell’estate.

I serpenti sono animali ectotermi, cioè con una temperatura corporea influenzata da fattori esterni. Per poter svolgere le loro attività fisiologiche (riproduzione, digestione,…) i rettili hanno bisogno di una temperatura corporea minima, ma non sopportano comunque temperature troppo elevate. In periodi di forte caldo, come abbiamo nelle ultime settimane, i serpenti non si espongono molto al sole, proprio per evitare un fatale surriscaldamento.

Probabilmente alcuni serpenti non escono nemmeno dai loro rifugi, limitandosi a spostarsi all’interno di essi, variando la profondità (e quindi la temperatura) in cui stare.

Altri serpenti, spesso esemplari in muta, in digestione, o femmine gravide si esporranno solo qualche minuto al sole, tanto per aumentare di qualche grado la loro temperatura, prima di tornare nei loro rifugi.

La fitta vegetazione crea anche degli ambienti ideali, di sole e ombra, che i serpenti prediligono per esporsi parzialmente al sole. Questi giochi d’ombra sono pure degli ottimi aiuti al mimetismo.

Questa stagione ci offre meno possibilità di osservare serpenti, cosa che ci permette di soffermarci su altre piccole meraviglie cha popolano le nostre valli.

 

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Bella Vanessa (Aglais uricae), ne avevo viste in primavera e continuano ad accompagnarci in estate.


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Maschio di Vipera aspis atra, prossimo alla muta.


 

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Femmina della medesima popolazione del maschio precedente.

 

 

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Una romantica coppietta (Pyrrhosoma nymphula)...


 

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Questa coppietta sembrerà a molti un po' meno romantica...


 

 

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Giovane Natrix natrix che cacciava dei girini in una piccola pozza.


 

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Ragnetto su piante acquatiche.


 

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Grossa femmina di Vipera aspis atra in esplorazione su di un vecchio tronco.


 

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Interessante ragno Atypus dalla vita sotterranea.


 

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Grosso maschio di Coronella austriaca, prossimo alla muta.


 

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Un giglio.


 

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Femmina di Vipera aspis atra.


 

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Aporia crataegi


 

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Mimetismo della Coronella austriaca.


 

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Coronella austriaca.


 

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Dettaglio della testa di una coronella.


 

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Philaeus chrysops, maschio.


 

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Altra Coronella austriaca.


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Maschio di Vipera aspis francisciredi, prossimo alla muta e con una fastidiosa formica.


 

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Bruco di... Lasiocampa (Pachygastria) trifolii


 

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Ragnettino salterino.


 

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Idaea flaveolaria


 

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Magnifica femmina di Vipera aspis atra.


 

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Pisaura


 

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Vipera aspis atra, maschio.


 

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Altro maschio trovato non lontano dal precedente.


 

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Piccole "tragedie" della natura.


 

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Misumena vatia, in attesa della preda.


 

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Coronella che "assaggia" l'aria.


 

Ora metto alcuni scatti vari con altre prospettive e alcuni atteggiamenti interessanti.

 

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Un grazie agli amici di NaturaMediterraneo per le identificazioni di insetti e ragni, e a Claudio Labriola per le identificazioni che mancavano!


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21 giugno 2010 1 21 /06 /giugno /2010 12:32

 

La raganella è la rana più piccola presente in Ticino, raggiungendo una lunghezza di soli 3-6 cm.

 

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Fino al 1995 era considerata Hyla arborea (presente, in Svizzera, oltre Gottardo), ma degli studi hanno messo in evidenza alcune piccole differenze tra le due popolazioni, e oggi si parla di Hyla intermedia per la specie presente nel nostro cantone.

  

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La si riconosce facilmente dalla sua colorazione dorsale verde, separata da una striscia marrone-nero dalla pancia biancastra.

Le dita della raganella terminano con una specie di disco che gli permette di avere una presa salda anche su superfici lisce e verticali.

 

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Non a caso questo anfibio è facilmente osservabile su cespugli e arbusti, dove gode di un mimetismo eccezionale. Di giorno gli adulti riposano su rami e foglie, a volte anche in pieno sole, protetti da una particolare secrezione cutanea che ne impedisce la disidratazione.

 

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A partire dal mese di maggio i maschi si radunano presso stagni e pozze d’acqua ed iniziano a richiamare le femmine con un caratteristico e potente richiamo creato con il sacco vocale che possiedono sotto la gola.

 

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La deposizione delle uova avviene generalmente in piccole pozze d’acqua, anche pozze temporanee e prati allagati, ben soleggiati e relativamente caldi, il che facilita lo sviluppo rapido delle uova e dei girini. Questi tipi di habitat hanno pure il vantaggio di contenere pochi predatori, quali pesci e insetti acquatici, invece presenti in grossi stagni e ruscelli calmi. I girini della raganella sono facilmente riconoscibili da quelli di altre rane per via dei loro occhi sporgenti e da dei caratteristici riflessi metallici.

 

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Una volta compiuta la metamorfosi (da girino a raganella) la piccola raganella, grande uno o due centimetri, abbandona l’acqua dove vi farà ritorno una volta sessualmente matura per potersi accoppiare.

La raganella si nutre di insetti, ragni e altri piccoli invertebrati, che va cacciando prevalentemente di notte.

 

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L’habitat della raganella é composto da zone soleggiate con piante ad alto fusto e ricco di vegetazione cespugliosa, con nelle vicinanze degli stagni o comunque delle zone che gli permettono la deposizione delle uova.

 

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In Ticino, la raganella, vive prevalentemente nei fondovalle e i suoi habitat soffrono parecchio a causa della pressione umana che distrugge gli ambienti a lei favorevoli, come ad esempio, arginando i fiumi e non permettendo più l’allagamento dei terreni a lato delle sponde.

 

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Tengo a ringraziare l’amico Patrick Scimè che mi ha permesso di osservare la raganella e altri anfibi di casa nostra, portandomi negli habitat, aiutandomi a cercarli e per le sue preziose informazioni.

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Potete vedere qualche foto in più nell'album che trovate sulla destra.

 

 

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