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5 luglio 2009 7 05 /07 /luglio /2009 13:53

 

La Vipera aspis è stata suddivisa in diverse sottospecie che vi presento rapidamente:
 

Vipera aspis aspis, diffusa principalmente in Francia, in alcune zone della Germania, dell’Italia, della Spagna e della Svizzera.


Grosso maschio di Vipera aspis aspis.

 

Vipera aspis atra, diffusa principalmente nella zona alpina della Svizzera, dell’Italia e della Francia.

Femmina di Vipera aspis atra.

 

Vipera aspis francisciredi, diffusa principalmente nelle regioni settentrionali e centrali dell’Italia e in alcune zone dell’Italia meridionale e nel sud del Canton Ticino (per la Svizzera). Presente anche in Francia e forse in Slovenia.

Splendida femmina di Vipera aspis francisciredi.

 

Vipera aspis hugyi, diffusa esclusivamente nel sud dell’Italia (Calabria, Puglia e Sicilia). È stata introdotta nell’Isola di Montecristo (Toscana) forse per mano dei Fenici. Questi animali fino a poco fa erano considerati una sottospecie a se, Vipera aspis montecristi, oggi non più riconosciuta valida. (non ho delle foto...)

 

Vipera aspis zinnikeri, presente nella regione dei Pirenei (Francia e Spagna). (non ho ancora delle foto...)

 

Con l’avanzare delle ricerche scientifiche e con l’ausilio delle nuove tecnologie (studi genetici e ricerche sulle componenti dei veleni), la suddivisione in sottospecie dei serpenti ha subito molti cambiamenti e ne subisce tutt’ora.

Pure la loro distribuzione geografica suscita spesso dei disaccordi tra scienziati.

 

Alcuni studiosi vorrebbero elevare a specie alcune sottospecie e “eliminarne” altre, inglobandole in altre sottospecie.

 

Secondo alcuni studi genetici la sottospecie Vipera aspis atra non ha ragioni di esistere, ha la medesima chiave genetica della Vipera aspis aspis, per cui dovrebbe essere inglobata in quest’ultima. Da osservatore di terreno e non da laboratorio, sono sempre stato invogliato nel vedere dal vivo delle Vipera aspis aspis per farmi un’idea.

 

Quest’anno ho avuto finalmente l’occasione di osservarne alcuni individui presenti in una zona ristretta della Svizzera, nel canton Vaud.

 

Oltre a notare un habitat totalmente diverso di quello che mi sarei aspettato per osservare delle vipere, ho pure constatato che vi sono delle differenze fisiche tra le V. a. aspis e le V. a. atra.

In questa mia prima indagine ho potuto vedere solo sette individui di una medesima popolazione, per cui è sicuramente presto per poter tirare delle conclusioni, ma da tradizionalista come sono, continuerei a considerare valida la sottospecie Vipera aspis atra.

 

Da sempre l’uomo ha voluto classificare le cose (oggetti, animali, piante, minerali, e tutto il resto). Ogni studioso ha applicato dei metodi diversi e degli schemi a lui logici, per cui è normale che ancora oggi vi siano delle divergenze sulla classificazione di una sottospecie di vipera, specie morfologicamente molto variabile.

Ecco alcuni individui di
Vipera aspis aspis


Giovane Vipera aspis aspis dai motivi dorsali irregolari.




Femmina nel suo habitat, da notare una vecchia ferita sulla sua schiena.






Un maschio particolare, notate la colorazione grigia della sua testa che contrasta col resto del corpo rossiccio.


Dettaglio della testa dell'individuo precedente.



 
 

 

 

Copyright © Grégoire Meier 2009 . Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

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29 giugno 2009 1 29 /06 /giugno /2009 16:46

La scorsa settimana ho passato alcuni giorni in compagnia di Yves Brunelli e Johan De Smedt, due amici appassionati di serpenti come me.


Yves e Johan al "lavoro".

 

Yves Brunelli non ha più bisogno di presentazioni, ma comunque… è un ottimo conoscitore e fotografo della fauna vallesana. In questi quattro giorni ha guidato me e Johan per le sue valli. Il suo blog  in francese è molto interessante e vi consiglio di buttarci un occhio: link

 

Johan De Smedt è l’autore del libro più completo sulle vipere europee. Nel suo testo oltre a trovare molte foto di ogni specie di vipera, vi sono pure parecchie spiegazioni sul loro modo di vivere e sulla loro distribuzione geografica. Non posso fare altro che consigliarvi di acquistarlo… vi sono pure delle foto di vipere ticinesi!

Questo è il suo sito dov’è possibile procurarsi il libro: link

 

In questi giorni abbiamo potuto osservare vari serpenti e alcuni anfibi, cosa non semplice viste le temperature elevate e la vegetazione piuttosto fitta che offre un buon riparo a questi animali.
Nei momenti troppo caldi ho potuto ammirare i paesaggi e alcuni fiori e animali interessanti.



Vipera aspis atra melanica.







Copyright © Grégoire Meier 2009 . Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.



 


 

 

 
Coronella austriaca 


 
Vipera aspis atra, femmina. 



Un bel fiore, probabilmente Centaurea 



Vipera aspis atra



Rana temporaria
e alcuni girini della medesima specie.



Vipera aspis atra,
un maschio melanico dai riflessi spettacolari.



Orchidea di cui mi sfugge il nome...



Splendido colubro verdegiallo
(Hierophis viridiflavus)



Vipera aspis atra



Triturus alpestris



Vipera melanica con la pancia rosso-arancione (difficile da mettere in risalto)



Una pianta carnivora, forse una
Pinguicula.



Natrix maura



Vipera aspis atra
melanica.



Polygonia c-album



Per finire, un magnifico maschio di
Vipera aspis atra.

 

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18 giugno 2009 4 18 /06 /giugno /2009 17:55



Come  ho spiegato nell’articolo dedicato alla Vipera aspis atra, la livrea di questo serpente è molto variabile. Vi sono delle popolazioni con individui dai motivi molto marcati che convivono con altri dai motivi dorsali più leggeri e/o con degli esemplari melanici.

Tra tutte le ornamentazioni delle vipere presenti in natura, la più sorprendente e rara è quella in cui il motivo dorsale è assente. Questo tipo di livrea viene chiamata concolor.

Yves Brunelli da anni esplora le valli vallesane alla ricerca di un individuo concolor, arrivandoci spesso molto vicino, scoprendo delle vipere con pochi motivi dorsali (sul suo articolo ne potete vedere alcune foto link).
All’inizio dell’anno mi disse di aver trovato un sito in cui vi erano diversi individui abbastanza chiari e con dei lievi e piccoli disegni. Finalmente nei primi giorni di giugno riesce a trovare uno splendido maschio di Vipera aspis atra concolor, dalla livrea grigio-verde-oliva, totalmente privo di ornamentazioni dorsali.


Ecco il maschio di vipera concolor trovato da Yves Brunelli. 


Gentilmente Yves mi portò in quella valle e grazie a lui ho potuto trovare a mia volta una femmina concolor.


Femmina di Vipera aspis atra concolor.


Dopo questi due ritrovamenti di individui di vipera concolor e delle varie osservazioni fatte da Yves di individui poco disegnati, possiamo presumere che ci troviamo di fronte ad una popolazione di Vipera aspis atra concolor, ma vale la pena prolungare le osservazioni nei prossimi anni prima di poterlo affermare.


Da notare che in base alla luce e ai riflessi dei raggi solari la livrea di questa vipera cambia tono.


Nella medesima zona vivono comunque, fianco a fianco, individui dalla colorazione tradizionale e individui concolor.


Maschio di Vipera aspis atra concolor

Come promesso al mio amico Yves tengo assolutamente segreto il sito di questi ritrovamenti onde evitare che qualche terrariofilo senza scrupoli venga a depredare il posto e faccia scomparire questi rari animali che noi ci siamo limitati a fotografare e a lasciare in libertà.



Questa varietà di livrea nella Vipera aspis è stata raramente fotografata e pubblicata, per cui scusate se mi sono premunito firmando le fotografie in modo così prepotente...


 
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14 giugno 2009 7 14 /06 /giugno /2009 16:17

Ho trascorso gli scorsi giorni in Vallese, ospitato gentilmente dal mio amico Yves Brunelli e dalla sua famiglia che approfitto per ringraziare. Yves, grande conoscitore dei serpenti della sua zona, mi ha guidato in varie valli del Canton Vallese, Canton Vaud e Canton Friborgo alla ricerca di vipere e di altri serpenti. Le nostre passeggiate ci hanno portato pure all’osservazione di vari altri animali interessanti che vi presento velocemente qui sotto.


 

Ecco Yves Brunelli, che mi ha anche permesso di assistere a dei combattimenti di mucche della razza d'Hérens, sua grande passione.




Vipera aspis atra, maschio



Vipera aspis atra



 

Splendido maschio di Vipera aspis atra dai motivi dorsali particolari.




Salamandra atra, a cui dedicherò un articolo prossimamente.



Vipera berus, femmina melanica
 



Vipera berus, giovane femmina.




Tritus alpestris, maschio.
 

 

 

Bufo bufo, femmina. 



 

Vipera aspis atra

 



 

Lacerta vivipara
 



Vipera aspis atra, femmina.
 



 

Splendida femmina gravida di Vipera aspis atra. 
 



 

Maschio melanico di Vipera aspis atra della medesema popolazione della femmina precedente. 



 

Coronella austriaca, trovata non lontano dalle due vipere precedenti.
 



Vipera aspis atra, maschio
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4 giugno 2009 4 04 /06 /giugno /2009 18:08

I serpenti sono predatori carnivori, le loro prede sono di grandezza proporzionata alla loro mole e spesso composte da altri rettili (come ad esempio lucertole), da roditori, da anfibi, da volatili e da pesci. Alcuni giovani individui si possono pure cibare di insetti e altri invertebrati, dieta che vien spesso abbandonata quando raggiungono una dimensione tale da potersi nutrire di animali più grandi. Alcune specie di serpenti che raggiungono dimensioni ragguardevoli (che vivono in altri paesi e non in Ticino) possono pure cibarsi con prede molto più grandi, come ad esempio caimani o grossi mammiferi. In alcuni habitat estremi alcuni serpenti si sono specializzati con prede particolari o con modi di caccia bizzarri.


Maschio di Vipera aspis atra in fase di digestione.

Mi ricordo di aver sentito parlare di una popolazione di Vipera ursinii che si era specializzata nel morsicare la coda delle lucertole, che per riflesso di difesa la staccavano (autotomia). A questo punto la vipera mangiava unicamente la coda del sauro, lasciandogli la vita salva. È chiaro che in questo caso la vipera non procedeva in questo modo per pietà, ma unicamente perché la lucertola intera risultava troppo grande per essere ingoiata.

 

I serpenti possono essere divisi in due gruppi distinti sulla base del modo di uccidere le prede. Ci sono quelli che afferrano la preda con le mandibole e poi vi si avvinghiano col corpo per soffocarla, sono detti i serpenti costrittori. Vi sono quelli che morsicano la preda iniettandogli del veleno. Quest’ultimo sistema ha il vantaggio di creare un contatto molto breve tra la preda ed il predatore, evitando al massimo il rischio che la preda possa ferire il serpente difendendosi.

Il veleno iniettato nella preda ha lo scopo di neutralizzarla e di iniziarne la digestione dall’interno, ricordiamoci che il veleno è una saliva modificata che contiene anche moti enzimi.

Alcuni serpenti ingoiano le loro prede senza ucciderle, e questo per un “problema” puramente fisico. Ad esempio la Natrice dal collare (Natrix natrix) non ha i denti per inoculare del veleno, quindi dovrebbe uccidere le proprie prede per costrizione, ma cibandosi principalmente di anfibi e qualche volta di pesci, gli risulta difficile avvinghiarsi attorno ad una preda viscida e scivolosa che non farebbe altro che sguisciargli tra le spire.

 

Natrice viperina che ingoia un pesciolino.
 

I serpenti hanno diverse tecniche di caccia, proprie alla loro specie e al tipo di preda di cui si cibano.

Per esempio il colubro verdegiallo è un cacciatore. Questo serpente si sposta e segue le tracce olfattive delle sue prede, si intrufola nelle fessure dei muri, nelle tane dei roditori e caccia a vista, per cui niente di ciò che si muove gli sfugge.

La vipera aspis, al contrario, fa degli agguati. Spesso si apposta in vicinanza dei “sentieri” usati dai roditori per i loro spostamenti e aspetta che uno di loro passi a tiro.

 

Malgrado la paura che può incutere in fatto di essere morso da un serpente o di essere soffocato dalle sue spire, dobbiamo riconoscere che questo predatore è uno dei pochi che non crea uno spargimento di sangue. Le sue prede sono uccise senza essere sventrate e sono ingoiate senza essere smembrate.

La cosa che sorprende spesso la gente è il fatto che un topo (per fare un esempio) possa essere ingerito per intero da un serpente apparentemente piccolo e magro. Questa prodezza è possibile grazie alla struttura particolare del cranio e della mandibola del serpente e dall’elasticità del suo esofago.

 

In questa foto si può notare la pelle elastica della parte inferiore della mandibola
 

In pratica la mandibola inferiore del serpente non è unita centralmente, nella zona del mento, per intenderci, e la pelle sotto il mento è molto elastica. Quando il serpente inizia a ingoiare la preda questi due pezzi di mandibola si allargano per adattarsi alle sue dimensioni.



Queste due mandibole inferiori hanno pure un movimento indipendente, come lo hanno quelle superiori, e questo permette al serpente di trascinare la preda verso il proprio stomaco, mandando avanti, alternativamente la mandibola destra e quella sinistra per poi tirarla in dietro spingendo la preda. Da spiegare è molto più complesso di quel che sembra…

 

In questa foto possiamo osservare la pelle della vipera abbastanza tesa e la mandibola inferiore allargata. 
 

Una volta la preda ingerita, il serpente risistema le mandibole con un paio di sbadigli e solitamente cerca un posto dove digerire in pace.


Questa foto mostra bene la fila dei denti della mandibola superiore, che aiutano all'ingestione della preda. La zanna velenifera è riposta nella sua guaina di pelle ed è quel rigonfiamento che possiamo osservare subito sotto l'occhio nella bocca della vipera.


In questi casi il serpente cerca un posto caldo per aiutare la digestione e diminuirne il tempo, per questo motivo ogni tanto possiamo osservare dei serpenti ben esposti al sole con la pancia piena.

 

Giovane femmina di Vipera aspis francisciredi in fase di digestione, si nota bene il rigonfiamento del suo stomaco.

I succhi gastrici dei serpenti sono molto potenti e digeriscono quasi integralmente la preda, ad eccezione dei peli e delle unghie, ma le ossa vengono digerite.

 

Spesso per pudore o vergogna la gente non osa chiedere come sono fatti gli escrementi dei serpenti… ecco qualche esempio…


Escremento di vipera
 

Sono composti, come detto, principalmente dai peli della preda, da sostanze di scarto e da una seconda parte bianca o giallina, che possiamo definire come un concentrato di urina.


Escremento di pitone 

 

 

 

 

 

 

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