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19 settembre 2009 6 19 /09 /settembre /2009 16:06

Anche quest’anno l’autunno arriva, le foglie ingialliscono, le castagne cadono, le temperature calano e le giornate si accorciano…

Questi ultimi due fattori portano molti animali a doversi preparare per l’inverno. I serpenti, ma anche gli altri rettili, iniziano ad esporsi sempre meno ai pochi raggi di sole che ci sono. Spesso gli animali che si osservano ancora sono individui in digestione, femmine in fine gravidanza o esemplari in muta (magari c’è anche qualche serpente che non vuol darsi ragione e spera che l’estate sia eterno…).

Per finire bene la mia stagione erpetologica, oltre a qualche giro in Ticino, sono andato a trovare il mio amico Yves nel suo Vallese, dove non abbiamo solo osservato serpenti ma abbiamo pure ammirato dei paesaggi notevoli.

 

Ecco un riassunto fotografico dei miei giretti autunnali.


Splendido maschio di Vipera aspis atra con un motivo dorsale particolarmente largo e marcato.




Lugano, i Denti della Vecchia ecc. visti dalla vetta del Camoghé (una sudata domenicale in famiglia!).



Un simpatico ragnetto (Araneus, credo).




Ritratto di Vipera aspis atra, maschio.




Ritratto di Vipera aspis francisciredi, femmina.




Il Vallese!



Coppietta di Oedipoda, queste cavallette depongono le uova in autunno, la schiusa avviene in primavera.




Vipera aspis francisciredi



È veramente difficile fotografare le libellule in volo... almeno ci ho provato...




Sempre il Vallese.




Giovane maschio di Vipera aspis atra.



Rana temporaria, bella paffuta, pronta per l'inverno.




Dopo ore di attesa ... ho fotografato queste due lepri (Lepus).




Una mantide religiosa (Mantis religiosa) immatura, deve ancora effettuare una muta per arrivare allo stato adulto.




Coronella austriaca.



Cavalletta, trovo carino il mimetismo...



Un' altro squarcio vallesano.



Vipera aspis atra.



Vipera aspis aspis, abbiamo ritrovato questo maschio, già osservato all'inizio dell'estate.



Bel maschio di Vipera aspis atra.



Mantide religiosa (Mantis religiosa), femmina adulta (anche un po' vanitosa visto che si metteva in buone pose) pronta a deporre le uova.


Se avete resistito fin qui, vi meritate di poter ammirare questa splendida vipera, una delle più belle che io abbia visto.


Vipera aspis atra, maschio.

 

 

 

Copyright © Grégoire Meier 2009 . Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

 

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24 agosto 2009 1 24 /08 /agosto /2009 09:01



In questo caldo mese di agosto ho avuto, purtroppo, poche occasioni di andare ad osservare i serpenti nel loro habitat.

In quei pochi giorni che ho potuto dedicare alle mie ricerche ho comunque avuto degli incontri piacevoli, e non solo con i serpenti, ma pure con degli altri abitanti della nostra ricca natura.

Ho avuto modo di fare delle prove con l’obbiettivo macro, fotografando insetti, ottenendo dei risultati che giudicherei sufficienti, ma spero di aver modo per migliorarmi…

Ho dedicato diversi giorni alla ricerca della Vipera berus, che come detto nell’articolo che gli ho dedicato, vive in una zona abbastanza ristretta del Ticino con una popolazione piuttosto ridotta.

Dopo varie uscite, in cui le condizioni del tempo non erano ottimali alla sua osservazione, un po’ di sfortuna e parecchia demoralizzazione, finalmente ieri ne ho potuta osservare una.

Una magnifica femmina gravida dai motivi dorsali inconsuetamente molto marcati.

 

Ora lascio spazio alle foto di alcuni degli incontri che ho avuto.


Una serie di cavallette






Una splendida Coronella austriaca


Qualche Vipera aspis francisciredi intenta a scaldarsi hai primi raggi di sole della giornata






Un bruco di sfinge dell'euforbia (Hyles euphorbiae)

Un coleottero dalle lunghe antenne (Monochamus sartor)

Un simpatico ragnetto (Philaeus chrysops). Solo il maschio ha questa livrea sgargiante, la femmina è tutta grigia.


Una Drosera rotundifolia, piccola ma affascinante pianta carnivora

Vari nidi di vespe Poliste

Una mazza di tamburo (Macrolepiota)

E finalmente una Vipera berus!!!




 

 

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27 luglio 2009 1 27 /07 /luglio /2009 08:47


Ancora oggi c’è chi crede che i serpenti pungano con la lingua. Sicuramente quest’idea è dovuta al fatto che i serpenti estroflettono spesso quel loro organo dalla bocca e la sua apparenza biforcuta, appuntita e veloce può sembrare minacciosa.

In realtà la lingua dei serpenti è un organo di senso essenziale per questi rettili che, in alcuni casi, hanno una vista poco sviluppata.


Vipera orlovi femmina, originaria dal Caucaso, fotografata nei miei terrari.


La lingua serve al serpente per raccogliere delle molecole olfattive presenti nell’aria o sugli oggetti per poterle analizzare. Il fatto che la lingua sia biforcuta ne amplia il raggio d’azione e la precisione.


Vipera aspis atra. In questa foto si vede bene una delle due biforcazioni della lingua che sfiora la foglia. (Notate pure il bruco in basso a sinistra, che ho visto solo riguardando le foto a casa)

 

Sul palato del serpente sono presenti due specie di sacche, l’organo di Jacobson, dove viene infilata la lingua una volta rientrata in bocca. L’organo di Jacobson, collegato e combinato con le narici e tutto il sistema olfattivo, analizza le particelle raccolte dalla lingua dando al serpente una percezione degli odori molto precisa e fine.


Vipera orlovi, maschio fotografato nei miei terrari


A certi potrà sembrare una cosa eccezionale (in parte lo è sicuramente), ma tutti i  vertebrati, incluso l’uomo, possiedono un sistema vomeronasale più o meno sviluppato (a dipendenza della specie) , collegato con la parte terminale (sul palato) del setto nasale.  Basta pensare a quegli alimenti che, una volta in bocca, sprigionano un aroma che si espande al naso, oppure alle degustazioni di vino, ecc.


Vipera orlovi. Qui la lingua è in totale esplorazione.

 

Torniamo ai serpenti… La sensibilità della loro lingua gli permette di sentire degli odori a noi impercettibili, come ad esempio la scia lasciata del passaggio, qualche ora prima, di una preda, oppure, per i serpenti velenosi, di poter rintracciare la preda che hanno morso e che è scappata a rifugiarsi per poi morire. In quest’ultimo caso, il serpente segue l’odore lasciato dalla sua preda, ma pure l’odore del proprio veleno (che modifica l’odore della preda stessa). Questo sistema evita al serpente di seguire la scia lasciata da un’altra possibile preda e quindi di concentrare le ricerche su quella morsicata.


Vipera ammodytes fotografata nei miei terrari.

 

Quando i serpenti sono a caccia oppure vengono disturbati e si sentono minacciati, aumentano le perlustrazioni effettuate con la loro lingua, per essere sempre aggiornati su ciò che gli succede attorno.


Vipera aspis francisciredi. Mentre fotografavo questa vipera una cavalletta si è posata davanti a lei. Subito il serpente ha estroflesso la lingua per capire se l'insetto fosse una minaccia.


Per poter permettere alla lingua di uscire ed entrare rapidamente e discretamente dalla bocca, il serpente ha un piccolo orifizio, frontale, tra le labbra.


Vipera renardi  fotografata nei miei terrari. Qui si nota bene l'orifizio da dove esce la lingua senza che il serpente debba aprire la bocca.

 

Contrariamente alla nostra, la lingua del serpente, non è d’aiuto nella deglutizione, ma si è sviluppata in uno straordinario organo di senso.

Vipera aspis atra che "frusta" l'aria con la lingua per raccogliere informazioni.



Copyright © Grégoire Meier 2009 . Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.

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19 luglio 2009 7 19 /07 /luglio /2009 17:42


La salamandra alpina (Salamandra atra) è riconoscibile dalla sua livrea totalmente nera. Il suo corpo, lungo fino a 15 cm (per alcune femmine) sembra frammentato verticalmente e possiamo ben notare due file di ghiandole sulla schiena ed una fila su ogni fianco.


Salamandra atra in postura intimidatoria.



Possiamo osservare la salamandra atra in pascoli alpini, margini di bosco e boschi umidi, dove trascorre gran parte del tempo sotto pietre, tronchi marcescenti e in fessure rocciose, uscendo allo scoperto solo in giornate piovose. I suoi habitat ideali vanno dagli 800 ai 2000 metri sopra il livello del mare. La salamandra atra è l'unico anfibio europea a non dover trascorrere del tempo in acqua. Gli accoppiamenti si svolgono sulla terraferma come pure il parto.


Maschio di salamandra nera.


Ogni accoppiamento produce due uova fecondate, che la femmina trattiene nel proprio utero e che nutrirà producendo, dalle pareti di quest'ultimo, delle cellule nutritive. Dopo una lunga gestazione, dai due ai quattro anni, verranno alla luce due piccole salamandre lunghe 4-5 cm, identiche ai loro genitori.


Femmina gravida.

 



La salamandra alpina vive in diverse zone d'oltre Gottardo, lungo tutte le Alpi settentrionali fino alle Alpi Austriache per poi continuare fino all'Albania. Alcune popolazioni frammentate sono presenti anche nelle Alpi dell'Italia orientale. Per quel che concerne il Ticino, alcune vecchie osservazioni la danno presente nella sua fascia più settentrionale.


 

 


 

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9 luglio 2009 4 09 /07 /luglio /2009 18:12




Tra la fauna ticinese che crea ancora qualche apprensione c'è un inoffensivo anfibio. Alcune leggende, tra cui quella che dice che sia in grado di sopravvivere al fuoco, le hanno sempre portato pregiudizio.



La salamandra pezzata (Salamandra salamandra salamandra) è un anfibio facilmente riconoscibile dalla sua livrea nera pezzata da numerose ed irregolari macchie gialle.



Questi colori vistosi hanno lo scopo di avvertire i possibili predatori che hanno a che fare con un animale velenoso. In effetti la pelle della salamandra è provvista di ghiandole che secernono una sostanza urticante che ha pure lo scopo di tenerla umida.



Lunga fino a 20 cm, la salamandra si ciba di invertebrati presenti nel sottobosco quali lombrichi, molluschi e carabidi. La salamandra adulta è prevalentemente terragnola e vive nelle zone boschive, dove trova rifugio nel fogliame, sotto pietre e tronchi in putrefazione. Possiamo facilmente osservare la salamandra di notte con tempo umido oppure di giorno dopo un abbondante pioggia.



Larva di salamandra

 

Dopo gli accoppiamenti, le femmine, incubano le uova nel proprio corpo per qualche mese, recandosi poi in un punto d'acqua (ruscelli boschivi, fontanili, pozze stagnanti…) dove partoriscono anche oltre 20 larve lunghe 2-3 cm.

Le larve di salamandra sono provviste di branchie esterne e conducono una vita esclusivamente acquatica. Il loro cibo è composto prevalentemente da lombrichi, piccoli invertebrati e molluschi acquatici. A dipendenza del calore dell'acqua dove vivono, le larve impiegano dai 3 ai 12 mesi per svilupparsi e finalmente abbandonare l'elemento liquido per iniziare la loro esistenza quasi esclusivamente terrestre.


Qui si possono notare le branchie della larva.


 La minaccia maggiore per la salamandra è l'immissione di pesci nei piccoli ruscelli boschivi (che predano le larve) e la frammentazione del suo habitat.


 

Foto un po' scura, ma la trovo quasi artistica...








Potete vedere altre immagini di salamandre nell'album foto che trovate sulla destra.
 
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