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14 giugno 2009 7 14 /06 /giugno /2009 16:17

Ho trascorso gli scorsi giorni in Vallese, ospitato gentilmente dal mio amico Yves Brunelli e dalla sua famiglia che approfitto per ringraziare. Yves, grande conoscitore dei serpenti della sua zona, mi ha guidato in varie valli del Canton Vallese, Canton Vaud e Canton Friborgo alla ricerca di vipere e di altri serpenti. Le nostre passeggiate ci hanno portato pure all’osservazione di vari altri animali interessanti che vi presento velocemente qui sotto.


 

Ecco Yves Brunelli, che mi ha anche permesso di assistere a dei combattimenti di mucche della razza d'Hérens, sua grande passione.




Vipera aspis atra, maschio



Vipera aspis atra



 

Splendido maschio di Vipera aspis atra dai motivi dorsali particolari.




Salamandra atra, a cui dedicherò un articolo prossimamente.



Vipera berus, femmina melanica
 



Vipera berus, giovane femmina.




Tritus alpestris, maschio.
 

 

 

Bufo bufo, femmina. 



 

Vipera aspis atra

 



 

Lacerta vivipara
 



Vipera aspis atra, femmina.
 



 

Splendida femmina gravida di Vipera aspis atra. 
 



 

Maschio melanico di Vipera aspis atra della medesema popolazione della femmina precedente. 



 

Coronella austriaca, trovata non lontano dalle due vipere precedenti.
 



Vipera aspis atra, maschio
Copyright © Grégoire Meier 2009 . Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione, anche parziale dei testi e delle foto.
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4 giugno 2009 4 04 /06 /giugno /2009 18:08

I serpenti sono predatori carnivori, le loro prede sono di grandezza proporzionata alla loro mole e spesso composte da altri rettili (come ad esempio lucertole), da roditori, da anfibi, da volatili e da pesci. Alcuni giovani individui si possono pure cibare di insetti e altri invertebrati, dieta che vien spesso abbandonata quando raggiungono una dimensione tale da potersi nutrire di animali più grandi. Alcune specie di serpenti che raggiungono dimensioni ragguardevoli (che vivono in altri paesi e non in Ticino) possono pure cibarsi con prede molto più grandi, come ad esempio caimani o grossi mammiferi. In alcuni habitat estremi alcuni serpenti si sono specializzati con prede particolari o con modi di caccia bizzarri.


Maschio di Vipera aspis atra in fase di digestione.

Mi ricordo di aver sentito parlare di una popolazione di Vipera ursinii che si era specializzata nel morsicare la coda delle lucertole, che per riflesso di difesa la staccavano (autotomia). A questo punto la vipera mangiava unicamente la coda del sauro, lasciandogli la vita salva. È chiaro che in questo caso la vipera non procedeva in questo modo per pietà, ma unicamente perché la lucertola intera risultava troppo grande per essere ingoiata.

 

I serpenti possono essere divisi in due gruppi distinti sulla base del modo di uccidere le prede. Ci sono quelli che afferrano la preda con le mandibole e poi vi si avvinghiano col corpo per soffocarla, sono detti i serpenti costrittori. Vi sono quelli che morsicano la preda iniettandogli del veleno. Quest’ultimo sistema ha il vantaggio di creare un contatto molto breve tra la preda ed il predatore, evitando al massimo il rischio che la preda possa ferire il serpente difendendosi.

Il veleno iniettato nella preda ha lo scopo di neutralizzarla e di iniziarne la digestione dall’interno, ricordiamoci che il veleno è una saliva modificata che contiene anche moti enzimi.

Alcuni serpenti ingoiano le loro prede senza ucciderle, e questo per un “problema” puramente fisico. Ad esempio la Natrice dal collare (Natrix natrix) non ha i denti per inoculare del veleno, quindi dovrebbe uccidere le proprie prede per costrizione, ma cibandosi principalmente di anfibi e qualche volta di pesci, gli risulta difficile avvinghiarsi attorno ad una preda viscida e scivolosa che non farebbe altro che sguisciargli tra le spire.

 

Natrice viperina che ingoia un pesciolino.
 

I serpenti hanno diverse tecniche di caccia, proprie alla loro specie e al tipo di preda di cui si cibano.

Per esempio il colubro verdegiallo è un cacciatore. Questo serpente si sposta e segue le tracce olfattive delle sue prede, si intrufola nelle fessure dei muri, nelle tane dei roditori e caccia a vista, per cui niente di ciò che si muove gli sfugge.

La vipera aspis, al contrario, fa degli agguati. Spesso si apposta in vicinanza dei “sentieri” usati dai roditori per i loro spostamenti e aspetta che uno di loro passi a tiro.

 

Malgrado la paura che può incutere in fatto di essere morso da un serpente o di essere soffocato dalle sue spire, dobbiamo riconoscere che questo predatore è uno dei pochi che non crea uno spargimento di sangue. Le sue prede sono uccise senza essere sventrate e sono ingoiate senza essere smembrate.

La cosa che sorprende spesso la gente è il fatto che un topo (per fare un esempio) possa essere ingerito per intero da un serpente apparentemente piccolo e magro. Questa prodezza è possibile grazie alla struttura particolare del cranio e della mandibola del serpente e dall’elasticità del suo esofago.

 

In questa foto si può notare la pelle elastica della parte inferiore della mandibola
 

In pratica la mandibola inferiore del serpente non è unita centralmente, nella zona del mento, per intenderci, e la pelle sotto il mento è molto elastica. Quando il serpente inizia a ingoiare la preda questi due pezzi di mandibola si allargano per adattarsi alle sue dimensioni.



Queste due mandibole inferiori hanno pure un movimento indipendente, come lo hanno quelle superiori, e questo permette al serpente di trascinare la preda verso il proprio stomaco, mandando avanti, alternativamente la mandibola destra e quella sinistra per poi tirarla in dietro spingendo la preda. Da spiegare è molto più complesso di quel che sembra…

 

In questa foto possiamo osservare la pelle della vipera abbastanza tesa e la mandibola inferiore allargata. 
 

Una volta la preda ingerita, il serpente risistema le mandibole con un paio di sbadigli e solitamente cerca un posto dove digerire in pace.


Questa foto mostra bene la fila dei denti della mandibola superiore, che aiutano all'ingestione della preda. La zanna velenifera è riposta nella sua guaina di pelle ed è quel rigonfiamento che possiamo osservare subito sotto l'occhio nella bocca della vipera.


In questi casi il serpente cerca un posto caldo per aiutare la digestione e diminuirne il tempo, per questo motivo ogni tanto possiamo osservare dei serpenti ben esposti al sole con la pancia piena.

 

Giovane femmina di Vipera aspis francisciredi in fase di digestione, si nota bene il rigonfiamento del suo stomaco.

I succhi gastrici dei serpenti sono molto potenti e digeriscono quasi integralmente la preda, ad eccezione dei peli e delle unghie, ma le ossa vengono digerite.

 

Spesso per pudore o vergogna la gente non osa chiedere come sono fatti gli escrementi dei serpenti… ecco qualche esempio…


Escremento di vipera
 

Sono composti, come detto, principalmente dai peli della preda, da sostanze di scarto e da una seconda parte bianca o giallina, che possiamo definire come un concentrato di urina.


Escremento di pitone 

 

 

 

 

 

 

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28 maggio 2009 4 28 /05 /maggio /2009 15:26


La primavera è un periodo favorevole per poter osservare i serpenti.


 Colubro verdegiallo che si scalda al sole
 

Nelle prime settimane di attività dopo l’inverno, i serpenti si espongono lungamente hai raggi solari per aumentare la loro temperatura corporea e riattivare il metabolismo. Malgrado che i serpenti cerchino di mimetizzarsi al massimo, l’erba bassa molte volte non li camuffa totalmente, lasciandoli ben in vista.


Un altro biacco intento a termoregolarsi.


Altre volte il serpente si espone completamente e spudoratamente al sole, pronto comunque a scattare nel suo nascondiglio al primo segno di pericolo.

Gneralmente i serpenti dopo il letargo sono sporchi di terra che gli è rimasta appicicata al corpo durante la lunga permanenza nel rifugio invernate. Lo si può ben notare attorno agli occhi di questa Natrice dal collare (Natrix natrix).

 


Molte specie di serpenti subito dopo il riposo invernale si dedicano agli accoppiamenti, ed in questi casi i maschi sono un po’ distratti e prestano poca attenzione a ciò che li circonda, rischiando di finire vittime di predatori mentre sono alla ricerca di una compagna.

 
In questa foto un maschio di vipera aspis tenta un approccio con una femmina. Ho potuto osservare la scena per ben 20 minuti senza che i serpenti venissero intimoriti dalla mia presenza.
 

Quest’anno ho già avuto l’occasione di osservare varie specie di serpenti che popolano il nostro paese, tra cui alcuni individui dalla colorazione atipica.

Il primo incontro particolare fu quello con una Vipera aspis atra molto nera (melanica). Niente di sorprendente a parte il fatto che questo serpente era lungo poco più di 20 cm, quindi un individuo di un anno al massimo.

Generalmente il melanismo si sviluppa progressivamente negli anni, cioè la vipera nasce con una livrea normale e poi diventa sempre più nera col susseguirsi delle mute, solitamente arrivando ad una colorazione definitiva tra i 3 e i 5 anni.

 

Anche questo giovane maschio di vipera è sporco di terra, tipico degli individui appena usciti dal rifugio invernale.
 

Durante tre giorni di escursioni erpetologiche organizzata col mio amico Yves Brunelli, venuto apposta dal Vallese, abbiamo trovato un colubro verdegiallo (Hierophis viridiflavus) con una livrea particolarmente marcata. Personalmente, la maggior parte dei biacchi che osservo abitualmente hanno una livrea molto poco ornata e quasi tutta nera.


 

Sempre con Yves abbiamo osservato una Vipera aspis atra femmina melanotica con dei riflessi bluastri  ed una stupenda femmina di Vipera aspis francisciredi dal colore rosso-mattone.



I riflessi blu si possono osservare nelle squame labiali bianche. Questa femmina è stata osservata nello stesso habitat del piccolo maschio melanico. 

 

La magnifica femmina di Vipera aspis francisciredi.

Negli ultimi giorni ho pure avuto la fortuna di vedere una natrice dal collare (Natrix natrix) melanica con dei puntini blu.

 

 

 

 

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5 maggio 2009 2 05 /05 /maggio /2009 13:33

Da un paio di anni mi ritrovo diverse volte a stagione con un caro amico, Yves Brunelli (http://vipere-passion.over-blog.fr/), per fare delle escursioni erpetologiche in Ticino, Vallese ad altre zone. Durante l’ultima gita organizzata nelle nostre valli abbiamo avuto la fortuna di osservare anche un serpente molto particolare, che va a riaprire un discorso molto confuso quanto interessante.



Il serpente in questione è con ogni probabilità un ibrido tra una Vipera aspis atra ed una Vipera ammodytes. A questo proposito metto il collegamento all’articolo che avevo fatto qualche mese fa proprio sull’ammodytes in Ticino, ma qui di seguito aggiungerò qualche dettaglio in più, frutto di altre ricerche e di discussioni avute con persone competenti in materia.

http://serpenti-del-ticino.over-blog.org/article-27576042.html

Il primo documento, che io conosco, dove si parla della presenza della Vipera ammodytes nel nostro territorio è il libro scritto da Peter Frösch, “Gli Incompresi” datato 1985.

In un suo capitolo spiega dell’avvenuta introduzione, nel 1972, di diversi individui di Vipera ammodytes in alcune località del Ticino. Non precisa ne il numero degli individui rilasciati e nemmeno il nome delle persone coinvolte. Nel libro di Frösch è presente la fotografia di una Vipera ammodytes, maschio subadulto di 49cm, catturata in Ticino nel 1978.

Da quest’ultima prova concreta, a mia conoscenza, non vi sono più stati altri ritrovamenti provati. Può darsi che qualcuno abbiano osservato, catturato o ucciso delle Vipera ammodytes su suolo Ticinese, ma per vari motivi abbia preferito tacere e non rendere pubblica la cosa, o semplicemente che io non ne sia al corrente.

 

Dopo aver osservato questo individuo ho contattato Jean Garzoni, grande specialista di serpenti, che mi ha detto di aver trovato, qualche anno fa, una Vipera ammodytes, sempre in Ticino, ma in una zona assai lontana da dove abbiamo rinvenuto il “nostro” ibrido.



 

Identificazione di questo serpente.

 

Di primo acchito devo ammettere che quando ho messo la mano su questo serpente credevo di avere a che fare con una Vipera aspis atra, poi osservando i motivi dorsali del serpente mi sono detto “ecco perché alcune persone possono credere di avere a che fare con l’ammodytes, questa vipera ha dei disegni non comuni alla sua specie”, poi ho guardato la testa del serpente ed ho inequivocabilmente notato il “corno” sul muso.




Osservano la livrea ed alcuni dettagli (colore della coda, forma della testa, squame, motivi labiali ed il cornino), abbiamo iniziato, io e Yves, ad essere sempre più convinti di avere a che fare con un esemplare di ibrido, risultato dell’accoppiamento di una Vipera aspis atra con una Vipera ammodytes, e non con un individuo anomalo di Vipera aspis (sono conosciuti rari casi di aspis con un piccolo corno sul muso).




Dopo aver valutato la situazione, con Yves abbiamo deciso di contattare alcuni specialisti, a cui abbiamo spedito delle foto, per avere un loro parere sull’animale.

Stefan Dummermuth, responsabile del KARCH di Soletta ha confermato la possibilità che si tratti proprio di quello che crediamo, come pure Jean Garzoni.

 


L’ibridazione tra Vipera aspis e Vipera ammodytes è già stata osservata, allo stato naturale, presso Bolzano, dove le due specie vivono nello stesso habitat.

Alcuni studiosi credono che gli ibridi siano sterili e non potranno mai avere discendenza, mentre altri sono dell’opinione opposta. In questo caso l’ibridazione potrebbe complicarsi ulteriormente, avendo degli accoppiamenti ibrido/ibrido, ibrido/Vipera aspis, ibrido/Vipera ammodytes creando un miscuglio genetico ulteriore.


Foto dell'habitat dove si trovano anche delle Vipera aspis atra (foto di Yves Brunelli)
 

Problema dell’ibrido.

 

Questo serpente è un po’ problematico dal punto di vista biologico. I serpenti velenosi ibridi, sviluppano un veleno diverso da quello degli individui puri, per cui non si conoscono bene le proprietà del veleno di questo individuo.

 

La presenza di un maschio adulto di ibrido, in una zona deve è naturalmente presente la Vipera aspis atra, ci suggerisce che ve ne siano altri, e che continueranno ad “inquinare” il patrimonio genetico della specie autoctona.

 

Aspetto ulteriori pareri, ma questo ibrido è frutto di un accoppiamento tra Vipera aspis atra e Vipera ammodytes o discendente di un altro individuo già ibridato?

Se fosse figlio anche di una Vipera ammodytes “pura”, vorrebbe dire che quest’ultima è ancora presente sul nostro territorio.



In ogni caso è stata veramente una bella scoperta, molto interessante, che rimette un po’ di luce su dei probabili rilasci di serpenti avvenuti trent’anni fa ma che si ripercuotono ancora oggi.

Il fatto di essere un attore di questo ritrovamento mi toglie i dubbi che avrei avuto se fosse stata un'altra persona a farlo, e devo dire, che malgrado tutto quanto possa essere negativo un fattore di ibridazione, questo serpente è veramente splendido!

 

 

 

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28 aprile 2009 2 28 /04 /aprile /2009 17:27

Questo capitolo è un po' spinoso… con l'interpretazione che darò, rischio di urtare certe persone, ma mi limiterò ad analizzare i fatti, senza criticare o portare un giudizio sulle convinzioni altrui.

 

La dualità naturale dei serpenti (velenosi/non velenosi, ovipari/ovovivipari, aggressivi/inoffensivi, terrestri/acquatici) ha influenzato anche la sua simbologia.

In culture in cui il serpente ha un ruolo positivo gli si attribuisce, sotto un'altra forma, anche un ruolo negativo. Dobbiamo assimilare alla figura del serpente anche altri animali a lei collegati come ad esempio i draghi, le lucertole, i coccodrilli e altri rettili.

Presso i popoli precolombiani delle Ande, la Pachamama (la terra), poteva prendere le sembianze di un enorme drago e muovendosi, creare dei terremoti e delle eruzioni vulcaniche.

Nella Grecia antica molti mostri leggendari, nemici dei più popolari eroi, avevano delle componenti fisiche appartenenti al serpente.

Alcune popolazioni africane credono che i serpenti siano i messaggeri della morte.

In tutte le culture citate sopra, c’era dunque un serpente “buono” ed uno “cattivo” ed ambedue erano fondamentali all’equilibrio del mondo e dell’uomo.

 

Serpente-drago in ferro battuto, Ticino(?), XIX° secolo(?)


La gran parte delle religioni monoteiste hanno invece "demonizzato" la figura del serpente per eradicare le religioni che hanno soppiantato.

Ricordiamoci che in molte culture il serpente simboleggiava l'acqua, la conoscenza, la guarigione, il tramite con gli dei, la fertilità unita alla Dea Madre. Tutte queste divinità legate alla natura andavano in contrapposizione con la figura di un Dio assoluto ed onnipotente.

La religione cristiana è un ottimo esempio di questa trasformazione.

Nella Genesi si parla ancora di una figura di serpente "positivo", anche se avverso ad un serpente messaggero di Dio e punitore.

L'episodio è quello in cui gli israeliti, persi nel deserto del Sinai, si ribellano a Dio mettendo in discussione i suoi poteri. Come tutta risposta ricevettero dei serpenti per punirli, e Dio ordinò a Mosé di creare un'effige di serpente in rame, che permettesse di proteggere e guarire dai morsi dei rettili velenosi chiunque lo guardasse pentendosi sinceramente per la propria incredulità.


 Adamo, Eva ed il serpente nell'Eden, secondo Albert Dürer
 

L'episodio, nella nostra cultura,  che invece fu fatale al serpente è quello di Adamo ed Eva.

In quella parte della Genesi viene detto che il serpente convinse Eva (che poi convinse pure Adamo) ad addentare il frutto proibito che cresceva sull'albero della conoscenza del bene e del male. Dio si infuriò parecchio, infliggendo il suo duro verdetto: la donna partorirà con dolore e sarà nel potere dell'uomo; l'uomo dovrà lavorare duramente la Terra per sfamarsi; il serpente sarà odioso e maledetto tra tutti gli esseri viventi. Come se non bastasse gli fu anche inflitto la pena di dover strisciare sul petto e mangiare polvere ed avere inimicizia con la donna.

Non voglio creare polemiche… ma evidentemente queste storie sono state scritte da chi temeva il primordiale culto della Dea Madre che si unisce al serpente e di tutte le società matriarcali.

Se prima avevamo una cultura in cui la terra era vista come la Madre fertile, posta allo stesso livello della natura, simboleggiata col serpente, visto come l'acqua, il “fertilizzatore”, ora siamo di fronte ad una cultura in cui sia il serpente che la donna sono demoniaci ed impuri, su cui Dio veglierà per far si che non simpatizzino mai più.

sess 0381 copia

La Vergine che schiaccia il serpente.

 

 

 

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